Samantha Cristoforetti lascia l'Aeronautica Militare

Su tutt’altro forum parlando della Cristoforetti è saltata fuori la domanda, senza volontà polemica, del “come funziona” la parte burocratica di un militare che lavora all’ESA…

È in servizio attivo ed è quindi mandato “in missione” all’ESA/ASI? Vi viene assegnato come ad un Reparto? Diviene una sorta di diplomatico?

Ovviamente nel riportare la risposta non mancherò di citare la fonte… :wink:

Samantha lascia perchè l’Aeronautica ha fatto pressioni affinchè fosse Villadei a partire con la prossima missione (fonte: Repubblica)

L’articolo di Repubblica è dietro paywall. Se vi interessa Next lo riassume, citandolo ampiamente.

https://www.nextquotidiano.it/perche-samantha-cristoforetti-lascia-laeronautica/

Mio parere personalissimo: tutto è possibile ma faccio davvero fatica a credere che qualcuno sperasse di far volare in una missione ESA un astronauta che non fa parte dell’agenzia europea.

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Concordo con @NullPointer.

Premesso che a mio parere senza una dichiarazione dei diretti interessati ogni ipotesi è peregrina (personalmente non riesco a ritenere la “parola” del giornalista di Repubblica una fonte attendibile, e l’Italia è un paese che ama le dietrologie) e che probabilmente stiamo discutendo sull’aria fritta.

Ammesso e non concesso che la ricostruzione di Repubblica abbia un fondamento di verità, il semplice fatto che qualcuno nelle nostre istituzioni potesse pensare che ESA avrebbe accettato di inserire surrettiziamente in rotazione di volo un astronauta scartato alle sue stesse selezioni è di una ingenuità da lasciare a bocca aperta.
Dimostrerebbe una scarsa se non nulla comprensione dei meccanismi dietro al funzionamento di ESA (ritorno sugli investimenti basato sulla quota di contributi di ciascun paese) che peraltro già vede l’Italia sovrarappresentata nel corpo astronauti.
La credibilità del processo di selezione, già spesso criticata di suo, ne sarebbe uscita minata, con conseguenze gravi sui rapporti tra i paesi membri (se si fa uno strappo per l’Italia, perché non due o tre per la Germania, che versa il doppio dei contributi e ha un astronauta e mezzo, o per la Francia?).

Io auguro a Villadei di arrivare nello spazio, ma non a spese dei colleghi, italiani o meno, che si sono fatti la “gavetta” dentro al sistema per guadagnarsi il posto che occupano.

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è stato scartato? Non lo sapevo

Sempre prendendo per buono quanto affermato da Repubblica. Sia chiaro, tantissimi altri validissimi candidati lo sono stati, ovviamente, non l’ho scritto con intento denigratorio nei suoi confronti. La storia è piena di scartati che sono poi stati presi in selezioni successive, e qualcuno è anche passato dalle nostre parti un decennio fa.
Semmai, il problema sarebbe stato cercare di rimetterlo forzatamente in gioco se eliminato in fase troppo iniziale, ma anche nel caso in cui la selezione non l’avesse fatta mai.
Altre riflessioni le abbiamo espresse qui: .Il Presidente Mattarella in visita al centro NASA di Houston

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Una lettura interessante, da una fonte primaria: i resoconti parlamentari.
https://www.camera.it/leg18/1058?idLegislatura=18&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2018&mese=12&giorno=12&idCommissione=10&numero=0003&file=indice_stenografico

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Primo tweet ufficiale.

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Dal resoconto della Camera, mi sembra di capire che Villadei fosse una “pedina” per un rafforzamento della partnership italo-russa.
Il governo italiano preme per stringere accordi e Villadei sembra essere l’uomo piú vicino a Roscosmos

“In occasione della visita del Presidente Conte in Russia è stato rappresentato da parte italiana l’interesse ad approfondire la possibilità di una missione congiunta italo-russa, a cui assegnare il cosmonauta italiano tenente colonnello Walter Villadei, primo astronauta italiano interamente addestrato dai russi, il cui addestramento prosegue da poco più di sette anni, sempre supportato dai Governi che si sono succeduti, anche precedenti a quello attualmente in carica, come occasione di consolidamento dei rapporti in ambito industriale e scientifico nel settore spaziale.”

Successivamente poi:“Rivendichiamo anche l’inserimento di un quarto astronauta. In base all’accordo fondativo dell’Ente spaziale europeo, abbiamo diritto – come Francia e Germania[…]O si trova una via per integrare, eventualmente, proprio Villadei, che è il quarto astronauta già formato, peraltro dai russi, con una qualche formula, peraltro già utilizzata in passato, oppure bisogna avviare una nuova procedura selettiva.”

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Arriva prontamente anche la risposta della diretta interessata :slight_smile:

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Anche nel modo di rispondere alle polemiche, Samantha Cristoforetti dimostra grande intelligenza ed eleganza

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Si, tutto perfettamente chiaro, anche se questo passaggio fa sorgere dei dubbi leciti su quello che è veramente accaduto ed ha portato alla difficile decisione.

Detto questo, sono convinto che Samantha sarà ora più libera di affrontare le prossime sfide, sia in ESA che, chissà, magari fra qualche anno, altrove… :wink:

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In effetti il punto 4 fa capire che qualche “problemino” ci sia stato.

D’altra parte capisco anche come una persona che ormai vuol dedicarsi totalmente al mestiere di astronauta, con tutti gli impegni che questo comporta, voglia magari anche disimpegnarsi da un altro settore (l’aeronautica), per quanto lei possa tenerci.
Settore che, come ha accennato anche a pagina 2, comporta comunque degli impegni durante l’anno, anche solo per degli aggiornamenti.

Ma faccio una domanda:
Essendo stato addestrato dai Russi,nell’ambito di un accordo diretto Italo-Russo, questo Colonnello Villadei potrebbe volare al di fuori del’appartenenza ESA,come “ospite” dei Russi, sulla Soyuz e nel settore Russo della stazione, più o meno come è accaduto per i vari “turisti” paganti?
Considerando che i Russi non effettuano più missioni orbitali della Soyuz indipendenti dalla stazione orbitale,non mi pare vi sarebbe altra soluzione,a meno che non vogliano utilizzare Villadei come Astronauta dell’Aeronautica a bordo di voli suborbitali ( a pagamento) del Virgin Galactic.

Bisognerebbe chiedere a chi ha pianificato il suo addestramento quale fosse il fine.
Addestrare un cosmonauta senza una schedule definita e veritiera mi sembra uno spreco di risorse. Se l’idea era di fare una missione tutta italiana pagando il viaggio di tasca nostra mi sembra abbastanza malsana. Se l’idea era intanto addestrarlo e poi mettere ESA davanti al fatto compiuto mi sembra pensata da qualcuno fuori dal contesto spaziale.

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davvero, sì… non ho parole… grandissima!! :smiley: :clap:

Mia interpretazione dopo aver letto quello che ha scritto Samantha: nel momento in cui ha informato l’aeronautica che ci stava pensando, la decisione era già nell’aria; nel momento in cui ha deciso di non partecipare al corso per l’aumento di grado, la decisione era già presa.

Piuttosto che “Samantha lascia l’aeronautica perché loro spingono Villadei”, mi sembra molto più credibile qualcosa come “l’aeronautica spinge Villadei perché ha subodorato che Samantha non sarebbe rimasta a lungo”. La qual cosa mi sembra più che normale: ognuno spinge avanti i propri, senza rancore per chi se n’è andato o se ne sta andando.

Detto questo, la scelta di Samantha può essere condivisibile e mi sembra un cambio di direzione (nel suo primo volo, parlava quasi esclusivamente di ASI e molto poco di ESA), ma sicuramente si prende un bel rischio. IMHO un supporto dato a voce o alla ministeriale vale poco, finché non è scritto nero su bianco sul manifesto dei voli. E l’aeronautica di sicuro ha fortissima influenza in ASI e tra i ministeri italiani; se cominciano a spingere in un’altra direzione, non è impossibile che l’opportunità di volo di Samantha vada a qualcun altro (magari neanche italiano, se dall’Italia c’è chi spinge per uno e chi spinge per un altro, o se spingono per qualcuno che l’ESA non vuole).

Un ultimo appunto su Villadei: è vero che non è stato scelto tra gli shenanigans, ma l’esempio di Mathias Maurer mostra che se uno stato spinge particolarmente e se ha abbastanza influenza, inserire un nuovo astronauta in ESA senza bisogno di aprire selezioni ufficiali non è impossibile…

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Beh, non so bene quanto possa essere conveniente e anche politicamente corretto “punirla” a volo già annunciato pubblicamente, anche se concordo che tutto è possibile.
Samantha rimane comunque un’astronauta esperta e addestrata. Non riesco a credere che si preferisca sbalzarla per far posto a una persona seppur validissima e preparatissima sul segmento russo, ma che dovrebbe partire da zero sul segmento USOS (a quel che sappiamo) in vista di una missione sulla ISS, causando ritardi e qualche terremoto politico negli assetti ESA. A meno che non usi uno degli slot esclusivi ASI, sempre che ne siano rimasti.

Da quel che so era cmq arrivato alla fase finale della selezione, e non è un fattore secondario. Una cosa è essere escluso ad un passo dal “podio”, un’altra è non aver passato i quarti di finale (sempre che abbia partecipato).

Il povero Villadei è IMVHO un po’ una patata bollente. E’ stato addestrato a caro prezzo senza una missione e al di fuori del corpo astronauti europeo. Ora forse ce lo si vuole infilare “a forza”, andando anche a tacitare chi si fa tante domande su quale necessità ci fosse di investire ingenti fondi addestrare un pilota militare fuori dai ranghi ESA.

Forse la cosa migliore sarebbe stata pagare per lui un volo su una Soyuz come astronauta “indipendente” italiano, ma certo questo avrebbe richiesto ad AM e ASI di trovare i fondi necessari e anche una missione credibile al di fuori del contesto comune europeo.

Chiosa: a vedere questi pasticci non riesco a non augurarmi che gli astronauti “di elite” diventino presto un ricordo del passato, nel senso che la vera rivoluzione spaziale sarà avere sempre meno figure eroiche (attorno alle quali si sviluppano inevitabilmente queste situazioni ogni tanto) e sempre più persone “qualsiasi” volare in orbita, e oltre.

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La mia opinione, che vale meno di 2 cent, è che Samantha abbia “sbagliato” nel riconoscere pubblicamente gli attriti con l’AM. Cambiare idea, avere aspettative disattese fanno entrambe parte della vita di tutti noi, ma io al suo posto sarei stato in silenzio lasciando ai pettegolezzi da giornale ogni dietrologia.