…e la prima volta che viene fotografato il riflesso del sole su di un mare liquido extraterrestre! Straordinario, anche il colore di etano e metano, verde smeraldo!
Non non è la prima volta, la prima fu l’8 luglio 2009 flyby T-59, la seconda 24 luglio 2012 flyby T-85:
è la prima volta che riprende la superficie, la mappa per così dire, dei mari e c’è anche il riflesso (nelle altre si vedeva il riflesso ma non la superficie)
I colori ottenuti cambiano in base alle lunghezze d’onda con cui è stata ripresa la scena.
L’immagine del riflesso, ad esempio, è tutta in infrarosso (perciò i colori non sono quelli naturali). Rosso, verde e blu sono assegnati seguendo una scala logica per così dire (cioè lunghezza d’onda più lunga per il rosso, quella più corta per il blu) ma arbitrariamente:
“il rosso corrisponde a 5.0 micron, il verde a 2.0 micron e il blu a 1.3 micron”
Quindi questa foto contiene informazioni sui colori reali ma non è in colori reali.
Se fossimo lì, i mari dovrebbero essere molto scuri (sono idrocarburi) permeati di un colore arancione dovuto alla complessa chimica atmosferica.
Grazie Elisabetta, bellissime!
Mi piacerebbe saperne di più su come vengono assegnati i colori, ci sono standard internazionali in funzione di elementi e lunghezze d’onda?
Che bello sarebbe farsi un bagno circondati da luce arancione (temperature a parte!)
Questo già lo sapevo, grazie! Il fatto è che a quel tempo si cerco di far atterrare la sonda nella speranza che il luogo di atterraggio fosse coperto da qualche liquido. Ora che si ha la certezza e si conosce approssimativamente dove sono questi mari, si potrebbe ritentare con una sonda a basso costo cercando di farla atterrare dove ci sono questi mari.
Nessuno dice che non sia interessante (titano e’ con marte ed europa uno dei punti di interesse DICHIARATO dalla comunita’ scientifica, come ripetuto piu’ volte), ma…
Vuoi lanciare una sonda che attraversi il sistema solare, si proponga di atterrare e navigare in un oceano di idrocarburi (con proprieta’ chimiche non proprio uguali all’acqua di mare) svariati gradi sotto lo zero. E lo chiami “a basso costo”.
Come dice Paolo Ulivi tante volte, non funziona cosi`. Ci si provera’, forse, un giorno, quando ci sara’ un razionale argomentato e condiviso per farlo.
Quello che io intendevo era di programmare una missione che non superi un determinato budget, realizzandola, come già successo, facendo uso di pezzi già costruiti e potenzialmente idonei a questo tipo di missione.
Dal mio punto di vista sarebbe meglio organizzare una missione che porti a navigare su un mare di idrocarburi, e chissà che non ci riservi qualche novità gradita, piuttosto che continuare ad andare su Marte alla ricerca di acqua che forse, e dico forse, è sotto la superficie marziana.
La cosa interessante sarebbe il poter confrontare il mare di Titano con quello terrestre, pur se compèosto da altri elementi. Ha abche lui onde e maree; che effetti ha sulla superficie delle sue spiagge; c’è una sorta di cilo metano, atmosfera e piogge, come c’è sulla Terra? Sono queste le domande a cui si potrebbe rispondere facendo un confronto con quanto succede qui sulla Terra.
Ma le domande che hai fatto cominciano ad avere risposta con orbiter. Addirittura gia’ con Cassini.
Again, non contesto l’intenzione. Contesto la facilita’ con cui vuoi una missione con un budget limitato, che faccia qualcosa di mai tentato prima con componenti gia’ costruiti.
Come dire che voglio una macchina che faccia 2000 km con un litro di benzina, che non costi piu’ di 10000 euro e che sia possibilmente realizzata coi componenti della panda.
A proposito dei colori: ricordatevi che quando guardate una immagine di qualche missione spaziale, e una immagine astronomica in genere, i colori non sono praticamente mai quelli dell’oggetto reale, ma un qualcosa studiato da chi ha elaborato le immagini per esaltare un dato o l’altro.
Il colore non è un dato assoluto, dipende dai recettori dei nostri occhi. Altre specie animali vedono cose molto diverse. Se si usano camere che vedono altre lunghezze d’onda (come in questo caso) semplicemente non ha senso parlare di colore; si ha una informazione di flusso in quella banda del sensore, e lo si converte in qualcosa che il nostro cervello capisce meglio. Con grande stile, come fa Elisabetta, ma è sempre una finzione.
Detto ciò, mi par di capire che Topopesto cerchi una Panda da convertire a GPL per navigare sui laghi di Titano - devi solo portarti l’ossigeno.
@Astra (scusa il ritardo!)
dipende da cosa stai guardando, come la stai guardando e da cosa vuoi guardare. Si tratta comunque sempre di falsi colori.
Faccio un esempio con Saturno perché trovo che possa risultare più chiaro, anche se andiamo un po’ OT.
Qui è abbastanza semplice:
il blu rimane blu (bl1)
e il filtri metano diventano rispettivamente verde (mt2 727 nm) e rosso (mt3 889 nm)
Si tratta chiaramente di falsi colori ma sono molto esplicativi: gli anelli non contengono metano per cui rimangono blu.
Quest’altra, invece, è tutta in infrarosso perché è realizzata con un filtro infrarosso e due metano (che sono sempre nell’infrarosso), cb2 mt2 mt3:
mt2 727 nm
cb2 751 nm
mt3 889 nm
ma se seguissi la logica che la langhezza d’onda più corta è il blu, l’intermedia il verde e la più lunga il rosso, otterresti un Saturno completamente verde e degli anelli rossi, un’immagine illegibile ed un istogramma completamente sbagliato.
Io quando guardo immagini in bande non visibili convertite in visibile penso sempre di essere Geordi Laforge.
Alla fine e’ un po’ come ascoltare una trasmissione in SSB. Prendi esattamente lo stesso segnale e lo porti in banda audio.
Qui prendi dell’informazione e la “demoduli” in qualcosa che puoi processare con i tuoi sensi.