La superficie di Venere

Qualche novita’ di questa missione dimenticata (non certo per colpa nostra!) http://www.esa.int/esaSC/SEM4KXPJNVE_index_1.html

…Mi chiedo quando, anche per venere, potremmo vedere delle spettacolari immagini come quelle di Spirit e opportunity…

le uniche immagini dalla superfice che ci sono sonosenza dubbio suggestive ma non certo fantastiche.

...Mi chiedo quando, anche per venere, potremmo vedere delle spettacolari immagini come quelle di Spirit e opportunity...

le uniche immagini dalla superfice che ci sono sonosenza dubbio suggestive ma non certo fantastiche.

Non vorrei essere pessimista ma la risposta è mai.
Le condizioni climatiche sulla superficie di Venere sfiorano l’impossibile, pressione e temperatura elevatissime, atmosfera fortemente corrosiva, piogge acide. Le sonde russe della serie Venera, specialmente le ultime, erano una via di mezzo tra un batiscafo ed un carro armato (Paolo correggimi se sbaglio) eppure duravano si è no un paio di ore.

Ti lascio immaginare le difficoltà tecniche nel dover realizzare un rover in grado di spostarsi per mesi, se non per anni, sulla superficie di un pianeta così inospitale come hanno fatto Spirit ed Opportunity (Marte al confronto di Venere sembra il paradiso terrestre…).

In ogni caso allego una foto panoramica, scattata dalla sonda Venera 13, della superficie di Venere. La foto è in due versioni: colore e b/n, come si può osservare è ripresa da un obiettivo grandangolare (da qui la forte deformazione dell’immagine, dovuta oltretutto anche all’effetto rifrattivo della spessa atmosfera) e rappresenta l’orizzonte visto dalla sonda, da parte a parte.

La superficie di Venere presenta un suolo roccioso, con rocce basse e piatte simili a quelle di un fondale marino terrestre, contrariamente a quanto si riteneva in precedenza, nonostante la spessa atmosfera, filtra abbastanza luce (paragonabile a quella di un giorno nuvoloso sulla Terra).

In effetti le difficilissime condizioni sulla superficie di Venere lasciano poche speranze per i lander lanciabili con la tecnologia contemporanea, sarebbe necessario più peso per caricare una protezione passiva consistente.
Mi sembra di ricordare che i sovietici avessero progettato delle sonde destinate a rilasciare nell’alta atmosfera del pianeta dei palloni sonda per lo studio dei dati atmosferici (scusate la ripetizione). Mi vengono in mente le immagini di un compassato studioso russo che provava un prototipo del pallone, di colore scuro, quasi come un modellista amatoriale. Può essere che la missione fu fra quelle naufragate (letteralmente) all’inizio del lancio?

Per quanto possa sembrare incredibile i palloni sono stati utilizzati davvero nell’esplorazione venusiana!!

Nella fattispecie le due sonde VEGA 1 e 2 (Venera-Halley), lanciate nel 1985, erano destinate ad effettuare un flyby della superficie di Venere, durante il quale hanno sganciato lander e palloni, ed hanno poi proseguito immettendosi in una rotta di intercettazione con la cometa di Halley, in maniera tale da passare nella “coda”.

I palloni, chiamati Aerostat, erano prodotti dalla Lavochkin ed avevano un peso di 21 kg con un diametro complessivo di 3,4 metri. Il pallone disponeva di una gondola della lunghezza di 1,2 metri, equipaggiata con una serie di strumenti, e del peso di circa 7 kg. La gondola era collegata al pallone tramite una fune di 13 metri di lunghezza.

I palloni hanno operato regolarmente, ad una quota di circa 50 km, per 46 ore, al termine delle quale hanno cessato di trasmettere per esaurimento delle batterie. Non è dato di sapere quanto siano “sopravvissuti” i due palloni nell’alta atmosfera venusiana.

Grazie Archipeppe! Mi mancava il pezzo più importante, cioè l’effettivo risultato della missione! Peccato che i tecnici sovietici non abbiano trovato il modo di usare una qualche forma di pannello solare per i palloni, i dati sarebbero stati più copiosi. Vedo che anche in quell’occasione vennero depositati sulla superficie dei lander, uno dei quali trasmise per quasi un’ora.
Grazie ancora

Non vorrei essere pessimista ma la risposta è mai. Le condizioni climatiche sulla superficie di Venere sfiorano l'impossibile, pressione e temperatura elevatissime, atmosfera fortemente corrosiva, piogge acide. Le sonde russe della serie Venera, specialmente le ultime, erano una via di mezzo tra un batiscafo ed un carro armato (Paolo correggimi se sbaglio) eppure duravano si è no un paio di ore.

Ti lascio immaginare le difficoltà tecniche nel dover realizzare un rover in grado di spostarsi per mesi, se non per anni, sulla superficie di un pianeta così inospitale come hanno fatto Spirit ed Opportunity (Marte al confronto di Venere sembra il paradiso terrestre…).

Si beh…
Credo che un Rover come Spirit sia assolutamente fuori discussione.
Anche gli stessi “batiscafi” sovietici raggiunsero la superficie vivi solo in poche occasioni.

Purtroppo essendo un pianeta non interessante nella prospettiva di un esplorazione futura per cui dovremmo accontentarci di queste immagini, anch’esse frutto della competizione USA/URSS.

E’ prevista una missione russa nei prossimi anni (dopo il 2010 ) :Venera D .
Composta da lander con durata prevista di oltre un mese sulla superficie del pianeta.
Qui due link con alcuni dettagli dellla missione.
http://www.esa.int/SPECIALS/ESA_Permanent_Mission_in_Russia/SEM0LFW4QWD_0.html

http://sci2.esa.int/nextstep/RussianProgram.pdf

Rover venusiani sono stati allo studio in Unione Sovietica e lo sono ad oggi negli Stati Uniti.
L’Unione Sovietica studio’ anche un lander di lunga durata (fino a un anno). Ne avevo gia’ parlato in questo post http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=1489