Informazioni missioni lunari Apollo

:grin: Ciao a tutti, sono nuovissimo del forum e spero di non aver sbagliato sezione. Sono un grande appassionato e curioso dello spazio e nella fattispecie delle missioni Apollo che ritengo un miracolo della tecnologia. Volevo porre alcune domande sperando di ottenere le risposte che cerco da tempo e che forse non sono mai stato in grado di cercare.

  1. Le tute spaziali Apollo durante le varie EVA per mantenere costante la pressione interna, azionavano di tanto in tanto il sistema di gonfiaggio dal momento che suppongo ci fossero delle piccole perdite che dovevano essere compensate ?
  2. Quanto tempo ci voleva per depressurizzare e ripressurizzare il Lem prima e dopo ogni EVA?
  3. Come era garantita la tenuta stagna del modulo di comando e del Lem, vale a dire cosa c’era sul portello a livello di “guarnizione”?
  4. Perche’ i rifiuti organici non venivano abbandonati sulla luna ?
  5. Esistono foto dei primi due stadi del Saturno nell’ oceano?

Ringraziandovi per l’ attenzione vi saluto

Sono stati abbandonati anche sulla Luna.

No, credo che i resti di quegli stadi non siano mai stati cercati.

Credo che come tutti gli ECLSS, anche quell0 della tuta avesse un ACS che automaticamente controllava la pressione interna e la riforniva quando la pressione scendeva sotto un certo valore.

Vi ringrazio per le risposte, spero di colmare le mie lacune in fatto d’ informazioni. Scrivete il piu’ possibile sul programma Apollo, e’ semplicemente incredibile

Anche per me la missione apollo è stata grande,sopratutto la apollo 11 ma anche la skylab

La 11 è semplicemente figlia di quelle che la precedettero, se dovessi scegliere la missione più “grande” sicuramente andrei a sbirciare la 8, la prima volta che l’essere umano lasciava l’ormai familiare orbita terrestre e si immetteva in orbita lunare (e senza il LEM che poteva garantire un backup in caso di fallimento dell’ SPS ), oppure la 12 che doveva dimostrare le capacità di allunaggio di “precisione” o la 15 quella che ha avuto maggior successo dal punto di vista geologico (e l’unica in cui siano state dette parole in Italiano, un “Mamma mia!” esclamato dal comandante al ritrovamento di quella che si chiamerà “genesis rock”) o la 17 quella di maggior durata e ultima.
Vedi Jorkman Apollo 11 è nell’immaginario collettivo “l’allunaggio” per eccellenza, è stato il primo, certamente, ma è stato preceduto da missioni forse ancora più importanti e difficili.

Concordo, Apollo 11 è stata solo la conseguenza di tutto il programma. Non per questo va sminuita ovviamente, in fin dei conti è pur sempre stato il primo allunaggio e quindi una missione storica, come lei tutte le missioni Apollo sono state tutta una serie di prime volte più o meno importanti, tutte volte a raggiungere l’obiettivo finale di Apollo 11. Anche le successive poi sono state importantissime portando ogni volta novità.
Solo una piccola precisazione…ancora oggi spesso nell’immaginario collettivo Apollo 11 è l’unica missione di allunaggio…no coment

Se cerchiamo bene non ce n’è stata una Perfetta o da scartare, tutte hanno avuto il loro merito, i loro problemi. Ma io penso che qualsiasi veicolo spaziale con a bordo un essere umano sia un’impresa degna di nota.
Altro che routine. Se potessimo seguire passo passo ogni missione spaziale ci accorgeremmo dei rischi che si corrono. Solo la gente si abitua a queste cose. Chi le vive credo proprio di no.

heheheh ora vado in giro a chiedere i componenti dell’equipaggio di Apollo 17 e vedo che risposte mi daranno! la gente si ricorderà sempre e solo di Armstrong e Aldrin, dimenticandosi pure di Collins! ho appena finito di leggere un libro che tratta dello sviluppo delle trasmissioni televisive dalla luna, molto interessante! appena posso scriverò un sunto, comunque, per chi lo volesse leggere, il libro è in vendita qui:

http://www.amazon.com/Live-Moon-Apogee-Books-Space/dp/1926592166/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1287668204&sr=1-1

Come mai si è perso l’interesse verso gli allunaggi di umani? Sono “solo” 11 gli uomini che han camminato sul suolo lunare?

12 uomini Astra! nell’ordine:NEIL ARMSTRONG-EDWIN ALDRIN (1969) CHARLES CONRAD-ALAN BEAN (1969) ALAN SHEPARD-EDGARD MITCHELL (1971) DAVID SCOTT-JAMES IRWIN (1971) JOHN YOUNG-CHARLES DUKE (1972) EUGENE CERNAN-HARRISON SCHMITT (1972) :beer:

Ah, grazie lunakhod! Però perché han smesso?

Discorso molto complesso il perchè si è smesso!
Ci sono svariate cause che hanno influito…in questi giorni per esempio si sta discutendo un po’ sulla guerra in Vietnam che proprio in quel periodo stava raggiungendo il culmine e “succhiando” risorse finanziarie.
C’è poi l’assuefazione dopo la “prima volta”, etc etc

Io una possibile spiegazione ce l’avrei, ne vorrei parlare da un po’ di tempo … ma visto l’argomento, pur tentato, non ho mai aperto una discussione a tal proposito.
Intendiamoci, nessuno ha la verità, quindi buttando lì ciò che passa per la testa e passandolo al vaglio delle varie critiche forse riusciamo ad avvicinarci un po’ di più alla verità.
Mii rifaccio sempre ad Oriana Fallaci e a “Se il sole muore”. L’ho letto alcune volte ma l’ultima risale ad almeno 15 anni fa, quindi cito a spanne l’episodio ripromettendomi di andare a cercare il punto esatto nel romanzo.
Quando lo lessi la prima volta ero un laureando in ingegneria elettronica e, come un po’ tutti gli ing. in divenire a quell’età, ero molto selettivo e guai a parlare di qualche cosa che esulasse minimamente da ciò che è ritenuto razionale, scientifico o che si discostasse un minimo dalla verità ufficiale. Beh, per farla breve mi colpì molto un brano in cui Fallaci chiedeva ad un astronauta quale fosse lo scopo di andare sulla luna visto che è arida e desolata. L’astronauta, credo Conrad ( ripeto, verificherò), rispose che andare sulla Luna era solo il primo passo, era una esercitazione, per poi poter andare su Marte dove, e questo fu il punto che mi scandalizzò, ci sono alberi, c’è vegetazione … Pensare ad un astronauta che affermava quelle cose scandalizzò la mia coscienza di allora. Ovviamente mi dimenticavo che il libro era stato scritto nel 1964 mentre Mariner 4 che raccolse le prime foto ravvicinate di Marte e fece i primi rilevamenti scientifici deducendo che l’atmosfera marziana era scarsa e non poteva sostenere forme di vita, era del 1965. In sostanza credo che una delle spinte ad andare nello spazio e che sosteneva anche le visioni di Von Braun era una “visione romantica” data ancora dalle idee a dalle deduzioni derivanti dalle osservazioni marziane di Percival Lowell. Mariner 4 nel 1965 e la successiva mappatura di Marte nel 1971 portarono a chiedersi perchè spendere soldi per andare su un pianeta senza alcuna forma di vita con conseguente inutilità dei viaggi spaziali, Luna compresa.

Sostanzialmente perchè “hanno vinto” e la supremazia tecnologica e spaziale era stata raggiunta. Con le successive missioni si è fatta anche scienza “pura”, ma la motivazione principale è venuta a cadere dopo le prime missioni lunari.

oltre alla motivazione principale, nei decenni successivi, vennero a cadere anche i finanziamenti alla Nasa.

Ringrazio tutti per le risposte, ad alcuni aspetti non avevo proprio pensato.

In effetti, oldpaul, cronologicamente pare proprio che si siano abbandonate le camminate lunari quando è diventata reale la possibilità di esplorare nuovi mondi, in questo caso Marte. Di pari passo è cambiata scelta del tipo di spedizione su cui investire. Poor moon (ma forse Marte, guardando la luna, ora direbbe: “Lucky you, finally came back to quiet days alone!”).

PS: curiosa l’affermazione dell’astronauta: “Ora andiamo su Marte perché ci sono gli alberi…”
Era realmente così verde nell’immaginario collettivo dell’epoca?

al di la’ di tutte le visioni romantiche: le missioni Apollo erano state volute dai politici per scopi puramente politici.
una volta dimostrato che il sistema capitalista aveva superato quello comunista/collettivista non c’era piu’ la volonta’ politica di tenere in piedi la baracca

Ti giuro :angel: che cercherò di ritrovare il libro finito in qualche scatolone durante uno dei miei traslochi in modo da contestualizzare chi e quando ha fatto quella affermazione. :stuck_out_tongue_winking_eye:
Beh, io ho vissuto di striscio la parte finale di quel periodo ma un pochino ricordo l’entusiasmo per tutto ciò che riguardava lo spazio e non credo che la fine dell’interesse nell’opinione pubblica possa essere spiegata solo con una affermazione del capitalismo sul collettivismo.
Il tutto nasce dalle osservazioni di Schiappareli (incredibile pensare che erano eseguite dall’osservatorio di Brera in centro Milano … ) che osservò i famosi canali di Marte, che poi si scoprì altro non erano che aberrazioni ottiche del telescopio.
Il tutto fu ingigantito dalla traduzione in inglese e l’utilizzo di “canals”, canali artificiali, e non channels.
La faccenda fu ripresa da Percival Lowell che era un sostenitore della teoria dei canali artificiali ed è un classico esempio di osservazioni autoreferenziali in cui credi davvero di vedere ciò che desideri vedere.
Lowell non è così lontano nel tempo, solo un 50 - 60 anni dall’inizio dell’era astronautica. Sicuramente ha influenzato tantissimo la cultura scientifica e fantascientifica statunitense. Nonostante ci fossero osservazioni spettroscopiche che tendevano ad escludere la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera marziana e volte già a ritenere che l’atmosfera marziana fosse piuttosto tenue, c’erano comunque le osservazioni di calotte polari che variavano nel tempo e il pianeta dava l’idea di essere vivo… Io ritengo che la fine di questa visione abbia influito molto sul giudizio di inutilità di andare nello spazio.

Più che altro Astra,come si sviscerava nel topic sul Vietnam,hanno pensato che raggiunto il risultato,non valesse la pena andare avanti a spendere soldi,benchè vi fosse l’hardware necessario almeno per un Apollo 18.
Si virò sullo Shuttle e si fece un risicatissimo programma Skylab (anche questo tagliato in larghissima parte)e si disse che si sarebbe risparmiato tantissimo.
Poi tutto ciò non risultò reale dato che le cifre per il lancio di uno Shuttle non erano troppo diverse da quelle di un lancio lunare.

Apollo 11 fu più che altro l’ultima missione di “collaudo” del programma Lunare che,di fatto,partì a pieno regime con il 12.
Alla fine col primo allunaggio si fece poco più che percorrere gli ultimi chilometri di strada,quelli più emotivi,ed era lo scopo ultimo della missione.
Ad Armstrong toccò il privilegio di essere stato il primo uomo,ma a livello esplorativo fece proprio poco.
Penso che la missione più rappresentativa potesse essere Apollo 15 e quella più spettacolare Apollo 13,mentre quella meno riuscita fu Apollo 14