ci ritenteranno con Luna 26?o a un certo punto smetteranno di provarci?l’errore sta nel mandare una sonda ogni 20 anni. ne mandassero 1 ogni 5 come fa la cina, forse qualche successo lo tirerebbero su. d’altronde, già negli anni '60 si susseguirono una serie di fallimenti…già…ma circondati anche da tanti successi! se invii 10 sonde sulla luna, stai sicuro che qualcuna allunerà con successo…ai russi sta solo “andando di sfiga” per quanto mi riguarda. certo, una sfiga che passa per Mars96 e prosegue verso Phobos-Grunt (tralasciamo Exo-Mars, troppo doloroso)e arriva a Luna 25. Quale umiliazione per quel programma leggendario che fu il “Lunik” sovietico!
PS:ero in auto, con un amico…poco internet, poco campo, non ho avuto modo ne di seguirvi ne di connettermi realmente alla rete per leggere le news, ma avevo dei bruttissimi presentimenti.
Immensa tristezza.
Con tutto il rispetto, mi pare una visione delle cose piuttosto naif.
La maggior parte degli esperti del settore e l’osservazione dei vari episodi negativi occorsi negli ultimi anni in tutto il programma spaziale russo concordano in una crisi strutturale che e’ lo specchio della decadenza di un paese intero.
La “sfiga” non c’entra niente, temo. C’entrano cose come avere una dirigenza scelta per competenza e non per fedeltà politica, la difficoltà a reclutare personale esperto prima che vada all’estero, a ottenere parti di ricambio, in generale a creare le condizioni perché si sviluppino industrie high tech e molto altro.
Sono consapevole che si scivola sul politico quindi mi fermo qui, ma pubblico il video dell’analisi di un ex parlamentare russo oggi in autoesilio a Londra, dove lavora come giornalista, Maxim Katz. Ecco, mi pare possa essere un punto di vista utile da ascoltare. Il video è in russo ma ha ottimi sottotitoli in inglese.
La cosmonautica russa ha vissuto, per molti motivi (che richiederebbero tempo e spazio per essere spiegati), il suo primo decenni in maniera esaltante e da protagonista assoluta.
Dopo la sconfitta della “Corsa alla Luna” le attività spaziali russe hanno subito una focalizzazione (da una parte) sui laboratori Salyut e sulla stazione spaziale Mir ed un colossale sperpero di denaro (dall’altra) con il programma Buran.
Alla metà degli anni 80 del secolo scorso la cosmonautica era già in una fase di crisi divenuta irreversibile con la dissoluzione dell’URSS nel 1991. Nei decenni successivi è “sopravvissuta” grazie al sostanzioso contributo della NASA per garantire la partecipazione russa al programma ISS, capitalizzando così l’enorme esperienza delle operazioni manned in LEO guadagnate nei decenni precedenti.
Nel corso degli anni le amministrazioni Yeltsin (prima) e Putin (dopo) aldilà di roboanti e vuoti proclami poco o nulla hanno fatto per aiutare le attività spaziali russe a risalire la china (a cominciare dal mettere i soldi sul tavolo).
Con la disastrosa ed insensata invasione dell’Ucraina che, di fatto, ha reso la Russia un paria a livello internazionale, la cosmonautica è passata dalla fase di crisi a quella terminale e quanto successo con Luna 25 (che comunque ha richiesto quasi un ventennio di sviluppo) ne è la chiara dimostrazione.
La guerra ha isolato la Russia spaziale tagliandola fuori da tutti i programmi (la ISS prosegue per “inerzia”), questo anche per una precisa volontà politica dello stesso Putin anche antecedente all’invasione dell’Ucraina.
Su The Space Review ieri è uscito un articolo, a firma Daniel Duchaine, sul perché la Russia spaziale non è in declino. Nel senso che il declino c’è ma vale solo per il settore civile e non in quello militare.
https://www.thespacereview.com/article/4641/1
Personalmente non sono d’accordo la capacità tecnologiche del settore spaziale civile e militare sono due facce della stessa medaglia. Se viene meno l’una, crolla anche l’altra. La prova provata è che l’exploit russo del secolo scorso sta proprio nel fatto che la forza spaziale militare russa si era “riversata” in campo civile dando vita ai vari Sputnik, Vostok, Voskhod ecc.
Giusto per rispondere a @AstroJim92 , mi spiace ma qui la sfiga non esiste.
Esiste una crisi, profonda ed irreversibile anche perché sul palcoscenico spaziale si sono affacciati altri “attori”, Cina ed India in primis, e non c’è più spazio (in tutti i sensi) per i perdenti come la Russia…
Più che altro Luna-25 è nata come collaborazione internazionale, alcuni strumenti sono stati poi rimossi dal progetto, come anche, ma non solo, PILOT-D navigation demonstration camera.
Grazie che la missione partiva svantaggiata.
Mi chiedo, alla luce dello smacco di Luna-25, quale potrà essere il reale apporto della disastrata Russia spaziale nella collaborazione con la Cina per il futuro programma ILRS.
Non sono d’accordo: nel senso che le collaborazioni internazionali erano sostanzialmente dei payload, incluso il PILOT-D.
Qui siamo di fronte ad un fallimento dell’intero veicolo spaziale (pecca tutta russa) non ad un mancato raggiungimento degli obiettivi scientifici (a carico dei vari payload). In questo senso l’assenza del payload ESA PILOT-D è stata ininfluente.
Come l’hai scritta tu sembra che la perdita della Luna 25 sia da attribuirsi ai payload mancanti a valle dell’invasione russa dell’Ucraina, mentre invece la sonda è stata perduta per inettitudine degli stessi russi.
Anche perché la sonda è stata persa per un’accensione prolungata per il de-orbiting non durante la fase di allunaggio vera e propria (ovvero dal momento in cui si apre la “finestra” di allunaggio).
Sicuramente il ritiro del sistema di guida promesso da ESA ha influito. Quanto sul totale rispetto alle altre componenti e’ qualcosa che non so valutare.
Certamente pero’ nessuno li obbligava a lanciare proprio ora, se erano impreparati, e qui sta (secondo me) la ricerca dello stunt propagandistico del voler far vedere che anche senza la collaborazione internazionale la Russia puo’ raggiungere obiettivi spaziali importanti. Si sospettava che non fosse proprio cosi’ e se n’e’ avuta la conferma.
Scott Manley, per andare un attimo nel campo delle ipotesi, si chiedeva se la modalita’ del fallimento non potesse ricondurre a una valvola rimasta bloccata in posizione aperta, con il motore che ha sparato fino a esaurimento del propellente. In quel caso, plausibile, il guasto potrebbe essere hardware, e quindi indipendente dalla presenza o meno del sistema di guida europeo.
In ogni caso, a volte, si raccoglie quel che si semina.
Apporto russo? ZERO.
I cinesi sono abbondantemente in grado di fare da soli, come dimostrano i loro continui successi con le sonde Chang’e…
Appunto!
La disastrosa situazione della Cosmonautica Russa non nasce certo con Luna-25 ma affonda in almeno 30 anni di crisi (a livello tecnico, progettuale, di gestione).
Tuttavia Pechino e Mosca avevano firmato un memorandum per una collaborazione ILRS, niente più che una dichiarazione di intenti per carità… forse più in ottica politica anti-Artemis che una reale cooperazione.
Chissà se il fallimento di Luna-25 non dia al cinesi l’opportunità di sganciarsi da accordi veri e propri dato che giustamente riescono a fare da sé con ottimi risultati.
diciamo che è la sfiga di chi si lamenta di esser stato bocciato a un esame senza aver studiato. guerra in ucraina a parte, com’è che putin (Dato che è lì da oltre 23 anni )non ha mai voluto fare nulla per il programma spaziale russo? ora si apre una voragine riguardo alle domande i perchè e i perchè no dell’industria spaziale russa…ma seriamente non ho mai capito perchè uno degli uomini più potenti del mondo ha lasciato andare in malora ciò che più di eccellente aveva il suo paese. non possiamo certo dire che le gaz e le volga fossero auto strepitose, l’invidia del mondo…giusto per citare due cose russe non proprio “invidiabili” e fare un po’ di humor…sono consapevolissimo che la sfiga non esista in questi casi ma…c***o, almeno una !almeno UNA sonda che ce la fa…poteva andargli bene. Non che io tifi russia o abbia simpatie per il governo russo, tuttavia mi secca pesantemente sapere che un veicolo sviluppato per cosi tanto tempo abbia poi fatto una fine così meschina. Non so se vi ricordate, ma eravamo tutti un po’ torvi qualche anno fa riguardo al modulo Nauka della ISS…
L’URSS era una potenza industriale e innovava in molti settori, pur restando fondamentalmente autorchico.
La Russia negli ultimi tempi, drogata dalle entrate per le materie prime, si e’ invece comportata come una nazione in via di sviluppo che ha la fortuna di possedere molte risorse naturali… lasciando andare alla malora le risorse umane, comprando i prodotti industriali in occidente e Cina.
Ci sara’ un motivo per cui non producono piu’ aerei civili loro e adesso Aerflot deve far atterrare i propri mezzi senza freni per mancanza di pezzi di ricambio (tra l’altro il lessor non puo’ tenersi i mezzi in leasing, cosa che invece hanno fatto mettendosi ulteriormente fuorilegge).
L’economia mondiale in certi settori ha spazio per ben pochi attori, l’aviazione civile e’ uno di questi, lo spazio anche, se ti metti fuorilegge e non sei uno di quegli attori sono guai… a meno di essere l’URSS dell’epoca (che usava i suoi Ilyushin anche se non erano del tutto competitivi, ma si poteva anche permettere di fare i suoi An-225 Mriya che non poteva fare nessun altro)… pure la Cina attuale non e’ del tutto indipendente, come non lo sono neppure gli USA per molti prodotti industriali.
Pero’ la Russia e’ pure peggiorata parecchio da allora ed e’ anche molto piu’ piccola (es. l’Ucraina una volta giocava per loro e non e’ una piccola cosa, come si vede).
Quindi quello che succede nel settore spaziale e’ solo lo specchio di quello che succede in tutti gli altri settori economici. Nel settore spaziale la Russia avrebbe comunque un know how immenso da rivendersi, e’ fantapolitica ma se la Russia fosse democratizzata e vicina alla UE non e’ escluso che sarebbe in corso lo sviluppo di un lanciatore abitato comune cosa che farebbe comodo anche a noi.
Il fatto e’ che con “solo” 140 milioni di abitanti pure anzianotti/rimbambiti/spaventati/arrabbiati non ci puoi dominare il mondo neanche con risorse naturali a volonta’ e non puoi avere l’indipendenza strategica se litighi con tutti tranne quelli gia’ banditi o quelli che vogliono approfittare della situazione. Il territorio Russo potrebbe ospitare 2 miliardi di persone, per fare una iperpotenza dovevano trovare il modo di farli nascere o immigrare e soprattutto farli studiare, lasciarli liberi di pensare e avere iniziative, fargli creare una base industriale e di conoscenze di eccellenza invece di comprare le VW e le Toyota all’estero in cambio di gas e petrolio.
Sicuramente sapevano anche prima che non potevano reggere questo gioco, almeno in parte, ma hanno commesso un leggerissimo errore di valutazione ritenendo che le cose sarebbero potute andare avanti come prima e non ci sarebbero state reazioni salvo mugugni all’invasione dell’Ucraina.
D’altronde anche noi abbiamo una certa esperienza di entrata in guerra impreparati e sottovalutazione delle reazioni con conseguente tuffo nella mota di cui pagano le conseguenze piu’ generazioni, un’ ottantina di anni fa.
Scusate se ho divagato un pelo, ma l’industria spaziale e’ solo un dettaglio.
Non è che alla fine siamo stati “fortunati” a non spedire ExoMars con lanciatore e modulo di discesa russi?
non è che schiapparelli sia stato un successone eh ![]()
Una sonda che si schianta invece di produrre i risultati sperati e’ un peccato per tutti i tifosi delle cose spaziale, come noi. Restarci male non significa automaticamente essere simpatizzanti del governo di turno. Le sonde si possono ricostruire e rilanciare. Quello che non va ignorato e’ il contesto nel quale questo fallimento e’ occorso.
Sono d’accordo con quello che hai scritto e l’ho letto con interesse.
Aggiungerei solo che, benché questo approccio si sia rivelato fino a ieri vincente per gli USA, di per sé non è sotenibile e, così com’è, non può andare avanti (parlo dei limiti dello sviluppo).
Certamente sono d’accordo col “lasciarli liberi di pensare” magari un po’ meno con la popolazione di 2 miliardi e con il concetto di superpotenza (economica o militare).
Non voglio guidare la discussione off-topic, ma ricordiamoci che se non risolviamo l’attuale crisi non ci sarà molto spazio per l’industria spaziale. Ci tenevo solo a dirlo, magari non rispondetemi qui, eventualmente creiamo un nuovo topic tipo “crisi climatica e spazio”.
e si aggiungeranno tra poco altre due sonde asiatiche:
- Chandrayaan-3 ovviamente (speriamo nella casella verde);
- il lander giapponese SLIM corredato di due LEV - Lunar Excursion Vehicle (se il lancio e il trasferimento avranno successo, parte il 26 agosto e allunerà dopo circa 6 mesi).
Grazie. Ora mi è chiaro che avevano delegato ad ESA il sistema di atterraggio e che quindi avendolo smontato si sono dovuti improvvisare un altro sistema
Pura follia politics quando concepisci una missione e poi, dopo che ti mancano dei pezzi, decidi di lanciare a tutti i costi
Attenzione però, se ci si riferisce a PILOT-D questo era solo un payload come dimostratore tecnologico e non come strumento di navigazione della sonda Luna-25.
La rimozione di questo payload non ha avuto nessun effetto sul successo o fallimento della missione.
La camera di navigazione PILOT sarebbe stato, in futuro, il contributo ESA a Luna-27.
Esatto ed era quello che avevo puntualizzato nel mio post precedente.
La presenza o meno di payload scientifici (come PILOT-D per Luna 25) è ininfluente ai fini della riuscita della manovra di allunaggio.
Ergo, la responsabilità per la perdita di Luna 25 è tutta russa.
