Missione umana su Marte: si può fare.

Non personalmente, ma sulle colture aeroponiche associate a itticolture ci sono già ampi studi.

Scusa leggi bene: ho detto “se dovessero esserci problemi”. Il che vuol dire appunto che ancora non ci sono dati sullo sviluppo degli embrioni in gravità ridotta (e quindi non possiamo ovviamente saperlo in anticipo) e stiamo soltanto ipotizzando le attrezzature che potrebbero essere necessarie per una futura colonia su Marte (che ovviamente non abbiamo ancora, né sapiamo se mai ci sarà).
Non avendo dati, possiamo solo estrapolare il poco che già sappiamo, da cui la necessità alquanto verosimile di far crescere i futuri bambini marziani in un ambiente a gravità terrestre, per un corretto sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico.

Poi se non ri piacciono le discussione ipotetiche, non devi far altro che cambiare topic.

Sempre ipoteticamente parlando, potrei ignorare il post. :wink:

Sulle colture: molto più sostenibile la via vegana allora. Gli allevamenti di animali non sono sensati economicamente/ecologicamente (la piramide ecologica insegna!).

Ma, quaoar, sei in lista per Mars One?

Io sono curiosa di capire dove si va a parare, ma resto molto perplessa!! In ogni caso la vita marziana così prospettata non fa per me. Sarebbe una vita “agli arresti domiciliari” ed io sono il classico tipo che dopo poche ore al chiuso sente gli spilli in tutti i muscoli.

Quaoar, sotto un certo aspetto la vediamo diversa, e sotto un altro simile. Anch’io parto dalle colonie scientifiche che si ampliano, per poi arrivare a qualcosa di grosso. Fosse per me, saremmo già su Marte, ma ogni cosa a suo tempo.
Però, un appuntino: non c’è acqua nello spazio? SOHO ha scoperto non so quante mini comete che si vaporizzano mentre cadono verso il Sole e mi dici che di acqua non ce n’è? Dai, Marte è stracolmo d’acqua, lo so. Ma come catturo un asteroide, così posso catturare una cometa. E’ solo questione di tecnologia.

Hai già detto che sei goloso di conoscenza e non ho mai denigrato lal scienza spaziale come marginale. Non posso, altrimenti che mi risolve il problema della creazione di nuovi materiali in microgravità? Giusto per fare un esempio. So che se legato al mondo della biologia e la risposta delle risposte che ti scalda tanto è mettere la parola fine al dilemma sulla vita su Marte. C’era? C’è Ancora? Non c’è mai stata? Capisco che proporresti una missione spaziale solo per rispondere a questo tuo quesito. Probabilmente le nostre conoscenze in ambito biologico potrebbero fare balzi enormi se potessimo dare una risposta sicura al tuo quesito, positivo o negativo che sia il risultato, ma nella mia Vision c’è posto ANCHE per Marte, mentre tu opti SOLO per Marte.

Che l’umanità possa vivere SOLO su pianeti, e magari abitabili, la trovo una forzatura. Concordo con Von Braun quando dice che l’umanità è fatte per vivere ovunque le pare. Diversamente l’umanità, sulla Terra, vivrebbe solo in luoghi dal clima caldo temperato, non in Groenlandia o nel Sahara. O nelle afose foreste equatoriali o in posti dove il Sole si vede solo pochi mesi all’anno o per poche ore al giorno.

Se puoi vivere in questi ambienti estremi, puoi vivere ovunque (tranne che nello spazio senza tute :slight_smile: ), anche dentro un habitat ricreato artificialmente. Se ci nasci, per te sarà LA CASA. Quanti figli di emigranti nati in terra straniera desiderano tornare nella terra dei padri? Quanti nipoti di colonizzatori sono tornati indietro nella storia?

Perché dico questo, per spazzare via quel senso di terrestrialità che si fonda solo sulla nostra abitudine di considerare CASA solo l’unico posto dove noi siamo vissuti. Siamo vissuti su un pianeta? Allora possiamo vivere solo su pianeti… E’ ridicolo. Io ho vissuto in un appartamento, in una villa, in un camper, in tenda ed in albergo. Pure in una camerata. Sono posti dove vivere, dove ci si adatta. Siamo una specie che si adatta e che adatta, quindi posso adattare anche uno spazio vuoto. Meglio, non devo fare i conti con i terremoti, gli smottamenti, le alluvioni, le tempeste, il vento, la pioggia, il ghiaccio e la neve, ecc., ecc. Avrò altri problemi, certo, e sicuramente i problemi più grossi me li procurerà solo l’uomo, il resto è solo buona tecnica.

Mentre tu giochi a fare i castelli con la sabbia di Marte, io edo un’umanità in crisi profonda. Sento odore di Nuovo Medio Evo, sento il Nuovo Impero Romano le cui strutture scricchiolano sotto il peso di 4 e rotti miliardi di esseri umani che bramano e spingono ai suoi confini per un poco del nostro benessere, che non potranno avere perché le risorse non ci sono. La culla è diventata stretta, ci stiamo anchilosando. Tu sai bene cosa accade ad un corpo umano costretto a lungo in posizioni scomode, non devo spiegartelo.

Il conto alla rovescia è iniziato. Non so da che punto è partito quindi dove sia lo 0. Se la tua missione servisse per dare la sveglia all’umanità, l’appoggerei, ma non vedo come potrebbe fare se prima non metti nella mente della gente che lo spazio è come prendere il treno ed andare, che so, in Calabria, o prendere la nave per andare in Sardegna, o prendere l’aereo per andare negli USA o prendere l’astronave per andare sulla Luna o su Marte.
L’astronave è ancora solo per gli scrittori di SF, per bambini sognatori (come il sottoscritto, anche se ho la barba bianca), per gli dei, non per la gente. Finchè resta roba solo per noi, è inutile. Tu non avrai Marte, io non avrò nemmeno una ISS 2. L’aternativa è un sacco di gente arrabbiata che distruggerà tutto come zombie e lascerà ai nostri ultra nipoti riscoprire i nostri satelliti geostazionari, il modulo d’atterraggio delle Apollo sulla Luna e tutti robottini semisommersi dalle sabbie marziane. Così scopriranno che qualcuno prima di loro ci ha provato. Ammesso che ci andranno.

Stò meditando di aprire una discussione specifica su come tutti noi di FA ci immaginiamo il futuro (spaziale). Quali stratigie, quali obiettivi, perché.

Orbite molto eccentriche ad alto delta-V: catturare una mini cometa non è semplice. E comunque per spostarla dovresti usare la sua acqua come propellente. Il propulsore ideale per questo tipo di missione dovrebbe essere una versione ad acqua del NERVA (mai costruita ma tecnicamente fattibile), che potrebbe arrivare a 500 secondi di impulso specifico (atterri di Testa, agganci la cometa, fondi il ghiaccio e usi l’acqua come propellente) e sarebbe un propulsore interessantissimo anche per una missione su Marte: potrebbe usare come propellente la CO2 liquida ricavata dall’astmosfera per spostamenti suborbitali di sito in sito (300 secondi di Ips sono troppo pochi per tornare a casa) poi a fine missione atterrerebbe in una delle calotte polari, farebbe il piano d’acqua e tornerebbe sulla Terra. Una nave così sarebbe fantastica, perché potrebbe arrivare ovunque nel sistema solare, fare il pieno e tornare: personalmente appoggerei caldamente il tuo progetto, ma purtroppo la propulsione nucleare non ce lo faranno fare mai.

solo come primo passo, poi magari le lune di Giove e quelle di Saturno: Europa, Titano e Encelado mi interessano molto, ma forse per andare così lontano sarebbe meglio una propulsione nucleare.

E’ semplicemente più semplice in fase iniziale, perché cominci in modo graduale aggiungendo moduli e utilizzando risorse locali: un grande habitat come Isola Uno può essere abitato solo dopo che la costruzione è finita, ma siccome richiede anni di lavoro, c’è un concreto rischio che rimanga incompiuto per mancanza di fondi. Si potrebbe prima colonizzare Marte, per poi costruire un grande habitat centrifugo attaccato a Phobos, utilizzando i materiali di quest’ultima: potrebbe essere un’ottima soluzione per far crescere forti e robusti i figli dei coloni in un ambiente a gravità terrestre.

Mike Buongiorno

L’habitat centrifugo sferico, cilindrico o toroidale che sia, ha i pro e i contro rispetto alla colonia di superficie: ti scegli la gravità come vuoi e non sei soggetto ai terremoti (anche Marte sembra che da un punto di vista sismico sia piuttosto tranquillo), ma per contro è più costoso perché i materiali devi comunque farli arrivare da un corpo celeste. Forse potrebbe essere più conveniente costruirli direttamente attaccati agli asteroidi della Cintura, che sono sufficientemente ricchi di acqua e di risorse per mantenere una colonia umana a tempo indefinito (Cerere per esempio pare abbia tanta acqua quanto tutte le riserve d’acqua dolce della Terra), così si evitano i costi dovuti al trasporto.

Siamo messi piuttosto male e ho apura che se non facciamo il salto ora non lo faremo più.

Questo purtroppo è molto realistico.

Molti prevedono un collasso del dollaro entro il 2017, che probabilmente trascinerà nella caduta anche l’Euro. Ho la sensazione che vedremo presto grandi cambiamenti, temo non in meglio.

Ti seguo.

Sicuramente l’alimentazione dei primi astronauti e scienziati che vivranno nella base sarà prevalentemente a base di cereali, legumi e frutta. Un ottimo cerale, quasi sconosciuto agli americani, ma le cui proteine hanno composizione di amminoacidi molto ben bilanciata è il vecchio farro, che era l’alimento base dei legionari romani. Lo introdurrei sicuramente su Marte.
Le colture dovrebbero essere aeroponiche perché garantiscono un miglior utilizzo dell’acqua a ciclo chiuso: può essere molto conveniente associare questo tipo di coltura ad allevamenti di pesci erbivori, come pesce gatto e gourami gigante: le deiezioni dei pesci fertilizzano l’acqua per le colture e gli scarti delle lavorazione di cereali e legumi sono usati per nutrire i pesci.

Quando poi ci saranno grandi cupole pressurizzate si introdurrebbero polli, maiali e magari anche una piccola madria di costosi bovini da latte per nutrire i bambini.

Sono troppo vecchio e ho famiglia. Se avessi vent’anni di meno e fossi ancora single mi ci metterei senz’altro, anche se dubito che partiranno mai.

Io sono curiosa di capire dove si va a parare, ma resto molto perplessa!! In ogni caso la vita marziana così prospettata non fa per me. Sarebbe una vita “agli arresti domiciliari” ed io sono il classico tipo che dopo poche ore al chiuso sente gli spilli in tutti i muscoli.
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Certo che ogni volta che devi uscire devi indossare la tuta. Comuqnue al momento la tecnologia non è ancora matura per pensare a una colonizzazione stabile. Bisogna prima iniziare con missioni di 500 giorni, comprendere bene le problematiche e sviluppare la capacità di utilizzare le risosrse locali.

Non vedo problemi di propulsione nello spazio, nucleare, eolica o a minchiate che sia, il problema della propulsione è un falso problema.
Adesso il problema è ancora andare su e giù dalla LEO in modo sicuro ed abbastanza economico.

Speriamo che i privati riescano ad abbattere il muro mentale che ora separa ancora la gente dallo spazio. Come raccontavo in altri post, già basta che qualche vippone rockettaro o la tettona di turno ci và e dice: “oh, che figata, dovreste andarci tutti”, che anche il più sgarruppato dei somari vorrebbe andarci.

Così, un pò per lucro, un pò per spinta degli elettori, privato e pubblico potrebbero finalmente innescare la miccia dello spazio.

La strada imboccata al momento dalla NASA mi pare buona ed i pochi in lista decisi e preparati.

In questo momento il lanciatore più economico è il Falcon della SpaceX, che diventerà ancora più economico quando riusciranno a farlo riutilizzabile: loro prevedono di lanciare sotto i 1000 $/Kg. Speriamo bene.

Così, un pò per lucro, un pò per spinta degli elettori, privato e pubblico potrebbero finalmente innescare la miccia dello spazio.

Hanno capito che una ditta privata può creare sistemi di lancio molto più economici di un ente governativo, dove qualsiasi decisione deve essere approvata da un parlamento. Speriamo che lo capiscano presto anche in Europa.

L’Europa è ancora impastoiata nel businnes fine a se stesso. Un pragmatismo senza sbocchi che non porta da nessuna parte. Se non ci fosse una componente scientifica dietro all’ESA, sarebbe solo un ente lanciatore di satelliti per telecomunicazioni. Quello che non c’è è la Vision. Almeno, io non la vedo. D’altro canto un sacco di europei non sanno neppure che esiste l’ESA oppure pensano che faccia altro.

Come mi piaceva Hermès… ve la vedete aganciata alla ISS perché ha vinto il conttatto della NASA per portarle su gli astronauti?

Ok, una volta sognavo la navetta agganciata al Mir e credevo fosse impossibile.

STOP

Hai detto bene, proprio una totale mancanza di Vision. Un’astronautica pigmea in mano ai burocrati.
C’è da sperare sempre nella SpaceX: presto gli Ariane non saranno più in grado di competere coi Falcon è finalmente l’ESA sarà costretta a lasciare i lanciatori a privati e a concentrarsi sulle attività scientifiche, che è appunto ciò che dovrebbe fare una agenzia spaziale.

Ma l’ESA è già molto impegnata sul lato scientifico. Su questo non si può dire nulla.

Quanto a Space-X ha certamente grandi potenzialità. Ma sembra che siano dovute più ad una sua particolare organizzazione interna che ha una sua capacità di sviluppare del nuovo. Non dimentichiamoci che un missile capace di atterrare era già stato testato a suo tempo, anche se pareva più un accrocchio che altro. Poi bisogna capire se l’idea veramente prenderà piede o se dopo i test non ne faranno più nulla. Sperare è bene, esserne assolutamente certi… un pò meno.

La via di mezzo è che un Falcon riutilizzabile per payload medio-piccoli, ma per quelli grossi come SLS, Proton/Angara e Ariane potrenbbero continuare ad essere un target troppo ambizioso. Ti porta su una Dragon manned, ma non i moduli di una futura ISS, tanto per esempio. Il che comunque non sarebbe poco.

Quello che si può rimproverare all’ESA è la mancanza di ambizioni. Anche se le ambizioni ci sono, ma ovviamente le decisioni dell’ESA (come per la NASA) non spettano ai direttori ma ai governi, ergo agli elettori, ergo a noi.

Vedo ESA, vedo potenzialità non sfruttate. Impotenza procurata in tutta Europa.

Nota che i primi stadi del Falcon9 montano già le gambe per l’atterraggio verticale:

http://www.spacex.com/falcon9

Non vedo grosse problematiche tecniche: hanno potenziato il sistema RCS per contrastare la tendenza al rollio, e il recupero avviene col surplus di propellente, che c’è sempre a meno che il payload non abbia esattamente la massa del limite massimo di carico in LEO.

Il Falcon Heavy con 53 tonnellate di carico massimo in LEO diventerebbe il lanciatore più pesante sul mercato: inferiore solo al Saturno V, che non c’è più, e all’SLS che ancora non si sa bene se ci sarà. Anche per il Falcon Heavy è prevista la recuperabilità degli stadi in un upgrade successivo. Credo che a parte il rifornimento e il trasporto di astronauti la SpaceX non abbia altri programmi per l’ISS. Recentemente ha stretto un accordo con la Bigelow Aerospace per lanciare i suoi moduli gonfiabili: probabilmente vedremo una nuova stazione orbitale privata, per turismo spaziale.

http://arstechnica.com/science/2012/05/spacex-announces-deal-to-shuttle-tourists-to-private-space-stations/

Una burocrazia tremenda, senza contare poi che per fare un upgrade ad Arianne devono mettersi daccordo i capi di governo di tutti i paesi che partecipano al proggetto. Per questo è difficile che riescano a restare competitivi sul mercato dei lanciatori. Farebbero meglio a lasciarli ai privati e a concentrarsi sull’esplorazione: chissà se vedremo mai una missione umana ESA oltre la LEO?

Ne ho visti troppi di grandi progetti andare in fumo. Un passo alla volta. Vediamo se attivano il sistema sui piccoli payload.

Lo sapevo dell’accordo Space-X Bigelow, ma se non ricordo male si sono sganciati di recente.

Quanto all’Ariane è gestito da Arianespace in regime di concorrenza con gli altri lanciatori esteri. Il problema dell’Europa è che ha grandi potenzialità, ma non le sfrutta. O forse non ha ambizione. E siamo sempre a parlare di USA…

Thread separato, la discussione sul Falcon Heavy continua qui:
http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=15268.0

Ben fatto e a presto!

Concordo, bravo Albyz :slight_smile:

Non ho trovato nulla in proposito. Puoi segnalarmi l’articolo?

No. Non so se qui o su astronautica.us. Vado a memoria.

Peccato. Bigelow e SpaceX messe insieme potrebbero fare cose magnifiche.

Domanda:
I dati relativi agli animali inviati nello Spazio da Unione Sovietica,Stati Uniti e Francia sono di dominio pubblico,quindi pienamente acquisibili anche da Agenzie Spaziali di Paesi che si affacciano solo ora alla “conquista” del cosmo,o sono secretati,in tutto o in parte ?