Expedition 63 Mission Log

Fulmini sopra l’Africa.

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Attività del 4 settembre.

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Palmira. Siria.

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Almaty, Kazakistan.

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La Luna.

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Ieri intanto è stata eseguita correttamente la correzione dell’orbita della Stazione. Dunque adesso è tutto pronto per l’arrivo in sole 3 ore della Sojuz MS-17.

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2 settembre 2020

Nella giornata odierna, l’equipaggio della Expedition 63 ha manutenuto diverse attrezzature della Stazione Spaziale Internazionale, garantendo dunque così il corretto funzionamento sia dei sistemi riservati alle ricerche scientifiche sia quelli dell’alimentazione elettrica e del supporto vitale. L’agenda di oggi è stata inoltre arricchita con gli studi sul cuore e sulla psicologia di gruppo.

Chris Cassidy, il comandante della NASA, ha concluso la riorganizzazione degli armadietti per le ricerche, che aveva iniziato lunedì. Lui ha concluso il trasloco e l’installazione di tre sofisticate strutture di ricerca, meglio note come EXPRESS Rack, in altrettanti laboratori. Lo scambio degli armadietti permetterà di supportare i prossimi esperimenti che saranno consegnati alla Stazione con l’imminente missione di rifornimento da parte di Northrop Grumman e del suo veicolo cargo Cygnus.

Dopodiché, Chris Cassidy ha prelevato alcuni campioni dal distributore di acqua potabile, in modo da essere analizzati sulla Stazione e sulla Terra. L’esperto astronauta ha anche ispezionato i boccaporti dei moduli del segmento statunitense e sostituito i tubi nel bagno del laboratorio orbitante, altresì conosciuto come Waste and Hygiene Compartment.

Questa mattina il cosmonauta Anatolij Ivanišin, giunto alla sua terza visita della Stazione, si è imbracato su una cyclette per un’analisi della sua attività cardiaca nello spazio. Ivan Vagner, alla sua prima esperienza nello spazio, ha aiutato il collega, attaccandogli sul corpo dei sensori e monitorando le sue attività durante tutta la durata del test (un’ora circa).

La coppia russa ha poi controllato la temperatura delle batterie e le connessioni, prima di approfondire come gli equipaggi internazionali nello spazio interagiscono con i controllori di missione in tutto il mondo. Successivamente Anatolij Ivanišin si è dedicato alla configurazione di una sofisticata apparecchiatura per l’osservazione della Terra, mentre Ivan Vagner ha lavorato sulla diagnostica dei sistemi elettrici.

https://blogs.nasa.gov/spacestation/2020/09/02/crew-maintains-station-operations-and-space-research/

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3 settembre 2020

Oggi i tre componenti della Expedition 63 si sono focalizzati sull’attrezzatura scientifica giapponese e sugli studi russi sul cuore. I tre inquilini della Stazione Spaziale Internazionale hanno anche svolto la manutenzione dei sistemi dell’aria condizionata e di quelli dell’impianto idraulico.

Grazie al laboratorio Kibo della JAXA (l’agenzia spaziale nipponica) è possibile condurre moltissimi studi nello spazio, sia all’interno che all’esterno del laboratorio orbitante. Kibo possiede una camera di equilibrio, dove gli astronauti possono sistemare degli esperimenti ma anche dei satelliti che saranno poi esposti al vuoto dello spazio.

Il comandante Chris Cassidy ha passato le prime ore lavorative di giovedì a rimuovere una piattaforma scientifica commerciale dalla camera di equilibrio di Kibo. La piattaforma esterna di NanoRacks favorisce una vasta gamma di ricerche, quelle che hanno bisogno di essere esposte alle condizioni dello spazio. Gli esperimenti scientifici automatici riguardano diverse tecnologie e fenomeni, che comprendono anche la robotica, la fisica e la microbiologia, i quali potrebbero portare benefici per la Terra e le industrie spaziali.

Nel pomeriggio Chris Cassidy si è tolto i panni del ricercatore per vestire quelli del tuttofare. L’esperto astronauta della NASA ha controllato i componenti per il monitoraggio dell’atmosfera del veicolo spaziale, ma anche aggiornato il software che fa funzionare il Waste and Hygiene Compartment, il bagno della Stazione.

Anatolij Ivanišin e Ivan Vagner, cosmonauti di Roskosmos, hanno dedicato una seconda giornata alla ricerca sul cuore, per capire come il corpo umano si adatta ai lunghi periodi in assenza di gravità. Il due ha valutato i benefici di una speciale tuta, chiamata negative pressure lower body suit, che impedisce al sangue e ai fluidi corporei di accumularsi verso la testa di un astronauta, un inconfondibile disturbo dovuto allo spazio comunemente nota come “faccia gonfia”.

Anatolij Ivanišin ha anche sostituito i componenti della batteria prima di installare una particolare attrezzatura per la fotografia terrestre. Ivan Vagner ha lavorato sui trasferimenti dei fluidi in tutto il segmento russo della stazione e infine ha aggiornato i documenti dell’inventario del laboratorio.

https://blogs.nasa.gov/spacestation/2020/09/03/heart-studies-ac-and-plumbing-work-fill-orbital-schedule/

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In vista manovra per evitare detriti.

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Proprio come fare le pulizie domenicali in casa, vero?!

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Pskov, Russia.

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Allarme rientrato.

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Qual è la distanza minima di un oggetto dalla ISS per cui vengono eseguite manovre di evasione? 5 km?

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Ricordavo un post di @Buzz a questo proposito, che magari può confermare.
La “safety box” dovrebbe essere di 25 x 2 x 25 km.

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AKA “scatola della pizza” :wink:
Secondo questo thread su Space Stackexchange le dimensioni sarebbero 50 × 50 × 1 chilometri, ma questi valori non sono confermati da fonti ufficiali.

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8 settembre 2020

Dopo essersi riposati nel fine settimana, Chris Cassidy, Anatolij Ivanišin e Ivan Vagner, nell’ordine comandante e ingegneri di volo della Expedition 63, hanno trascorso un’intera giornata sulle ricerche scientifiche che aiuteranno a chiarire gli effetti dello spazio sul corpo umano. Oltre a ciò si sono dedicati ad alcune attività di manutenzione per tenere in perfetta forma la Stazione Spaziale Internazionale, la quale sostiene da 20 anni gli equipaggi nello spazio.

Chris Cassidy ha passato la prima parte del suo martedì nel laboratorio Kibo della JAXA (l’agenzia spaziale giapponese) con l’Aquatic Habitat, un particolare acquario capace di ospitare piccoli pesci di acqua dolce come il pesce del piso e il pesce zebra, poiché sono soggetti perfetti per gli studi sui vertebrati. Il Comandante del laboratorio orbitante ha prelevato le lenti per la configurazione e la chiusura del Confocal Space Microscopy, in questo modo il microscopio sarà capace di fornire immagini fluorescenti dei campioni biologici, le quali forniranno informazioni ai ricercatori sulla natura essenziale delle cellule e delle strutture dei tessuti e delle loro funzioni.

Successivamente Chris Cassidy ha utilizzato un sequenziatore di biomolecole per lo studio Genes in Space 6, che valuta in che modo l’esposizione alle radiazioni influisce nel lungo periodo sulla salute degli astronauti. La ricerca, una delle tante altre del gruppo, aiuterà a trovare migliori meccanismi per la riparazione del DNA che le cellule utilizzano in microgravità.

Nel frattempo, nel segmento russo, Anatolij Ivanišin ha proseguito le ricerche per capire il rendimento del cuore durante le missioni di lunga durata. Per questo motivo ha preparato e poi indossato per 24 ore un elettrocardiogramma. Il cosmonauta ha anche pulito la strumentazione durante le consuete attività di manutenzione e configurato un’apparecchiatura per catturare i cambiamenti sulla Terra.

Anche Ivan Vagner si è occupato delle pulizie, spostando alcune casse nella Progress MS-14, dal momento che a dicembre rientrerà in modo distruttivo nell’atmosfera terrestre. Il cosmonauta si è pure focalizzato sullo studio di pilotaggio spaziale e di robotica Pilot-T, il quale si avvale di modelli matematici per sviluppare dei consigli e migliorare l’addestramento per i cosmonauti che dovrebbero svolgere compiti complicati come l’attracco o il volo libero di una navicella spaziale.

https://blogs.nasa.gov/spacestation/2020/09/08/studies-on-the-human-condition-take-flight-along-with-piloting-investigation/

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Isola di Sachalin, Russia.

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Può darsi che ci fosse un +/- davanti ai 25 km di cui parlavo io, che confermerebbe i 50 km… Però sinceramente non ricordo il numero esatto (il tempo passa e comincio a dimenticare le cose :frowning: ).

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Kaluga, Russia.

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