Futuro ritorno del Buran ?

Il Buran è stato il progetto dell’URSS per costruire uno spacecraft manned riutilizzabile, progetto mai terminato per mancanza di fondi (x la disgregazione dell’URSS), ha fatto un solo volo sperimentale che sembra essere andato a buon fine.

http://www.buran-energia.com/

sembra che il buran fosse tecnologicamente più avanzato dello space shuttle soprattutto per quanto riguarda il sistema di protezione termica per il rientro.

ad oggi esiste ancora un esemplare integro (se non erro), non so a che stato di manutenzione, ma sicuramente progetti esecutivi e progettisti ci sono ancora. non sarebbe possibile secondo voi migliorare lo space shuttle con una integrazione di queste informazioni (o saranno datate?), o comunque non vedete un futuro utilizzo del buran, magari acquistato e sviluppato da altre nazioni? mi viene da pensare la cina, l’india o il brasile… chissà!

a voi la parola :slight_smile:

Ciao!
Alessandro

Non era stato distrutto dal crollo del tetto dell’edificio in cui era custodito?

Paolo Amoroso

Io sapevo che era in un parco di divertimenti .

Il Buran era una replica della navetta americana made in URSS. Era privo di propulsori principali fidando nella potenza di Energhia. Il suo primo ed unico volo fu automatico. Di Buran ce ne sono due, uno destinato al volo atmosferico e dotato di due propulsori aeronautici, che adesso non sò dove sia, l’altro fa bella mostra in un parco giochi.
buran non volò più perché per il volo umano richiedeva dei controlli molto più sofisticati di quelli del pilota automatico, senza contare gli alti costi di manutenzione, pur essendo privo di propulsori di grande potenza. Il crollo dell’URSS ha fatto il resto. Quanto al fatto di rimetterlo in funzione, lui o chi per esso, vedi la irrisolta disputa shuttle/orion.

Quello presente nel Luna Park del Gorky Park di Mosca è il Buran OK-TVA, uno dei vari esemplari costruiti anche solo parzialmente.
L’OK-1.01 è l’unico che ha eseguito una missione ed è andato distrutto nel maggio 2002 durante il crollo dell’hangar in cui riposava (fra l’altro perirono anche 7 persone).
OK-1.02 (Ptichka) era quasi completo ed avrebbe dovuto eseguire un rendez-vous con la MIR nel 1993. Ora è proprietà del Kazakhstan e dev’essere in qualche hangar a prendere polvere.

Ma la storia di Buran è molto varia e forse varrebbe la pena di raccontarla tutta…

Dimenticavo: quello che ha effettuato i voli atmosferici era l’OK-GLI che aveva quattro motori agganciati alla coda. Era stato portato in Bahrein nel 2004 per una manifestazione aerea che non hanno mai fatto. E’ poi stato ceduto al museo tedesco “Sinsheim Auto & Technik Museum” che però lo ha lasciato laggiù. Ora deve essere portato alla “Space Shuttle 2007”, una mostra permanente ad Hong Kong che aprirà il 12 dicembre di quest’anno.

I russi di Buran ne hanno costruiti molti di più, tra AeroBuran (la versione a reazione) costruiti in almeno due esemplari, Buran 1 (ossia il Buran vero e proprio e il Ptichka ovvero “uccellino”) e Buran 2, una versione più avanzata.
In tutto circa una decina di esemplari, a conti fatti molti più di quanti ne abbiano costruiti gli americani.

Non credo proprio che uno dei paesi da te citati, o qualunque altro, possa sviluppare un razzo pesante in grado di portare in orbita uno spazioplano di tali dimensioni.
Forse la Cina avrà il suo heavy rocket per la Luna, ma conoscendo la fine che hanno fatto il Saturn, l’N-1 l’Energia potrebbe venire abbandonato dopo pochi voli. Chissà cosa può succedere poi con l’Ares V.

conoscendo un po’ l’ambiente escludo che tecnologia americana uscirà mai dal territorio degli states… gli americani sono molto attenti a questo. piuttosto penso che i russi siano propensi a vendere qualche loro tecnologia per fare cassa… in fondo lo shenzhou cinese è molto simile alla soyuz, no?

Ale

Uhmm sei sicuro che fossero realmente stati costruiti? mi sembrava d’aver letto che uno solo, quello che ha volato, era completato, gli altri (2-3 non mi sembrava di più) erano a diversi stadi di costruzione al momento della sospensione del programma.

Questo è l’elenco degli Shuttle sovietici costruiti

OK-GLI

OK-TVA

OK-M

OK-MT

OK-KS

OK-TVI

OK-1.01

OK-1.02

OK-2.01

OK-2.02

OK-2.03

Si va da un 20-30% di veicolo costruito fino all’OK-1.01 che era completo per il volo orbitale, l’unico ad essere tale.
Alcuni incompleti sono stati completamente smembrati alla caduta del regime sovietico.

Vi linko una modesta wikipedia, che però sta crescendo anche in materiale astronautico (in inglese, ovvio :-D)

http://en.wikipedia.org/wiki/Buran_program

Tra l’altro l’unico volo del Buran è stato l’unico volo di uno shuttle (spazioplano) senza uomini a bordo, con decollo, volo e atterraggio completamente autonomi.

I progetti STS e Buran sono stati portati avanti in modi totalmente diversi: il Buran è simile allo shuttle esternamente, ed in parte è simile la sua aerodinamica, ma tutti gli altri sistemi sono made in russia, quindi un integrazione con la navetta americana è impossibile. Detto questo, il progetto è ancora attuale e più moderno delle prime concezioni STS, ma nessuna nazione avrebbe i fondi per una sua ripresa (dai disegni, sia chiaro), nemmeno la Russia. Le capacità cargo di queste bestie non sono più ricercate dalle agenzie spaziali… meglio un Ariane 5 ECA, un Delta o una Soyuz…

Dal link su wiki però solo OK-1K1 (Buran), OK-1K2 (Ptichka), OK-2K1 (Baikal), OK-2K2 e OK-2K3 erano orbiter e solo Buran completato, gli altri erano tutti per i test atmosferici e/o mockup: OK-TVA, OK-M, OK-MT, OK-KS e OK-TVI test statici e mockup e OK-GLI per i test aerodinamici.

Il piano di produzione è molto simile a quello americano, con 5 orbiter contro 4 (Discovery, Atlantis, Columbia, Challenger), 1 testbed per i test in atmosfera a testa, e 5 mockup contro i 2 americani (Pathfinder ed Explorer).

Il discorso partiva dal fatto che il programma Buran era iniziato più in grande stile rispetto a quello americano, infatti i mockup erano almeno 5 e le navette attive almeno 5.
Del resto anche solo i test aerodinamici erano stati 9 taxi e 25 effettivi, contro i 16 complessivi dell’Enterprise.
Probabilmente se avessero avuto i soldi, o forse anche solo un orgoglio nazionalistico da mantenere, avrebbero sicuramente esagerato, più di quanto abbiano fatto.
Comunque i 20 miliardi di rubli spesi solo per arrivare a fare un volo unmanned non sono male…

beh comunque il fatto di essere un veicolo completamente automatico non mi sembra male… no? lo shuttle non lo è!

Non lo era…
Dalla STS-121 hanno sviluppato la “barra dei comandi remoti” che è un sistema che permette di controllare un orbiter in remoto.
L’hanno sviluppata per tentare di salvare un eventuale orbiter che rimanesse danneggiato in orbita e permettere un rientro e atterraggio unmanned.
Il sistema Buran era comunque eccellente.
Durante l’unica missione ha eseguito un atterraggio con vento trasversale di 35 nodi e ha sbagliato la mezzeria della pista di solo un metro e mezzo!!! :scream:

al finale dell’atterraggio penso che il controllo sia tuttora manuale, con assistenza esterna dato l’assetto molto cabrato.

sarebbe bello sviluppare una automazione al 100% . chissà se con i futuri veicoli ce la faremo!

Alessandro

Teoricamente lo è già, infatti in casi d’emergenza lo Shuttle potrebbe rientrare unmanned fino al “wheels stopped” integro e senza problemi.
Perchè non lo si faccia… beh non si possono mandare in pensione tutti i piloti… :smiley:
Ed è sempre meglio avere qualcuno che supervisioni…

Se il sistema Americano , per il rientro della navetta in regime automatico è davvero efficente, perchè non utilizzarlo anche in caso di avaria della navetta?
Mi spiego: in caso di danni irreparabili al rivestimento esterno della navetta è previsto che , gli astronauti rimangano sulla ISS e lo shuttle venga fatto rientrare nell’atmosfera, senza un suo recupero.
Perchè tale scelta?
Non si potrebbe tentare un rientro e vedere se effettivamente è possibile “recuperare” la navetta?

In caso di insuccesso si rischia di far cadere detriti pesanti e pericolosi in un’area abitata molto grande.

Paolo Amoroso