Guasto al satellite Galaxy 15

Un satellite in orbita geostazionaria è morto, probabilmente a causa della recente tempesta solare.

Se non si riuscirà a riprendere contatto, resterà un detrito fastidioso. Normalmente i satelliti geostazionari si parcheggiano a fine vita in un’orbita cimitero 300-400 km più elevata di quota.

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Da ignorante dei dettagli di architettura di un satellite del genere mi pare strano che non ci sia ridondanza nel sistema di telecomando. Chiaramente dev’essere nel bus, separato dal payload, ma una backdoor di emergenza dal payload verso il bus triggerata da un loss of comm… mah! :wink:
p.s: bella zuppa di italiano e inglese :blush:

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Il fatto che il resto del satellite sia funzionante e non riceva i comandi probabilmente significa che il sistema guasto è la parte di coms che generalmente sono completamente ridondanti ( antenne a parte ovviamente) . Anche io dei satelliti Coms non so molto e nemmeno delle loro piattaforme ma vedo altamente improbabile che un payload possa avere la possibilità di comandare la piattaforma.

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Quello che a mio avviso si dovrebbe implementare nella FDIR in queste piattaforme è una routine che in caso di completa assenza di telecomandi per un periodo troppo lungo, preveda una serie di azioni di recupero ed assenza di recupero il parcheggio in un orbita cimitero.
Se si perde la possibilità di comandare non si può nemmeno fare station keeping e prima o poi occuperà il box degli altri creando non pochi problemi.
Per non abitare la routine basta comandare ogni tot con un comando neutro, ad esempio in Europa abbiamo il servizio 17 del PUS.
Certo una cosa del genere dovrebbe essere imposta per legge o almeno con un accordo tra tutti gli utilizzatori del orbita perché sicuramente non farebbe piacere a nessun cliente.

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Non credo che un satellite incommunicado possa essere in grado di fare da solo una manovra del genere. Una manovra (grande o piccola) è calibrata a terra da suite di software di dinamica del volo tenendo in considerazione la quantità di propellente rimasto (che cambia il centro di massa), le informazioni sulle performance (over- or under-) dei motori nelle manovre precedenti e, se non ora nel prossimo futuro, una analisi di possibili congiunzioni durante e dopo la manovra.
Tutte cose piuttosto difficili da fare automaticamente a bordo, e per giunta in una situazione di emergenza, specialmente per una manovra grossa come quella di fine vita.

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Credo che una soluzione applicable come mero cambiamento di procedure potrebbe essere creare una manovra del genere tramite comandi time-taggati, rimossi e aggiornati periodicamente. Se non fosse più possibile comunicare, eventualmente gli ultimi comandi inseriti verrebbero eseguiti. Ovviamente questo richiederebbe del lavoro aggiuntivo lato dinamica di volo, che per esempio dovrebbero aggiornare le varie manovre e traiettorie ogni giorno o ogni paio di giorni, ma non dovrebbe assolutamente essere impossibile.

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Di sicuro hanno ridondanza a livello di ogni componente elettronico, tipo up/down converters, amplificatori, filtri, etc, però probabilmente per passare da uno all’altro hanno bisogno di operare degli switch. Se hanno perso completamente i comandi, non possono farlo.

È anche un casino parlare di FDIR, perché il satellite sembra che funzioni bene, a parte che non risponde ai comandi. Una FDIR ha bisogno di un evento scatenante, una qualche telemetria fuori dai limiti che la faccia scattare. Se si è fritta la catena di telecomunicazioni, semplicemente non passa più il segnale RF, ma a livello di telemetria non si vede niente

Questo di sicuro no, non si fa, come diceva @Ritberger . Semmai è al contrario, il payload si può comandare direttamente ma ci sarà una backdoor dalla piattaforma per raggiungerlo. Ma di sicuro non c’è una backdoor dal payload alla piattaforma

A quanto pare è già successo per questo satellite nel 2010, ma non è chiaro come lo abbiano recuperato.

E in quel caso, essendo il satellite ancora attivo, effettivamente ha dato non poche preoccupazioni di interferenza. Wikipedia racconta tutta la storia:

Pienamente d’accordo con @Mike , i satelliti in GEO non sono capaci neanche di fare le manovre di station keeping autonomamente. Per come lo capisco io, la dinamica orbitale nelle manovre in GEO richiede un’accuratezza che non può essere elaborata dai limitati computer di bordo. Ogni manovra viene accuratamente calcolata a terra con modelli piuttosto complesso, e poi vengono mandati i comandi al satellite.

Va anche detto che il sistema di aocs è uno dei più critici, perché un errore di manovra può significare perdere il satellite. Anche il semplice “station keeping”, se sbagliato, può fare andare il satellite alla deriva, oltre che sprecare preziosissimo propellente. Non credo esistano satelliti che fanno manovre interamente in automatico (hanno sicuramente delle routine, ma i parametri e il comando di GO vengono sempre mandati da terra) Questo per lo meno è quello che ho osservato io per satelliti in LEO e in GEO, così come per la ISS.

Può sembrare strano, ma le manovre di station keeping assorbono una buona parte del manpower per operare i satelliti in GEO, che in pratica non fanno altro che station keeping e reazione ad anomalie (eh sì, ora capite perché dopo qualche anno mi era diventato noioso fare quel tipo di ops :wink: )

Più che altro io su alcune piattaforme ho visto delle routine che in mancanza di comandi per un certo periodo mettono il satellite in safe mode, in un assetto stabile per le telecomunicazioni con terra, in modo da poter mandare i comandi di emergenza e recuperarlo.

A me sembra davvero strano che un SPE frigga tutta l’elettronica di bordo. Quindi un “reboot” dell’intero satellite potrebbe aiutare, se ci fosse una routine che spegne tutto e va in safe mode dopo X tempo che non arrivano comandi.

D’altronde credo che una soluzione del genere non si implementi sulle piattaforme Telecom, perché questi satelliti per natura vengono comandati molto raramente. In pratica il satellite intero è solo un ripetitore, una volta che è configurato (a meno che non si cambi cliente), fa tutto da solo e non ha bisogno di comandi. Parlo seriamente di meno di 10 comandi al mese (e in sostanza tutti per le SKM, come dicevo sopra).

E va anche considerato che quel satellite è piuttosto vecchio, quindi non avrà HW e SW di ultima generazione.

@marcozambi forse Galaxy 15 avrebbe diritto ad un topic separato tutto suo, visto che si va molto OT

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Questa è la tipica cosa che può essere timetaggata (comandi che il satellite esegue indipendentemente nel futuro). Si programma un failover al ricevitore ridondante, e periodicamente si sposta questo switch nel futuro. Se si è impossibilitati a comunicare col satellite (per qualsiasi motivo) il failover avviene…

Ma questo dipende dalla architettura del sistema di bordo…magari ci sono piattaforme che hanno un contatore di secondi dall’ultimo comando ricevuto, e fanno lo switch con una FDIR quando questo contatore va oltre un certo numero (e ci si risparmia il balletto dei timetag da spostare). Stiamo parlando genericamente, non conoscendo i dettagli della piattaforma di Galaxy 15

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Se il satellite funziona ancora, a parte il sistema di comunicazioni, sarebbe possibile una missione con un piccolo satellite che si aggancia e lo manovra come fece la Northrop Grumman qualche anno fa?

Il satellite è stato intenzionalmente spento:

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Per essere precisi, hanno spento il payload, per evitare che faccia interferenza con i satelliti sulla stessa banda a cui passa vicino mentre drifta.

La piattaforma rimane attiva, anche perché se non riescono a comandarla presumo non possano neanche comandare un cambio di modo operativo…

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