Il GPS – Global Positioning System


#1

#2

:clap: Bravo “zio”! Bel articolo! :beer:


#3

Grazie. Ditemi se qualcosa non si capisce… quando scrivo queste cose ho sempre dubbi esistenziali :slight_smile:


#4

grazie! non l’ho ancora letto per bene cmq ho trovato un “tramettere” circa a metà anziché un “trasmettere”


#5

Corretto, grazie. Ce n’erano due, di tramissioni :slight_smile: e anche una punteggiatura che non mi piaceva nelle correzioni relativistiche (sapevatelo, che ci vogliono)


#6

E bravo Zio! Grazie per il grande aiuto ad orientarci nella navigazione.
Forse è un po’ complicata, per chi non ha immaginazione spaziale, la storia delle sfere che si incrociano anche sottoterra (magari ci vorrebbe un’immagine ad hoc)… Ma non parlo mica per me, neh? :stuck_out_tongue_winking_eye:


#7

Ecco, l’ho letto. Molto comprensibile e ordinato, e ti mette diverse pulci nell’orecchio che poi ti portano ad approfondire


#8

Letto adesso.
Ottimo articolo e comprensibilissimo… Grazie ancora per il lavoro che fate voi articolisti.


#9

Rob, la storia delle sfere… Devi pensare alle bolle di sapone che si toccano. Un’immagine ben fatta non l’ho trovata, anche se mi ricordo di averla vista. Magari cerco meglio nei documenti antichi, pre-internet.


#10

Articolo interessantissimo! Ottimo lavoro. Grazie.


#11

Mi unisco ai complimenti! Chiaro ed esauativo.


#12

Grazie Marco.

Un tema che mi ha sempre affascinato, connesso con la teoria della relatività di Einstein. Così come mi affascinano gli antichi navigatori, che si dovevano arrangiare con sestanti, clessidre e pietre del sole.

Mi ricordo i tempi di fix a volte lunghissimi del mio primo TomTom, che mi facevano ritardare dai clienti quando ero promotore tecnico industriale. Però che conquista il mio primo navigatore… non si aggiornavano le mappe perché la memoria era scarsa, c’era solo la mappa dell’Italia e finivo sempre in strade controsenso, ma per me che mi perdevo sempre fu una conquista da fantascienza. Una realtà che ha superato la fantasia.

Ecco, Zio, forse per completezza dell’articolo, e perché mi pare importante, mi permetto di suggerirti (con la mia faccia sotto le tue scarpe, e puoi pure muoverti) l’aggiunta di una riga sull’A-GPS, cioé il posizionamento dei satelliti fornito da rete cellulare. Innovazioni tecnologiche che avvengono silenti nelle nostre tasche.


#13

Bell’articolo, complimenti!
Ricordo bene anch’io i lunghi tempi di tracciamento della posizione all’accensione del mio primo TomTom, ma si sopportava pur di evitare di perdersi in città sconosciute :flushed:
Se penso ai passi da gigante che abbiamo fatto… ora abbiamo in tasca tutti un ricevitore GPS molto potente e molto veloce. :ok_hand:


#14

Grazie a tutti. Livio, manca l’A-GPS, e il D-GPS. Mancano EGNOS e simili. Manca almeno un accenno all’uso del GPS per la disseminazione del tempo, argomento a me caro. Ma mi sembrava già abbastanza lungo, non volevo esagerare. Credo che lo scopo di questi articoli sia dare spunti; se uno è interessato poi è facile cercare un approfondimento ulteriore.
Roberto, le figure delle sfere intersecantesi le trovi con “gps range spheres” su google immagini. Ma nessuna mi piace veramente, rendere bene l’intersezione non è facile.


#15

In questo articolo ci sono illustrazioni dell’intersezione tra sfere che potrebbero aiutare a capire.
https://www.e-education.psu.edu/natureofgeoinfo/c5_p18.html


#16

come si fa a mettere il “ringrazia” all’autore dell’articolo? :ok:


#17

Veramente un ottimo e chiaro articolo su un’argomento così complesso! Grazie IK1ODO.


#18

e non vi siete accorti di un altro errore… la distanza è data dal tempo moltiplicato per c, non diviso… non siete attenti! :slight_smile:
Giuseppe, credo che sarebbe opportuno poter ringraziare gli articolisti. Non parlo per me, ma altri fanno un lavoro incredibile.


#19

Letto ora! Bellissimo!


#20

Commentavo ieri con un collega (ing elettronico e radioamatore) che chi ha pensato il sistema a fine anni '60 è stato davvero lungimirante. Chissà se aveva previsto il livello di miniaturizzazione e la potenza di calcolo odierne. Però c’è un nome: Roger Easton, allora capo del Naval Research Laboratory’s space applications branch