HabEx telescopio spaziale per esopianeti

Non abbiamo ancora mai parlato di questo concept. Il sito ufficiale è questo:
https://www.jpl.nasa.gov/habex/
e si tratta di un telescopio spaziale un po’ particolare. L’obiettivo è scovare nuovi esopianeti e approfondire la conoscenza di quelli già noti, esplorare anche l’universo lontano in UV e infrarossi, ma la tecnica è innovativa.
Intanto, per l’osservazione di un oggetto vicino a un altro molto più luminoso, serve qualcosa per oscurare il secondo oggetto. Per osservare la corona solare, ad esempio, si usano coronografi, come quello di Soho, che tappa il Sole e si vede solo l’esterno:


Credits: NASA/SOHO

Ma per osservare un esopianeta, occorre un oscuratore piccolissimo che copra solo la stella e non l’esopianeta. Oppure un poco più grande e un po’ più lontano, ed è qui che nasce l’idea innovativa di HabEx. L’oscuratore (starshade) di HabEx, infatti, sarà di 52 metri e posizionato a 76.600 km o 124.000 km (dipende ancora dal design finale) di distanza dal telescopio. Entrambi orbiteranno nei pressi di L2 (dove c’è Gaia ora per capirci).


Credit: NASA/JPL

Il coronografo sarà srotolabile e si aprirà come un fiore per posizionarsi alla distanza desiderata dall’osservazione. Sarà un corpo indipendente dal telescopio, con i propri strumenti e controllo d’assetto, e verrà inviato pure con un lancio differente qualche mese dopo il lancio del telescopio.


La missione non è imminente, serve ancora qualche anno di studio. Nella migliore delle ipotesi il lancio avverrà solo nel 2035. Cioè se tutto va secondo i piani della NASA, alcune persone potranno vedersi il lancio in differita di 20 minuti da Marte.
Qui c’è l’intero progetto con le varie tempistiche:

dall’anno prossimo dovrebbero iniziare gli studi per il prototipo del telescopio dal diametro di 4 metri, mentre la phase A vera e propria (design definitivo) inizierà solo nel 2024 per il telescopio e nel 2026 per lo starshade.

Il telescopio possiede tanti strumenti, ed è anche capace di funzionare senza lo starshade. Un elenco esaustivo della strumentazione di bordo è presente qui:
https://www.jpl.nasa.gov/habex/mission/instruments/
mentre al link di seguito la situazione aggiornata al 2019 sullo stato dell’arte delle tecnologie necessarie, con relativo TRL indicato per ogni tecnologia. Si parte da un minimo di 4 (anche per lo scudo petaloso), non è un concept assurdo come potrebbe sembrare a un primo sguardo:
https://www.jpl.nasa.gov/habex/mission/technology/

Infine vi linko un riassunto del JPL e uno del Caltech:


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