Radiazioni eccessive nel viaggio per Marte


#1

Secondo uno studio recentemente pubblicato, gli astronauti in rotta per Marte verrebbero colpiti da una dose tale di radiazioni da causare danni analoghi a quelli dell’Alzheimer.

http://advances.sciencemag.org/content/1/4/e1400256


#2

Una buona fonte da cui partire per comprendere bene i rischi legati all’esposizione dell’uomo a radiazioni durante un ipotetico viaggio verso Marte sono i link di cui al punto #4 di questa lista:


#3

Grazie per il link, Marco.
Secondo me, gli anni 30 per lo sbarco su Marte sono una previsione fin troppo ottimistica. Io non sono un ingegnere, ma mi rendo conto che siamo indietrissimo.


#4

Si concordo.
C’è tutta una gran ricerca ancora da compiere sui materiali e sulle schermature.
Per questo secondo me è irrealistico parlare di una missione su Marte entro gli anni 30 del XXI secolo;
irrealistico,e strumentale dal punto di vista politico (ai tempi dei Borboni di Napoli si diceva “facite ammuina” http://it.wikipedia.org/wiki/Facite_ammuina ).
Logica vorrebbe che propedeutico ad una missione su Marte dovrebbe essere il ritorno sulla luna e la costituzione di un avamposto semipermanente sulla superficie.
Obiettivo che in ogni caso andrebbe conseguito attraverso una collaborazione internazionale e coinvolgendo i privati.


#5

Come in altri post, ho sempre sostenuto questa tesi e la sosterrò sempre, sempreché non si trovi una propulsione tanto potente da portarci fin là in tempi brevissimi. Anche così però vedo l’avamposto lunare o lagraqngiano come una pietra miliare da posare prima.


#6

e qui torniamo a Mars One e al loro " ma si, dai che entro qualche anno vediamo come fare" :smiley:


#7

Mars One ha dimostrato che siamo in tanti a credere nella via spaziale, ma non abbastanza da spingere i governi verso politiche in tal senso.
Dubito che uno solo dei partecipanti andrà mai su Marte, tuttavia è un azione importante che da peso.
Un germoglio troppo piccolo per capire adesso di che pianta si tratta.


#8

La propulsione c’é e pare funzionante, con il Vasimir 2 che però é molto assetato di energia - manca perciò un piccolo reattore a fusione per alimentarlo, speriamo che gli annunci un pò visionari fatti da Lockeed Martin relativi alla sua prossima realizzazione siano veri.


#9

La propulsione, a mio avviso, allo stato attuale, è l’ultimo dei problemi. I tempi di viaggio per Marte sono sì lunghi, ma non tali da imporre criosonno o maggiori velocitá. Con la tecnologia attuale, si potrebbero fare n lanci e assemblare un veicolo più o meno grande che parta alla volta di Marte. Resta il problema che non abbiamo la più pallida idea di come evitare di far arrivare su Marte dei malati di cancro :(:frowning:


#10

Beh aspetta, non è così estrema la situazione. Si parla di un rischio di sviluppare cancro di 3-10 punti percentuali, molte persone hanno stili di vita che di per sé espongono a rischi più alti di così. Il problema è che c’è un limite al rischio che si può chiedere di correre ad astronauti sani e NASA ha deciso che questo rischio è una probabilità del 3% di sviluppare cancro (anzi di morire di cancro, se non ricordo male), il che significa esporre gli astronauti a qualcosa che va da 0,5 a 1Sv, grossomodo. Ovviamente on si tratta di un effetto deterministico, anzi è l’esempio perfetto di misura stocastica quindi non si può affermare che 1Sv va bene e 1,2Sv sono dannosi…semplicemente la probabilità aumenta. I nostri astronauti diretti verso Marte non arriverebbero necessariamente malati di cancro sul pianeta rosso, ma già prima del ritorno potrebbero soffrire qualche effetto delle radiazioni, e probabilmente una volta tornati a casa alcuni di loro (quanti dipende dalla dose ricevuta quindi dalla durata del viaggio e dalle schermature…) svilupperebbero neoplasie maligne in grado di portarli alla morte. Una nuova propulsione potrebbe si fare la differenza: un viaggio più breve significa meno radiazioni quindi un rischio più basso…quando si tratta della tua pellaccia e del rischio di sviluppare cancro, anche un punto percentuale in meno non è male! Al momento, di certo, NON siamo pronti…


#11

Purtroppo appartengo a quella generazione che non ha visto l’uomo sulla luna e quasi sicuramente non vedrà nemmeno l’ uomo su Marte… Ma sinceramente non trovo molto sensato un mega sforzo economico internazionale per arrivare su marte solo per dire ci siamo andati, e poi abbandonare tutto come fu fatto con la luna. Mi darebbe molta più soddisfazione una mini colonizzazione robotizzata semi permanente per il sistema solare. Ci sono tanti satelliti interessanti da studiare…
Sent from my lumia


#12

Parole sante… :ok_hand:
Però a livello emozionale ci sta, io non starei nella pelle vedendo l’uomo su Marte.


#13

Sono d’accordo: fare tutta quella strada solo per mettere una bandiera sarebbe estremamente stupido


#14

Hai ragione nel senso che i governi, e non da ieri ma da 50’anni, non hanno mosso un dito: sviluppo di un sistema per raggiungere l’orbita che sia poco piu’ che un volo di routine, sistemi in orbita per l’assemblaggio di navi di trasporto per raggiungere Marte, rete di comunicazione basata su satelliti in orbita intorno a Marte, etc.

Io personalmente non condivido questa eccitazione per Marte, specialmente per una missione “tocca e fuga” come Apollo. Quando poi parlano di mandarci l’ennesima sonda sopra…


#15

Concordo pienamente con blitzed

…e MarsOne ha si coinvolto alcuni privati per i finanziamenti, ma sarà sicuramente un buco nell’acqua… le loro intenzioni di mettere piede umano sul pianeta rosso mi sono parse a dir poco prive di fondamento e tutto preso un po’ alla leggera…
Se la NASA prevede uno sbarco su Marte entro il 2030, o ha qualche progetto di cui noi comuni mortali siamo tenuti all’oscuro, o ha bevuto :beer:


#16

Io mi accontenterei di vedere tornare l’uomo sulla luna,possibilmente per restarci.
Non riesco propio ad appassionarmi al grande sforzo di inviare una o al massimo due (perchè parliamoci chiaro,di questo si tratta) spedizioni su Marte,per poi restare in LEO per altri cinquant’anni.
Sarò fissato,ma credo di vedere chiaramente quali sarebbero le priorità manned fino alla prossima generazione: creare un collegamento stabile e sostenibile con il LEO e con il sistema terra-luna,e riprendere l’esplorazione del nostro satellite.
Poi una vera missione alla volta di un asteroide (non di un sasso catturato),ed infine avremo sviluppato materiali e tecnologie per spingerci oltre.


#17

Abbiate pazienza, faccio una domanda che sicuramente è stata già trattata: Per quale motivo lo spazio è nocivo per le radiazioni mentre sulla ISS non c’è questo problema? Forse centra il campo magnetico terrestre? In questo caso fino quale quota in orbita si è “protetti”? E a quale distanza dal sole si sarebbe sicuri? Grazie a chi può rispondere.
Sent from my lumia


#18

Provo a risponderti io, anche se sicuramente gli esperti del forum avranno altro da aggiungere e da correggere. :slight_smile:

La ISS è in effetti protetta dal campo magnetico terrestre anche se non dall’atmosfera. Le radiazioni sono più alte di quelle che subiamo noi qui sulla Terra, ma sempre tollerabili, almeno per i brevi periodi che passano nello spazio.

Quanto al limite di quota, potrei sbagliarmi, ma non c’è un confine esatto. Normalmente si usano le fasce di Van Allen come limite entro il quale si è sufficientemente protetti. Anche perché all’interno delle fasce (che si estendono dai 1000 ai 60000 km di quota) le radiazioni sono anche più alte che nello spazio esterno.

Non credo esista una distanza dal sole alla quale si è sicuri. All’interno dell’eliosfera siamo comunque bombardati di particelle solari (e questa si estende ben oltre l’orbita di Plutone). Al di fuori siamo invece bombardati dagli ancor più pericolosi raggi cosmici che arrivano principalmente dal nucleo galattico…


#19

Sei mesi sulla ISS provocano un assorbimento di radiazioni massimo di 160 mSv.

Una missione marziana di 3 anni provocherebbe un assorbimento massimo di 1.200 mSv

Quindi:

tre anni sulla ISS = 960 mSv massimo.

tre anni su Marte (comprensivi del viaggio andata e ritorno) = 1.200 mSv massimo.

La differenza sarebbe quindi del 20%.

Sulla ISS il problema radiazioni c’è eccome, ma è mitigato dalla “breve” permanenza degli astronauti.

La NASA per i propri astronauti ammette una dose complessiva (per l’intera carriera) fra 1.000 e 4.000 mSv, a seconda dell’età e del sesso.


#20

Io sapevo (credo di averlo letto qui sul FAIT) che la differenza esiste in caso di flares solari: la ISS un pò si salva perché é ancora dentro il campo magnetico della terra.