Con le parole attracco e distacco, dall’inglese docking e undocking, s’intende che il veicolo effettua in autonomia la manovra.
Con le parole attracco assistito e distacco assistito, dall’inglese berthing e unberthing, s’intente che il veicolo ha effettuato la manovra con l’aiuto di un braccio robotico non essendo capace di eseguirla in autonomia.
Shenzhou 20 ha archiviato la prima attività extraveicolare della missione che si è protratta per 7 ore e 59 minuti: 2025-05-22T00:50:00Z→2025-05-22T08:49:00Z. Le mansioni hanno ricalcato grossomodo i compiti ricorrenti delle recenti uscite, ovvero l’installazione di pannelli anti-micrometeoriti a protezione delle superfici esterne dell’avamposto, un’ispezione generale e lo smaltimento di equipaggiamenti in disuso. A vestire le tute Feitian-2 sono stati il comandante Chen Dong e Chen Zhongrui, rispettivamente alla loro quarta e prima EVA, riconoscibili dai nastri blu e rossi.
Ci sono due fatti rilevanti da menzionare. Innanzitutto il modulo base Tianhe torna ad essere impiegato come airlock (camera di equilibrio), era dal 26 dicembre 2021 con Shenzhou 13 che non ospitava un’attività extraveicolare. All’epoca la stazione spaziale cinese era in orbita da otto mesi, era composta da un solo modulo e Wentian, che avrebbe ereditato le funzioni di airlock di Tianhe, sarebbe stato connesso solamente sette mesi più tardi, nel luglio 2022.
La seconda curiosità è che i pannelli anti-micrometeoriti sono stati estratti dalla camera stagna di Mengtian (nei comunicati parla genericamente di cargo airlock senza però specificare il modulo) dal braccio robotico e recuperati da Chen Dong e Chen Zhongrui per il montaggio. L’Agenzia spaziale cinese sottolinea che è la prima volta che coordina in modo simultaneo attività con astronauti e di movimentazione di beni in una EVA. Infatti, di solito, era l’equipaggio stesso che portava fuori dall’airlock tutto il necessario per l’uscita, stavolta invece si è proceduto diversamente.
E aggiungiamo che con 38,5 anni di età media si è trattato della più giovane EVA cinese di sempre. Prima di questa il record era costituito dai 39,2 anni della EVA effettuata da Ye Guangfu e Li Cong nel luglio dello scorso anno. In termini assoluti invece, bisogna tornare al settembre 2000 (!) per trovare una EVA più giovane, e cioè quella di Edward Lu e Yuri Malenchenko (nella missione STS 106) con 38,0 anni di media. Se invece prendiamo in considerazione quelle effettuate da entrambi i membri della stessa nazione, ci dobbiamo spingere al giugno 1996 e cioè ai 37,0 anni dei russi Yuri Onufrienko e Yuri Usachev sulla stazione spaziale Mir.
2025-11-14T03:14:00Z gli astronauti Chen Dong, Wang Jie e Chen Zhongrui hanno lasciato la casa orbitante per far ritorno sulla Terra, atterrando 2025-11-14T08:40:00Z. Purtroppo il danno causato dal detrito spaziale della capsula Shenzhou 20 è più serio del previsto, avendo colpito probabilmente il punto più vulnerabile del veicolo: il finestrino del modulo di discesa. È stata scalfita la lastra esterna resistente alle alte temperature, ma non gli strati interni a tenuta d’aria dello scafo pressurizzato.
In via precauzionale secondo il piano di risposta alle emergenze dell’Agenzia spaziale cinese, il terzetto di astronauti ha “preso in prestito” la capsula dei colleghi di Shenzhou 21, giunti all’avamposto appena due settimane fa. La loro Shenzhou-20 resta ancora in orbita per ulteriori accertamenti. A questo punto sembra molto probabile che la Shenzhou 22 venga lanciata in modalità automatica, fornendo un veicolo per il ritorno a Zhang Lu, Wu Fei e Zhang Hongzhang.
Questo imprevisto ha dato vita a dei numeri altrettanto imprevisti e interessanti/inediti.
Innanzitutto abbiamo la più lunga missione mai effettuata sulla CSS, con i 203 giorni di permanenza di Chen Dong, Chen Zhongrui e Wang Jie. In precedenza la missione più lunga era stata di 192 giorni (equipaggio della Shenzhou 18).
Chen Dong, che era al suo secondo comando della CSS, totalizza così 380 giorni da comandante, superando i 187 giorni di Ye Guangfu.
Lo stesso Chen Dong totalizza 385 giorni di permanenza a bordo, più di chiunque altro. Al secondo posto troviamo Ye Guangfu con 373 giorni.
Per 13 giorni consecutivi la CSS ha supportato un equipaggio di 6 persone. In precedenza il massimo era stato di 5 giorni.
Per gli stessi 13 giorni consecutivi due Shenzhou sono rimaste contemporaneamente agganciate alla CSS. Il record precedente era costituito dai 5 giorni di cui sopra.
La Shenzhou 21 è rimasta agganciata per soli 13 giorni. In precedenza il record negativo era di 91 giorni (Shenzhou 12).
In termini assoluti si è trattato della più lunga missione spaziale cinese, che ha visto per 204 giorni tre suoi astronauti in orbita.
Per la prima volta un veicolo cinese rientra con un equipaggio diverso rispetto a quello del lancio.
Chen Dong totalizza 419 giorni nello spazio, diventando così il primatista della sua nazione, davanti ai 375 giorni di Ye Guangfu.
Da parte loro, Chen Zhongrui e Wang Jie effettuano la più lunga missione di esordio (204 giorni) per un astronauta cinese, superando i 192 giorni di Li Guangsu e Li Cong.
Infine, la Cina ha avuto sei astronauti contemporaneamente in orbita per 14 giorni. Il record precedente era di sei astronauti per 6 giorni.
Nella storia del volo spaziale, è accaduto 102 volte che un veicolo è rientrato con un equipaggio almeno in parte diverso da quello del lancio. Di queste, 28 volte l’equipaggio rientrato era completamente diverso da quello lanciato.
L’espressione “prendere in prestito” era stata volutamente virgolettata. Concordo con te che la scelta è curiosa, ma consideriamo un paio di fattori che possano spiegare la scelta dell’Agenzia spaziale cinese.
Premesso che da prassi il lanciatore Lunga Marcia 2F e la capsula Shenzhou (SZ-22) si trovavano già allo spazioporto di Jiuquan per essere rapidamente preparati se si fosse verificato un problema nel lancio o durante la missione di Shenzhou 21. Uno degli aspetti limitanti ad oggi presenti è la disponibilità di boccaporti per ospitare una nuova Shenzhou. Se non si fosse deciso di sganciare in modalità automatica la SZ-20, allora a fare posto al veicolo sostitutivo sarebbe toccato al cargo Tianzhou 9, che avrebbe orbitato in volo libero per alcuni giorni fintantoché che il trasferimento dell’equipaggio su SZ-22 non si fosse concluso.
La soluzione di sfruttare SZ-21 era la più immediata, essendo già agganciata all’avamposto e non avrebbe richiesto l’allontanamento temporaneo dei veicolo cargo Tianzhou 9, con annesse complicazioni. Il tempo guadagnato consente sia ai tecnici di allestire la capsula sostitutiva sia di condurre analisi sul veicolo danneggiato. Sono esperienze e occasioni (nel dispiacere) molto valide da sfruttare, per capire come aumentare l’affidabilità, la resilienza e i limiti di sicurezza dei veicoli.
In sostanza quelli che sono su ora non hanno il veicolo di rientro in caso di emergenza. Si conoscono le tempistiche di lancio in automatico della capsula?
Il 25 novembre, in linea con i passaggi ottimali della stazione spaziale sopra i cieli di Jiuquan. il lancio di Shenzhou 22 figura già ufficialmente in calendario. Se rispettano il cronoprogramma entro un paio di giorni, non oltre il 20 novembre, il Lunga Marcia e la capsula verranno posizionati sulla piattaforma di lancio.
L’attesa può sembrare lunga per una missione di emergenza, ma ricordiamoci due cose. Innanzitutto il fatto che i veicoli (razzo e capsula) si trovino già allo spazioporto non vuol dire che siano immediatamente pronti a partire. La preparazione è cadenzata da tempi tecnici fissi che non è possibile accelerare oltre una certa misura. In secondo secondo piano, le finestre di lancio e le annesse limitazioni.
Stando alle ricostruzioni fatte con quel poco che filtra, l’Agenzia spaziale cinese ha stilato la arcinota matrice di rischio che abbiamo conosciuto con gli imprevisti alla Sojuz. È stato difficile quantificare il reale impatto del danno al vetro termico dell’oblò esterno. I tecnici hanno sollevato dei dubbi sulla sua resistenza: potrebbe restare integro come frantumarsi nel rientro atmosferico, esponendo quelli interni del volume pressurizzato al calore del plasma che non sono progettati per entrarvi in contatto.
Insomma non ci sono garanzie, ma l’infallibilità di un sistema è un confine labile. Perché rischiare quando si può attuare il piano B? In condizioni normali non è un rischio accettabile come lo è oggi. Discorso diverso se non ci sono altre alternative ed è l’unica possibilità per mettere “in salvo” l’equipaggio da uno scenario peggiore
Gli studi continuano sulle generazioni successive di topolini. https://x.com/ChinaScience/status/2028304302218072219
Vorrei cercare il paper originale, per capire che vuol dire quell’ “adattamento migliorato”. Non capisco se la prima generazione aveva dei problemi e la terza era normale, o se la prima era normale e la terza è nata con i superpoteri.