Marte: Lockheed Martin e’ pronta


#1

#2

Ma moduli Bigelow non rappresentano il probabile futuro degli habitat spaziali, almeno a quanto sostiene anche NASA?
In questo caso, che probabilità ha di essere accettata questa proposta?


#3

“un laboratorio in orbita marziana […]al fine di identificare il sito migliore per l’eventuale atterraggio.” Nel senso che la stessa missione prevede di scendere sulla superficie, spero.


#4

Per cercare un luogo di atterraggio non è sufficiente la mappatura ad altissima risoluzione della superficie di Marte condotta dall’orbita negli ultimi decenni?


#5

È ancora da dimostrare che i moduli gonfiabili funzionino e siano utilizzabili per ogni tipo di habitat e per ogni tipo di modulo.
LM ovviamente prova a tirare dalla propria parte, proponendo le sue tecnologie già collaudate.

Ad oggi io non escluderei un veicolo misto, con ad esempio dei moduli gonfiabili e dei moduli rigidi…


#6

Dipenderà anche dal tipo di schermatura che verrà scelto.
Immagino.


#7

Si esatto, nei moduli rigidi la schermatura ad acqua è probabilmente più semplice da implementare, concordo anche io con Buzz che la soluzione “mista” sia la più plausibile nonché la più vantaggiosa


#8

Schermatura ad acqua?
Parli di uno strato di acqua con funzione antiradiazioni?
Comunque anche il modulo B330 contiene un ambiente cilindrico centrale, credo metallico rigido. Sarà possibile rifugiarsi in esso caso di radiazioni intense?
In questo caso possiamo considerare il B330 è già un ibrido tra un modulo a scafo metallico tradizionale ed il BEAM?


#9

Penso che per le radiazioni avremo sempre bisogno di una totale schermatura per i fatidici 9 mesi, quindi su questo verso sarebbe più optabile per i moduli rigidi


#10

Si, vedi immagine sopra o qui:

Comunque anche il modulo [B330](http://bigelowaerospace.com/b330/) contiene un ambiente cilindrico centrale, credo metallico rigido. Sarà possibile rifugiarsi in esso caso di radiazioni intense?

Dai rendering non mi pare abbia un ambiente isolabile, è piuttosto una struttura a traliccio per consentire la necessaria rigidità al lancio e in volo.


Questo è il 2100, ma credo che la filosofia progettuale sia la medesima:


#11

Che bello. Gli ambienti si stratificano, un po’ come è successo per le imbarcazioni nella storia. :smile:


#12

conosciamo oramai abbastanza bene marte e il suo territorio e pensare di obbligare due o più uomini a sacrificarsi per molto tempo in uno spazio così limitato per raggiungerlo non mi pare un grande progetto
se si va su marte vi devono essere ben altre ambizioni o scopi ,questo mi sembra solo un esercizio tecnico interessante finchè si vuole ma limitatissimo visto anche l’impegno che assorbirebbe per metterlo in funzione
è anche vero che va un po di moda indirizzare i propri interessi verso Marte e non poteva certo mancare la Lockheed Martin
chi sarà il prossimo ?


#13

E secondo te per andare su marte ci vorrebbe una nave alla “hermes”? Perdonami ma questi sono i mezzi, e gli obiettivi sono proporzionalmente ambiziosi; quando si andrà su marte non per lavorare ma per vivere sranno passati decine o anche centinaia di anni


#14

Perdonatemi, ma la frase “Secondo Sigur, la capsula Orion nasce precisamente per l’esplorazione dello spazio profondo.” non fa altro che alimentare i profondi dubbi che già da tempo mi perseguitano. Cosa significa “Secondo Sigur” ? Voglio dire, come si fa a portare avanti un progetto di questa portata senza nemmeno avere ben chiaro lo scopo, la finalità di tale velivolo da principio? I progetti (nell’ingegneria aerospaziale e non) in genere nascono e possono nascere solo se si hanno specifiche ben delineate, ovvero una destinazione d’uso palese, perché altrimenti buttare giù su carta qualcosa di sensato mi sembra un’impresa praticamente impossibile, soprattutto per mezzi così complessi e costosi. Ad oggi almeno non mi vengono in mente velivoli, ma che dico oggetti progettati per fare bene un po di tutto… Immagino, da inesperto, che tra una missione in LEO, lunare o marziana ce ne passi e non poco. Ma se si sta costruendo davvero un mezzo adatto a compiere missioni d’esplorazione manned oltre LEO che durino più di mille giorni, allora come mai ci sono così tanti scettici (devo ammettere, me compreso) sul fatto che l’uomo arrivi si Marte con Orion?


#15

Ad oggi sembra essersi formata una certa qual condivisa volontà “politica” di apprestare una missione manned su Marte, mancano forse ancora gli schemi e i dettagli tecnici inerenti il “come” raggiungere l’obiettivo


#16

Ma no, quel “Secondo Sigur” è un modo di costruire la frase dell’articolo dai, mica significa che è una sua opinione o impressione…
I requisiti di Orion sono stati definiti nel dettaglio molti anni fa e i concept di missione “base” anche, e sono tutti molto ben chiari e definiti.


#17

Ma certo, Albyz, lungi da me criticare le scelte stilistiche dell’autore. Il mio era un modo come un’altro per cogliere la palla al balzo, mettere i puntini sulle i ed esorcizzare definitivamente tutte le paure degli scettici ma pur sempre sognatori come me, disillusi dal sensato timore di una totale esclusione di presenza umana su future ed eventuali missioni spaziali a lungo raggio: questo articolo per fortuna non fa altro che ribadire che Orion sa (potenzialmente) fare semplicemente quello per cui è stata progettata, ovvero compiere missioni di esplorazione manned nello spazio profondo. Se c’è (e continuerà ad esserci) interesse per Orion, significa che c’è interesse in pratica, nel breve-medio termine, a mandare un uomo attorno e/o su Marte. Se, ragionando per assurdo, così non fosse e la Orion venisse utilizzata da “semplice” taxi per la ISS, a meno di pesanti modifiche al progetto, perdonatemi l’iperbole…sarebbe come spendere centinaia di migliaia di euro per una tagliatrice al plasma e poi usarla per aprirci una scatoletta di tonno…


#18

Ma sempre che con Orion sia possibile far atterrare su Marte un equipaggio, dalla sua superficie come pensano di ripartire?
Quale veicolo pensano di far atterrare in automatico, e sopratutto come, dato che fino ad ora ci si è affidati a paracadute e piccoli sistemi a retrorazzi capaci di far atterrare solo piccoli rover?
Mi pare che per adesso NASA abbia replicato soluzioni e mezzi non molto dissimili dal programma Apollo, certo con tecnologia più avanzata, ma a parte il futuribile atterraggio ipersonico, quali altre alternative ci sono? Avete qualche link sotto mano?


#19

Un veicolo in stile Orion potrebbe anche ripartire da Marte, resta però da sviluppare l’apparato propulsivo per la ripartenza. Alla fine in “The martian” Watney non riparte su un parente di Orion?


#20

Si,ma lasciamo perdere i film.
Altrimenti a quest’ora saremmo su alfa centauri.