Si, pero’ il concetto e’: se sulla Terra a 1g ci sono sistemi e veicoli tipo funivie, ponti sospesi, ascensori, gru, che vengono sostenuti da cavi di acciaio, che non e’ un materiale particolarmente esotico ,dal punto di vista dello sforzo teorico di trazione e del dimensionamento dei cavi il problema nello spazio sara’ molto simile.
Un g moltiplicato per la stessa massa fa lo stesso valore di forza sia nel campo gravitazionale sulla Terra che con forze apparenti nello spazio, lo dice anche la relativita’ generale tanto per tirare in ballo un principio ingombrante.
Mica stiamo parlando di uno space elevator da 36mila km, e neanche delle dimensioni del Golden Gate: stiamo parlando della lunghezza dei cavi di un ascensore per un normale edificio di qualunque citta’, un edificio alto se vogliamo legare insieme delle SS.
Avrei piu’ dubbi sulle manovre e sulla stabilita’ del sistema, perche’ il crearsi di oscillazioni, onde stazionarie, garbugli e collisioni tra i vari elementi potrebbe essere rovinoso… ma questo e’ un altro discorso.
Quanto al delta V necessario per spun e despun, il calcolo e’ piuttosto elementare.
La accelerazione centripeta e’ pari a v^2/r. Il che significa, per fare cifra tonda, che con una velocita’ tangenziale di 9.8 m/s e un raggio di 9.8 metri creiamo esattamente un g=9.8 m/s^2
Se consideriamo la massa concentrata sul raggio di rotazione, per generare una velocita’ periferica di 9.8 m/s il delta V necessario per mettere in rotazione il veicolo con dei razzi/motori a ioni e’ esattamente 9.8 m/s, come se lo accellerassi linearmente. Da spendere per ogni manovra di spun e despun.
Se in un ipotetica missione verso Marte devo fare due spun (uno all’andata e uno al ritorno) e due despun, il consumo di delta V complessivo e’ poco meno di 40 metri al secondo, poca roba, soprattutto se si puo’ fare con motori a ioni… ma anche fosse con l’idrazina non e’ tanto.

