Se pero’ includi i razionali strategici e militari e’ molto solido. Influenza l’andamento delle guerre, come e’ noto.
Idem per l’ottimizzazione e la ridondanza della rete nel suo complesso.
Che il ping sia piu’ breve e’ stato detto fino alla nausea, e questo porta ad ottimizzazioni dei tempi di trasmissione di tutta la rete anche se usi il satellitare solo per i pacchetti di controllo che possono apparentemente incidere poco in termini di volimi. Inoltre ci sono le applicazioni per le quali le latenze sono critiche. Inoltre e’ insensibile ad eventi che possono colpire fibre e 4g.
Gia’ detto tante volte. Sembra una solida nicchia di un mercato molto grande e la connettivita’ per la fattoria isolata non e’ certo l’applicazione piu’ eclatante e per la quale e’ possibile spuntare i prezzi migliori.
Se non e’ possibile pagare i conti con le tariffe attuali potranno aumentare le tariffe e le applicazioni eclatanti, con elasticita’ della domanda piu’ rigida, pagheranno i conti.
Vedo che quando Musk parla delle performance di Starlink sui telefonini ci tiene sempre a ribadire che la sua rete satellitare è solo di appoggio alle reti terrestri esistenti. Immagino che ribadisca sempre questa cosa per non essere disintegrato dai colossi dall’attuale business mondiale della telefonia mobile, che vedono una rete satellitare come Starlink, in grado di connettersi direttamente agli attuali telefonini, peggio della morte.
Per avere un’idea del bacino di business potenziale di Starlink in un ipotetico mercato libero di telefonia, basta considerare un solo miliarduccio di abbonamenti anche a solo 10€ al mese ciascuno ed esce fuori un fatturato di 120 miliardi di euro l’anno!
nel terzo mondo 10 euro al mese sono uno stipendio e nel secondo mondo senza dire nel primo pagare 10 euro al mese per avere meno rispetto ad ora non mi sembra una buona mossa commerciale. Rinunci a banda e ricezione al chiuso per avere qualche minuscolo vantaggio di copertura in zone remote? Questa utenza non esiste.
La vulnerabilita’ delle fibre sottomarine, e il fatto che vengano prese di mira anche in questi giorni nelle varie crisi locali, evidenzia ancora di piu’ quanto e’ strategico il livello di ridondanza delle comunicazioni via web reso possiile dalle reti sarellitari. Tra il totale isolamento e una capacita’ limitata ma non vulnerabile c’e’ una differenza immensa.
al cliente finale questa cosa non interessa minimamente. Nell’ottica di accordi con fornitori di servizi terrestri ci sta (solo emergenza con limiti che ha) come servizio base totalmente inadeguato
Il business in perdita di Starlink sembra ormai evidente.
Il report citato di Bloomberg, dietro paywall, è molto più severo, non lasciando spazio alla scalabilità del business, per via della saturazione delle aree urbane.
Se già in un regime di monopolio SpaceX fatica ad arrivare al breaking even sia con i servizi di lancio che con quelli di connettività internet, la vedo dura la sopravvivenza dell’azienda ora che sta arrivando la concorrenza.
A me è sempre sembrato un business assurdo, ma ovviamente a sensazione, non avendo certo accesso a numeri reali e ricerche di mercato. 2.600.000 subscriber è una cifra ridicola, chiaramente, per un business globale, e bisognerebbe conoscere i trend di crescita.
Ma, dico io, tutti gli altri che stanno costruendo o pianificando reti globali alternativa a Starlink non hanno dati, evidenze, analisi di mercato e di ritorno economico? Possibile che tutti spendano miliardi di $ dicendo “SpaceX lo fa, quindi dev’essere redditizio”?
Mah… molto perplesso, ci dev’essere sicuramente altro. Mi piacerebbe leggere il report di Bloomberg.
Sicuramente, e hanno deciso di scommetterci. Non significa che ci abbiano visto giusto, e chi sa se e’ davvero un mercato da miliardi di dollari l’anno, ma certamente non credo i concorrenti di Starlink siano in modalita’ “pecoroni”.
Ci sono utenze domestiche, ma anche casi d’uso per clienti istituzionali, aziendali e forze armate che sono probabilmente molto piu’ redditizie per il loro valore strategico e commerciale. Secondo me sono logiche simili a quelle degli operatori telco tradizionali.
Non tutto, anzi, ben poco nei mercati non consolidati e’ chiaro e semplice da vedere. E’ per quello che sono piu’ rischiosi e in teoria ti pagano un “premium” maggiore dei titoli di stato, se ci investi. Chi investe in un’azienda non quotata si accolla un grande rischio extra, dato che non vi sono requisiti di trasparenza codificati cui devono attenersi per legge.
Va tenuto presente che per quanto accurato, Bloomberg ha sempre un tono un po’ scandalistico (imho ovviamente), e non ha in mano un bilancio ma commenta una presentazione agli investitori che, ovviamente, sottolinea sopratutto i fattori per cui ci si dovrebbe investire, magari giocando un po’ coi numeri.
Intanto Starlink e’ arrivata per prima, ha migliaia di satelliti gia’ in orbita, e funziona erogando servizi in mezzo mondo. Gli altri ancora devono dimostrare qualcosa che vada oltre a qualche test pilota, e si troveranno comunque di fronte agli stessi problemi di creare/sviluppare il mercato.
C’e’ comunque un video a corredo dell’articolo di Bloomberg.
Tutti gli altri, a quanto ne so, hanno business plan di diverso tipo, non sono semplice alternative.
Project Kuiper, ad esempio, ha come modello di business (principale?) il collegamento al SDA del Pentagono.
Oneweb ha una storia abbastanza sfortunata, lasciamo stare, ma già agli esordi escludeva la clientela consumer come target del proprio business.
O3B punta su pochi satelliti, alta banda, ma alto delay, da MEO, punta a piattaforme, navi da crociera, e altra roba così.
Le costellazioni cinesi già ci sono invece, sono produttive da prima che arrivasse il servizio Starlink e puntano per lo più ai servizi IoT. Mi ricordo una storia dei pescatori che vendevano il pesce prima di arrivare al porto, con le bilance a bordo collegate ai satelliti. Molte non offrono presenza globale e sfruttano il fatto che la zona da coprire è più vicina all’equatore e richiede un minor numero di satelliti.
Al momento Musk sta tenendo in piedi la baracca solo grazie a investitori con poca avversione al rischio. L’ultimo anno è stato decisamente pessimo, con solo Intesa San Paolo a partecipare ai finanziamenti.
Secondo me è al contrario di come dici, come dice l’autore del tweet, il fatto che nel 2023 praticamente c’è stato solo un round di finanziamento indica che non hanno bisogno di soldi.
Altrimenti non potrebbero nè aumentare come stanno facendo quest’anno il numeri di lanci di Starlink, nè aumentare la capacità produttiva si Starship come stanno invece facendo a Boca Chica.
A parte il sito che pubblica live quanto ricevuto, https://tinygs.com/satellite/Starlink, che potrebbe essere un primo aprile a cui è sfuggito il calendario, dopo l’annuncio in diversi si sono messi a cercare il segnale e pare che lo si trovi,
Si tratta di una delle tantissime tecnologie in uso per IoT. LoRa sta semplicemente per Long Range. Normalmente per le case, dove queste distanze non sono richieste, se ne usano altre con altre funzionalità a scapito della portata, tipo Zigbee.
LoRa si usa ad esempio per il tracciamento di animali selvatici.
LoRa in Europa trasmette sui 0,8 GHz, mentre Starlink normalmente usa 12 GHz o più. Il Wifi classico 2,4, giusto per dare dei numeri. Maggiore è la frequenza, maggiore la banda, maggiore la raffinatezza della tecnologia in uso.
In parte ti hanno già spiegato, provo a darti qualche dettaglio in più per chiarire quale sarebbe l’impatto LoRa/Starlink.
I dispositivi LoRa sono robette a basso costo che spesso vivono in ambienti isolati. Il misuratore del livello di una cisterna agricola in mezzo ai campi, i misuratori di irraggiamento, umidità e sostanze nel suolo, nell’aria, i contatori del gas, sensori NBC. Immaginati un mondo di sensori ed attuatori piccoli che abbiano come imperativo di consumare poca corrente e non avere grande bisogno di banda per le comunicazioni. Questi oggi comunicano parlando con dei “concentratori” che devono essere installati per fare da gateway a questi device verso tipicamente internet, dove poi i dati vengono veicolati dove serve. Questi concentratori vanno installati e mantenuti. Ognuno copre aree di qualche chilometro, dipende dalla situazione fisica, montagne edifici ecc.
Coprire con questo servizio potenzialmente tutto il mondo consentirebbe di aprire scenari davvero interessanti che oggi Starlink sta comunque andando a coprire col direct to cellular, che però usa dispositivi più costosi ed energivori.
Le osservazioni che sono state fatte sono curiose perché sono dei downlink su frequenze non LoRa e inattesi. Considerando la banda che ha Starlink verso terra non c’è una necessità per la rete stessa di trasmettere questi dati in questo modo, da qui la curiosità.