Il pessimismo potrebbe anche essere dovuto alla sproporzione dell’analisi costi benefici.
Rinunciare a uno sviluppo e sfruttamento massiccio dello spazio semplicemente non si puo’.
Per questo vanno create tutte le procedure di mitigazione e i precedenti possibili per far si che anche i nuovi arrivati si sentano, e siano, obbligati a minimizzare i danni, anche se non c’e’ una norma internazionale che li obbliga.
Mi viene in mente una soluzione tipo: io stato ti do la licenza per usare la tua costellazione sul mio territorio solo se metti in atto le mitigazioni che servono. Se non si toccano i soldi, difficilmente si ottiene qualcosa
I provider di comunicazione tradizionale cominciano a mettere a fuoco cosa potrebbe uscire dal Direct to Cell, e cominciano a lamentarsi.
Secondo me questo insegna due cose: la lezione di Viasat ha lasciato il segno e che sottovalutare Starlink nel medio periodo è una cosa che nessuno può permettersi di fare.
più che altro mi sembra un abuso di posizione dominante grosso così: non esiste al mondo un altro che abbia questa infrastruttura, e danneggiano i concorrenti terrestri per usarla. La connettività non è mica un bisogno primario, sta diventando essenziale ma non a questo punto.
L’ho scritto anche io qui sopra tempo fa che ero curioso di sapere come facevano a gestire le interferenze. Detto questo il tema è che i concorrenti si sveglino adesso con le licenze concesse da anni e l’evidenza che il mercato sta cambiando.
C’è necessità che il mercato cambi? Non è come quando hanno inventato il GSM, qui si tratta di aprire la strada verso una tecnologia che non aggiunge nulla ai servizi attuali, è più lenta più costosa e più impattante sotto tutti gli aspetti.
Ha senso questa cosa? Se effettivamente per poter mandare un tiktok dal K2 dobbiamo scendere a dei compromessi, per me la strada e’ sbagliata.
Da parecchio le frequenze sono un asset importante, sia per le telecomunicazioni che per il broadcast (canali radio e TV).
E che frequenze allocate per certi media vengano riallocate per altri e’ normale, basti pensare che e’ gia’ la seconda volta che si costringe i possessori di TV a cambiare il loro apparecchio per un cambio tecnologico il cui principale scopo e’ far posto e liberare frequenze per altri scopi.
La grossa differenza qui e’ che le trasmissioni satellitari sono in parte fuori dal controllo delle singole nazioni.
Che avere un sistema di telecomunicazioni che raggiunge qualunque angolo del globo, con latenze inferiori, anche se avesse banda inferiore e’ utilissimo e ampiamente discusso… dire che non serve mi sembra una enormita’ che puo’ permettersi solo chi ignora la realta’ in quanto abita in una nazione densamente popolata in cui le torri sono dappertutto e quindi il cell prende dappertutto. E dove c’e’ un mercarto che fa si che i costi per 4g e 5G sono relativamente bassi… Sei nato in italia quindi pensi che non ti servono altri carrier, ma basta essere nato in USA nelle sterminate campagne e ti spiumano, ma anche in altre nazioni europee costa ben di piu’.
Se poi fossi nato in paesi non molto democratici ancora peggio. Ma anche noi europei per certe cose dobbiamo usare la VPN, anzi Breton vorrebbe imporre censura su scala globale… non vorrei buttarla troppo in politica ma la liberta’ delle telecomunicazioni e’ anche politica. Per altre cose saranno gli americani a leggere i media e usare i canali europei. Che ci siano piu’ nazioni che garantiscano la liberta’ dei mari e delle comunicazioni e’ essenziale.
Quindi alla domanda:
La risposta e’ certo che si.
E risponderei con una domanda: lavori per qualche telecom che gode di un monopolio strutturale che vuoi preservare? O per qualche regime che vuole imporre un grande firewall all’informazione, anche soft come quello che vorrebbero fare alcuni nella commissione UE? Se no la domanda non si spiega. E’ una battutta, ma se blocchi il progresso e l’offerta di nuovi canali il risultato non e’ buono. Starlink al momento non e’ un monopolio strutturale, semmai rompe altri monopoli. O abilita comunicazioni dove prima non c’erano ed essere i primi non e’ monopolio, o meglio le barriere all’ingresso sono tecniche ma togliere l’unico operatore e’ peggio che averne solo uno. Pero’ e’ essenziale che anche altri operatori subentrino, e il prerequisito e’ che altri facciano lanciatori almeno parzialmente riutilizzabili.
Se serve in Congo, abiliti il segnale solo sopra il Congo, non dove ci sono già infrastrutture che ne verrebbero danneggiate. Secondo me attualmente la società sta vivendo una fase di regressione e questa iperconnessione ne è corresponsabile. Credo che una seria riflessione sul modo di vivere nel futuro sia necessaria ed è anche tardi.
Avere una connessione satellitare dal telefonino dove c’è copertura non aggiunge proprio nulla, aumenti i consumi, la latenza, e se crei pure interferenza a pioggia per avere “futuro” per me non è una giustificazione forte. Sotto molti aspetti la connessione ubiqua e onnipresente è equiparabile ad una dipendenza dalla droga, e credo che non ce ne si sia bene resi conto. Poi dico, adesso ci sono 100 società che gestiscono gli impianti terrestri. Dove sarà mai il vantaggio ad averne uno o due mondiali e gli altri falliti? Serve una visione globale che manca alla grande
Ma chi decide dove aprire la connessione e dove no? Tu e i Grandi Signori incumbent che controllano l’Informazione e hanno diritti di sfruttamento esclusivi? Le Utility legacy che possono liberamente spiumare gli utenti in assenza di concorrenza preservando i loro monopoli strutturali garantiti per legge?
Se un servizio disturba un altro, in uno stato di diritto, ci sono i tribunali e ci sono gli enti regolatori, il cui scopo deve essere imporre regole per aprire il mercato, non per chiuderlo. Se ci sono vincoli tecnici che producono monopoli strutturali si cerca di normare le cose in modo di creare spazio per piu’ competitori. E nonostante le lobby di solito e’ cosi’. Se invece il disturbo non c’e’ o e’ pretestuoso e potrebbe essere mitigato, ma in realta’ quello che da fastidio e’ la concorrenza, allora non ci siamo.
Il tuo concetto e’ che un ente regolatore non deve definire le regole ma deve decidere a priori chi vince vietando la competizione?
Non hai capito. Ho seri dubbi che questa tecnologia debba essere considerata degna di essere resa commerciale, e bisogna valutarlo molto molto bene perché dopo tornare indietro sarebbe molto più complicato.
Ti faccio una domanda, che non è a supporto del mio pensiero ma giusto per: se a voler imporre questa tecnologia non fosse una società americana ma se fosse invece l’Iran o la Cina saresti così certo della necessità di avere questa tecnologia?
Per il 5G gran parte degli apparati di rete sono Cinesi, e sono favorevole.
Molti dispositivi sono USA, se vai a leggere siti francesi sono ossessionati dal fatto che gli americani sfruttino la cosa per fare spionaggio industriale o avere dei vantaggi.
Avere canali che sfuggono al controllo di un singolo attore e’ la migliore garanzia.
Quindi ben vengano anche gli apparati cinesi.
Se poi riusciamo a farne anche Europei (ma difficile con la scarsa lungimiranza che alberga nelle istituzioni europee ultimamente) ancora meglio.
Per avere canali europei puliti bastano satelliti geostazionari, le latenze non sono tutto.
GEO non è compatibile con la connessione da cellulare, servono dispositivi tipo iridium e la banda sarebbe comunque quella a meno di non usare potenze pericolose
La US Navy ha installato le antenne Starlink sulla USS Abraham Lincoln. La marina ha detto che “ha radicalmente trasformato l’esperienza in mare per i marinai”.
L’antenna che vedete nel post di X è diversa dalle solite perché hanno installato sia i terminali Starlink che i Kymeta per il Sailor Edge Afloat and Ashore (SEA2).
Mi chiedo se la USN abbia l’accesso alla costellazione Starshield (sempre che i pochi satelliti in orbita siano sufficienti) o se usino lo Starlink civile.
O forse no? La marina ha impiegato un po’ di tempo per rendere sicuro il sistema e adesso fornisce 1Gbps di banda, con diversi terminali Starlink. Per dire, sono riusciti a guadare il Superbowl a febbraio live, in mezzo al mare.
Di solito non ho le energie per esporre il mio atipico punto di vista, ma in questo caso spezzo una lancia per Arkanoid. Anche io sono del parere che l’attuale mercato della connettività di massa stia recando più danni alla società che benefici. Non metto in dubbio che la connessione dei centri di ricerca, degli operatori sanitari, dei servizi di soccorso (ed altro) sia una cosa positiva. Il fatto che tutte le persone siano spinte da aziende a precipitare in una vera e propria dipendenza è tutta un’altra storia.
Questo cosa vorrebbe dire? Di sicuro non che navigare è diventato più sicuro, dal momento che tra GPS, connessioni satellitari ed altri sistemi, la sicurezza dei naviganti è già consolidata da parecchi decenni. Vorrà dire appunto che così si possono mandare i TikTok.
Ultima cosa che aggiungo, visto che è ampliamente dimostrato che stiamo divorando le risorse del pianeta più velocemente di quanto si possano rinnovare e che stiamo entrando in una crisi climatica uncharted (e di conseguenza stanno iniziando migrazioni da zone da cui già l’abitabilità sta venendo meno) uno sguardo al futuro e una scelta delle tecnologie e delle opere più utili è assolutamente fondamentale.
Ovviamente non è il topic dove parlare di questo, quindi se si volesse continuare andiamo altrove.
Il Brasile in lotta politica con Musk blocca le transazioni finanziarie di Starlink.
Per tutta risposta Musk lo rende gratuito fino a che non ne verranno a capo
Un gruppo di ricerca cinese ha utilizzato le radiazioni emesse da uno Starlink per individuare un simulacro di aereo stealth.
Taking a DJI Phantom 4 Pro drone – about the size of a bird and with a radar cross-section comparable to that of a stealth fighter – the team launched it off the coast of Guangdong.
The ground-based radar did not sent out any radio waves to produce an echo, but the target appeared on screen. This was because the drone was illuminated by electromagnetic radiations emitted by a Starlink satellite flying over the Philippines, according to the scientists.
[…] if a radar station can make use of the Starlink satellite signals – which are strong and almost everywhere – its detection capabilities could be “unaffected by the target’s three-dimensional shape and surface material”, wrote the research team led by Professor Yi Jianxin, with the school of electronic information at Wuhan University, in a paper published on August 26 in the Journal of Signal Processing.
Articolo pubblicato (paywall) su The South China Morning Post:
Non so se è questo il thread giusto, o eventualmente uno relativo all’Ucraina.
I nuovi droni Shahed-136 di costruzione iraniana con cui la Russia colpisce l’Ucraina sarebbero equipaggiati con terminali Starlink.
Evidenze nei rottami di droni abbattuti stanotte 25-09 nei cieli di Koziivka.
Fonte Defense Express