Studenti italiani vincono la selezione indetta dal Team Indus


#1

Tre studenti partenopei, riuniti nella squadra Space4Life, hanno sbaragliato ben 3400 concorrenti nella selezione indetta dal Team Indus, terminata ieri a Bangalore.
Il contest aveva come obiettivo la scelta dell’esperimento che, a bordo di un razzo PSLV (acquistato dal Team Indus dall’Agenzia Spaziale Indiana), raggiungerà la Luna nell’ambito del Google Lunar X-Prize, dove il Team Indus è una delle cinque squadre finaliste.
La squadra di giovanissimi italiani (due studenti di 15 e 18 anni, ed un laureando di 22) ha proposto al Team Indus come payload l’esperimento Radio-Shield, avente ad oggetto lo studio di un innovativo scudo utilizzante biomassa a base di cianobatteri, quale protezione dalle radiazioni ionizzanti.
Si vuole infatti valutare - e le indicazioni teoriche sembrano promettenti - la capacità di assorbimento delle radiazioni spaziali (estremamente rischiose per gli organismi viventi) da parte dei cianobatteri, posti a protezione di future missioni di esplorazione spaziale dello spazio profondo o di basi permanenti.
Secondo i giovanissimi, meritevoli vincitori del contest, i cianobatteri possederebbero una capacità di protezione dalle radiazioni superiore al piombo, e rispetto al piombo una colonia di cianobatteri è senz’altro di gran lunga più leggera, economica ed ecologica.
Bravi ragazzi, costituite motivo di orgoglio per tutti noi ! :beer:
Fonti: http://www.media.inaf.it/2017/03/16/space4life/
http://lab2moon.teamindus.in/space4life/


#2

Vediamo cosa dicono gli animalisti…


#3

Motivo in più per tifare Team Indus!


#4

Beh tanto non sono animali…[emoji1]


#5

fantascienza che diviene realtà.
grandissimi… l’idea è venuta ad un 16 enne :clap:


#6

Nei mezzi spaziali del domani, i batteri escono dalle fottute pareti, se mi si passa il termine.

Quello che non mi è chiaro è perchè una massa batterica avrebbe una protezione migliore del materiale organico, ma non vivo, che li compongono.

Mi permetto di far notare che il nome della studentessa (Altea Nemolato) in campo di scudi per le radiazioni ha una eredità importante.


#7

Come produrre un batterio mutante che ucciderà tutti :grinning:


#8

Bisognerà dotarle di lanciafiamme allora! E magari un gatto


#9

Giustissima obiezione, in termini di rischio contaminazione dello spazio extraterrestre.
Si può allo stato solo sperare che ne abbiano considerato le implicazioni, e che il progetto fornisca adeguate garanzie sul punto.
Mi riesce difficile credere che nessuno ci abbia pensato, al momento della valutazione e della premiazione del medesimo, ma in effetti non sono riuscito a trovare alcun specifico riferimento al riguardo :point_up:


#10

I cianobatteri sono piante, Raf, e fanno la fotosintesi :slight_smile: al massimo si arrabbiereranno i vegani :stuck_out_tongue_winking_eye:

edit: e comunque anch’io non capisco come facciano a proteggere più del Pb. Mah? Luca di Fino sarebbe la persona giusta, vedi Altea, vedi il documento citato da Michael… Luca, sei lì?


#11

Io non so come fanno i batteri a fermare le radiazioni ionizzanti; però vi posso chiarire che non ci saranno problemi con i vegani.
Difatti sia vegetariani che vegani vogliono evitare la tortura e lo sfruttamento degli animali che posseggono un sistema nervoso centrale quindi qualsiasi cosa che vi possa guardare con gli occhi e pensare (a ragione) che siete dei mostri famelici spietati. A cominciare da Acris che fa le battute :stuck_out_tongue_winking_eye:


#12

Da questo link si accede ad un video con i ragazzi e l’insegnante. Anvedi 'sti cianobatteri …


#13

NEIN!!! I cianobatteri (detti anche per confondere le idee alghe azzurre) non sono piante. Appartengono al regno Monere. Vero che fanno la fotosintesi, ma sono procarioti, cioè l’unica cellula che costituisce il loro essere è una cellula di tipo primitivo, col materiale genetico sparso nel citoplasma anzichè racchiuso in un nucleo. Sono cellule più piccole, con meno organelli e non possono organizzarsi per formare organismi pluricellulari. Hanno una menbrana e una parete più esterna. Le piante invece sono formate da cellule eucariote e sono pluricellulari. I funghi non sono piante pur essendo considerate “vegetali” in senso alimentare. La loro parete esterna è formata di chitina, sostanza che troviamo nell’esoscheletro degli atropodi.
Scusate!! Deformazione professionale. E si sa, i prof sono rompiballe.

Comunque cavolo, complimenti ai ragazzi!!


#14

Dentro di me sapevo di aver ragione… :rage:


#15

No, anzi, grazie davvero per l’utile precisazione in merito alla classificazione ed alle proprietà degli organismi che il team Space4Life vorrebbe impiegare.
Restano i dubbi espressi in merito al loro - ermetico - contenimento per prevenire possibili infiltrazioni all’interno ed all’esterno delle capsule, potenzialmente destinate allo spazio profondo…


#16

C’è un fatto, rispetto al contenimento. La reazione della fotosintesi richiede la presenza di acqua e anidride carbonica, oltre alla luce. Quindi se questi fattori mancano, la popolazione/ colonia non può’ riprodursi con i consueti ritmi. Di solito questi organismi pero’ sono capaci, quando le cose si mettono male, di ‘ritirarsi’ in forme di resistenza, spore, e riprendere le attività’ appena le condizioni ambientali lo permettono. E’ una questione estremamente interessante!


#17

Vabbè, fondiamo un movimento alimentare nuovo - i cianobatteriani :stuck_out_tongue_winking_eye:
Grazie Micol per la precisazione. Comunque, Acris, A MAGGIOR RAGIONE NON SONO ANIMALI. Tiè. :smiley:


#18

Io ho 2 domande per la prof:

  1. ma pure se si rompe il contenimento e i cianobatteri se ne vanno in giro, che può mai succedere?
  2. i cianobatteri si chiamano così perché sono color ciano (pensavo fosse una domanda stupida e invece…)?

#19

Cominciamo dalla più facile: sì si chiamano cianobatteri per il colore, anche la cianite è un minerale celeste che deve il suo nome
al colore.
Se i cianobatteri vanno in giro, ci sono tutte le implicazioni scientifiche/filosofiche sul fatto che saremmo noi a seminare forme di vita, sempre che resistano in qualche modo abbastanza a lungo da potersi riattivare SE trovano le condizioni e aquel punto la crescita sarebbe esponenziale.
In sè i cianobatteri non sono patogeni, ma possono produrre tossine particolari, le cianotossine, pericolose anche per l’uomo per es se presenti nell’acqua usata per uso alimentare.
Ho trovato un documento universitario del 2011, un po’ datato, ma interessante.


Io dubito fortemente che cianobatteri fuggiaschi sopravvivano tanto a lungo per essere poi pericolosi. Comunque è un gran bell’argomento!


#20

Grazie Micol! Questi cianobatteri sono proprio dappertutto