L’intelligenza aliena? se esiste, è molto probabilmente di tipo elettronico o digitale e non biologico

Ho sempre pensato che i nostri figli siano destinati a diffondersi ed esplorare la galassia per i prossimi milioni di anni.
I nostri figli…non biologici.
Noi,per come la vedo io,siamo una forma di vita intermedia e fragile,destinata a dare origine ad una discendenza elettronica o digitale senziente; per l’appunto macchine, o più probabilmente programmi che si “reincarneranno” via via in nuovi “corpi” meccanici (dove, per usare vecchie categorie, il programma sarà “l’anima” e l’hardware il “corpo”).
Questa nuova e definitiva “umanità”,questi nostri figli in grado di vivere migliaia di anni,o forse di millenni,non sottoposti ai limiti ed ai vincoli della carne, ci succederà ed esplorerà la galassia.
Non mi pare un pensiero deprimente,anzi !
Inoltre come direbbe il Signor Spock,è " logico",perfettamente logico.

Ora,leggo con estremo interesse un articolo che tratta esattamente di questi temi,e che ipotizza che se “gli alieni”,intesi come razza evoluta di viaggiatori spaziali,esistono davvero,essi con ogni probabilità devono essere entità non biologiche di tipo digitale o elettronico evolutesi da una razza inteligente, ma finita,come la nostra.

Ecco il link:

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Tutto questo da per scontato una l’intelligenza di tipo elettronico - siliconica sia possibile.
Cosa su cui ho francamente i miei dubbi.
Credo sia più probabile una sorta di macchine autoriproducenti - anche se molto limitate nelle loro capacità - possano diffondersi nello spazio relativamente velocemente.
Qualcuno più bravo di me nel calcolo potrebbe verificare qual è la velocità massima con cui queste macchine possono diffondersi nello spazio partendo dai due ipotesi limite che possiamo dare con buone:

  • il fatto che oggi a 13,8 miliardi di anni dal big bang sulla Terra non esistano macchine di questo tipo
  • il fatto che il primo pianeta utile per lo sviluppo della vita si sia sviluppato qualche milione di anni dopo.

Secondo me l’articolo non spiega bene: parla di intelligenze artificiali su supporti artificiali, create con un processo diverso da quello della selezione naturale. Distinguere tra biologico e no potrebbe non essere facile e anche l’elettronica inizia a sfumare nella spintronica e nell’orbitronica (a proposito di orbitronica, notizia fresca).

Mi fa venire in mente un romanzo che lessi qualche anno fa (di cui non ricordo il nome)

Esseri senzienti che bloccati sul loro pianeta decidono di trasformare la loro biologia da quella basata sul carbonio a quella basata sul silicio. In questo modo avrebbero potuto sfruttare i loro stessi corpi (ingegnerizzati ad hoc) per inviare un messaggio di sos all’unisono per i millenni a venire. Questa sincronia era legata alle posizioni delle lune del pianeta.

Sfiga vuole che ormai questi esseri si ritrovano dopo eoni ridotti all’oblio, con ormai solo un vago retaggio della trasmissione collettiva.

Le discussioni fantascientifiche sono belle, ma tendono al pattern frattale.

C’è un bel gruppo Telegram con alcuni utenti molto ferrati in hard sci fi.

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Ci sono un mucchio di cose che erano giudicate impossibili cento o centocinquanta anni fa.
Alcune sono rimaste tali ( la macchina del tempo di Wells,per esempio),altre invece si sono realizzate (il viaggio dalla terra alla luna,i sottomarini, le “macchine volanti”,la trasmissione a distanza di voci ed immagini in tempo reale).
Vedremo (anzi,vedranno),se un inteligenza artificiale di tipo senziente ed autoconsapevole sarà possibile o meno…è in ogni caso un obiettivo che non aspettiamo per oggi o per domani (ma dopodomani?)
Quando era bambino,negli anni 70,i computer,anzi i “calcolatori” o “cervelli” elettronici,erano cose che si vedevano solo al cinema o in documentari sulla NASA, ed erano quella cosa che riempiva una stanza e funzionava tramite nastri magnetici dando responsi attraverso schede perforate.
Neanche nel più selvaggio dei miei sogni,nel 1979, avrei mai immaginato internet,o le incredibili funzioni di uno smarthphone.
Nel 2096 o nel 2122 ?

Il fatto che queste inteligenze non siano ancora entrate in contatto con noi,beh,può semplicemente significare che l’universo è talmente grande,la vita complessa talmente rara,la vita inteligente ancora più rara, lo sviluppo di civiltà tecnologiche avanzate ancora più raro,che magari queste entità sono nate e stanno esplorando una distante galassia.
O magari,noi siamo i primi,perchè siamo rarissimi,quasi unici.
Comunque dobbiamo preoccuparci solo di non autodistruggerci.
Di tempo per i nostri figli non umani ce ne a bizzeffe.

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Tutto giusto con una precisazione
Non saremo mai (per definizione) in grado di determinare con certezza cosa è l’autoconsapevolezza e se un soggetto ne è capace

Ci sono fior di correnti filosofiche in merito

Per quanto ne sappiamo potrebbero essere autoconsapevoli anche i batteri o all’estremo opposto solo noi stessi (inteso come io e non ad esempio Carmelo Pugliatti)

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Interessante! Una volta, tanto tempo fa, ad un campo estivo parrocchiale ho avuto questa idea e cioè che solo io, Sinucep, vedo, sento e penso. Tra miliardi di persone e innumerevoli esseri, sono io Sinucep, perchè non qualcun altro?

Ho pensato che: o era proprio così ed avevo la responsabilità dell’universo o ero pazzo. Poi per fortuna il pensiero scientifico mi ha suggerito che se una cosa non la puoi misurare non esiste. Non potendo misurare nè la responsabilità nè la pazzia sono andato oltre a quella sterile conclusione.

Se in quel periodo avessi studiato filosofia, probabilmente anziché pazzo lo avrei definito un pensiero filosofico. @fbadini, mi indicheresti che correnti filosofiche affermano l’autoconsapevolezza di “colui che è” ?

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Scusate l’OT

A te @sinucep buona lettura :grinning:

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Se non sbaglio gia’ oggi esistono programmi che simulano parzialmente il funzionamento neuronale e microchip basati su tale architettura.
Si puo’ pensare che con il tempo sara’ possibile renderli tanto complessi da simulare un intero cervello umano e il suo funzionamento, pensiero compreso.

Probabilmente ci vorra’ mooolto tempo, ma nulla e’ detto a parer mio.

Vado di provocazione, in amicizia :wink: Non è troppo riduzionista una affermazione del genere? Come dici anche tu tante realtà e dimensioni dell’esistenza (umana e non, autoconsapevole e non) non sono quantificabili… E per quanto riguarda l’unicità della persona l’antropologia filosofica difende da più parti questa affermazione. Siamo unici, irriducibili ed irripetibili in tutta la storia dell’universo. Il perché può avere tante vie per esser ricercato… sempre ammesso che si riesca a mostrare!
E centrale nell’esperienza dell’autoconsapevolezza umana è la relazione con gli enti (F. Parisi, La tecnologia che siamo) e che quindi apre poi alla categoria di persona come essere-in-relazione con gli altri (M. Buber, Il principio dialogico; Boniolo-De Anna - Vincenti, Individuo e persona)

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Si certo, riduce moltissimo, in modo squisito!
Non so proprio come fanno gli altri a non eliminare alla radice cose come la divinità, i fiori di Back e l’energia positiva dei cristalli d’acqua… Sbarazzarsi dell’idea dell’etere ha dato risultati eccellenti… ridurre, ridurre!! :wink:

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Ma converrai con me che fra una equazione e l’energia positiva dei cristalli d’acqua ne passano di cose! :smiley: Se esiste solo ciò che è misurabile, allora non esisterebbero l’Infinito di Leopardi, l’amicizia/l’amore, la IX sinfonia di Beethoven, la pace/la guerra, … certo, sono tutti o enti che abitano lo spazio tempo (e pertanto alcune loro caratteristiche risultato certamente misurabili) o dimensioni umane descrivibili ANCHE da una prospettiva quantitativa (es. le neuroscienze per quanto riguarda i sentimenti)… ma davvero le ridurresti solo a quello? :slight_smile: Non credo che la persona di scienza parta dalla quantità… bensì, come insegna già il pozzo di Talete, dallo stupore! Mi ricordo di un libro antologico che si intitolava Solo lo stupore conosce che fa parlare le persone di scienza che hanno fatto la storia :slight_smile:

Discorso leggermente diverso per l’etere: si tratta di un elemento che funzionava in un certo paradigma della conoscenza: le rivoluzioni che abitano il cammino della scienza moderna (cfr. Kuhn) vivono di un continuo distruggere/ricostruire/ampliare… per la conoscenza scientifica (in senso moderno) si custodisce il metodo - non il contenuto - di ciò che è accessibile con quel metodo: non si utilizza il metodo scientifico per cogliere il senso letterario ed esistenziale dell’Infinito di Leopardi, né quello storiografico per leggere Cappuccetto rosso.

Insomma, a ciascuno il suo! Certamente in un’ottica olistica interdisciplinare occorre non fare “invasioni di campo” ed ascoltare cordialmente ciò che le diverse discipline stanno dicendo del medesimo oggetto della realtà…Tanto meno eliminarle tutte per eleggerne una esclusiva!

Grazie @sinucep per la possibilità del confronto e della riflessione :slight_smile:

PS. Chiedo scusa nel caso in cui fossi andato OT :innocent:

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Esatto l’amore non esiste.
Esiste quello che posso misurare:

Il tempo passato senza dormire pensando a lei/lui, quello che intercorre tra due diastoli quando è davanti a me.
I ml di lacrime versate per averla/lo persa/o e il numero di caratteri che compongono le lettere che ho scritto perché tornasse da me.

:smiley:

Tranquillo, qui siamo al bar: possiamo chiacchierare liberamente. Se poi arrivano a farci smettere pazienza, possiamo sempre dire di aver bevuto una birretta di troppo!

Più che altro non vorrei sviare troppo la discussione di Carmelo che forse vuole approfondire. Magari scrivimi in privato @wernherv o continuiamo su telegram o discord. Ma io volevo solo regalarvi questa “perla” semiseria e poi basta! :beers:

Ho letto la stessa idea in un interessante libro che elenca molte delle possibili soluzioni al paradosso di Fermi: “Se l’universo brulica di alieni…dove sono tutti quanti?” In una di queste soluzioni, anche li si dava come assolutamente probabile che la vita si trasformi prima o poi da biologica ad artificiale.
Secondo questa ipotesi, data una civiltà abbastanza adulta (come la nostra), l’evoluzione culturale comincerà ad accelerare rispetto quella biologica come in effetti sta succedendo a noi negli ultimi 2 secoli ed il fatto che negli ultimi tempi ci stiamo concentrando su biotecnologie, ingegneria genetica e nanotecnologia significa che la vita “vuole” in senso darwiniano, svilupparsi in quella direzione e lo farà.
Sul perchè poi eventuali civiltà molto più antiche di noi, magari già post-biologiche, non ci abbiano ancora contattato… beh la spiegazione del libro era abbastanza singolare: semplicemente non sono più interessate ad avere contatti con esseri biologici. :grinning:

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Ma in fondo gli esseri viventi non sono macchine?

Molto complicate, ma alla fine, partendo dalle leve che consentono di agire, giu’ giu’ fino al Dna che determina come appaiono e come funzionano, sono tutte macchine a base di carbonio e pochi altri elementi piu’ un sistema operativo.

Una possibile soluzione del paradosso di Fermi potrebbe essere la stessa del perché il cielo di notte è buio. Non si vedono stelle in tutte le direzioni perché a causa dell’nflazione sono troppo lontane

Bar Spazio + Off Topic sono la combo giusta, quando le discussioni restano civili e rispettose del regolamento, in generale, come questa.

Il solipsismo …
Dunque vediamo un pò…si, io penso dunque sono, ma se tutto l’universo fosse una creazione della mia mente, posso assicurarvi che lo avrei fatto molto più divertente,almeno dal mio punto di vista.
Tutto sarebbe incentrato sui miei gusti personali,e vivrei nel migliore dei mondi possibili (almeno per quel che mi riguarda).
Quindi,no, l’universo non l’ho creato io con il mio pensiero.

Tornando all’argomento principale,da quale livello di capacità di calcolo nasce la consapevolezza di se…bella domanda.

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Per rispondere a tale domanda consiglio calorosamente la lettura di due libri:

Occhio che sono rispettivamente 860 e 615 pagine!

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Ok, supponiamo sia possibile e degli esseri creino queste magnifiche macchine senzienti e autoreplicanti.
Rimane sempre la questione evolutiva: se le intelligenze artificiali sono così superiori a quelle biologiche perché l’evoluzione non ci ha portato alcun caso di questa superiorità selezionandolo? :thinking: Presumibilmente una intelligenza artificiale avrà bisogno di una enorme potenza di calcolo, e una enorme potenza di calcolo necessita di una grande quantità di energia… E normalmente l’evoluzione non ama molto le cose energeticamente dispendiose… ":smirk: