Incidente Volo AF447 - Airbus A330


#1

secondo voi cosa è successo veramente? se l’aereo si trovava veramente a 35 000’ avrebbe dovuto impiegare circa 7 minuti per schiantarsi in acqua e allora percheè nessun sos? c’è stata un’ esplosione o un’ avaria elettronica?.. incidente o attentato?
io non so cosa dire… e voi? quanto sarà profondo il mare da quelle parti? che fine farà la scatola nera?


#2

Ne parla in dettaglio il giornalista aerospaziale Miles O’Brienn.

Paolo Amoroso


#3

Io direi di aspettare i risultati dell’inchiesta ufficiale prima di “sparare” ipotesi senza senso come fanno solitamente i nostri giornalisti tuttologi di fiducia.


#4

grazie amoroso per il link… e concordo pienamente con te, albyz85…


#5

Concordo al 250%.
Ho sentito sparare delle cavolate galattiche sulle presunte cause che poco hanno a che vedere col mondo aeronautico e molto con l’ignoranza.
Prima anche solo di azzardare mezza ipotesi io aspetterei, quanto meno, il recupero delle scatole nere.
Altrimenti il rischio è che diventi materiale per un’altra puntata di Voyager, se non peggio…

Solo un pensiero per i passeggeri e l’equipaggio di questo sfortunato volo.


#6

C’è da sperare che il punto del oceano in cui è precipitato lo sfortunato aereo non sia troppo profondo altrimenti dubito che si possa mai recuperare la scatola nera!


#7

Ad oggi si parla dell’avvistamento di un sedile e di rottami… metallici. Metallici?
C’è da crederci?


#8

Beh… le navi son di metallo e galleggiano… l’alluminio è più leggero quindi potrebbe anche essere vero se ha una camera d’aria interna sufficientemente grande…

per le scatole nere dicono il mare sia molto profondo… speriamo in bene…
dicono anche che un paio d’anni fa sempre ad un airbus si sia spaccato il timone di direzione con conseguenze analoghe…

Raffaele


#9

Come dici Albyz, aspettiamo i risultati dell’inchiesta
Nel frattempo un pensiero ai passeggeri e ai loro cari in questo momento di lutto


#10

se dovessi fare un ipotesi, opterei per lo stress meccanico…

qualcosa come il “disastro del volo aloha airlines 243”.
http://en.wikipedia.org/wiki/Aloha_Airlines_Flight_243

la mancanza di contatti, rivendicazioni o quant’altro tipo di segnali, fa pensare ad una cosa improvvisa come un cedimento strutturale catastrofico.

:frowning:

m’auguro che vengano ritrovati i resti per dare alle famiglie almeno una magra spiegazione dell’accaduto e individuare le responsabilità del caso.


#11

ma quale cedimento strutturale?! stiamo parlando di un airbus a330, della air france, non del dc3 della somalian airlines…

poi…

anche se ci fosse stato un guasto elettrico (come scritto sul giornale gratuito city, fonte a mio parere non attendibilissima in questo campo) che secondo loro ha causato lo spegnimento del transponder, l’aereo dovrebbe comunque apparire sullo schermo radar del controllo a terra anche se senza informazioni (ma è vero anche che si tratta di un fly by whire -o come si scrive- che se si blocca o si spenge adiio controllo dell’aereo ma ci sono dei generatori di emergenza sull’aereo, poi vi ricordo che si tratta di un a330, praticamente nato ieri)… tutto mi fa pensare ad una esplosione improvvisa ma non credo si tratti di un attentato… credo sia da escludere la depressurizzazione improvvisa, perche non ci sono state richieste di soccorso da parte del comandante. NON CAPISCO PERCHE CERTA GENTE PARLA DI FULMINI… forse non sanno che non è una cosa così rara che un aereo ne “becca” uno e poi un consiglio… studiatevi la struttura a gabbia di faraday che un po di fisica non fa mai male… a volte mentre leggo questi quotidiani gratuiti mi viene da ridere!! ho sentito cose come: un fulmine attraversando l’ala dove sono posti i serbatoi dell’aereo ne ha provocato l’ esplosione!!!

un pensiero ai parenti delle vittime


#12

Vorrei ricordare a tutti che l’Apollo 12 fu centrato in pieno da un fulmine pochi secondi dopo il lancio. In quel caso i 110 metri di altezza del Saturno V resero il razzo un enorme parafulmine.
Nonstante il fatto che tutti i sottosistemi della capsula Apollo furono resettati e fatti ripartire, sempre durante l’ascesa del razzo, la missione proseguì normalmente.

Il che vi fa capire quanto poco possa fare un fulmine ad un veicolo spaziale, o ad un aereo (specie se di ultima generazione).


#13

Concordo, quella del fulmine la ritengo la meno probabile…come detto però sarebbe meglio aspettare dei dati più concreti su cui fare ipotesi…così è sparare alla cieca


#14

La tragedia è avvenuta nel bel mezzo dell’oceano Atlantico, dove non vi è copertura radar, l’allarme è partito non perchè la traccia del volo (radar o transponder che sia) è sparita dagli schermi dei controllori di volo, ma perchè a un segnale automatico che indicava un’avaria all’impianto elettrico è seguito il silenzio.
L’unica cosa certa è che nessuno in questo momento può avere un’idea sufficentemente lucida di ciò che è successo, le scatole nere sono sul fondo dell’atlantico, e non sarà facile recuperarle.
Ad ogni modo, come Tom Wolfe faceva dire a Conrad in “the Right Stuff”, non è mai una singola causa a scatenare un’incidente, ma diversi fattori messi assieme.
La speranza a questo punto è che le cause vengano scoperte e questa tragedia si traduca almeno in un nuovo bagalio di esperienze per la sicurezza in volo…


#15

sei sicuro giulio? io ho letto proprio che ad un tratto insieme al messaggio di avaria l’aereo è proprio scomparso dai radar!


#16

Intanto poco fa han parlato di scatole nere a 7000 mt… e non l’ha detto un giornalista ma il capo dell’operazione di recupero… la vedo dura…

Salute e Latinum per tutti !


#17

Ti cito questo intervento di un pilota con esperienze di volo di linea intercontinentale apparso sul sito di repubblica:

“Le rotte possibili da Rio de Janeiro verso il nord Europa sono cinque o sei - spiega Pallini - Diciamo che quando si punta verso Parigi i valori di prua sono tra i più settentrionali, leggermente virati verso Est. In pieno oceano Atlantico non esiste copertura radar, grosso modo da quando si lascia la costa brasiliana, più o meno all’altezza di Recife o Fortaleza, il tratto di oceano da attraversare, prima di raggiungere le coste di Capo Verde è lungo circa 1.800 chilometri”. “Durante questo intervallo - aggiunge - le comunicazioni radio avvengono solo in HF, onde medie, spesso suscettibili di interferenze e comunque complicate da possibili condizioni meteo avverse”.

Puoi trovare il testo completo qui: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/aereo-brasile/ipotesi-esperti/ipotesi-esperti.html


#18

è si, 7 km sono tanti… ci sono state operazioni di recupero simili?


#19

non lo sapevo, grazie giulio… mi scuso


#20

Fosse finito (come pare) in un CB l’ipotesi di perdita di controllo per danno strutturale o danno strutturale per perdita di controllo è l’ipotesi più verosimile, non c’è nulla di inverosimile.

anche se ci fosse stato un guasto elettrico (come scritto sul giornale gratuito city, fonte a mio parere non attendibilissima in questo campo) che secondo loro ha causato lo spegnimento del transponder, l'aereo dovrebbe comunque apparire sullo schermo radar del controllo a terra anche se senza informazioni

Era in mezzo all’oceano… non c’è nessuna copertura radar…

credo sia da escludere la depressurizzazione improvvisa, perche non ci sono state richieste di soccorso da parte del comandante.

Se l’aereo è incontrollabile per perdita del fbw e sei in mezzo all’oceano senza copertura VHF cercare di comunicare è l’ultima cosa che ti verrebbe in mente (ammesso che tu sia ancora cosciente)…

un fulmine attraversando l'ala dove sono posti i serbatoi dell'aereo ne ha provocato l' esplosione!!!!

In passato è successo, ma non per il fulmine di per se… ma per un problema ai serbatoi.

Per questo invitavo prima di fare ipotesi senza fondamento ad aspettare l’inchiesta… se ne stanno sentendo di tutti i colori da ogni fonte…