Nuova serie TV Apple: "For All Mankind"

Finora è stata molto divertente, a parte il pessimo titolo, fuorviante, abbastanza fuori luogo e assolutamente non originale.
C’è tuto quello che ho sempre desiderato di vedere in una storia di fantascienza, fin da da piccolo!
Anche perchè, non dimentichiamolo, è inutile star qui a criticare il realismo o meno della serie, dato che parliamo di Fantascienza, e non di un biopic come Uomini Veri/La Stoffa Giusta, da cui invece ci si aspetterebbe logicamente il massimo realismo possibile.

Mah oddio, alla fine di “fantascienza” non ne vedo molta … si tratta più che altro di “scienza ucronica/distopica”, perchè alla fine la tecnologia che si vede sviluppare nella serie non credo sia molto distante (a parte alcune piccole esagerazioni/concessioni) da quello che si potrebbe aver visto negli anni '70 e '80 se dopo le missioni Apollo, a differenza della realtà, il programma ed il budget della NASA fossero andati avanti con i passi che erano previsti a metà-fine anni '60.

Comunque finita anche la 2a, per me rimane una serie molto carina ed appassionante; attendiamo la 3a serie (che mi pare sia stata confermata e che, come preannunciato nell’episodio finale, sarà ambientata a metà anni '90).

Per me, la serie che partiva da ottime premesse ( come far si che che il programma spaziale Americano negli anni 70 fosse rimasto ambizioso e ben finanziato) si è largamente perso per strada.
Già lo Shuttle intorno alla luna ( per quanto giustificato dalla produzione con motivi di budget e di iconicità) basterebbe da solo a screditare quanto meno la seconda stagione.
Trovo inoltre assurdo (Non è solo un difetto di questa serie,ma è una cosa purtroppo abbastanza diffusa ai nostri giorni) voler riportare retroattivamente nel passato moderne sensibilità politicamente corrette, che non erano presenti nella sensibilità di quell’epoca.

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Serie bellissima.

Carmelo, maffattela una risata, non ti si può leggere sempre incazzato, suvvia.
Sei talmente noioso che non ti leggi nemmeno tu, sei riuscito a spiegare due volte, nello stesso topic e a distanza di mesi, l’espressione “saltare lo squalo”.

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Per carità, ognuno poi è liberissimo di esprimere il proprio parere, ma immagino di essere uno degli scrittori della serie, o dei produttori, o degli artisti che hanno prodotto le incredibili scenografie.
Un prodotto raffinatissimo, un ‘labor of love’, come si dice. Un volo di fantasia in un mondo alternativo fatto di riferimenti specifici e dettagli che proprio solo appassionati come se ne trovano qui possono cogliere.
Ecco. Immagino di essere uno degli artisti. Ho appena contribuito a questo progetto, e forse, spero, ne vado fiero.
Poi arrivo qui e scopro che a Carmelo Pugliatti gli fa schifo perché le maniche delle EMU non sono gonfie.

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La serie non deve piacere per forza, naturalmente, e ognuno ha i suoi criteri di giudizio.

Però commentando le serie o i film di fantascienza bisognerebbe ricordare che siamo di fronte a programmi di intrattenimento, di opere di fantasia solo ispirate alla realtà, e non già di un documentario tecnico o storico. Gli autori sono dunque liberi di usare la trama come metafora di altre cose, reali, o di fare racconti romanzati.

La fantascienza è un genere che da quando è stata inventato traspone in un futuro ipotetico (in questo caso passato) alcune situazioni contingenti al periodo in cui racconti e film sono stati scritti, per ricamarci sopra per esplorare possibili soluzioni o, nelle distopie, involuzioni. Per immaginare un’umanità migliore o per stigmatizzarne una peggiore.

Sul tema dell’omosessualità, non concordo. Nella serie non viene trattato con sensibilità moderne particolari, anzi, ne viene di fatto denunciata la discriminazione e il disprezzo tipico di quegli anni. Un tabù, una cosa da nascondere e potenzialmente ammazza-carriera. È noto che per i candidati astronauti era davvero preferibile essere sposati e possibilmente con figli, segno di stabilità emotiva. E infatti Ellen si sposa con Lerry Wilson, altrettanto gay, per potersi coprire le spalle a vicenda e continuare a vivere nascostamente la propria natura senza giocarsi la carriera in NASA. Non c’è nessuna “redenzione” o accettazione del loro stato in un roseo volemose bene comunque modernista. È lo stesso Deke Slayton a consigliare Ellen di non rivelare a nessuno la sua omosessualità!

Insomma, For All Mankind non è e non poteva essere un docufiction. Per quello c’è il fantastico From the Earth to the Moon.

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E si,sono noioso,cosa posso farci.
Sono talmente noioso che ci sono voluti 11 mesi per scoprire il mio intervento e rispondere.
Il che è talmente buffo che sono persino riuscito a farmi una risata.

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Io l’ho trovata una bella serie ed inoltre ha risposto ad una curiosità che avevo ovvero cosa succederebbe se ci si trovasse esposti nel vuoto lunare senza adeguate protezioni. Sembrerebbe che per un minimo quantitativo di tempo le possibilità di sopravvivenza (almeno nell’immediato senza contare eventuali danni futuri) esistano davvero e ho letto che gli autori si sono confrontati con gli scienziati per la veridicità di tale aspetto. Sicuramente più veritiero di quanto accaduto nella serie The Expanse stagione 5 quando la protagonista Naomi si lancia nel vuoto per raggiungere la navicella senza alcuna protezione

Si ma “For All Mankind” a rigore è fantascienza?
Non c’è nulla di fantascientifico in realtà,non ci sono alieni nè apparecchiature futuristiche come un astronave a curvatura.
Non si tratta neanche di raggiungere obiettivi non ancora raggiunti come nel caso di “The Martian” (che peraltro per me è più un film di avventura che strettamente di fantascienza,ma che è sicuramente più fantascientifico di “For All Mankind”).
Qui abbiamo veicoli che hanno effettivamente già volato,obiettivi come la luna che sono stati raggiunti e con quelle stesse modalità.
Poste queste premesse se io dico che mandare uno Shuttle intorno alla luna è una balordagine (e la produzione lo sa,tanto è vero che lo giustificano con la motivazione che usare un altro veicolo,come ad esempio lo Space Tug pensato dalla NASA per questo compito avrebbe richiesto un budget maggiore), la mia critica mi pare abbastanza sensata.

Certo che ci troviamo davanti ad un opera di fantasia,e certo che gli autori sono liberi di mandare un Astronauta sulla luna anche con un ippogrifo,ma se si parte dal presupposto di delineare un credibile universo in cui il programma spaziale ha preso una altra piega,mi aspetterei una rigorosa aderenza alla realtà,perchè il bello sta propio in questo.

Poi,per carità lo spettacolo è godibile,non si parla di questo.
Ma considerando che questo non è un forum generalista ma di gente appassionata di astronautica posso muovere il rilievo che le tute EMU non sono state ideate per EVA lunari e che nello show sono peraltro rese da schifo?
Posso far notare che una Sokol sulla luna ucciderebbe il Cosmonauta che l’indossa perchè quella è una tuta intraveicolare?
In un forum che si occupa di serie televisive mi si potrebbe legittimamente rispondere che queste sono critiche futili e che pongo noiose questioni di lana caprina…in un forum di astronautica forse sono critiche pertinenti.

Attenzione poi,io non porgo rilievi alla prima stagione,che sotto i profili di cui parlo è pressochè impeccabile,ma a quelle successive.

Circa la questione del “politicamente corretto” non parlavo solo di omosessualità,ma piuttosto di voler calare in generale tematiche e sensibilità odierne in epoche (anche vicine) ma che avevano un altro tipo di forma mentis.
E’ un discorso più generale,che non riguarda solo “For All Mankind”,ed in questo caso è un opinione personalissima e come tale del tutto opinabile.

Assolutamente si Carmelo.

“For All Mankind” rientra, a buon diritto, nel filone delle Ucronie, ovvero un particolare tipo di fantascienza che immagina un passato divergente da quello reale, il quale porta ad un presente ed un futuro (anche) sensibilmente diversi.

La Fantascienza, come ad esempio potrebbe spiegarti J.G. Ballard, non è fatta “solo” di alieni, mondi esotici e situazioni improbabili (insomma tutto quello che passa tra Star Trek e Star Wars), la fantascienza può riguardare uno “spettro” molto ampio di situazioni.

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Si ma c’è ucronia ed ucronia.
Per esempio “The man in the high castle” è fantascienza (oltre che fantastoria perchè un invasione degli USA da parte del III Reich,sia pure vittorioso,è del tutto implausibile) visto che nella storia sono coinvolti anche universi paralleli.
“For All Mankind” è un ucronia e basta.
Non c’è il “nostro” universo sovraposto a quello della serie, il cambiamento di linea temporale non è causato da un evento fantastico o fantascientifico.
E’ un pò come una serie TV in cui si esplorasse un mondo in cui l’Arciduca Francesco Ferdinando non è stato ucciso a Sarajevo e la I guerra mondiale non è mai scoppiata (perlomeno nel 1914).
Non si vede come uno Space Shuttle in orbita lunare possa essere giustificato dalle premesse di questa serie,nè come una Sokol possa proteggere un Cosmonauta sulla luna.
Unicamente questi erano i miei rilievi : a fronte di una prima stagione molto ben curata,quelle successive a me paiono un pò (come si dice a Napoli) “arronzate”.
Poi,per carità,questo non rende la serie brutta da guardare, però visto che siamo in un forum di astronautica,parliamo anche di astronautica.

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Caro Carmelo, se dovessimo fare l’elenco (anche solo parziale) delle castronerie che si sono viste nei cosiddetti film “spaziali”, dunque equivalenti alla SF Hard nel campo editoriale, iniziamo ora e finiamo direttamente domattina.

Così a caso da Mission to Mars a Red Planet, da Armageddon (che pure mi diverte sempre) a Gravity (ORRORE) e così via…

Il fatto che For all Mankind abbia una serie di errori marchiani non sottrae nulla al suo essere comunque un’ucronia.

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Allora chiariamo una cosa: per quanto sia incredibile (ed anche poco verosimile), alla fine degli anni 80 del secolo scorso davvero fu studiata una versione dello Shuttle per operazioni in orbita lunare…

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Vi segnalo un interessante articolo apparso su Collectspace che spiega come e perché Moore abbia deciso di mandare lo Shuttle intorno alla Luna e di come sarebbe stato in teoria possibile:

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Se non avessimo usato la navetta e avessimo dovuto creare un veicolo completamente nuovo per viaggiare, mi sarebbe costato molto di più”, ha detto il produttore Moore.

Quindi hanno presunto che alla NASA sarebbe costato molto meno modificare in termini di motori,propelente (e immagino protezione termica) lo Shuttle per mandarlo intorno alla luna.

Beh,abbiamo sempre detto che i veicoli spaziali non sono dei meccano,non puoi prendere la ISS,metterle un motore e spedirla su Marte,o cose del genere.

Probabilmente approntare uno Shuttle per quel compito avrebbe comportato un lavoro di riprogettazione tale da rendere molto più economico costruire un veicolo ex novo,e comunque lo Shuttle in versione lunare avrebbe avuto un aspetto un bel pò diverso da quello che conosciamo (altro usare l’hardware dello Shuttle,e c’è un interessantissimo progetto della fine degli anni 80,basato sullo ShuttleC come “cavallo da tiro” e sullo Space Shuttle usato per assemblare il veicolo lunare).

Confesso che non conoscevo il progetto al quale tu accenni,e mi piacerebbe conoscerlo più nel dettaglio.
Sono molto curioso sulle modifiche proposte e sull’architettura di missione.

Nella realtà. Nella fantasia (fanta-scienza) puoi fare quello e di peggio.
Come ho detto, si chiama intrattenimento, altrimenti rimangono solo i documentari storici dell’astronautica.
Cmq, penso che siamo così distanti su concetti di base della discussione come la stessa definizione di fantascienza, che la cosa si sta avvitando su sé stessa e personalmente non ho altro di utile da dire :person_shrugging:

Purtroppo la nota viene da un vecchio libro, preso in ESTEC giusto 30 anni fa (oddio!!!).
Bisogna vedere se si trova qualcosa in rete.

In ogni caso, da quello che riporta collectspace l’Orbiter avrebbe subito minime modifiche per operare in orbita lunare. L’unica macroscopica variazione sarebbe stata la perdita della Cargo Bay per convertirla in un serbatoio di ipergolici per gli OMS.

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Ah, quindi non avrebbe potuto trasportare un modulo lunare nella cargo bay (nè uno Spacelab o altro) e sarebbe stato utilizzabile solo come veicolo per l’orbita lunare?
Ma a quel punto non era meglio una capsula…sinceramente non ne capisco il vantaggio (anche a fronte di una diversa copertura termica da sviluppare).

Se non ricordo male, pure il Buran russo aveva qualche “mira” lunare o sbaglio ?

Alla fine spedire uno shuttle verso la Luna, per quanto poco credibile, ha innegabilmente il suo impatto iconico in una serie del genere; non ne farei dunque una tragedia.

Per quanto riguarda fantascienza ed ucronie, in questo caso sono abbastanza d’accordo con Carmelo: di per se l’ucronia non è assolutamente fantascienza, se non ci si aggiungono poi elementi della stessa (vedasi le dimensioni parallele etc de “l’uomo nell’alto castello”).
For All Manking alla fin fine ha pochissima fantascienza in esso, come già spiegato nel mio post del maggio 2021.

Hmmm… mi pare di no.
Nel senso che ad un certo punto negli anni 70 il programma spaziale sovietico si trovò ad un bivio.
Da una parte c’era la proposta di inviare uomini sulla luna e costruire una base lunare ( Zvezda) nell’ambito del programma “LEK Lunar Expeditionary Complex”,che avrebbe avuto come lanciatore un super vettore,mi pare un perfezionato N-1.
Dall’altra veniva sentita come prioritaria la necessità di rispondere al programma Shuttle Americano,allora in fase di sviluppo,che veniva visto da Mosca come una potenziale minaccia militare.
Considerando che dopo la fine del programma Apollo la luna non veniva più vista come una priorità,il LEK fu cancellato intorno al 1976,a favore del programma Buran-Ėnergija.
E’ possibile che ci siano state ad un certo punto anche delle proposte per usare Ėnergija per possibili impieghi lunari,ma credo nulla di concreto.