Prendono forma i piani ufficiali per le procedure di rientro della ISS

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#1

Nuovo articolo di Raffaele Di Palma pubblicato su AstronautiNEWS.it

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#2

Veramente un ottimo articolo! Complimenti Raffaele.

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#3

Grazie mille @Maxi!

#4

Ben fatto Raffaele! Complimenti!

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#5

Bravo Raffaele bell’articolo :ok_hand:
Non mi stupirei se si cercasse di darle una fine diversa dalla distruzione in atmosfera terrestre, vista la grande massa e I possibili pericoli che questo comporta.

#6

Grazie @Fax e @EmaDipi!

Se per l’appunto il piano di deorbit andasse a buon fine, tutto si dovrebbe limitare sopra l’Oceano indiano oppure nella SPOUA, ovvero la South Pacific Ocean Unpopulated Area

dipende da dove poi si decida di deorbitare.

La mia curiosità è piuttosto sapere quali saranno I pezzi che di sicuro supereranno il rientro… secondo me giroscopi e vetri Cupola ce la fanno di sicuro

#7

Ottima scelta di immagine di copertina! (oltre all’articolo, ovviamente!)

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#8

Grazie @Mike, mi ero chiesto: chissà nei piani di deorbit quante e quali telecamere decideranno di tenere accese a bordo…

Comunque approfitto per dare il mio ringraziamento e plauso anche ai revisori @Enomis e @poweruser, che hanno reso leggibili le contorsioni mentali/verbali piĂą estreme con estrema pazienza.

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#9

Tenerla in orbita potrebbe essere piĂą pericoloso che farla deorbitare. Considerando tutta quella massa, la dimensione e tutte le cose che contengono i vari moduli, sarebbe una bomba ad orologeria di detriti.

Piuttosto mi chiedo se possa avere un senso deorbitarla un modulo alla volta. :thinking:

#10

Un modulo alla volta vorrebbe dire un tug (progress/ATV/etc.) per modulo, il che costa troppo e non è pratico. Avrebbe secondo me senso separare la stazione in tre o quattro sezioni della grandezza della Mir e deorbitarli singolarmente. Così dovrebbe essere gestibile. Certo richiederebbe un bel po’ di assemblaggio in orbita, anche perché non so se i moduli della ISS si possano smontare come se fossero Lego

#11

Significherebbe moltiplicare a cascata una serie di piani di deorbit per ogni modulo, (le procedure di undocking non sarebbero immediate) e poi anche un cargo vettore per ognuno.

Per la “fantasia” di tenerla in orbita, se la metti a 1000/2000 chilometri ci starebbe talmente tanto lassù che faremmo davvero in tempo a farci turismo/archeologia spaziale

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#12

Essendo i moduli più piccoli, si potrebbero usare più velivoli relativamente semplici giusto per dare la spintarella che serve. Però in effetti tra nuovi piani e progettazione, il gioco non vale la candela

#13

non vorrei dire una castroneria, ma ci vorrebbe un EVA per ognuno.

#14

Lo penso anch’io. Mi sembra che ogni modulo dopo l’aggancio abbia richiesto un’EVA per collegare tubazioni esterne e simili, quindi direi che per sganciarli bisognerebbe che qualcuno andasse a staccare il tutto

#15

Perché costruire nuovi veicoli e sprecare risorse e tempo quando la ragione per cui si deorbitano i veicoli spaziali in aree disabitate è proprio evitare che eventuali frammenti di grandi dimensioni sopravvissuti al rientro facciano danni?

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#16

Molto tempo fa lessi di una fascia orbitale “cimitero” dove I vecchi satelliti obsoleti venivano spinti quando non fosse conveniente deorbitarli, se non ricordo male era a 8000 km…vado a memoria. Comunque mi chiedo @Raffaele_Di_Palma quali sono le condizioni (a meno di rotture catastrofiche) per far andare in pensione la Iss? …Hubble ha triplicato la sua vita operativa, sarà dismesso perchè sostanzialmente superato dalla tecnologia, ma la Iss è praticamente un guscio…

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#17

A naso (Ma non ne ho la certezza, magari domani faccio qualche ricerca in più) credo sia l’età stessa del guscio, che se va fino al 2030 avrà in media 30/35 anni (zarja è li che zonzola dal '98).
Quindi credo sia proprio un discorso di certificazione di idoneitĂ  dei materiali e della struttura. Un best before programmato giĂ  in fase di costruzione che ora si sta solo limando, in base allo stato attuale di conservazione e funzionalitĂ .

Hubble va avanti si, ma se sfascia da oggi a domani non ci sono umani a bordo.

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#18

Purtroppo per la ISS no, l’orbita cimitero è a oltre 36.000 km, cioè sopra l’orbita geostazionaria. Ad altezze così alte non ci sono nè satelliti attivi nè molte navicelle in transito, in quanto chi va oltre la GEO va almeno sulla Luna.
Per raggiungere questa orbita cimitero servono almeno un Δv di circa 3900 m/s (cioè almeno quello per arrivare in GEO). Tenendo conto che la ISS ha massa di 400 t, anche ipotizzando l’uso di un motore hydrolox per il trasferimento (follia pura) con un impulso specifico di 450 s, servirebbero 570 t di propellente. Improponibile

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#19

La ISS ha una massa 40 volte maggiore del telescopio Hubble, una complessità e una interrrelazione fra le migliaia di parti infinitamente maggiore. La ISS è un sistema molto più complesso di un semplice guscio.

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#20

Come mai si raggiungo 7 mila gradi di temperatura al rientro? Non dovremmo essere attorno ai 2-3 mila a quella velocitĂ ?
A memoria mi pare che il massimo registrato su un rientro atmosferico (terrestre) sia stato sui 5 mila gradi, ma potrei sbagliarmi.