Phobos Grunt 2, la vendetta


#1

Ma guarda un pò, pare che gli scienziati russi che hanno lavorato a Phobos intendano riproporre la missione, con un possibile lancio nel 2018. L’articolo è abbastanza lungo e complesso, per cui vi rimando a http://www.russianspaceweb.com/phobos_grunt2.html


#2

:stuck_out_tongue_winking_eye: Vedo che i cinesi si sono eclissati stavolta :stuck_out_tongue_winking_eye:

Toc toc…
[CNSA] Chi essele?
[RKA] Aghenzia kosmonautika ruossa…
[CNSA] …
[RKA] Volere riproporre volo su Marte con Fobos-Grunt. Essere interessati?
[CNSA] …
[RKA] C’è nessuno?!?!?!?!
:angel:


#3

…tornando seri…

sempre che trovino i fondi, l’approccio non mi sembra malvagio. Il nuovo programma permetterebbe ai controllori di volo di fare pratica con Luna-Resurs e Luna-Glob, visto che in Russia non si fanno missioni deep-space da decenni. Poi anche la partecipazione in ExoMars, aiuterà (si spera…).


#4

Exo-cooosa? Prima del 2018? :smiley:
Cmq è interessante, speriamo che questa volta vada meglio…


#5

diciamo che peggio di cosi… non sarebbe colpa della sonda ahahh


#6

:smiley: sì sì, comunque leggendo l’articolo si capisce che anche questo Fobos-Grunt 2 potrebbe slittare agli anni '20… in tempo per i risultati di Exomars… :slight_smile:


#7

Se le fabbricano in serie, per la legge dei grandi numeri qualcosa arriva su Phobos


#8

Da quanti anni è che la Russia non lanciava con successo qualcosa fuori dall’orbita terrestre?
Mi sbaglierò, ma c’era ancora l’URSS, l’ultima volta.
Poi dicono che l’esperienza non conta nulla.

Se non ti mantieni in esercizio, non basta dire: ma lo sò fare. Che lo sai, lo sappiamo, ma tra il dire ed il fare… c’è in mezzo il cosmo.


#9

a rigore la Russia ha lanciato Mars Express e Venus Express nel decennio passato


#10

Mi sbagliavo, ma due sonde in dieci anni…


#11

Questo non lo sapevo!
Pensavo fossero state lanciate con Ariane.
Pero’ i problemi di Phobos-Grunt non erano nel lanciatore, quanto nel computer della sonda e anche nel progetto che non aveva previsto la comunicazione della sonda con il segmento di terra mentre era vicino alla Terra. Quindi, in questo caso, il sistema ad essere “carente” era quello di navigazione, cosa che in Mars Express e Venus Epress era compito della sonda europea. Comunque sapere che queste due sonde siano state lanciate da vettori russi mi rassicura per il futuro (???) di ExoMars


#12

Io avevo anche letto che il fallimento di Phobos-Grunt era stato causato dall’elettronica inadatta a lavorare nello spazio (correggetemi se sbaglio :smile:)


#13

Non credo sia possibile saperlo con certezza, dato che la sonda non c’è più, ma se ne è discusso molto ampiamente nei thread passati, vedi http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=17122.0;all e http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=16642.msg185946#msg185946


#14

Potrebbero testare hardware e software sull’ISS per vedere come si comporterebbe Phobos-Grunt 2 e per rivolvere i problemi di Phobos-Grunt (interfaccia stazioni di terra e sonda, simulazione del trasferimento marziano, comunicazione con la sonda in caso di safe mode,…)

Grazie! :smile:


#15

Non è facile portare hardware sulla ISS, burocrazia e costi… Se proprio di volesse testare orbita per orbita tanto varrebbe mandarlo in Leo e basta. Ovviamente si dice per parlare, penso che in questo tipo di missioni la tecnologia a bordo sia già stata testata, prima a terra in camere termo vuoto, e poi in orbita a pezzi su altri satelliti.


#16

Sì, sicuramente l’hardware era già stato testato, infatti sembrerebbe derivare da quello delle sonde sovietiche (le antenne ad elica ci sono sempre :smile:) e lo stadio propulsivo che simile al Fregat.


#17

Le antenne ad “elica” vanno molto bene nello spazio perché l’assetto non diventa poi cosi fondamentale per la ricezione ottimale.

Si tratta di polarizzazione del segnale, normalmente qui sulla terra usiamo polarizzazione verticale od orizzontale, (Nelle antenne Yagi la si riconosce dalla posizione delle tre tipologie di elementi presenti, riflettore, dipolo e alcuni direttori), ovviamente un segnale trasmesso polarizzato orizzontalmente o verticalmente si riceve con rapporto S/N migliore se si usano antenne in ricezione rispettivamente orizzontali o verticali, ma il concetto di orizzontale o verticale é molto semplice ed intuitivo per la terra e non cosi bene nello spazio per ovvi motivi geometrici tridimensionali. Qui ci viene in aiuto la polarizzazione circolare (oraria od antioraria) delle antenne come dici tu ad “elica”, con questa polarizzazione rimane importante solo la direzione dell antenna e non anche l’orientamento di assetto della stessa, a terra per ricevere quindi si useranno antenne polarizzate circolarmente rispettivamente orarie ed antiorarie.

I radioamatori patentati correggano pure le castronerie che ho scritto… :flushed:

ciao

Raffaele


#18

Tutti usano antenne ad elica, e se volete un giorno o l’altro vi racconto come sono state inventate. La differenza di Phobos-Grunt è stata nel software di volo, probabilmente poco testato, e fatto girare su un processore che apparentemente è andato in tilt al momento giusto; questo accoppiato a quella che a noi (esterni, e a posteriori) sembra una incredibile leggerezza, ovvero non prevedere la trasmissione di telemetria durante una fase di volo estremamente critica come l’accensione del motore per lasciare la LEO. Percarità, le nostre sono chiacchere da cortile, e i progettisti avranno avuto le loro buone ragioni; ma in ogni caso avere una sonda bloccata in orbita bassa e incapace di comunicare è davvero brutto. Il primo problema nel progetto di sistemi complessi come una sonda interplanetaria è far funzionare tutto; il secondo è prevedere cosa fare quando qualcosa non funziona.


#19

Le antenne ad elica le ha inventate Kraus nel 1946… però non ho trovato particolari sul “come” sono state inventate. Se IK1ODO hai voglia di raccontarcelo io sono tutt’orecchi! :smile:


#20

Ah, avrei scommesso che qualche OM avrebbe abboccato :wink:
Kraus, studente di ingegneria, aveva partecipato ad un seminario sugli amplificatori ad onda progressiva (TWT, travelling wave tube, gli stessi che ancora oggi vengono usati come stadi di potenza per i trasmettitori dei satelliti). Il TWT usa una struttura ad elica per accoppiare il campo RF al fascio di elettroni. Kraus, già ideatore di alcune antenne (la mitica W8JK, dal suo call), chiese se la struttura ad elica avrebbe potuto irradiare come antenna. La risposta fu un categorico “no” in quanto la criconferenza dll’elica era troppo piccola.
Tornato a casa, Kraus costruì una rudimentale elica di maggiore diametro rispetto a lambda, ed iniziò a sperimentare con una sonda di campo RF (una farfallina di rame con un diodo al centro). Scoprì che l’elica irradiava, anche se in modi strani: se è corta irradia lungo l’asse, se è lunga irradia trasversalmente. Divenuto professore fece costruire ai suoi studenti dozzine di eliche, variando ogni parametro, per investigare le caratteristiche, e derivò le formule costruttive. Kraus inventò anche il corner reflector, per intenderci l’antenna TV con due pannelli ad angolo e un dipolo in mezzo. Diventò un guru della radioastronomia e delle prime missioni spaziali. E’ mancato nel 2004, a 94 anni. Un vero guru, ho tre edizioni del suo “Antennas”, scritto come solo un radioamatore può scrivere un “reference book”. http://www.ieeeghn.org/wiki/index.php/John_D._Kraus
Se cerchi [“Antennas” John D. Kraus] lo trovi da scaricare in rete, ma il profumo della carta di sessant’anni fa è un’altra cosa.