Matt Taylor e le pinups

isapinza, Astra, PherosNike, felottina… cominciano ad esserci un po’ troppe donne in questo forum :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:
…dovrò anch’io indossare la camicia di Matt per far sapere come la penso :rage: (anche se, obiettivamente, è di una certa bruttezza… non so se ce la farei :flushed: )

…a parte gli scherzi, e tornando IT nell’OT: voi non avete idea degli eccessi di “political correctness” che si toccano su questi lidi oltremanica e oltreoceano… roba da mettersi le mani nei capelli, se ne avessi.

Edit: ecco, ho mandato il mio post proprio mentre Paolo distruggeva la mia argomentazione con un laconico: “Forse non è solo una questione di eccesso di political correctness” :stuck_out_tongue_winking_eye:

L’ISAA gear è sempre di moda :slight_smile:

Non è la distruzione di un’argomentazione, ma un invito all’approfondimento che può aiutare ad argomentare.

Infatti non me la prendo con te, ma con chi grida bloody murder per una cosa cosi’, quando come fai notare tu, il problema e’ reale e meno visibile.

La domanda era rivolta un po’ a tutti.
A me sembra che il Dr. Taylor abbia usato dei termini “popolari” discutibili (cose che non direi mai), ma non mi sembra ci sia stata alcuna implicazione logica tra sexy e easy, specialmente nei confronti delle donne.
Questo nel merito.

In generale, ripeto, proprio l’eccesso di politically correctness porta nella direzione opposta a quella in cui si dice di voler andare.

Non si puo’ mettere sullo stesso piano gamergate, mobbing, o anche semplicemente il video con le catcall che riceve una donna camminando per strada con questa faccenda. Non sono proprio la stessa cosa, sono unite solamente dal tenore delle condanne.

Vado uno step oltre: associare problemi come quelli alla camicia di Matt Taylor e’ scorretto nei suoi confronti. Sbatti il mostro in prima pagina, no?
Comprendo le lacrime, nessuno merita di essere accusato ingiustamente, e non importa quanto sia grave il problema che si vuole arginare, questi attacchi sono fuori bersaglio e non aiutano. Come corollario alla Lewis’ Law si puo’ dire che ogni articolo arrembante e maldestro che grida al sessismo, per alcuni individui giustifica il sessismo. E quello, andrebbe evitato.

suvvia è solo per prepararci per tempo a quando saremo provincia dell’ISIS

Grazie Paolo, bell’articolo mi ha fatto riflettere. Io non avevo dato peso a quella maglietta inizialmente, e francamente non conoscevo tutti gli scenari che hai citato.
Mike, non ho detto che lui avesse pensato coscientemente a quello. Ho detto che posso capire se qualcuno ci veda quell’implicazione, anche il mio obiettivo come citava Amoroso è di capire cosa sia successo.

Il punto è che penso che stia tutto nel contesto, a prescindere dalla scelta individuale nel mettersi una maglietta che gli piaceva, a prescindere dal fatto che a me o altri non ha fatto né caldo né freddo com’era vestito, c’è da dire che in questi casi in effetti bisognerebbe allargare la propria consapevolezza individuale ad un ambito più grande.

Cosciente di quel contesto se avesse pensato “Oh, negli ultimi mesi ci sono stati pensanti casi di minacce di morte, aggressione sessuale e disparità di opportunità a colleghe nel settore STEM, e oggi che ci sarà uno degli eventi scientifici che andrà alla storia e andrò in diretta mondiale a rappresentare una delle più grandi agenzie spaziali più importanti nel mondo cosa posso mettermi? Mi metto una maglietta con donne seminude dal fisico stereotipato” non avrebbe avuto senso e dal quel punto di vista può essere vista come una provocazione e a catena associare a tutti gli altri eventi.

Di sicuro non ha pensato così, poi nessuno può essere nella testa di qualcun altro, sebbene ci si stiano lavorando, magari è stato un periodo intenso e quella maglietta in regalo era l’unica che gli era rimasta pulita, ha iniziato le diretta con la felpa sù e poi faceva troppo caldo e se l’è tolta.

Fatto sta che pare che sia molto alta la voglia di parlare di questi temi e articoli ben scritti possano aumentare consapevolezza su questi temi, sono d’accordo di come la stampa urlata e le minacce facciano andare in direzione diametralmente opposta.

Ho atteso qualche giorno per dire la mia (anche sui social) sulla questione #shitstorm perchè ho avuto fin dal primo momento un’opinione molto forte al riguardo, e per esperienza so che dar tempo all’adrenalina di scemare aiuta ad evitare eccessi della prima ora.
Ho letto accuratamente tante reazioni ed articoli apparsi sulla blogsfera e sui principali social media, anche di persone che normalmente seguo e stimo, ma che a questo giro mi hanno sorpreso e deluso.

Premessa: ha fatto una cosa intelligente Matt Taylor presentandosi vestito in maglietta da bar e pantaloni corti? Personalmente credo di no: l’errore sta nel non aver ricordato che in occasioni ufficiali, specie se rappresenti non solo te stesso ma un intero gruppo di lavoro/agenzia, un minimo di tatto e diplomazia sono utili a non esacerbare l’ambiente condiviso con chi ha cultura e sensibilità differenti dalla propria.
Inoltre, se una persona decide di andare vestendosi con il solo sospensorio (per dire) ad una conferenza stampa deve immaginarsi che l’attenzione di chi ascolta si sposterà con ogni probabilità dai contenuti che si volevano comunicare all’abbigliamento, e che alla fine il brusio sollevato dal gossip finirà per sovrastare anche le argomentazioni più interessanti. Taylor si è qui tirato la zappa sui piedi, ma questo è quanto.
Aggiunta tecnica: ESA non ha un “dressing code” pertanto la scelta dell’abbigliamento è lasciata al buon senso del singolo. Sappiamo quanto sia usato e abusato il termine “buon senso”. Penso siamo tutti d’accordo nel dire che la sua definzione cambia di molto con l’evolversi dei tempi, e continuerà a farlo.

Vi sono alcuni fatti che vale poi la pena considerare:

  1. Le critiche al vetriolo arrvano praticamente tutte da ambienti UK/USA.
  2. Le critiche sono arrivate tutte da una “vocal minority” profondamente radicata nell’ambito di blogger e youtube-opinioniste note sulla scena del neo-femminismo degli ultimi anni.
  3. Tutti i commenti negativi rispondono al cliché: “Maglietta sessista → Vergogna, chiedi scusa brutto misogino → Colpa di quelli come te se noi donne non facciamo carriera in ambito STEM”
  4. Di fronte alle lacrime (!) di Taylor la “sete di sangue” di alcune non si è placata, ed è cominciata la critica ad ESA che non avrebbe imposto a Taylor di cambiarsi prima di apparire in video.

Detto tutto questo, la mia opinione è che abbiamo assistito ad un assurdo caso di violenza personale gravissima nei confronti di una persona dai pessimi gusti di abbigliamento, sì, ma che è diventato il capro espiatorio contro il quale molte neo-suffragette hanno deciso di scaricare la rabbia e la frustrazione in primis di secoli di società patriarcale, in secundis la rabbia e la frustrazione per situazioni personali.
Si tratta di un evidente caso di “straw man”: hanno usato Taylor per spostare la discussione sulla loro definizione di ineguaglianza di genere. Taylor è stato vittima di una violenza verbale puritana e odiosa che può concretamente mettere a repentaglio la sua carriera e che lo ha sottoposto immeritatamente ad uno stress enorme, andando a rovinare uno dei giorni più belli della sua vita.
Nessuno dei pezzi che ho letto spiega come una maglietta sessista (la definisco così per citare l’opinione delle autrici, non la mia) possa scoraggiare una donna dall’entrare nel mondo STEM, o come questa possa essere annoverata tra gli “ostacoli difficili” che una donna deve affrontare in ambito lavorativo.
In quanto poi all’aspettativa di alcune che ESA obbligasse qualcuno a cambiarsi o coprirsi immediatamente prima di andare in TV, ma stiamo scherzando?
“Signora, si metta questa fascia contenitiva. Il suo seno prorompente sinceramente è davvero troppo evidente. E eviti di chinarsi, o la scollatura potrebbe evidenziarsi troppo. Ah, le dispiacerebbe indossare questa sovragonna? Il direttore non vede di buon occhio gonne sopra il ginocchio. Sa, siamo in diretta mondiale. Vorremmo prevenire ogni forma di offesa e dimostrarci corretti e sensibili verso tutti.” Semmai una cosa del genere venisse detta a una delle “suffragette” mi aspetterei, per coerenza, subitanea e spontanea obbedienza.
Con un giudizio forse obnubilato dal preconcetto, le “scandalizzate” sono finite con l’adottare lo stesso comportamento contro il quale le femministe degli annio 60 e 70 hanno combattuto le odiose abitudini della società “occidentale” contro le donne, quasi sempre considerate inferiori e troppo influenzate da emotività ed ormoni. Uno degli argomenti delle battaglie femministe era infatti la rivendicazione del diritto di essere giudicate come persone per ciò che si è e si fa, non per cosa si indossa. Oggi, paradossalmente, come i conformisti di una volta tentavano di fare sulle donne, certe donne si arrogano il diritto di imporre ad altri un dressing code in nome di altissimi principi di uguaglianza e politically correct. Ridicolo e contraddittorio.
Ne valeva la pena? E’ forse questa una “vittoria” per le neo femministe? Ne dubito molto, e credo invece sia un sonoro autogoal.

Mi chiedo e vi chiedo: ma visto che il problema è la parità di genere, che sarebbe successo se il nostro Taylor sarebbe stato fisicamente simile a Conchita Wurst? Senza dubbio l’ambivalenza sessuale di Conchita avrebbe messo a disagio o offeso qualche animo sensibile. E se avesse preteso (con pieno diritto imho) di apparire in gonna, ma tenendosi la barba folta? Le reazioni di queste benpensanti quali sarebbero state?

Sono stato in ESOC per tutto il tempo durante i due giorni cruciali dell’atterraggio di Philae e ho incrociato varie volte Taylor, che si spostava in continuazione per girare interviste e sopeciali, oltre che per assistere alle operazioni in sè. Sono riuscito con soddisfazione a dargli un bell’ high five un paio d’ore dopo la toccante intervista in cui si è scusato in lacrime. Vi posso dire che era davvero distrutto, e mi ha stretto il cuore vederlo camminare stretto nelle spalle.

Paolo, per rispondere alla tua osservazione e continuando una discussione che abbiamo iniziato online giorni fa, sono ben informato sulla questione gamergate eccetera, e sebbene le minacce di morte subite dalla Sarkaasian e altre siano da condannare senza se e senza ma, io resto dell’idea che tutta la questione sia una enorme montatura di blogger e starlette di youtube in cerca di visibiltà.
Ognuno ha diritto di sentirsi offeso e discriminato rispetto ad uno standard minimo di sua propria invenzione, ma in alcuni casi questo standard è studiato a tavolino per cercare la polemica a tutti i costi, oppure nasconde esperienze personali terribili che trovano tutta la mia solidarietà personale ma che non rappresentano il punto “medio” dal quale far partire la discussione, sempre che sia necessaria.

Fammi essere ancora più esplicito. Se mia figlia si fosse lamentata con me della maglietta di Taylor, adducendo le motivazioni che ho letto in certi blog, le avrei risposto che se una maglietta era quello che le preveniva di tentare la carriera STEM si doveva vergognare della sua mancanza di informazioni e del suo perbenismo, e che forse no, proprio non se lo merita un posto in quell’ambito.
Le avrei risposto che un cretinotto con le donne nude tatuate é in genere inoffensivo e il vero pericolo è il bavoso collega in giacca e cravatta che le allunga la mano sul culo durante il colloquio di lavoro.
Le avrei risposto di ricordare che l’ho educata ad evitare giudizi sommari ed a classificare le persone per le loro azioni e non per il loro aspetto, anche se è nell’umana natura classificare “friend or foe” in base a ciò che vediamo.
Le avrei anche ricordato che parte importante dell’uguaglianza di genere è la scelta di una donna di non usare la sua fisicità per agevolare il suo percorso professionale (e di cose fuori luogo, dopo 16 anni di commissioni di concorso in enti pubblici, ne ho viste, specie durante le prove orali) perché se in un primo momento ti presenti al maschio come una che mette la sua fisicità al centro, sarà poi difficilissimo riportare l’attenzione ai tuoi skill professionali.
Aggiungerei che deve ricordare che se crede davvero nella parità di genere allora non dovrà mai usare il fatto di essere donna per chiedere un trattamento agevolato, cioè che non abbia come unico criterio la valutazione delle sue qualità professionali.

Si fa un gran parlare di problemi di maschilismo in ambito STEM. Personalmente sto ancora aspettando di leggere un episodio concreto di epoca contemporanea (leggi ultimi 10 anni). Una denuncia, una lettera aperta. Quel che leggo e sento sono solo le lagnanze di un ristretto ma rumoroso gruppo di donne su cui sarebbe interessante sapere di più. Queste hanno mai tentato una carriera in ambito STEM o spaziale, ma sono state respinte? Parlano per sentito dire o hanno vissuto episodi di discriminazione sessuale personalmente?
Non sto dicendo che episodi sessisti non esistano, al contrario, ma dire che l’ambito STEM sia particolarmente caratterizzato da questo problema, e che questo sia uno dei motivi per il quale ci sono poche donne in carriere scientifiche, secondo me è tutto da dimostrare e la dimostrazione sta a carico di chi fa l’osservazione, sempre.

Restano certamente enormi problemi ancora sul campo perchè si raggiunga una vera parità di genere, intesa come parità di diritti, doveri ed opportunità tra uomo e donna. Non mi riferisco alla condizione della donna nei paesi islamici e/o poveri, anche fintroppo ovvii, ma anche nella società occidentale restano problemi legati al diritto alla maternità da conciliare con l’accesso al mondo del lavoro, per dirne uno concretissimo, oppure all’abuso che la donna permette del suo corpo in campo pubblicitario.
Dove si nascondono le attiviste quando si organizzano i concorsi di miss USA/UK o miss Italia? O quando si reclutano decine di gnocche seminude per le varie fiere? O per accarezzare le auto con reggiseno a balconcino? Perché non assistiamo a proteste vivaci, a campagne web, a tutto il cancan insomma che è stato riservato al povero Matt?

Chiosa finale per le utenti di FAIT. Vi prego di segnalarmi immediatamente eventuali casi di misoginia/maltrattamento sul forum, che ufficialmente scoraggio e deploro, altrimenti non abbiamo modo di agire.

Topic corposo ma sono in riunione…come utentessa fait non ho mai avuto nessun tipo di problema. La camicia: fa sorridere, la vedrei bene a una grigliata. Michiedo se il mercato offra camicie da donna con fustakkioni…

Grazie @marcozambi sei riuscito a scrivere quello che volevo dire io ma non sono riuscita
:beer:
EDIT
Ultimo aggiornamento sulla questione: Una delle più ferventi denigratrici ( si dice così ?) ha cancellato tutti i post di twitter. Forse si è accorta di aver esagerato?

Marco, son d’accordo con te per quasi tutto.

Mi è spiaciuto molto per come questo evento abbia oscurato un po’ l’eccezionalità della missione, e di come pure pure sia scoppiato quando Philae era già a nanna e c’era un flusso minore di notizie scientifiche legate alla missione.

Il discorso su STEM è un discorso un po’ lungo che parte ben prima e a prescindere da STEM con l’insulsa divisione fra giochi per ragazzi e giochi per ragazze e differenza di percentuale fra figure maschili e femminili nei cartoni. Certe realtà come ad esempio le Girl Geek Dinner sono nate anche per motivi di esclusione, ora io fondamentalmente non credo che realtà di sole donne possano risolvere questo problema (ne risolve altri in certi casi) ho visto gruppi più chiusi e gruppi più aperti. Più in generale, oltre al solo STEM, ho visto donne ferite generalizzare le loro esperienze di harassment o maltrattamenti a tutto il genere maschile e di questo me ne dispiace molto. E soprattutto situazioni in cui donne si vergognavano talmente tanto dell’accaduto da non denunciare comportamenti o per paura delle conseguenze a livello personale o lavorativo. Noto che è sempre meglio parlare, queste estremiste forse avevano paura di non rappresentar qualcuna se fossero state zitte? Non ne ho idea. In ogni caso son d’accordo che di sicuro non si può insultare una persona in quel modo giudicandolo solo dalla maglietta, anche se gli harassment (non so bene come dirlo in italiano) avvengono con gente vestita sia in maglietta, che in giacca e cravatta.

E tu dov’eri? Non prenderla sul personale, intendo che il problema che le donne non abbiano accesso a certe opportunità, che vengano pagate meno o oggettificate non è un problema solo delle donne è un problema della società che lo permette, sia uomini che donne, come il rispetto degli omosessuali è problema della sensibilità collettiva, eccetera. Le donne mezze nude sulle macchine veicolano le scelte di molti uomini, io non ne sarei così felice di farmi manipolare in questo modo. Anche quelle sono scelte? Cosa devo dire a quella che vuole partecipare a concorsi di bellezza per far soldi? Pure lei ha libero arbitrio.

Anche qui sul forum c’è qualcuno che usa una donna seminuda per rappresentare sé stesso, è arte, è oggettificazione, si sente più donna? Non lo so. L’articolo ‘Casual sexism’ indicava un po’ come il non far finta di niente in tante piccole cose in realtà vada a continuare ad alimentare lo stesso movimento.

Scusatemi se ho allargato un pochino il topic, volevo far solo presente che ahimè è un discorso parecchio reale, e confido in voi per essere e dare esempio. Secondo me è un discorso molto delicato da trattare con una certa sensibilità, nessuno è perfetto, l’importante e far ciò che si può ed essere consapevoli delle proprie azioni, consiglio veramente i due video linkati nei precedenti commenti e ho piacere a sentire le vostre opinioni. Di sicuro la questione non sarà risolta in un topic, però in somma qualcosa si muove, parlarne fa bene.

qua va finire che qualche complottista cominci a fantasticare che è stata tutta una manovra per distruggere la carriera di Matt Taylor.

Io ho davvero difficoltà a capire la discussione su questa maglietta, se non che, come dice Marco, un pochino di buon senso da parte di Matt ci stava, se non altro per la pubblicità del team a livello mondiale. Ma ciò che vedo io sono belle ragazze armate di tutto punto. Aspetto che chi ha iniziato tutto quel trambusto non ha voluto mettere in evidenza.

Ma si sta parlando solo di violenze/mobbing sulle donne. Siamo sicuri che i maltrattamenti sui cromosomi XY non siano dello stesso livello? O addirittura più pericolosi per l’intrinseco timore di un ragazzo di parlare della sua incapacità di impedire la sottomissione alla capa?
Spesso, purtroppo, ho la sensazione che sia il genere maschile ad essersi reso maggiormente conto dell’alto grado di emancipazione raggiunto dalla “donna”. Certo, vedo le violenze, anche io sono stata oggetto di mobbing nonostante andassi in ufficio trasandata che più non si può. Semplicemente, quando la gente è malata, lo è a prescindere dal suo presunto capro espiatorio. Ma vedo anche che nei divorzi è l’ex marito a dover mantenere moglie e figli con un tenore pari a prima, vedo anche molti ragazzi intimoriti dalle ragazze. E vedo parecchia autocommiserazione.

http://www.ilballodelcervello.com/2014/11/18/quando-il-saggio-indica-la-cometa-lo-stolto-guarda-la-camicia

Assolutamente, perche’ mai dovrei?
Nel merito, non ero in piazza, no. Ho semplicemente vissuto la mia vita quotidiana cercando di essere (e di votare) il cambiamento che volevo (e voglio) vedere nella societá.
Educo le mie figlie a pretendere e a dare totale paritá di diritti e doveri tra uomini, donne, LGBT in generale. Questo faccio, e certamente non mi posso definire un attivista.

La mia impressione di fondo resta: Matt é stato sottoposto ad una violenza personale grave, perché un gruppo di estremisti del bon-ton e di persone con precedenti problemi (ahimé sia chiaro, non lo dico certo in tono dispregiativo) ha deciso che lui doveva essere il capro espiatorio perfetto.
Ribsdisco: in tutti i pezzi critici nei suoi confronti che leggo in giro si parte dalla sua maglietta finendo per finire col tirare in mezzo millemila altri (sacrosanti) argomenti di discriminazione femminile, finendo peró con accostare il gesto stupidotto di Matt alle violenze e discriminazioni di maniaci e maschilisti di ogni sorta.
Io spero che a mente fredda qualcuna delle turbofemministe che ha scatenato questo pandemonio ci pensi e un pochino si vergogni, soprattutto perché sempre a mio parere, politicamente per la causa (spesso giusta) femminista questa roba é un enorme autogoal.

Dai,non ci credo che un innocua pin up possa venire classificata come “sessista”;sarebbe roba da medioevo alla rovescia.
Chi può sentirsi offeso da una pin up!

Semmai il buon Matt può essere tacciato di avere un cattivo gusto allucinante nel campo dell’abbigliamento…beh, questo si.
Fa un pò rimpiangere il buon vecchio mission control

Sono schifato per lo scandalo sollevato per una maglietta.
Chiedere scusa, poi, quando c’è gente che dovrebbe prostrarsi e chiedere umilmente perdono per cose ben più gravi.
Io avrei liquidato la cosa dicendo: scusate, ma ho pensato che quello doveva essere un giorno di festa. Avete qualche altra domanda sulla missione di Rosetta?
Vi è mai capitato di vivere un’esperienza bellissima e poi di essere ferocemente criticati per cose da nulla? A me si.
Esprimo tutta la mia solidarietà a Matt.
Quanto alla maglietta: a me non piace.

Ah, se c’è qualche signora sul forum o altrove che trova disdicevole il mio Avatar me lo faccia sapere che lo cambio. Io lo uso come “nose art”, simbolo della mia idea che vedo ben rappresentata da una figura femminile, non come stemma del mio maschilismo. Comunque se da fastidio… non c’è problema, lo cambio.

Secondo me sono bel altre le cose che offendono le donne, altro che una camicia. Per es quando sul lavoro a pari mansione le donne sono pagate meno, o il capo allunga le mani, o quando sono costrette con raggiri a firmare lettere di licenziamento da usare in caso di gravidanza e non c’è sindacato che tenga: queste cose succedono.
Gli ambienti a prevalenza femminile non sono migliori, anzi, possono generarsi dinamiche sgradevoli perchè le donne sanno essere le peggiori carogne. Non so, io mi sono sempre trovata meglio negli ambienti “maschili” e non ho mai avuto nessun tipo di problema. Dipende dai messaggi che si mandano, verbali e non. E poi quante donne usano la propria fisicità a proprio tornaconto salvo poi lamentarsi se qualcuno ci prova? Dai, siamo sincere, è anche un po’ l’eterno gioco della seduzione. Quando nessun uomo si girerà più a guardarci non sarà una bella sensazione.
Tornando alla camicia, quella mise al massimo è un azzardo al buon gusto, ma basta saper vedere oltre gli abiti e la cosa ci può stare. Sinceramente, è l’ultima cosa che avrei notato.
Mi ha colpita molto di più il tatuaggio: amare qualcosa e crederci così tanto da inciderla indelebilmente sulla propria pelle.

Ares hai quell’Avatar da mesi e nessuno ha “protestato” :stuck_out_tongue_winking_eye:
Però chiediti che messaggio passa con quella immagine.
Se pensi che sia un messaggio che nessuno possa fraintendere oppure un qualcosa che può essere “fastidioso” per qualcuno…
Ad esempio se qualcunA usasse questa immagine

come avatar voi maschietti cosa ne pensereste?
Putroppo ognuno interpreta quello che vede in maniera diversa, consiglio un bel libro del Cicap a riguardo “Psicopatologia del paranormale”, lì si parlava delle diverse interpretazioni di fatti “paranormali” ma il concetto si può applicare a qualsiasi soggetto

(Consiglio:NON cercate naked astronaut su google :skull: :skull:)

P.S. Lo so che il rapporto segnale/rumore dei miei post è fortemente spostato verso il rumore :stuck_out_tongue_winking_eye: anche questo può dare fastidio e me ne scuso ma sono fatta così, rumorosa anche nella vita reale :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:

Ben giocata questa, Isa. :clap:
Personalmente trovo l’immagine di Ares elegantemente retro’, mentre la “tua” mi sembra un po’ pecoreccia e basta.
Ma allora e’ possibile che sia pure io vittima del bias?! :flushed: :thinking: :disappointed:
Tra parentesi, ho fatto quel test che consigliava Astra poco sopra. Il risultato è che associo la carriera all’uomo e la famiglia alla donna (e te pareva…). Devo pero’ dire che questo test mi sembra mal concepito. Si basa sulla velocità con cui si associano nomi di persona e sostantivi al concetto di “maschile” e “femminile”.
A parte la difficoltà ulteriore di elaborare mentalmente le parole inglesi prima di rispondere, mi sembra che come per ogni “gioco” più di alleni (più vai avanti nel test) e più veloce diventi, a prescindere dal contenuto della parola proposta.
Sia come sia, se volete provare a fare il test, può essere uno spunto per ulteriori ragionamenti.

Ma a nessuno è venuta, come a me, l’idea che essendo le critiche quasi tutte di origine anglosassone, dietro di queste ci fosse un pò di invidia da parte degli inglesi e degli americani per un successo prettamente Europeo con la E maiuscola ovvero fatto da quegli stati che solitamente (a partire dall’Italia) vengono schifati o guardati con supponenza?
A volte, distogliere l’attenzione dall’evento principale focalizzandola su altri aspetti minori ed irrilevanti, serve per sminuire la portata del successo conseguito.

Assolutamente no.

Primo l’UK è tra i paesi protagonisti di Rosetta, quindi non vedo come possano esserne invisiosi (e ad esempio a livello di social media l’UKSA ha battuto grancassa per sottolineare il contributo inglese, cosa che non ho visto per niente da ASI, per esempio…).

Secondo, nel mondo anglosassone, come sottolineato più volte, queste prese di posizione radicali (a mio avviso completamente sbagliate e anche controproducenti per le cause per cui si battono) su argomenti “politically correct” sono all’ordine del giorno - non riservate solo alle missioni ESA…