Studio Nasa per Avamposto Lunare: Nuova Fase

Le ali non servono per andare sulla Luna…

Bravo! Parole sante.
Io sono un estremista, ed arrivo a dire che non e’ logico portarsi fino alla Luna e ritorno una capsula di rientro che serve gli ultimi 20 minuti della missione!

Potrebbe anche servire per soli 10 secondi… ma andare a recuperare l’equipaggio con un cucchiaino credo per ora non sia contemplato…

Cosa vorresti fare? Delle piccole scialuppe per il solo rientro? E mantenere in orbita un modulo riutilizzabile per i trasferimenti lunari? :thinking:

L’idea delle piccole scialuppe parcheggiate in orbita bassa non è male, e sicuramente gli americani c’hanno anche pensato, il guaio è che attualmente non è fattibile perchè l’ipotetico modulo di trasferimento lunare tornando dalla luna negli ultimi Km acquista una velocità troppo grande per poterlo fermare senza un buon consumo di carburante ( e quindi siamo punto e a capo , ancora una volta ci troviamo con un peso in più da trasportare avanti e indietro ). In futuro il problema si potrebbe risolvere dotando il modulo di trasferimendo di un propulsore ionico (magari più efficiente degli attuali) che quindi permette di avvicinarsi in LEO più lentamente, certo allungando quindi il tempo di percorrenza Terra-Luna.

Cmq tutta la missione lunare dipende dalle sonde che gli Americani manderanno nei prossimi anni, Ex Lro, perchè se non troveranno acqua a sufficienza la Base Lunare non si farà MAI.
A meno che non tirano fuori gli ufo dall’area 51 e con la propulsione antigravitazionale non portano su una tinozza d’acqua.

in estrema sintesi…
Se vogliamo poi il modulo di rientro potrebbe anche NON essere riutilizzabile: l’equivalente di una soyuz, per capirci (magari senza gli ultimi problemini… :flushed:).
Sino a quando l’obiettivo e’ la Luna (o asteroidi) privi di atmosfera potremmo usare un mezzo ampiamente riutilizzabile per i tragitti da LEO a dove-volete-voi e ritorno, piu’ una lavatrice chiusa con lo scotch per tornare a casa, usa e getta.
In fondo le astronavi si usurano durante il rientro, mica mentre vanno in caduta libera verso la Luna…

Certo che l’osservazione di Teresa sulla “frenata” e’ molto acuta; d’altro canto lei stessa ha offerto la soluzione…
:wink: (quello, e/o delle traiettorie di rientro a spirali allargate piuttosto che tragitti diretti, per minimizzare i consumi di carburante).

(quello, e/o delle traiettorie di rientro a spirali allargate piuttosto che tragitti diretti, per minimizzare i consumi di carburante).

In questo caso quanto tempo impiegherebbe per poter tornare a terra? personalmente un sistema di questo genere lo vedrei per il ritorno unmanned di esperimenti o campioni della superficie lunare. PEr quanto riguarda l’utilizzo di una propulsione a ioni, come suggerito da Teresa, penso che possa tranquillamente farsi per l’invio di carichi unmanned sull’avanposto lunare, anzi potrebbe essere tutto sommato una soluzione abbastanza economica anche perchè comunque sia non c’è un grosso problema di tempo nel trasportare carichi unmanned (a meno che non debba portare su frutta fresca :flushed:)

1-Ovviamente disporranno di quattro tute (quelle indossate al momento del lancio,implementate con i componenti per gli EVA lunari).

2-Che io sappia ci sono due possibilità:
A-due coppie di Astronauti che si alternano sulla luna: due compiono l’EVA,mentre gli altri due riposano nel LSAM,poi si danno il cambio.

B-Un Astronauta a turno si riposa all’interno del LSAM,mentre gli altri tre compiono l’EVA.

A mio giudizio l’ipotesi più probabile è la prima,con possibilità di aggiunta di un terzo Astronauta per particolari operazioni.

Non c’è il minimo dubbio che,se devo immaginare quale sarà l’eventuale sistema di trasporto terra-luna tra sessanta o settanta anni,lo scenario che immagino è quello descritto da Peppe (Shuttle,magari SSTO,Stazione nella giusta posizione,stazione intermedia in L-1 o in orbita lunare,Shuttle lunare assemblato in orbita,revisionato e rifornito presso le stazioni).
Realisticamente però,se oggi vogliamo tornare sulla luna,la strada maestra è il programma Constellation,con la capsula Orion ed il LSAM.
Poteva andare diversamente?
Certo,anche senza il faraonico e velleitario programma post-Apollo,si poteva in trent’anni creare passo dopo passo un sistema Shuttle-Stazione-Shuttle lunare.
Oggi però il tempo è passato e l’occasione sprecata.
Avanti con Orion dunque,ma facendo tesoro degli errori del passato,perchè ha ragione Archipeppe,la strada maestra non è quella dei mezzi spaziali a perdere.
Prima però dobbiamo sviluppare la tecnologia necessaria per realizzare una classe di veicoli realmente riutilizzabili e sicuri.
Ci vorrà tempo.

Sono perfettamente in sintonia con Archipeppe e Carmelo… :clap:
Non è possibile pensare di stabilire basi permanenti e addirittura di sfruttare il sistema solare senza avere un sistema riutilizzabile in tutte le fasi della missione… E’ un pò come voler portare la frutta al mercato ma ogni volta, alla fine del viaggio bruciare il furgone… :astonished:
Certo, si tratta senza dubbio, di problemi tecnologici ma non è costruendo un nuovo super-razzo ed una simil-Apollo ed un simil-LEM che questi si risolvono…
Ben venga il ritorno sulla Luna (anche per accontentare questi “ragazzi” che non hanno potuto assistere al primo sbarco… :grin:) ma… spero TANTO che da qui al 2020 qualcosa si sia mosso sul piano tecnologico (e la notizia del rivestimento testato con successo da Alenia potrebbe essere un buon esempio) per poterci avvicinare allo scenario “giusto” dopo aver nuovamente sprecato l’occasione…
Forse la mia delusione deriva soltanto dal fatto che mi sarei aspettato un poco più di “coraggio” tecnologico da parte della gloriosa NASA (ed anche dai responsabili del bilancio) piuttosto che migliorare un sistema già utilizzato 40 anni fa… :disappointed:

In questa fase storica ,con la tecnologia attuale,e i finanziamenti a disposizione “un nuovo super-razzo ed una simil-Apollo ed un simil-LEM” è il meglio che possiamo avere se vogliamo uscire dall’asfissiante gabbia del LEO.
Parliamoci chiaro,se la cosa andrà avanti (prossimo Presidente,Congresso e e recessione permettendo) ORION e i razzi ARES ci accompagneranno per i prossimi trent’anni.
Se le carte verranno giocate nel modo giusto questo programma ci riporterà sulla luna,forse sugli asteroidi,e potrebbe regalarci interessanti “spin off” come stazioni tipo Skylab o missioni “fly by” verso Venere e Marte.
Il futuro è dei mezzi spaziali recuperabili,i “nipotini” dello Shuttle (e dell’X-33),
Ma realisticamente è un futuro che vedranno i nostri figli e nipoti.
Oggi non ci sono nè i soldi nè la tecnologia.

Ciao Teresa e benvenuta sul ForumAstronautico! :ok:
per quanto riguarda la tua affermazione consentimi di dissentire… in fondo sulla ISS l’acqua non cè ma non per questo ci siamo negati di avere stazioni orbitanti… :stuck_out_tongue_winking_eye: Certo, portare l’acqua sulla Luna è più costoso che portarla in LEO ma in fondo questo vale per ogni chilogrammo di materiale che ci dobbiamo trascinare dietro… astronauti compresi… :stuck_out_tongue_winking_eye:
Indubbiamente la scoperta di ghiaccio d’acqua (si ma quanta?) nei crateri polari sarebbe un aiuto ma non credo che se non si trovasse la base non si farebbe MAI, come di ci tu.

Poi va detto che se anche scoprissero dei depositi di ghiaccio, essi si troverebbero nei poli della luna, in crateri dove il sole non sorge mai…
Si avrebbe il ghiaccio, ( che comunque andrebbe estratto e magari depurato, filtrato…) ma si avrebbero altri problemi: per il fenomeno delle librazioni ad esempio, ci sarebbero lunghi periodo di tempo in cui le comunicazioni con la terra sarebbero impossibili, a meno che non ci sia un orbiter che faccia da sponda al segnale ovviamente, ci sarebbe poi anche il problema energetico, i pannelli solari diverrebero inutili…se ci fosse un problema e fosse necessaria una partenza di emergenza, è molto più difficile tornare sulla terra da quelle latitudini…

Dipende da quanto si decide di investire in carburante…
Secondo il libro di Miller, le traiettorie spiraleggianti “classiche” porterebbero il viaggioTerra Luna a circa due settimane, se non ricordo male. E’ molto piu’ di 3 giorni e mezzo, ma non sono due ordini di grandezza diversi.

Tutti gli studi per avamposti lunari, ed oltre, ipotizzati negli ultimi 40 anni da russi ed americani sono stati condotti a prescindere dalla disponibilità di acqua in situ.

Se la presenza di acqua è confermata, sulla Luna come su Marte, tanto meglio.
In caso contrario non vedo nessun motivo per cui non sia possibile realizzare avamposti o insediamenti laddove non c’è acqua…

Se la presenza di acqua è confermata, sulla Luna come su Marte, tanto meglio. In caso contrario non vedo nessun motivo per cui non sia possibile realizzare avamposti o insediamenti laddove non c'è acqua...

al più anche se l’acqua non ci fosse sulla Luna o comunque non fosse conveniente estrarla in situ, si possono sviluppare sistemi di condizionamento degli habitat lunari che permettano un riciclo completo dell’acqua di scarico…se non sbaglio qualcosa del genere c’è già a bordo della ISS. Inoltre questo sarebbe un ottimo banco prova per i sistemi di controllo ambientale che si dovranno usare per le future missioni su Marte…non è certo possibile pensare di trasportarsi riserve d’acqua per 3 anni!!

Ciao, un bacio a tutti.
Leggendo i vostri commenti riconosco che quello dell’acqua è un problema superabile,grazie ai sistemi di riciclo.
Ma ora voglio farvi una domanda: ma ne vale davvero la pena? E’ davvero così necessaria la presenza umana per costruire una base lunare ?
Oggi attraverso le sonde automatiche si hanno molte più informazioni, con analisi radar, spettrofotometriche si analizzerà quasi ogni centimetro sia della superficie che del sottosuolo della luna.
E poi,fra 20 anni la robotica avrà fatto dei passi da giganti, si possono mandare ruspe, trivelle e macchine comodamente radiocomandate da terra per estrarre minerali, produrre e assemblare astronavi per Marte ( qui si che l’uomo serve davvero in loco, per problemi di tempo delle trasmissioni Terra-Marte). Con le sonde automatiche si risolverebbere milioni di problemi, da quelli economici a quelli logistici di trasporto, di sicurezza etc, etc .
ma se addirittura oggi nel 2008, cardiochirurghi di Arvard operano telecomandando un braccio robotico in una sala operatoria di Londra, noi non possiamo assemblare astronavi sulla luna fra 20 anni ? !!!

Eh lo so ! lo so ! Noi appassionati di Astronomia-Astronautica per definizione siamo dei sognatori e degli idealisti e vedere degli uomini (e questa volta anche delle donne) che saltellano sulla luna e identificarci con loro ci darà un emozione troppo grande,irrinunciabile, e allora ben venga il motto : to go where nobody has gone.
E infondo se tutto il mondo fosse sognatore come noi sarebbe senz’altro migliore.

Baci Stellari a tutti.

:stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:
hai esettamente ragione teresa…infatti la sfida di portare un uomo sulla luna o su marte è puramente tecnologica, per dire: ecco, noi ce l’abbiamo fatta!!!
Per scopi scientifici si utilizzano sonde gia adesso, basta pensare alla sonda phoenix o ai rover spirit e opportunity che scorrazzano ormai da tre anni “marziani” sul pianeta rosso…quanti dati avrebbe racolto una missione umana? di certo inferiori, ll’esplorazione robotica permette inoltre un abbattimento dei costi, della sicurezza, dell’affidabilità, etc…
Lo scopo di una missione robotica però, rimane sempre quello di acquisire teconologie per un futuro arrivo umano. Qualche anno fa si parlava della luna, oggi si parla di marte, in un futuro non troppo lontano si parlerà di inviare una sonda su una delle lune di giove (specialemnte Europa)
Speriamo solo di esserci :wink:

Con questo sei sicuro che il trasporto del propellente fino alla Luna e ritorno per far rallentare il mezzo tornando dalla Luna facendolo entrare in LEO sia più conveniente di una capsula che possa rientrare direttamente da un traiettoria di ritorno? Io non credo… e torniamo sempre al solito discorso del perchè non si sia utilizzata una stazione in LEO…

Per il discorso “acqua” credo sia l’ultimo dei problemi… oggi la ISS può portare un know how enorme in questo settore.

La base lunare SARA’ in un polo, il sud :wink:

Per il discorso della riutilizzabilità… beh oggi non è tecnologicamente fattibile e/o conveniente e cercare di farlo a tutti i costi spendendo cifre assurde solo per dire che non è a perdere? mi sembra assurdo…

Il paragone non sta in piedi… se è economicamente più conveniente buttare tutto ogni volta, ma per quale assurdo motivo dovrei per forza riutilizzare tutto? E per quale altrettanto assurdo motivo una stazione Lunare dovrebbe essere mantenibile solo ed esclusivamente da mezzi riutilizzabili e non da mezzi a perdere?!
Io per valutare la mantenibilità di una base guarderei ai costi di lancio, al payload, alla disponibilità, alle risorse da trasportare… che poi queste cose siano fatte meglio da un mezzo a perdere o da un mezzo riutilizzabile francamente me ne importerebbe meno di zero…

ma... spero TANTO che da qui al 2020 qualcosa si sia mosso sul piano tecnologico (e la notizia del rivestimento testato con successo da Alenia potrebbe essere un buon esempio) per poterci avvicinare allo scenario "giusto" dopo aver nuovamente sprecato l'occasione...

L’occasione se mai verrà sprecata (visto che oggi ci sono tutti i requisiti per fare quello di cui stiamo parlando) sarà per problemi esterni e non per fattori tecnologici o di scenario… le potenzialità oggi ci sono tutte.

Forse la mia delusione deriva soltanto dal fatto che mi sarei aspettato un poco più di "coraggio" tecnologico da parte della gloriosa NASA (ed anche dai responsabili del bilancio) piuttosto che migliorare un sistema già utilizzato 40 anni fa... :disappointed:

Credo che questo pensiero sia dettato da una non esatta visione e comprensione delle differenze fra un programma operativo e uno sperimentale… forse è perchè spesso vediamo l’astronautica già come un settore avanzato e vien difficile pensare che al suo interno esistano campi (quelli di studio e sperimentazione) obbligatoriamente ancora più avanzati di altri (quelli operativo, con persone che ci mettono la vita), con differenze comunque sensibili fra essi.

Di questo non ne sono convinto… la zona esplorata dai MER è pressapoco quella esplorata dalle ultime missioni lunari… 3 anni contro pochi giorni di permanenza, con la possibilità di avere campioni al ritorno, selezionati da qualcuno che sapeva cosa cercare e con 5 sensi a disposizione degli astronauti per raccogliere impressioni, scegliere, osservare e valutare… ora le sonde… non rienscono a fare certamente tutto questo…