L'ipotesi siluriana


#1

Focus riporta quest’analisi pubblicata dall’ International Journal of Astrobiology (illustrata anche sul sito dell’Atlantic).

Mi ha un po’ sorpreso quanto valutando una scala temporale piu’ ampia diventi difficile rilevare tracce di una ipotetica civilta’ tecnologica precedente la nostra … per esempio, citando Focus : “sarebbe molto facile non avere tracce fossili di una civiltà vissuta “soltanto” per 100 mila anni” e anche nei sedimenti terrestri le tracce non sarebbero molte.
Se volessimo lasciare una traccia della nostra civilta’ forse ci converrebbe costruire qualcosa sulla luna :smile:


#2

Si,voglio vedere se grandi città come New York o Tokyo potrebbero sparire senza lasciare la benchè minima traccia…


#3

Si sta già parlando dei “tecnofossili” generati in massa in quest’era (antropocene) a partire dal 1950, ossia strati geologici formati da polveri di polimeri, alluminio, idrocarburi policiclici aromatici (potenti inquinanti atmosferici tipici del carbone e del petrolio), policlorobifenili (PCB), pesticidi, fertilizzanti azotati e isotopi radioattivi di Chernobyl e dal fallout radioattivo del 16 luglio 1945 (prima bomba atomica esplosa ad Almagordo). Ritenere che questi strati geologici possano scomparire dal terreno in 100.000 anni… improbabile, visto che riusciamo a leggere strati geologici molto più vecchi.


#4

Scusate l’ignoranza, ma c’è qualcosa che mi sfugge riguardo la scala dei tempi. Si parla del deserto del Negev come il deserto più antico di 1,8M di anni, ma perché questo dovrebbe avere rilevanza? I resti fossili di Lucy datano 3,6M di anni e quelli del più antico dinosauro in Tanzania contano 245M di anni, in linea con i tempi dell’attività tettonica.
Questa rielabora gli strati geologici più profondi e li spinge nuovamente in superficie, al punto che è possibile esaminare rocce che datano miliardi di anni. Dalla loro composizione chimica non sarebbe possibile dedurre niente?


#5

Secondo me è difficile che una civiltà tecnologica non lasci tracce dopo 100000 anni: avrebbe comunque dovuto sfruttare giacimenti e miniere. Per ricostruire questi ultimi servono molti milioni di anni.


#6

Non si tratta di “dopo 100k anni” ma di una ipotetica civiltà durata 100k anni, svariati milioni di anni fa. C’è una grossa differenza, specialmente se si vuole discutere l’articolo e non parlare genericamente di fantarcheologia.


#7

Scusate, ricordavo male il contenuto dell’articolo. In esso ci sono già le risposte alle mie domande.


#8

Nell’articolo si ipotizza che le tracce lasciate dalla nostra civiltà nel caso si estinguesse oggi, tra svariati milioni di anni potrebbero essere ancora rilevate come stratificazioni di frammenti di materie plastiche nei fondali oceanici, o di concentrazioni di azotati dei concimi per esempio.

Mi chiedevo se qualcuno ha idea di quanto possano durare nel tempo i moduli di discesa delle missioni Apollo o i Survivor, oppure se qualche satellite può avere speranza di orbite relativamente stabili nel futuro lontano, insomma se non possano essere queste le tracce più longeve della nostra civiltà…


#9

Argomento intrigante, ho letto l’articolo scientifico e l’idea che mi sono fatto è che c’è stata tutta la possibilità temporale per la Terra di “generare” diverse società tecnologiche nella sua storia.
I due autori si concentrano poi su “picchi” inspiegati di calore, rispetto alla temperatura media della Terra (il quale, è bene ricordarlo, è sostanzialmente un pianeta freddo) una intorno ai 55 miloni e l’altra intorno ai 15 milioni di anni fa.
Sfido qualsiasi manufatto tecnologico a resistere ad intere ere, soprattuto alla tettonica dei continenti con rimescolamenti continui.

Altra cosa è la presenza di manufatti nello spazio, qui non abbiamo dati (nemmeno ipotetici) sulla durata di oggetti artificiali nello spazio, possiamo solo ipotizzare che durerebbero molto più che su qualsiasi superficie planetaria (Luna inclusa, che comunque è interessata da fenomeni di bombardamento di micrometeoriti).


#10

Si,ma non è neanche possibile che una civiltà tecnologica paragonabile alla nostra,con decine di megalopoli,impianti industriali,un antropizzazione a livello spaventoso,svanisca senza lasciare un singolo resto anche a distanza di milioni di anni.
Altro sarebbe una civiltà inteligente con un livello tecnologico massimo paragonabile al nostro XVIII secolo…ma anche qui,possibile che individui che sul globo dovevano essere relativamente numerosi,non lascino un singolo fossile?
Dico…abbiamo trovato dinosauri di taglia piccolissima…


#11

poi mi metto a cercarlo, c’era un bellissimo articolo di l’Astronomia (spero che molti la ricordino la rivista diretta da M. Hack) su cosa sarebbe rimasto dopo migliaia di anni di una civiltà teconologica


#12

Ah milioni di anni scusate :stuck_out_tongue_winking_eye:

L’asteroide che ha generato il golfo del Messico ed che ha resettato di fatto la vita sulla Terra é caduto 66 milioni di anni fa.
Quindi parliamo del periodo dai 66 milioni ai 300.000 anni fa. Difatti l’articolo parla di un picco termico atmosferico rilevato 55 milioni di anni fa. Tempi davvero inimmaginabili. Ammesso che una ipotetica civiltà antica “rettiliana” possa aver raggiunto il nostro livello tecnologico: fermandosi al nostro medioevo, addio polimeri etc negli strati geologici.


#13

Si,ma un fossile di rettiliano si sarebbe pur trovato no?
Anche ipotizzando un numero di rettiliani pari a quello degli umani diffusi nel mondo nel nostro medioevo,un fossile di lucertola sapiens ( o altra specie inteligente) i nostri paleontologi lo avrebbero scavato.
Non è possibile che un intera specie svanisca senza lasciare traccia,ripeto,abbiamo trovato dinosauri piccolissimi,e una specie inteligente doveva contare qualche milione di individui (nell’anno mille sulla terra c’erano 254.000.000 di esseri umani).
E li,se trovi il fossile,non ti puoi sbagliare…la scatola cranica,le caratteristiche fisiche…lo capisci se era un essere inteligente o anche soltanto se aveva potenzialità in questo senso.
Ora,niente del genere è mai stato trovato.


#14

Lasciamo stare la plastica.
Prima di arrivare ad una civilta’ avanzata, l’uomo ha prodotto manufatti in pietra per un paio di milioni di anni.
Abbiamo enormi quantita’ di tali reperti, sparsi in tutto il mondo e datati anche di 2 milioni e mezzo di anni… Sono pezzi di pietra, e si conserveranno per molti altri milioni di anni!
Ora, se ci fosse stata una civilta’ sviluppatasi 50 milioni di anni fa, magari non troveremmo resti in plastica, ma mi sembra impossibile che non passi per una (lunga) eta’ della pietra, con relativi manufatti, che si conservano benissimo…
p.s. ovviamente lo studio in questione non accenna ai manufatti in pietra…


#15

pietra…
e l’uomo preistorico cinese che non ha lasciato oggetti di pietra per il solo fatto che utilizzava il bambù?
Per cui anche il paleolitico e neolitico possono non esistere in particolari condizioni.


#16

L’uomo presistorico Cinese era limitato ad una sola regione del globo.
I suoi contemporanei nelle altre zone del pianeta adoperavano la pietra.
Una razza senziente non si può trovare solo in un area limitata.
Rimane in ogni caso il problema dei fossili (parliamo di milioni di individui).


#17

Perché non potrebbe svilupparsi un essere senziente in una sola area come si sono sviluppati i marsupiali esclusivamente in australia?
Poercè porre limiti sia alla biologia che all’esotettonica?


#18

Visto l’argomento consiglio a tutti la puntata 202 di Scientificast :slight_smile: https://www.spreaker.com/user/scientificast/scientificast202


#19

A me sconvolge sempre come si scrivano delle cose (“e l’uomo preistorico cinese che non ha lasciato oggetti di pietra per il solo fatto che utilizzava il bambù?”) che poi diventano carburante per altri messaggi in cui l’affermazione diventa assioma per altre pontificazioni (“I suoi contemporanei nelle altre zone del pianeta adoperavano la pietra”).

http://humanorigins.si.edu/evidence/behavior/stone-tools/early-stone-age-tools

Non sono un esperto di evoluzione umana (la mia intera esperienza a riguardo è stata guardarmi la serie “Out of Africa” di BBC con la dottoressa Alice Roberts, che tra le altre cose discute con esperti cinesi, a riguardo) ma riesco a vedere che queste affermazioni così categoriche sono quantomeno imprecise.

Ora, non dico che le proprie opinioni non debbano essere espresse, ma qui state smontando un articolo scientifico (di poche pagine, leggetelo. Sfogliatelo almeno) prima mancando in pieno l’argomento (migliaia VS milioni di anni, durata VS distanza temporale), poi divagando con affermazioni a caso sull’uso della della pietra. E non sono opinioni.

Ed eviterei di costruire post su post basati su affermazioni non circostanziate e false, perchè letteralmente (ex falso quodlibet) si può dire tutto e il contrario di tutto partendo da una informazione sbagliata.


#20

…e io mi sto leggendo proprio in queste settimane il suo libro, tratto dalla stessa serie “The incredible human journey”. In pieno accordo con Mike, nel libro questa cosa è ancora più evidente. Di ipotesi più o meno probabili ce ne sono tantissime, ma di certezze veramente poche. Poi, speculare per una chiacchierata qui sul forum va anche bene, ma quando si prendono certe affermazioni come assiomi e verità assolute secondo me si esagera un po’.