Chi ha, come il sottoscritto, girato la boa delle 50 primavere (si fa per dire) non può non ricordare i mitici “soldatini”, un po’ modellini ma soprattutto tanto giocattoli. L’idea di base era quella dei soldatini di piombo evoluti, nel corso degli anni 60 del secolo scorso, in plastica. Erano in genere in scala HO (prossima alla 1:72), spesso ben dettagliati nonostante le piccole dimensioni, di costo modesto ed altissima diffusione, molte le aziende coinvolte prima tra tutte l’italianissima Atlantic.
Anche la blasonata Airfix, nota per i pregevoli modellini di aerei e mezzi corazzati, aveva una propria linea di “figurini”, concepiti per diorama spesso finivano sul tavolo da gioco dei bambini dell’epoca.
L’Airfix dunque nel 1970, decide di cogliere “al balzo” (comunque in ritardo se si vuole) la febbre spaziale e lancia una scatola di “Astronauts”. Chiaramente si tratta di astronauti del programma Apollo con le loro tute A7L, riprodotte in maniera abbastanza fedele e con lo zaino delle bombole da incollare a parte.
La scatola ebbe un paio di riedizioni, nel 1989 (quella che io posseggo) ed un’altra del 1998.

Ecco la classica “sprue” con gli omini da staccare ed assemblare, tanto cara a chiunque abbia avuto anche vagamente a che fare con il modellismo:

Gli astronauti erano riprodotti in varie pose, inclusa quella iconica con la bandiera, con l’aggiunta di tre distinti veicoli, uno effettivamente realizzato ed altri due rimasti sulla carta (ma che all’Airfix devono aver giudicato comunque come probabili):
- Un LRV abbastanza abbozzato e privo di antenne e telecamere
- Un MFU (Manned Flight Unit) monoposto proposto dall’ing. Robert Croft nel 1969
- Un F2B biposto proposto sempre dalla Bell intorno al 1966
Ref. http://www.plasticsoldierreview.com/review.aspx?id=422
Ref. “The Lunar Exploration Scrapbook” (R. Godwin - Apogee, 2007) pagg. 207/208 e 216


