Il Presidente Mattarella in visita al centro NASA di Houston


#1

#2

QUIZ

Nella foto ricordo davanti al mockup di Orion compaiono (da sinstra a destra):

X - Vittori - Nespoli - Cristoforetti - Mattarella - Parmitano - Battiston - Y - Villadei

Chi sono X e Y? (in realtà io non so la soluzione :stuck_out_tongue_winking_eye:)

Versione della foto a più alta risoluzione


#3

Y è Mario Runco Junior, primo astronauta italoamericano. Non lo conoscevo, l’ho trovato cercando gli astronauti di STS-44 (la patch è visibile sul video pubblicato dalla presidenza della repubblica)


#4

X è Vincenzo Amendola, Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale. :wink:


#5

Bah Alby, quando l’altro Sergio, quello davvero importante, è andato al JSC, non hai fatto un articolo! :stuck_out_tongue_winking_eye:

Ma Villadei che ci fa in quel gruppo? Vuol dire che ha ancora speranze di volare? E sotto che organizzazione?


#6

Beh sai com’è… il sistema… noi scriviamo quello che la gente vuole… quando il primo Sergio è andato al JSC quelli del secondo Sergio ci fecero sapere che il loro Sergio era più Sergio del primo…


#7

Bravi. Avete vinto un “grazie”. :stuck_out_tongue_winking_eye: Quindi immagino che Mario Runco Junior, che è ancora alla NASA come “management astronaut”, fosse lì soprattutto come italo-americano e non perché svolga un incarico particolare in uno dei luoghi visitati da Mattarella.

A me risulta che Villadei sia ancora un “cosmonauta certificato” dell’Aeronautica Militare. Chissà se Stick, che viene dall’AM, sa/può dirci qualcosa in merito.


#8

Stick vi dice che Villadei volera’ se AM e ASI riescono a trovare i fondi per farlo volare. E’ lui l’uomo AM che sarebbe dovuto stare in ESA in seguito alle vicissitudini della selezione astronauti 2008-2009… All’epoca della selezione era gia’ qualificato a Star City e su alcuni moduli ISS presso Houston. Durante lo stesso periodo, insegnava il corso di Missioni Umane nello Spazio alla Scuola d’Ingegneria Aerospaziale della Sapienza insieme a Vittori. L’AM aveva investito su di lui in quanto doveva essere ovvio che per parte italiana, uno con le sue qualifiche e back-ground avrebbe vinto il concorso sicuramente… Tuttavia, le vie dello spazio sono infinite, e dopo anni d’investimento dell’AM su di lui e su un altro (!), l’ESA gli rispose che il suo curriculum non era soddisfacente e non e’ neanche mai stato convocato per la selezione…! Sarei davvero contento per lui se riuscisse a volare prima o poi, anche se probabilmente immagino che sara’ un breve taxi flight con Soyuz, come lo e’ stato in passato per Vittori.


#9

Mi permetto di dare un’altra possibile chiave di lettura della vicenda, che e’ un’opinione personale e puo’ lasciare il tempo che trova.
Cio’ detto, ESA potrebbe non aver gradito che l’Italia (o l’AMI) cercasse di spingere in quel contesto un astronauta preselezionato autonomamente, in una sorta di percorso parallelo. Questo nulla toglie alle capacita’ di Villadei, che come molte altre persone molto capaci potrebbe essersi solo trovato nel posto giusto al momento sbagliato.


#10

È esattamente quello che ho pensato anch’io leggendo il messaggio di Stick.

Indipendentemente dalle capacità di Villadei, dal punto di vista politico, preparare in anticipo una persona per poi andare al concorso ESA e dire “ecco, ce l’abbiamo già pronto” può provocare una reazione del tipo “ma chi vi credete di essere”.
Per quanto viva dei finanziamenti dei singoli stati, alla fine ESA è un ente più o meno indipendente dalle agenzie spaziali nazionali. Ci sta che non abbiano gradito una mossa del genere da parte dell’AM (e il povero Villadei è venuto a trovarsi dalla parte sbagliata di un “gioco” politico)


#11

Totalmente concorde, non è un giudizio su Villadei, ma su chi ha pensato ad una “strategia” tipicamente “all’italiana maniera” per spingere una propria persona tramite raccomandazione, perché alla fine questo è… L’ESA ha un proprio corpo astronauti e ha tutto il diritto di selezionare i proprio astronauti attraverso una selezione europea e non nazionale… Non biasimo l’ESA a questo punto, mi sembra solo una strategia scellerata da parte di AMI (e decisamente arrogante in un contesto Europeo) se così fosse stato realmente…

E infine, che io sappia, ASI non può più da anni avere un proprio corpo astronauti perché Agenzia aderente all’ESA, il discorso non vale per AMI credo, ma non capisco perché ASI debba andare ad infognarsi in queste cose (o almeno lo capisco per alcune ragioni ma nessuna degna di apprezzamento…)


#12

se così è stato si tratta solo di misere strategie da vergogna tipiche di certa politica.


#13

Se così è davvero stato, e purtroppo questa volta non ho molti dubbi, chi ha pagato di più è stato Villadei, e chi ha fatto la porcata non ha pagato nulla…


#14

Però, se posso essere ingenuo (e non necessariamente per difendere l’AM), ESA dovrebbe essere solo contenta se c’è qualcuno che investe denari nella preparazione di candidati astronauti: ciò dovrebbe voler dire poter scegliere tra persone con competenze più elevate.

Perché se poi Villadei, pur competente e qualificato, fosse stato escluso solo perché malamente raccomandato (e non perché privo dei requisiti) ciò significherebbe che la selezione non viene fatta solo sulle caratteristiche dei candidati, ma anche sulla base di “fattori politici”. Il che legittimerebbe il sospetto che tali fattori possano aver influenzato, in positivo, anche la scelta di coloro che sono stati ritenuti idonei. Quindi le prassi discutibili sarebbero ampiamente diffuse.


#15

Sempre ricordando che in questo scenario stiamo parlando per ipotesi, una cosa e’ invece certa: ESA e’ un ente che si fonda su accordi politici, a partire da quale lingua si parla dove (vi siete mai chiesti, per esempio, perche’ sono inglese e francese, e non anche tedesco, le lingue ufficiali di ESA nonostante i nostri amici tedeschi siano quelli che ci mettono piu’ soldi?), quindi non e’ impossibile che eventuali tentate “forzature” che vadani a turbare precisi equilibri, potrebbero essere ritornati al mittente.


#16

Beh ma secondo te è stato un caso che abbiano preso due Italiani, un Tedesco, un Francese e un Inglese?
Quello che “stona” un po’ è il Danese, che però guarda caso di quella classe è l’unico che ha fatto una missione breve… :slight_smile:

ESA è un’entità sovranazionale, in un’Europa ancora non del tutto unificata economicamente e molto poco unificata politicamente. E in tutto ciò mi sembra più che ovvio che una scelta così delicata come quella del corpo astronauti non avvenga solo sulla base dei candidati ma anche della politica. Secondo te avrebbero mai potuto scegliere 6 Portoghesi, supponendo che questi fossero migliori degli altri?

Poi sicuramente tutti e 6 i selezionati erano candidati eccellenti e si meritavano il posto, così come probabilmente se lo meritavano anche qualche altra decina di candidati sui diecimila che hanno fatto domande. E a quel punto, quando comunque hai da sceglierne 6 su 50, in qualche modo devi pur decidere e scartarne 44…

(NB: non sto discutendo se questo sia un bene o un male. Sto solo dicendo che secondo me, pur non conoscendo il processo di selezione personalmente, è quasi ovvio)


#17

Infatti, messo da parte il “modo ingenuo” mi sembra tutto molto normale e anche ragionevole, tenuto conto che i compromessi politici sono necessari a far funzionare un organismo come quello di cui stiamo parlando (anche se ciò comporta che il portoghese qualificatissimo resti a piedi).

Ma mi domando se, nel caso di Villadei, la forzatura fosse quella di voler portare a casa un terzo astronauta italiano (allora di certo avremmo esagerato) o di voler indicare chi fosse uno dei due che potevano essere in quota all’Italia.


#18

In merito, segnalo questo articolo pubblicato da Wired nello scorso luglio e dedicato ai criteri di rotazione dei nostri astronauti.


#19

Propenderei, sempre ipoteticamente, per la seconda. Tre italiani anche a voler essere iperpatriottici non sarebbe proprio stato giusto. Gia’ averne due…,


#20

AM non ha mai forzato ESA cercando di fornire un prodotto gia’ pronto, creando cosi’ tensione in ESA. Non c’e’ stata nessuna azione “all’italiana maniera” come scritto. Vi posso assicurare dopo 20 anni di servizio nella gloriosa AM, che nessuno si permetterebbe d’imbastire qualcosa del genere. Tant’e’ che con Villadei ha continuato per la propria strada, come sta continuando a fare.

Come ho anticipato in altri posts su questo forum, la vicenda e’ stata ben piu’ complicata di quanto appare e per evitare scandali del mondo astronautico italiano, che di certo non ne ha bisogno, non posso commentare oltre, anche perche’ questa non e’ di certo la sede per farlo.

La puntata che invece vi manca e’ che Francia e Germania, che di fatto hanno gestito la selezione a loro piacimento (turni di selezione svolti sui loro territori, con personale esclusivamente francese e tedesco…) non volevano di certo avere nessun altro astronauta italiano (in quanto l’Italia aveva gia’ Vittori e Nespoli), mentre UK e Danimarca minacciarono di uscire da ESA se nessuno dei loro contendenti fosse stato preso (ricordo che all’epoca, il contributo UK e Danese a ISS era praticamente nullo o quasi). In questo contesto, gli italiani che avevano un peso notevole come Villadei e grandi potenzialita’ di almeno essere finalisti, vennero automaticamente esclusi… (ci sono stati almeno altri 8 casi italiani confermati allo stesso livello di “potere di acquisto” di Villadei).

La “porcata all’italiana” e’ stata fatta dopo, quando ormai era tardi, ma in quella fase AM aveva le mani legate e non e’ minimamente intervenuta… Da cio’ si spiegano i 6 astronauti vincitori, con i due aggiunti italiani, ricordandovi che il concorso iniziale prevedeva solo 4 posti (di fatto riservati per Francia, Germania, UK e Danimarca).

Parere mio totalmente personale e’ che, per quanto riguarda lo Human Space flight, se l’Italia fosse fuori da ESA, le cose andrebbero molto meglio per i nostri astronauti, per i nostri programmi scientifici nazionali e per l’industria nazionale. Questo mio giudizio totalmente personale, scaturisce dal fatto che considero ESA un’agenzia prettamente “satellitare”, inquadrata in un’Unione Europea fondata solamente su una moneta unica e colma di campanilismi e frammentazioni…