Mini-EUSO - accensione del 7

Grazie!
Oggi stiamo preparando i files di configurazione della prossima accensione.
Sono files di testo con i parametri, l’eseguibile dell’acquisizione ed il firmware della FPGA (Zynq).
L’FPGA e’ programmata dai russi e si legge la FS, impacchetta tutto e lo manda via ftp alla cpu con linux che legge quello, le camere ed i sensori addizionali.
I files vengono mandati su via telemetria e l’astronauta li scompatta (sono 4mega compattati, 14 scompattati perche’ l’eseguibile da solo sono 12M) e li copia su una delle penne usb (ne abbiamo 50 in due pouches).
Poi appunto il 19 dovrebbero accendere ed il 20 o 21 mandarci giu’ qualche file.
Questa dovrebbe essere una accensione lunga con tutta la FS ma ancora con le tensioni basse. Siamo molto sensibili ai fulmini e da li’ e’ tutto un fulmine…

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Grazie Marco per le informazioni. Una domanda: come mai un esperimento del genere non è direttamente connesso alla LAN di bordo, e invece richiede l’intervento dell’astronauta per operazioni stupide come spaccehttare un file? Mi sarei aspettato un IP e un web server… o cose del genere.

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Mi pare abbia già risposto a questa domanda nel thread relativo a MS-15, non gli è stata concessa tanta banda in upload verso la Terra, o una cosa del genere, lunedì ti trovo il post esatto se non risponde prima lui. Sono parecchi tera di dati.

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Scusa se rispondo solo ora. Hanno postato gia’ il link. La questione e’ che agganciarsi alla rete e’ abbastanza complesso per motivi di sicurezza, protocolli interfacce ecc… Altea (quello delle radaizioni) e’ fatto cosi’, ma i precursori sileye/1 /2 /3 e lazio-sirad li abbiamo fatti tutti a mano. Nei sileye sulla mir il tempo astronatua era quasi infinito, un collega russo ha fatto cambiare attitudine alla mir per mettere gi astronauti ortogonali alle linee di forza del campo magnetico per vedere i lampi di luce negli occhi. Qui il tempo astronauta e’ ridotto e anche il downnlink. Al primo dowlink manuale hanno mandato giu’ circa 10 files da 110 mega per circa 1Giga. Lui fa 110 mega in 2.5 minuti per cui hanno mandato giu- i primi e gli ultimi files.
Se vi volete divertire lo screenshot e’ questo

RUN MAIN vuold idre che sono dati e non calibrazione poi c’e’ l’ora, la tensione di HV, Cathode 2 vuol dir che c’e’ un dinodo di meno sui fototubi, only EC 7 che usiamo solo una delel 9 unita’ della FS e only self che i dati ad alta frequenza devono essere trigegrati da qualche flash.

Poi processiamo i dati con root.cern.ch e li visualizziamo con pyroot. Stiamo ancora raffinando la calibrazione e l’analisi sistematica

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Aggiornamenti: Accensione del 19-20.
Carissimi, sabato 19 Luca Parmitano e Oleg Skripochka hanno girato (dovrebbero) il video educational su Mini-EUSO. E’ un video ESA, non so che giro fara’ di editing o simili prima che sia reso disponibile (noi non abbiamo neanche una foto dell’apparato su).
E’ stato poi acceso alle 18:58:30 UTC e spento la mattina del 20. Hanno scaricato una parte dei dati (5 files dell’inizio e 5 della fine) con la telemetria. Questa volta era accesa tutta la superficie focale ed eravamo sopra il Pacifico, prima dell’Australia.
Con la soglia nell’FPGA alzata siamo stati piu’ tolleranti alla luce. Questo e’ il grafico della curva di luce di tutti i pixel della superficie focale sommati. L’incremento e’ forse la Luna, i picchi sono nuvole (che sono piu’ luminosi)
image

va tutto calibrato, flat-fielded sistemato ecc. ma due video sono (il SW e’ fatto da un collega polacco, quindi la luce e’ in notazione polacca inversa, ossia colore scuro = pixel luminoso)

  1. video di nuvole che si muovono da basso verso alto, frames da 400ms (mediate)
  2. video (tre frames da 2.5 micros) di un “evento di trigger” ossia un incremento della luce che ha fatto scattare il trigger della FPGA. L’idea e’ con questo di vedere raggi cosmici di ultra alta energia 10^20 eV. Purtroppo probabilmente questo e’ un banale raggio cosmico da 10^8- 10^9 prob. protone che attraversa la superifice focale e rilascia luce per ionizzazione diretta e luce cherenkov (oh tutto preliminarissimo, chissa’ che e’ veramente)

per il momento quindi ancora tutto bene. Il grosso dei dati verra’ giu’ a febbraio e la prossima accensione e’ prevista per il 24 o 25 ottobre.

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lo segnalo anche qui, nel caso qualcuno voglia aggiungere un riferimento a mini-Euso a Wikipedia:

EDIT: ho aggiunto il riferimento a Mini-EUSO, ma ho dovuto fare lo stesso con altri progetti appartenenti al framework EUSO. Ci sarebbero un bel po’ di cose da aggiungere, chi ne sa (o chi vuole cercare) lo può fare!

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Luca presenta l’esperimento in un video per AsiTV

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@zzambot hai visto questo video di Mini-EUSO?

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si’ ! e’ stata una fatica senza fine averlo. Con l’occasione abbiamo fatto due comunicati stampa con ASI e INFN

ma quello piu’ esteso e’ qui:
http://jem-euso.roma2.infn.it/?page_id=46755

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questo e’ l’anello di un ELVE a 100km che appare muoversi a 1.5 volte la velocita’ della luce (in realta’ sono anelli indipendenti geenrati da un’onda sferica a 20 km)

tlev4

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queste sono due meteore
meteor_2019_11_20__05_42_39 meteor_2019_11_27__18_39_01

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questa e’ una prima mappa UV notturna

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Grazie @zzambot (l’acronimo “Emission of Light and Very low-frequency perturbations due to E.M.P. Sources” ha una S finale!)

Per chi non sapersse cos’è un ELVES:

I getti blu (in inglese blue jet o ELVES) sono dei particolari fenomeni elettrici-luminosi dell’atmosfera, comunemente appartenenti alla famiglia dei fulmini, sempre di brevissima durata ma meno luminosi, caratterizzati da una forma conica-verticale a “getto”, appunto, di colore bluastro, Sono molto simili agli “spettri rossi”, tranne che per il colore e soprattutto per il fatto che essi sono ascendenti (ovvero partono dalla nube e vanno verso l’alto). Si verificano solitamente nella stratosfera, tra i 20 e i 50 km di altezza di media, al di sopra dei temporali.

Da Wikipedia

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Ciao @zzambot!

Ho visto il breve video in cui Luca Parmitano presenta Mini EUSO. Parla anche catalogazione di detriti orbitali, ma non ho trovato traccia di questo sul sito “spiegone”.

C’è una repository specifica da cui pescare qualche info in più per questo aspetto specifico della missione?

Ciao,
grazie mille. I fisici dell’atmosfera sono molto spiritosi e a partire dagli sprites (bellissimi quelli che sembrano meduse rosse) poi sono passai ai blue jet (che indichi tu) poi gli ELVES e sono riusciti a tirare fuori anche i TROLL.


I blue jet durano un secondo o giu’ di li’, gli elfi sono sotto il millisecondo.
Wikipedia inglese è più dettagliata:
ELVES (Emission of Light and Very Low Frequency perturbations due to Electromagnetic Pulse Sources) often appear as a dim, flattened, expanding glow around 400 km (250 mi) in diameter that lasts for, typically, just one millisecond.[23] They occur in the ionosphere 100 km (62 mi) above the ground over thunderstorms. Their color was a puzzle for some time, but is now believed to be a red hue. ELVES were first recorded on another shuttle mission, this time recorded off French Guiana on October 7, 1990.[12] That ELVES was discovered in the Shuttle Video by the Mesoscale Lightning Experiment (MLE) team at Marshall Space Flight Center, AL led by the Principal Investigator, Otha H.“Skeet” Vaughan, Jr.

ELVES is a whimsical acronym for E missions of L ight and V ery Low Frequency Perturbations due to E lectromagnetic Pulse S ources.[24] This refers to the process by which the light is generated; the excitation of nitrogen molecules due to electron collisions (the electrons possibly having been energized by the electromagnetic pulse caused by a discharge from an underlying thunderstorm).

Sulla ISS c’è ASIM che studia queste cose come primary goal. Hanno un campo di vista piu’ elevato ma minore risoluzione spaziale.

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Ciao Raffaele,
Mini-EUSO dovrebbe cercare detriti e satelliti come primo passo per il tracciamento di detriti spaziali. Guardare nadir da 500km non è il massimo come geometria, ma ci ha pensato il buon Musk che ha lanciato la caterva di starlink a 300km, quindi speriamo di vedere qualcosa. A lungo termine cercheremo di metterlo su un’altra finestra.
L’idea è di tracciarli con minieuso-simil detector, poi puntarli conuno a corto campo e far fuoco con il CAN laser (di Morou). L’articolo originale è questo https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0094576515000867?via%3Dihub
ma credo si possa scaricare da qui (legalmente) https://www.researchgate.net/publication/273912262_Demonstration_designs_for_the_remediation_of_space_debris_from_the_International_Space_Station

al tempo wired ne fece un articolo: https://www.wired.com/2015/05/laser-cannon-space-debris/

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Hai una birra pagata ad Arezzo!

o tu a Roma quando vuoi!

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Non sapevo che Minu-EUSO è stato realizzato (per la parte strutturale) con stampa 3D

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