La colonizzazione della Luna potrebbe essere del 90% più economica

Colonizing The Moon May Be 90 Percent Cheaper Than We Thought

Benvenuti al n-esimo episodio de “Studio X che promette meraviglie Y” :flushed:
Provo a riassumere brevemente; questo studio promette un avamposto lunare permanente con l’attuale budget NASA a patto che si verifichino le seguenti:

  • presenza di idrogeno abbondante e facilmente scavabile sulla superficie lunare
  • sviluppo di un tug manned riutilizzabile che faccia la spola
  • sia pronto il Falcon Heavy (e costi quanto dicono che costerà)
  • sviluppo di un minatore/scavatore automatico
  • varie come lander, habitat gonfiabili, ecc…

Un po’’ troppi se per i miei gusti. Credo che un robot da miniera totalmente automatico non esista proprio nemmeno come proof-of-concept sulla Terra, o sbaglio?

A occhio no, e se esistesse probabilmente comunque richiederebbe frequente manutenzione. Fare un qualcosa di totalmente automatico che vive costantemente in mezzo alla polvere di regolite è secondo me uno dei problemi più grossi che incontreremo nella via dell’ISRU…

Anche il tug riutilizzabile che faccia la spola è piuttosto fantascientifico per ora. È la stessa idea che ha avuto Andy Weir in The Martian, e che è stato studiato parecchie volte. Ma dallo studio alla realizzazione ne deve passare di acqua sotto i ponti

Per questo non mi hanno mai convinto le proposte di moduli lunari riutilizzabili destinati tra uno sbarco e l’altro a rimanere attraccati ad una stazione di sosta in orbita lunare o in L2.
Ci rendiamo conto di quanto siano delicati i veicoli spaziali,quanti sistemi e sottosistemi?
Come fai la manutenzione?

Beh, in linea teorica lo potresti fare se la stazione in L2 è permanentemente abitata da astronauti addetti alla manutenzione.
Così come la ISS, sarebbe difficile lasciare disabitata una stazione pensata per ospitare essere umani. Ma si potrebbe avere una stazione in stile “autogrill” permanentemente abitata da astronauti “meccanici” specializzati nella manutenzione, e saltuariamente abitata dagli astronauti di passaggio da e verso la Luna.
Ovviamente stiamo parlando di un investimento enorme, ma la cosa potrebbe avere senso nel momento in cui i viaggi avanti e indietro diventassero frequenti

Mi sono sempre domandata quale risorsa potrebbe giustificare le spese ( da un punto di vista puramente commerciale ) di un insediamento permanente sulla Luna.
Voglio dire, di sicuro non c’è il petrolio e penso neanche Rame le due materie prime di cui il mondo è “affamato” che mi vengono in mente al momento , ed escludendo unoptanio e altri elementi fantascientific :stuck_out_tongue_winking_eye:i, cosa potrebbe davvero spingere la Space mining,Inc a spendere tutti quei soldi?

P.S. Non sto dicendo che non si debba tornare sulla Luna, eh :star_struck:

ad oggi credo il turismo e le attività correlate ad esso
ci fosse anche solo un altro piccolo pretesto per doverci andare saremmo già in viaggio

Già, mi ricordo di parecchi report che indicavano la regolite come parecchio abrasiva: i singoli granelli non sono mai stati smussati dalle intemperie quindi sono affilatissimi

Per il turismo direi che è decisamente troppo presto e non credo che nei prossimi anni si assisterà ad un abbassamento dei prezzi da rendere accessibile a “tutti” lo spazio
Sopratutti finchè non si potranno fare viaggi spaziali sorseggiando cocktail non credo che il grande pubblico sarà interessato…
L’offerta al momento è decisamente limitata ma credo che la domanda lo sia ancora di più, i turisti si lamentano se all’agriturismo non c’è la piscina figuriamoci cosa penserebbe del “bagno” della Soyuz ( o Orion o Dragon non credo che la tecnologia sarà diversa )
E poi, sulla Luna, Facebook funziona? :stuck_out_tongue_winking_eye:

purtroppo per ora solo il turismo non basta

E si appicciano a tutto per attrazione elettrostatica, e ce ne sono di dimensioni micrometriche. Un incubo, pensa soltanto a tenere pulita la finestra ottica della telecamera del robot scavatore, che ovviamente alza polvere. Per assi, ruote e cuscinetti non ci sarebbero problemi, mandiamo Acris su a pulirli e ingrassarli regolarmente :grin: (Raf, occhio ai fagioli)

Tribology in a nutshell… :stuck_out_tongue_winking_eye:

a parte le battute, le problematiche legate alla lubrificazione dei cuscinetti volventi nello spazio sono enormi, dalle temperature massime e minime alle escursioni delle stesse, alle gasificazioni e quindi modifiche strutturali dei lubrificanti in uso (infatti si usano coating speciali non grassi ed olii) a cosa succede quando si passa da 1atm a 0 e viceversa ai labbri degli schermi etc etc etc. Difatti spesso per le freewheel dei satelliti si usano cuscinetti magnetici, il problema è che funzionano davvero bene solo in microgravità e quindi non sulla luna…

non e’ sempre vero. ho fatto dei lavori di tribologia per Astrium Francia (oggi Airbus D&S) e ti assicuro che per riduttori e attuatori loro usano smmpre grassi e olii

Concordo, non si può vivere di solo turismo (e vale anche per il sud Italia, ma qui ho il dente avvelenato, scusate la polemica).
Per ogni settore del progresso umano prima arrivano gli accademici, poi spesso i militari, poi l’industria e solo dopo si apre il settore consumer.

Nel vuoto o in ambiente pressurizzato?

nel vuoto. con tanti labirintini per ridurre il piu’ possibile l’evaporazione (anche perche’ si era in presenza di materiale ottico contaminabile)

curiosità, l’avete fatto con SKF Aerospace?

Ma tu hai presente lo Shuttle?
Ogni volta praticamente lo smontavano e rimontavano.
Ora,senza arrivare a quel livello di complessità (dovuto anche alle famose “mattonelle” termiche),è ovvio che un modulo lunare dovrebbe essere ricontrollato pezzo per pezzo ,ed alcuni elementi sostituiti.
Secondo me farlo nello spazio a gravità zero,anche in un hangar pressurizzato (improbabile a causa delle dimensioni che una stazione dotata di un hangar del genere dovrebbe avere),è difficilissimo;di certo la manutenzione non potrebbe essere accurata.
Poi,la necessità di pezzi di ricambio (stampanti 3D per pezzi così complessi…forse in futuro),personale specializzato,attrezzature ed apparecchiature di controllo.
Parliamo di un veicolo che dovrebbe compiere allunaggi di routine,almeno per quattro o cinque sbarchi come minimo.
Io se fossi un assicuratore mi guarderei bene dal stipulare una polizza per gli Astronauti,non dico della seconda missione,ma per lo meno della terza.

IMHO il paragone con lo Shuttle non ha molto senso…

  • Lo Shuttle doveva rientrare nell’atmosfera terrestre (carichi termici e aerodinamici enormi)
  • Lo Shuttle doveva lanciare dalla terra, i.e. da dentro l’atmosfera (carichi aerodinamici, problemi dovuti alla condensazione dell’acqua sul serbatoio, etc.) e dentro al campo gravitazionale terrestre (ovvero con un deltaV di circa 10 km/s)
  • Lo Shuttle doveva portare su e giú dei payloads enormi (satelliti, moduli della ISS)

Se parliamo di un piccolo lander lunare, che porta su e giù solo esseri umani (quindi potenzialmente un carico utile di qualche centinaio di chili), con deltaV di circa 2.5 km/s e che non deve attraversare l’atmosfera, la cosa cambia completamente.
Con ciò non voglio dire che sarebbe una cosa facile, ma sicuramente la manutenzione richiesta sarebbe ordini di grandezza inferiore a quella che serviva per lo Shuttle. Semmai io lo paragonerei alla manutenzione della ISS, che non deve andare su e giù dalla Luna ma che in cambio è un sistema estremamente più complesso. E la manutenzione della ISS è ben fattibile in orbita, viene fatta da più di 10 anni :wink:

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cosi’ a naso direi di no, ma e’ passato qualche mese e sinceramente non ricordo chi fornisse i cuscinetti

Forse la cosa non ha senso oggi, ma potrebbe avercela da qui a qualche decennio.
Molte risorse minerarie terrestri stanno finendo, e nella fascia di asteroidi ci sono tutti i metalli rari, plutonio compreso, e potrebbe essere conveniente trainare i più interessanti fino alla Luna per lavorarli in orbita. Anche perché spingere dei grossi asteroidi in orbita attorno alla Terra non é proprio pensabile, in caso di perdita di controllo si avrebbe come conseguenza la perdita di qualche nazione o qualche miliardo di morti.