L'orizzonte degli eventi: la foto che cambia l'astronomia e non solo

Nuovo articolo di Massimo Orgiazzi pubblicato su AstronautiNEWS.it

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Da questi articoli si impara sempre qualcosa di nuovo e inaspettato. Nel mio caso è stato l’uso di elio negli hard disk, totalmente ininfluente al successo dell’esperimento, ma di cui non avevo mai sentito parlare prima.

In questo senso è emblematica e ormai già iconica la foto di Katie Bouman del 2017, ripresa con gli stack di hard disk e poi messa a raffronto con la foto di Margaret Hamilton e le sue pile di carta con il codice per le missioni Apollo https://twitter.com/MIT_CSAIL/status/1116007460039483392

Quella dell’altezza di volo delle teste degli hard disk è una vecchia storia. Quando l’IBM introdusse il 3340 nel 1973 adottò per prima la tecnologia di una testa molto leggera, che vola sulla superfice del disco a pochi micron di quota, sostenuta dall’aria trascinata dal disco. Ovviamente questo pone limiti sulla quota di funzionamento, di solito fissata a 3000 metri (10.000 ft), per avere una densità dell’aria sufficiente a far volare la testa. Il dato è poco noto, e non è neppure scritto sul data sheet dei dischi. Oramai le testine volano a meno di un micron dal disco, e la precisione costruttiva richiesta è mostruosa.

Edit: per i vecchi informatici la tecnologia dell’IBM 3340 era detta Winchester, in quanto aveva due dischi sovrapposti da 30 MB… Winchester 30/30 :smile: e per diversi anni Winchester fu sinonimo di hard disk nei centri di calcolo. Ma torniamo all’elio e al presente!

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Sì, vero, Winchester! Siamo andati avanti a chiamarlo così, l’hard disk, almeno fino al 1992-1993 :sweat_smile:

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non lo dire a me, il primo libro che mi hanno appioppato da studiare appena cominciato a lavorare era il Principles of Operation

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Nel topic di un evento a dir poco storico, come puo esserlo una immagine di un buco nero, mai visto primo e da sempre ipotizzato, state davvero parlando di hardwre degli anni 70??

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Io devo ancora capire la procedura che hanno utilizzato.

Leggo le spiegazioni pubblicate ma non capisco. Rinnovero’ gli sforzi. Se poi appare qualche spiegazione piu’ semplice o intuitiva, magari verra’ condivisa qui.

Be’, il vero nerd finisce per fare quello :sweat_smile:

Hai visto il video INAF che ho incluso nell’articolo? Mi pare abbastanza intuitivo, ma forse tu intendi il principio di funzionamento della VLBI a più basso livello?

Già… e su quelle tecnologie siamo seduti, per cui… saliamo sulle spalle dei giganti, come disse Newton (in tono ironico, per prendere in giro Robert Hooke)

@indaco, tu prova a chiedere, se possiamo ti rispondiamo

Ok, allora faccio una domanda semplice.

In pratica hanno implementato un interferometro astronomico ottico di dimensioni planetarie elaborando i dati raccolti da piu’ telescopi in diverse localita’?

Se e’ cosi’ la stessa tecnica potrebbe essere utilizzata per visualizzare altri oggetti, che so esopianeti?

Sì, hanno fatto così’. Ma non ottico, radio, in banda millimetrica (230 GHz, 1,3 mm)

Non so se un esopianeta sia visualizzabile allo stesso modo; dipende dalla luminosità in quella banda di frequenza. ALMA ha già visualizzato dischi protoplanetari che sembrano contenere pianeti in formazione, ma un disco è molto più esteso di un pianeta. E per risolvere il disco è bastata la risoluzione di ALMA, che a sua volta è un interferometro. Vedi anche

https://www.almaobservatory.org/en/about-alma-at-first-glance/how-alma-works/capabilities/detecting-extrasolar-planets-under-formation-with-alma/
e
https://www.almaobservatory.org/en/announcement/observing-planetary-systems-with-alma/

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In linea di massima, l’utilizzo di interferometria a base molto ampia (VLBI) per lo studio di esopianeti e nane brune, è possibile. Questo articolo per esempio ne parla: https://arxiv.org/pdf/1608.06719.pdf

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Interessa una T-shirt?

https://www.crazyscientists.com/msmr-bl3h

ovviamente con logo NASA… :rage:

In effetti, mentre ordinavo la maglietta mi chiedevo quale ruolo ha avuto NASA in quella immagine.

un ruolo -CENTRALE- , a giudicare dalla maglietta :rofl:

Oppure c’è questa.

https://www.pntss.com/hoden

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