Expedition 70 Mission Log

che meraviglia!

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.

:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

1 Mi Piace

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.

:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

1 Mi Piace

Cala il sipario sulla parentesi dell’astronauta danese Andreas Mogensen come comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Il testimone passa nelle mani del russo Oleg Kononenko che traghetterà l’ormai equipaggio di Expedition 71, all’appello del settetto manca soltanto la statunitense Tracy Caldwell Dyson che arriverà il 21 marzo con la Sojuz MS-25, ma che ancora non può chiamarsi ufficialmente così la nuova spedizione, sebbene gran parte dei membri dell’equipaggio siano già a bordo. Infatti, lo sapete, è necessario attendere il distacco della Sojuz MS-24 per la transizione formale all’Expedition successiva! Insomma queste settimane di transizione suonano un po’ come il preludio della spedizione che verrà.

Ci eravamo lasciati così lo scorso 26 settembre, quando Andreas Mogensen ereditò il ruolo di comandante dell’avamposto per Expedition 70 da Sergej Prokop’ev. Al solito, vi elencherò delle curiosità e statistiche legate a questo solenne avvicendamento al comando della stazione spaziale.

Individuale

Non posso non partire dal comandante uscente Andreas Mogensen! Sul suo conto avevamo già detto che è stata la 58a persona diversa ad assumere tale ruolo, il sesto astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea ad essere designato, il primo ovviamente proveniente dalla Danimarca. Sono ben 166 giorni in cui l’astronauta danese è stato responsabile dell’integrità dell’avamposto e dello svolgimento in sicurezza delle attività dei suoi sei compagni di equipaggio. Un bottino ragguardevole e di tutto rispetto che in classifica generale lo colloca al 22o posto, davanti per tre giorni a Robert Kimbrough (Exp. 50) e dietro per appena uno a Sergej Krikalëv (Exp. 11).

Il 2 novembre Andreas Mogensen ha festeggiato 47 anni con tanto di record: è il primo comandante non russo o statunitense a spegnere le candeline. Il primo della serie è stato Jurij Onufrienko che il 6 febbraio 2004, durante Expedition 4, compì 41 anni. Il più giovane tra i comandanti a compiere gli anni. Anche questa curiosità la sapevate già dalla puntata precedente, lì vi ho snocciolato qualcosina in più :wink: .

Da segnalare la differenza d’età tra Andreas Mogensen e Oleg Konenenko: 4.517 giorni o se preferite 12 anni e 137 giorni, la seconda forbice più ampia di sempre. I primatisti sono la coppia formata dalla 48enne Peggy Whitson e dal 35enne Sergej Volkov (il comandante più giovane record tuttora imbattuto), che si passarono vicendevolmente il testimone a cavallo di Expedition 16 ed Expedition 17. In quello che da oggi è slittato al terzo posto, compare nuovamente Kononenko, classe 1964. Stavolta insieme a un coetaneo nonché amico di Mogensen, nato anche lui nel 1976: Alexander Gerst (Expedition 57). Tra il tedesco e il russo c’erano 11 anni e 319 giorni.

Nazioni

Dunque 166 giorni per Andreas Mogensen e la sua Danimarca che fa meglio dei 140 giorni dell’Italia accumulati da Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Dietro alle inarrivabili Russia e Stati Uniti, il paese scandinavo è quarto, in coda anche al Giappone che con 224 giorni nel breve periodo risulta più alla portata.

Agenzia

Cambiamo punto di vista. Per quanto concerne ESA, l’esperienza di Andreas Mogensen riscrive il primato per l’agenzia. Infatti, com’era prevedibile, il danese ha sbriciolato il record di 126 giorni al comando del nostro Luca Parmitano, alzando l’asticella di 40 unità, portandola a 166 giorni complessivi. In graduatoria generale su 58 comandanti la situazione è la seguente:

Posizione Comandante Giorni Expedition
22 Andreas Mogensen 166 70
31 Luca Parmitano 126 61
43 Alexander Gerst 76 57
54 Frank De Winne 45 21
56 Thomas Pesquet 33 65c-66a
57 Samantha Cristoforetti 14 68a

Allargando lo sguardo, ESA si conferma terza forza e incrementa da 70 a 236 giorni il margine con l’agenzia spaziale giapponese. Parlare di confronto diretto è iniquo: sei astronauti comandanti per ESA, due per JAXA.

Agenzie Giorni Percentuale
Roskosmos 4218 49,45%
NASA 3566 41,81%
ESA 460 5,39%
JAXA 224 2,63%
CSA-ASC 61 0,72%

Il prossimo record non riguarda direttamente nessuno dei protagonisti dell’avvicendamento odierno, ma che è stato stabilito nel corso del mandato di Mogensen. È uno di quei primati di cui andare poco fieri, purtroppo. Per svariati motivi, in primis i postumi del guaio alla Sojuz MS-22 con il conseguente prolungamento dell’incarico di Sergej Prokop’ev anche per Expedition 69, un astronauta statunitense comandante manca dal 4 maggio 2022 e l’astinenza durerà ancora per un po’, considerando che dopo Oleg Kononenko il successore per Expedition 72 sarà Aleksej Ovčinin. Finora per NASA l’attesa più lunga erano stati i 560 giorni tra Andrew Feustel (Expedition 56) e Chris Cassidy (Expedition 63). Già il computo è salito 676 giorni ed è destinato inesorabilmente a incrementare ancora…

3 Mi Piace

Dopo questo fantastico tuffo nei dati di @LuckyFive possiamo permetterci un po’ di distrazione :stuck_out_tongue: con il nuovo lavoro di @RikyUnreal .

2 Mi Piace

Nella concitazione, c’era tanto da dire e poco tempo da parte mia per farlo, non ho fatto una disamina minuziosa sul neo-comandante, Oleg Kononenko. Partiamo innanzitutto dal dire che è la terza persona a iniziare un terzo mandato come comandante: prima di lui, nel 2012 Gennadij Padalka (Expedition 32) e nel 2017 Fëdor Jurčichin (Expedition 52). Tra loro, solamente Padalka ha avuto una quarta opportunità, nel 2015 con Expedition 44.

Sbloccato il contatore del buon Oleg Kononenko, fermo ai 253 giorni accumulati nelle due precedenti missioni. Da qui a settembre scalerà agilmente la classifica, che lo isseranno dall’attuale sesto al secondo posto, distante 96 giorni. Scavalcherà nell’ordine: Scott Kelly (287), Pavel Vinogradov (293), Fëdor Jurčichin (337) e Sergej Prokop’ev (349). A guardare tutti dall’alto niente meno che Gennedij Padalka con 535 giorni…

A livello anagrafico, Oleg Konenenko con 59 anni e 277 giorni diventa il secondo comandante meno giovane della Stazione Spaziale Internazionale. Il più anziano è Thomas Marshburn – 61 anni e 227 giorni – quando ebbe l’occasione di guidare per 36 giorni una spedizione: l’inizio di Expedition 67. Lo ricorderete, è stata la prima e unica volta che lui ha avuto tale privilegio.

Per quanto concerne, invece, la triade di fortunati di pocanzi, Kononenko è quello che onora il terzo mandato in età più matura. Padalka è più giovane – 54 anni e 22 giorni – e Jurčichin in mezzo – 58 anni e 164 giorni.

L’istogramma soprastante se ben inquadrato aiuta a comprendere il “salto” tra una generazione e l’altra di astronauti della stessa agenzia. È consuetudine persone che appartengono allo stesso gruppo di selezione siano coetanee, per i criteri anagrafici. Sicuramente i 10 anni e 245 giorni tra Sergej Prokop’ev e Oleg Kononenko sono tanti per la tendenza degli ultimi anni. Sarà emblematico il salto generazionale quando il canadese Chris Hadfield (Expedition 35), classe 1959, avrà un successore: escludendo Jeremy Hansen impegnato in Artemis II, gli altri astronauti in attività che potrebbero prenderne il testimone sono Joshua Kutryk (1982) e Jennifer Sidey (1988).


Perfetto, ho esaurito gli argomenti :sweat_smile: . Concludo con una riflessione. Andreas Mogensen ha chiuso il cerchio del gruppo di selezione del 2009 di ESA, i Shenanigans, con una seconda missione condita dal ruolo di comandante. Manca all’appello Tim Peake che si è ritirato anzitempo rispetto ai suoi colleghi dal servizio attivo, un comandante britannico l’avrei visto bene! Il cambio della guardia è stato tracciato, per noi inizia un periodo di attesa per scoprire chi sarà il successore di Mogensen come comandante, se Matthias Maurer oppure uno dei nuovi assunti…

3 Mi Piace

A livello di quartetti, la durata della missione di Moghbeli, Mogensen, Furukawa e Borisov è seconda solo a quella di Kimbrough, McArthur, Hoshide e Pesquet rimasti sulla ISS un giorno in più, 198 contro 197.

Al contrario invece sono risultati il quartetto di Expedition che ha effettuato meno ore di EVA, potendo contare solo sull’unica EVA effettuata da Jasmin Moghbeli e durata meno di 7 ore. Prima di loro il quartetto più “povero” è stato quello di Lindgren, Cristoforetti, Hines e Watkins che totalizzarono poco più di 7 ore di EVA grazie all’unica uscita della nostra Samantha.

Sempre a proposito di EVA “mancate”, Furukawa ha totalizzato 362 giorni di permanenza sulla ISS (sommando anche la sua precedente missione) senza aver fatto alcuna EVA. Solamente una persona (il russo Ivanishin) ha passato più tempo a bordo (nel suo caso 471 giorni complessivi) senza mai effettuare EVA.

Grazie a questa missione, la Danimarca si porta a 205 giorni di permanenza complessiva sulla ISS piazzandosi davanti ai Paesi Bassi, fermi a quota 199 giorni. Il Giappone invece tocca quota 1.977 giorni, staccando di quasi il doppio l’Italia, diretta inseguitrice con 1.095 giorni.

E così sulla ISS rimangono solamente astronauti statunitensi (quattro) e russi (tre), dopo la scorpacciata di nazionalità diverse (ricordiamo il record di 7 diverse nazionalità verificatosi fra gennaio e febbraio scorsi). Naturalmente non è la prima volta che la ISS è abitata esclusivamente da astronauti di sole due nazioni ma la cosa è piuttosto rara se consideriamo che di persone a bordo ce ne sono ben sette. Per trovare una situazione simile bisogna tornare al novembre 2008, quando di persone a bordo ce ne furono addirittura 10 sebbene appunto di sole due nazioni (nove statunitensi e un russo in quella occasione).

La Crew Dragon Endurance si sgancia dal boccaporto di PMA-3/IDA-3 dopo esservi rimasta agganciata per 197 giorni consecutivi. Si tratta di un record, che supera i 170 giorni della Crew Dragon Freedom (Crew-4). Malgrado per Endurance si sia trattato della prima volta a questo boccaporto, i suoi 197 giorni sono sufficienti a piazzarla al primo posto assoluto anche per permanenza complessiva, davanti ai 190 giorni della Crew Dragon Endeavour.

Endurance totalizza 527 giorni complessivi di attracco alla ISS, al momento prima fra tutte le Crew Dragon davanti a Endeavour a quota 467 giorni (and counting).

3 Mi Piace

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.

:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.


:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

1 Mi Piace

Un bel video di @RikyUnreal creato come sempre dalle foto degli astronauti a bordo della ISS.

Nuovo equipaggio a bordo.

3 Mi Piace

Marina Vasilevskaja, con i suoi 33,5 anni, è la seconda donna più giovane ad essere mai salita a bordo della ISS. Più giovane di lei solo la sudcoreana So-Yeon Yi, con 29,9 anni. All’opposto invece Tracy Caldwell (Dyson) è la seconda donna meno giovane (54,6 anni) a salire a bordo per la terza volta, superata solo dai 56,8 anni di Peggy Whitson. A livello anagrafico troviamo qualcosa anche per Novitsky. Fra gli astronauti russi che sono saliti a bordo per la quarta volta è il terzo più giovane, con i suoi 52,5 anni, superato solo dai 50,6 anni di Yuri Malenchenko e dai 49,6 anni di Anton Shkaplerov.

Si tratta solamente della terza volta che a bordo della ISS ci sono ben quattro donne contemporaneamente. Il primo di questi eventi si verificò nell’aprile 2010 ed una delle quattro donne fu proprio Tracy Caldwell.

La Bielorussia diventa la nazione numero 23 ad essere rappresentata a bordo della Stazione Spaziale (sempre più) Internazionale.

Con l’arrivo della Soyuz MS-25 sono ora sette i veicoli contemporaneamente agganciati alla ISS. Non era mai accaduto prima che ce ne fossero così tanti! Nello specifico ci sono, due Soyuz, due Progress, una Crew Dragon, una Cygnus e una Dragon. E con l’arrivo della MS-25 termina la presenza solitaria (a livello di Soyuz) della MS-24, rimasta da sola per 180 giorni, 7 ore e 8 minuti. Si tratta di un record, che supera i 180 giorni, 6 ore e 55 minuti della MS-16 (tra aprile e ottobre del 2020).

Era dal luglio 2016 che una Soyuz con equipaggio non impiegava così tanto (50 ore e 27 minuti) ad agganciarsi alla ISS. In quella occasione la Soyuz MS-01 impiegò 50 ore e 29 minuti.

5 Mi Piace

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.


:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

2 Mi Piace

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.

:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

3 Mi Piace

Foto dalla ISS degli astronauti di Expedition 70, elaborata da @RikyUnreal.


:camera_flash: Riccardo Rossi via Flickr

1 Mi Piace

3 messaggi sono stati uniti a un argomento esistente: Il problema dei detriti spaziali: stato attuale, prospettive e tecnologie