L'esterno di Columbus dopo 10 anni in orbita

space-debris

#1

Oggi ho visto questo articolo di ESA che mostra alcune foto dell’esterno di Columbus riprese con il braccio robotico.

Dalle foto si possono vedere bene le centinaia di piccoli impatti che Columbus ha avuto nei suoi 10 anni in orbita.

Ricordo che Columbus è a prua della stazione, quindi è nella posizione peggiore per quanto riguarda i detriti spaziali


#2

Gli accelerometri o altri sensori di Columbus sono in grado di rilevare alcuni di questi impatti?


#3

Non credo, penso che siano ordini di grandezza in meno rispetto alle vibrazioni causate dall’attività all’interno


#4

Ma questi crateri sono causati,provocati dalla spazzatura attività umana o risulta impossibile distinguere tra umana e naturale/spaziale?


#5

Con una analisi più approfondita sul campione, di sicuro si risale al tipo di materiale.

Fai conto che per la maggiore gli MMOD (micro meteoroid and orbital debris) da 0.1 a 1 mm sono residui di combustione dei razzi e particolato delle vernici dei razzi


#6

Particelle di quelle dimensioni hanno un rapporto massa superficie basso, dovrebbero deorbitare abbastanza velocemente dall’orbita della ISS.


#7

Considerando la direzione dal dove arrivano (da prua) direi che sono detriti in orbita di origine umana.
I meteoriti che arrivano dallo spazio profondo, non essendo in orbita, dovrebbero essere quasi equamente distribuiti in tutte le direzioni


#8

I detriti non sono in orbita ma la ISS sì! Per cui la prua ne raccoglie di più in caso di equa distribuzione.

da Wikipedia (https://en.wikipedia.org/wiki/Space_debris):

Below 2,000 km (1,200 mi) Earth-altitude, pieces of debris are denser than meteoroids; most are dust from solid rocket motors, surface erosion debris like paint flakes, and frozen coolant from RORSAT(nuclear-powered satellites).

Stando a questa informazione quindi sì, si dovrebbe trattare per lo più di space junk.

EDIT:

sempre cercando su Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Detrito_spaziale):

Il satellite LDEF rilasciato dallo Space Shuttle Challenger, missione STS-41-C e recuperato dallo Space Shuttle Columbia, missione STS-32 dopo 68 mesi in orbita ha consentito, attraverso l’attento esame delle sue superfici, di analizzare la distribuzione e la composizione del flusso di detriti. Il satellite EURECA rilasciato dallo Space Shuttle Atlantis, missione STS-46, nel 1992 e recuperato dallo Space Shuttle Endeavour, missione STS-57, nel 1993, è un altro esempio.

Il pannello solare del Telescopio spaziale Hubble, recuperato durante la missione STS-61dallo Space Shuttle Endeavour, è una fonte importante di informazione sui detriti spaziali.

E questo si collega a quanto si discuteva in questo post nel thread sull’esplosione del Challenger (ovvero i vantaggi dell’architettura STS).


28/1/1986 - L'esplosione del Challenger
#9

Tanto per tirare acqua al mio mulino…

E pure questo và…

Anche impatti piccolissimi, nei punti giusti creano disagi


#10

Ne raccoglierebbe un po’ di più, ma non troppo di più, visto che i micrometeoriti arrivano con velocità relativa rispetto alla ISS di 10 km/s.

Per i detriti orbitali invece, quelli che arrivano da poppa hanno velocità relative molto basse, mentre quelli che arrivano da prua hanno velocità relative di qualche km/s.


#11

Bisognerebbe mettere in tavola qualche numero. Ma la velocità di un detrito contro-orbitante sarebbe solo doppia rispetto ad un meteoroide, non di ordini di grandezza più grande. Questo non considerando i detriti su orbite fortemente ellittiche che non ho idea di quanti siano.

Amanti delle stelle cadenti, che sapete quando ci sono e perché, avete qualcosa da dire a proposito?


#12

Doppia rispetto a un micro meteorite, ma 100 volte rispetto a un detrito “con-orbitante”.
Appunto i detriti arrivano da tutte le direzioni (forse 50% in più da prua), mentre i detriti no


#13

Ok, visto che gli “stellacadentisti” non si sono espressi, ho studiato un po’. Niente di approfondito, solo per farmi un idea, e benvengano osservazioni in proposito! :grinning:

C’è molta roba fuori dall’orbita terrestre per esempio:

  • frammenti di lune e pianeti, dovuti ad impatti violenti
  • materiale scalzato gravitazionalmente dalla fascia degli asteroidi
  • frammenti di comete sparpagliati lungo le loro orbite

Se fosse per i primi due punti ci sarebbe solo un disco diffuso di meteoroidi con orbite simili a quelle dei pianeti e questo causerebbe impatti sopratutto sulla prua della ISS.

Tuttavia le comete, che giungono dalla nube di Oort che è sferica, seminano detriti su orbite eccentriche di tutte le inclinazioni. Questi meteoroidi hanno vettori di velocità relativa alla Terra molto diversi per cui tenderebbero ad ammaccare la ISS in modo uniforme da tutte le direzioni.

Alla luce di ciò ora capisco meglio il tuo discorso! Grazie per avermi messo la pulce nell’orecchio!


#14

Concludo questa mia diversione linkando da Wikipedia questa lista degli sciami meteoritici dove sono riportati anche i corpi progenitori (cioè i corpi dai quali si sono staccati i frammenti che originano lo sciame).

Si vede subito che sono quasi tutte comete e solo un paio di asteroidi con orbita estremamente eccentrica.

Chissà se gli astronauti ogni volta che sentono un “TOK!” sullo scafo della ISS esprimono un desiderio…


#15

Piú che altro esprimeranno scongiuri, rinnovando - i maschietti - l’antica usanza del “tasta testicula” :rofl: