Roscosmos ha selezionato otto nuovi cosmonauti. Per quali missioni?

Che fine hanno fatto gli 8 nuovi cosmonauti selezionati da Roscosmos l’estate scorsa?

Ovviamente si stanno addestrando. L’agenzia russa ha pubblicato in questi giorni un aggiornamento sulla esercitazione pratica alla sopravvivenza al freddo, in caso di atterraggio fuori bersaglio, di tre di loro, per la precisione Alexei Zubritsky (al centro nella foto sopra), Evgeny Prokopyev (a sinistra) e Kirill Peskov (a destra). il test è durato 48 ore ed è stato piuttosto “realistico”, nel senso che il freddo era reale (anche se solo tra -5 e i -10 gradi).

I tre sono usciti dal mockup di una Soyuz e hanno indossato abiti invernali (meglio non girare nella neve con indosso una Sokol)

Hanno caricato e trasportato il materiale di emergenza su slitte di fortuna (ricavate dai seggiolini, mi pare)

Hanno fatto legna,

acceso un fuoco…

e costruito ripari

Zubritsky, che fungeva da comandante, chiamava i soccorsi,

mentre Peskov accendeva un razzo di segnalazione

Si è anche simulato un infortunio. Qui Zubritsky viene opportunamente “steccato”

e poi trasportato in “barella”

Prova superata?

C’è anche il video (la ragazza è una psicologa che osservava il comportamento dell’equipaggio):

https://www.roscosmos.ru/25992/

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Roscosmos e il Centro Formazione Cosmonauti ci informano che per gli 8 candidati cosmonauti della classe 2018 è iniziata una nuova fase di addestramento: lo studio della stabilità neuro-psicologica in condizioni di isolamento, con un ciclo di attività continua e controllata presso lo stand “Kvant”, meglio noto come “camera di isolamento”.

Si tratta di un test praticato sin dai tempi di Gagarin, attraverso il quale sono passati tutti i cosmonauti e durante il quale nel 1961 si ebbe anche una vittima, Valentin Bondarenko, che faceva parte del primo gruppo (in tempi sovietici la cosa fu tenuta segreta e in Occidente se ne è avuta notizia solo dopo 26 anni).

Nella forma attuale, gli aspiranti vengono chiusi in una piccola stanza, con illuminazione artificiale e temperatura, composizione dell’atmosfera e pressione controllate, e tenuti impegnati in una serie di attività con ritmo imposto, senza dormire, per ben 64 ore. Durante il test non hanno la possibilità di comunicazione bidirezionale con l’esterno, anche se sono tenuti osservazione h24 da squadre di psicologhi, medici e tecnici.

Il primo a cimentarsi nella prova è stato Evgenij Prokop’ev (il fratello di Sergej), che qui vediamo all’ingresso nella camera di isolamento.

Notare che al Centro “Gagarin” si usa Windows 7

Ed ecco Evgenij nella sua “stanzetta”

che poi sarebbe questa, tutta foderata di legno.

immagine

e questi sono i tecnici del “grande fratello”:

Sarebbe stato interessante vedere la faccia del cosmonauta al termine del test che dicono molto duro.

Se un astronauta può lavorare adguatamente in una situazione così difficile, significa che in condizioni più leggere si sentirà bene" - ha osservato Alexander Vasin, capo del dipartimento del Centro Formazione Cosmonauti, neurologo responsabile dello studio della camera di isolamento. - Passare la camera di isolamento ti dà fiducia in te stesso. Inoltre, per ciascun candidato cosmonauta sviluppiamo raccomandazioni che lo aiutano a tenere in considerazione i suoi errori, le sue debolezze e a compensarli, nel corso della sua ulteriore formazione professionale, lavorando su di loro".

https://www.roscosmos.ru/26253/
http://www.gctc.ru/main.php?id=4582

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Tutti e 8 i candidati cosmonauti hanno effettuato con successo il test di isolamento di cui sopra.

Eccone uno che esce dall’apposita camera isolata:

e un altro che entra:

Durante l’isolamento si sono impegnati anche in attività artistiche

anche se non avevano una preparazione specifica :slightly_smiling_face:

Al centro della foto seguente Alexander Vasin, capo del dipartimento di CFC, neurologo, responsabile dello studio della camera di isolamento.

Il Dottor Vasin ha rilevato che la nuova generazione di cosmonauti è diversa da quella che affrontava il test 10-15 anni fa: "Ognuno di loro è una personalità formata con un proprio temperamento, i suoi modi, i suoi interessi e le sue opinioni. Si tratta di persone che sono state educate in un ambiente democratico. E questo influenza il loro comportamento; ad esempio, sono più amanti della libertà, nelle loro menti nascono pensieri creativi e soluzioni insolite ai problemi. Tutti hanno superato questo test con dignità, svolgendo tutti i compiti secondo le istruzioni e seguendo le nostre raccomandazioni ".

http://www.gctc.ru/main.php?id=4616
http://www.gctc.ru/main.php?id=4638

Nei prossimi giorni i candidati passeranno a tutt’altro addestramento, cimentandosi con l’uso dei paracadute.

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E’ mia impressione, ma potrei sbagliare, che l’addestramento dei cosmonauti sia un po’ più impegnativo di quello dei loro colleghi occidentali. Quest’ultimo appare più finalizzato all’affronto delle varie situazioni in cui un astronauta si potrebbe trovare, i russi mi sembrano molto interessati anche ad un aspetto formativo e psicologico.

La sicurezza del volo e l’efficacia delle attività degli astronauti - si legge in un post del Centro Formazione Cosmonauti - dipendono in larga misura dal grado di sviluppo di qualità psico-fisiologiche. Uno dei fattori principali del volo spaziale (un elemento di rischio e pericolo, che costringe ad essere pronti a prendere rapidamente le decisioni giuste) è simulato da uno speciale addestramento al paracadute (SPPK).

L’addestramento è stato svolto in questi giorni da quattro degli otto candidati recentemente reclutati: Konstantin Borisov, Alexander Gorbunov, Kirill Peskov e Yevgeny Prokopiev.

Il tutto prevede un momento di formazione teorica in aula…

…ma anche degli esercizi pratici, preparati molto scrupolosamente dagli istruttori. Qui ad esempio, ci si esercita al “salto” fuori dal velivolo:

Poi si impara a stare “appesi” (ma sempre con i piedi per terra)

E infine ci si prepara per salire sull’aereo

Le esercitazioni sono state effettuate il 1° luglio presso l’aeroporto di Menzelinsk (nella repubblica di Tartastan) anche se tirava un forte vento.

Eccoci a bordo:

ed eccoci in aria:

Ho pensato che sarebbe stato più difficile farmi saltare la prima volta - ha raccontato il candidato cosmonauta Kirill Peskov - Ma gli istruttori ci hanno spiegato tutto molto bene. Ho reagito a questo non come un salto da un aereo, ma come un processo di controllo di un mezzo tecnico, in questo caso un paracadute, nella piena certezza che tutto avrebbe funzionato correttamente. Sapevo chiaramente cosa fare, quindi non era spaventoso, anche se comunque un po’ eccitante.

http://www.gctc.ru/main.php?id=4680

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Il Centro Formazione Cosmonauti “Gagarin” (GCTC) ha pubblicato i video di alcuni lanci dei candidati cosmonauti.

Qui è “facile”: il paracadute si apre da sé appena ti tuffi

Qui invece Kirill Peskov impara a muoversi in caduta libera seguendo le indicazioni dell’istruttore. Questo mette un po’ ansia.

Questo, invece, è il volo di Evgeny Prokopiev

http://www.gctc.ru/main.php?id=4686

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Ma sai se sono tenuti svegli in qualche modo? O da soli devono restare svegli?

Beh, nella camera di isolamento hanno un intenso programma di attività da svolgere. Quindi, almeno, non si annoiano e sono aiutati a rimanere svegli.