Studio sul misterioso oggetto WT1190F

detriti-spaziali
#1

Segnalo per gli interessati “tosti” un mio lavoro appena apparso sulla rivista Advances in Space Research riguardo al famoso “oggetto misterioso” WT1190F, arrivato dallo spazio profondo e caduto alcuni anni fa (Nov 2015) al largo dello Sri Lanka e ritenuto di origine artificiale (ancorché sconosciuta). Nel lavoro, in collaborazione con i colleghi della Purdue Univ. (USA), DEIMOS Space (Spagna) ed ESA/ESRIN analizziamo i possibili candidati, con particolare riguardo ai due casi più discussi, ovvero il Trans-Lunar Injection Stage della missione USA Lunar Prospector (1998) e Snoopy, il modulo di allunaggio LEM della missione Apollo 10 (1969). I risultati sono una sorpresa… Se poi qualcuno vorrà andare a cercare, in fondo al mare, abbiamo calcolato le coordinate precise (con un errore di 400m!!) del punto di impatto balistico. A questo link alla mia pagina web e’ possibile scaricare una copia dell’articolo (altrimenti a pagamento) per uso personale. Buona lettura!

TLIS

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AstronauticAgenda della settimana 2019-08
#2

Davvero interessante, grazie.

Per quanto riguarda la ricerca di eventuali resti, vista la precisione delle coordinate, dovresti pensare seriamente di contattare il progetto dello scomparso Paul Allen che ha localizzato diversi relitti di navi affondate di cui si erano perse le tracce. Oppure Jeff Bezos, una cui spedizione ha recuperato alcuni motori del primo stadio del Saturn V di Apollo 11.

#3

Grazie mille per aver condiviso il lavoro fatto!

#4

:open_mouth: Ma quindi è (o assomiglia terribilmente a) Snoopy?
Quando uscirà la notizia, per poterla spammare al mondo senza infrangere diritti? :smile:

#5

Non c’e’ nessuno “scoop” da svelare, in verità :slightly_smiling_face: (l’articolo e’ pubblico da un paio di settimane, sulla rivista Adv. in Space Research). Nessuno saprà mai se WT1190F fosse Snoopy o no (… a meno di non andare a 5.6299N/81.4898E a cercare a 1500 metri di profondità, si veda la Fig. 14). Il punto importante dello studio, pero’, e’ che l’oggetto molto probabilmente NON era il TLIS della missione Lunar Prospector, a suo tempo dato per certo e ripreso da Nature e da molti altri media specializzati. La riflettanza di WT1190F dimostra che era un oggetto di colore “grigio-argenteo” e di dimensioni caratteristiche attorno ai 2.5-3.5 metri. Aveva inoltre alcune superfici piane e simmetriche, in grado di riflettere l’azzurro dell’Oceano Indiano, nelle ultime fasi di avvicinamento, prima della caduta (lo abbiamo visto). Un upper stage cilindrico come il TLIS (o quello giapponese della missione a Marte NOZOMI etc.), di dimensioni attorno a 1.5m richiedeva una “lucentezza” (albedo) molto più alta per essere consistente con la luminosità osservata… e inoltre non aveva superfici piane per fare da specchio. Dunque, la nostra conclusione e’ che era un oggetto di forma “boxy”… vedete un po’ voi… :wink:

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#6

Veramente un gran bel lavoro! Complimenti.
Ora non resta che correggere la voce di Wikipedia…

#7

Sto leggendo l’articolo e il lavoro di indagine è straordinario viste le dimensioni dell’oggetto. Penso proprio che Jeff Bezos sarebbe disposto ad andare a 5.6299N/81.4898E a cercare a 1500 metri di profondità.

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#8

@buzzoni in questa discussione su Twitter un appassionato di spazio non riesce a spiegarsi come un oggetto fragile come lo stadio superiore di Snoopy possa non essersi distrutto completamente nel rientro nell’atmosfera:

Gli ho risposto citando la spiegazione dell’articolo:

Ma lui ritiene che l’impatto con l’oceano l’avrebbe schiacciato:

Il caso peggiore non sarebbe l’impatto con l’oceano alla velocità terminale? La cosa migliore è andare a controllare :grinning:

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#9

Forse ho frainteso questa osservazione, che può riferirsi alla pressione sui detriti sul fondo dell’oceano invece che alla pressione dell’impatto con l’oceano:

#10

Quindi era il povero Snoopy?
Ed io che speravo che tra cento o centocinquant’anni sarebbe stato recuperato e messo in un museo !

#11

Si riferisce a questo astronomo:

#12

Grazie a tutti per l’interessantissimo feedback. A questo punto, sperando di non tediare troppo e scusandomi per la prolissità, aggiungo un paio di considerazioni.

  1. la dinamica del rientro di WT1190F (alto angolo di incidenza +velocità 40% superiore a quella orbitale in LEO) e’ più simile al caso di un meteoroide che al rientro “standard” di un satellite. In particolare, la fase di fireball e’ durata meno (<10 sec) e ad una temperatura maggiore (~3000 K). A questo si deve aggiungere il fatto che c’e’ evidenza che l’oggetto ruotava su tempi di ~2 sec.
  2. E’ fuori discussione che, qualunque fosse l’oggetto, alle temperature raggiunte tutto lo scheletro di Alluminio e’ CERTAMENTE non solo “fuso”… ma VAPORIZZATO. Solo le parti in Titanio (e in parte, Ferro e Acciaio), soprattutto se “schermate” all’interno della struttura, avrebbero resistito (contorte, ma non vaporizzate) al rientro. Nel caso di Snoopy, se guardate nella figurina, segnati in rosso, c’erano a bordo all’incirca una decina di pezzi (di dimensioni attorno al metro e con pesi di 50-150 kg) potenzialmente in grado di resistere fino a terra (a destra nella figura, come esempio, uno dei serbatoi del sistema RCS di attitudine: ce n’erano 4 di quelli, ed erano in Titanio).
  3. Data la similitudine con un evento di fireball meteorico, il punto chiave e’ l’evento finale di frammentazione, avvenuto (in maniera NON ESPLOSIVA) a circa 30 km di quota. L’effetto della frammentazione e’ quello di aumentare di molto il rapporto A/M (area su massa) dei pezzi, e quindi incrementare molto l’effetto frenante dell’atmosfera.
  4. Il fatto poi che non si sia vista esplosione ci indica che l’ggetto (chiunque fosse) era stato “passivizzato”, cioe’ con i serbatoi vuoti (cosa NON ovvia per gli upper stages dei vettori cis- trans-lunari)
  5. La mia esperienza con la dinamica meteorica mi dice che, dopo la frammentazione, il volo “buio” procede quasi in caduta libera e il frammento arriva giù in meno di 10 minuti, ad una velocità che dipende dalle dimensioni e, in questo caso, potrebbe essere attorno ai 300-350 km/h. Dunque, come si vede nell’ellisse gialla nella mappa allegata, lo “strewn field” in cui cercare i pezzi e’ MOLTO PRIMA del punto di impatto balistico, e solo 10-30 km “avanti” rispetto alla verticale del punto di frammentazione. In quella zona la profondità dell’Oceano Indiano e’ attorno ai 1500 metri.

Infine, un’ultima nota riguardo a Nick Howes. NESSUNO (e neanche lui, che io sappia) ha mai TROVATO Snoopy in orbita eliocentrica. Lui (come diversi altri) lo sta CERCANDO. Ho fatto anch’io, un paio di tentativi di calcolo teorico (con colleghi spagnoli e del Politecnico di Milano) per estrapolare l’orbita eliocentrica, a valle dell’operazione di “demise” finale di Apollo 10, nel Maggio 1969. Purtroppo, le incertezze nei parametri della manovra (soprattutto la fase di passivizzazione finale del sistema RCS di attitudine, l’ultimo a essere spento) rendono vano ogni tentativo di calcolo preciso… sopratutto dopo 50 anni!.. ma anch’io non demordo, e qualcosa non dispero comunque si possa fare…vedremo.

Quindi, LA SFIDA RESTA APERTA. Se poi qualcuno vuol partire per lo Sri Lanka a cercare… me lo dica che magari faccio le valige anch’io (con molto piacere :slightly_smiling_face: ).

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#13

Grazie delle interessantissime informazioni, che sono sempre benvenute. Impossibile annoiarsi.

#14

Tutto molto interessante. Ma se gli unici potenziali superstiti sono i resti malconci di 4 serbatoi in titanio e poco altro, sparsi un area di quelle dimensioni… Trovare il Titanic a confronto è stato uno scherzo.

#15

Piccola considerazione: lo schiacciamento di un detrito (ad esempio un serbatoio) avviene quando la pressione interna è diversa (inferiore) alla pressione esterna. Ciò infatti avviene quando uno scafo resta integro fino alla profondità di collasso. Ma basta che ci sia una minima fessurazione nel serbatoio ed ecco che le due pressioni (esterna ed interna) si equilibrano, facendo restare quindi il serbatoio integro. Ciò che intendo dire è che potrebbe benissimo esserci la possibilità di trovare pezzi abbastanza integri anche a grande profondità.

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#16

A complemento della discussione segnalo, per correttezza, anche questo contributo sull’argomento, da parte del team ESA, presentato le scorse settimane al congresso di ESOC/Darmstad sugli Space Debris. Sulla base di argomenti solamente dinamici (e delle modalità di frammentazione di WT1190F al rientro, si veda la Sezione 4), le loro conclusioni “graziano” Snoopy e appoggiano l’ipotesi del TLIS del Lunar Prospector. Per parte mia, rimango molto scettico sul fatto che un oggetto cosi’ piccolo potesse essere consistente con la luminosità osservata. Molto interessante comunque (ma non so quanto “accademico”) l’esercizio di propagare fino ad oggi il calcolo d’orbita di ambedue i candidati, arrivando a concludere che sia Snoopy che il TLIS LP avevano una non disprezzabile probabilità di impattare la Terra nel 2015.
Dunque, come vi dicevo, LA PARTITA RIMANE APERTA A NUOVI CONTRIBUTI DI DISCUSSIONE. :slightly_smiling_face:

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#17

Vorrei fare una domanda, senza nessunissimo intento polemico ma da lavoratore del settore e appassionato di spazio: qual’è l’utilità di una ricerca del genere?

Immagino che voi e tutti coloro citati in questi post abbiate speso parecchio tempo ed energie in questo lavoro. Oltre ad identificare l’oggetto, cos’altro se ne ricava? È per capire meglio la fisica dei rientri incontrollati? O per tenere traccia degli oggetti ancora nello spazio vs quelli rientrati? O cos’altro ancora?

PS: articolo e discussione interessantissimi!

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#18

Secondo un articolo del Times sarebbe stato individuato lo stadio superiore di Snoopy:

Che ne pensa @buzzoni?

#19

Forse meriterebbe un thread dedicato ma al momento lo posto qui.

Il prossimo 8 giugno Nick Howes presenterà la sua scoperta a Cheltenham, nel Regno Unito. Magari il nostro “inviato” in zona @mcarpe può fare un salto e raccontarci il tutto. :blush:

https://www.cheltenhamfestivals.com/science/whats-on/2019/dude-wheres-my-spacecraft/

#20

Grazie, caro Paolo, per la sua amabile “provocazione” :slight_smile:
La notizia di Nick Howes del ritrovamento di Snoopy e’ certamente “sfiziosa”… anche se e’ veramente sorprendente che questa scoperta coincida cosi’ perfettamente con la ricorrenza dei 50 anni della missione Apollo 10, giusto nel Maggio 1969.
In mancanza di dati precisi (a quanto pare, tutto verte attorno ad una intervista “scoop” rilasciata in esclusiva per Times), mi baso sugli scarni dettagli tecnici trapelati sui socials per alcune semplici considerazioni.

  1. La detezione dell’oggetto sembra essere avvenuta (solo?) via radar. Non e’ chiaro se ci siano immagini ottiche al telescopio, anche se Howes (su Twitter) promette di mostrare una “foto” all’evento di celebrazione dei 50 anni dell’Apollo.
    Questo dettaglio del radar, se confermato, pone dei limiti assai stringenti alla distanza a cui e’ avvenuta la detezione poiché, anche ammettendo di usare Arecibo (in modalità bistatica) o Goldstone, e’ praticamente impossibile vedere un oggetto di 3 metri di dimensione più in la’ di un milione di km.

  2. La stessa identica considerazione vale per una eventuale detezione ottica con un telescopio della classe di 2 metri (come effettivamente usato da Howes per le sue ricerche).

  3. Dunque, se l’oggetto e’ stato “pescato” a (meno) di un milione di km, questo vuol dire che si trova entro il raggio di cattura gravitazionale della Terra (la cosiddetta “Sfera di Hills”), che arriva appunto a 1.5 milioni di km, per cui ne deduco che e’ in orbita GEOCENTRICA, e non (piu’) eliocentrica.

Se questo e’ lo scenario e in mancanza di altri argomenti osservativi dirimenti (spettrofotometria ottica o RCS radar etc.), allora per sostenere che e’ Snoopy (rilasciato nel '69 in orbita attorno al Sole), vanno (di)mostrati i dettagli dinamici della “ricattura” terrestre (cosa per nulla ovvia, anche facendo i calcoli “a ritroso”).

Tutto questo mi porta ad azzardare che l’oggetto di Howes (come molti altri, incluso lo stesso WT1190F in passato) si trova molto probabilmente in orbita terrestre molto ellittica, con apogeo translunare e forse con perigeo relativamente “basso” (questo potrebbe spiegare la detezione radar…). Se le cose stanno cosi’, sara’ quindi facile caratterizzarlo da Terra, con tutta calma, nei mesi a venire… anche senza scomodare Elon Musk perche’ vada a vedere di persona. :slight_smile:

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Trovato il Modulo Lunare Apollo 10