Tanto, tantissimo ghiaccio d'acqua al polo sud di Marte.

Alcuni comunicati in merito alle scoperte effettuate grazie a Mars Express relativamente all’esplorazione del polo sud marziano.

Mar. 15, 2007

Dwayne Brown/Tabatha Thompson
Headquarters, Washington
202-358-1726/3895

Guy Webster
Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, Calif.
818-354-6278

ESA Media Relations Office
European Space Agency, Paris
+33-1-53-69-7155

RELEASE: 07-68

ICE ON MARS’ SOUTH POLE IS DEEP AND WIDE

Pasadena, Calif. - New measurements of Mars’ south polar region
indicate extensive frozen water. The polar region contains enough
frozen water to cover the whole planet in a liquid layer
approximately 36 feet deep. A joint NASA-Italian Space Agency
instrument on the European Space Agency’s Mars Express spacecraft
provided these data.

This new estimate comes from mapping the thickness of the ice. The
Mars Express orbiter’s radar instrument has made more than 300
virtual slices through layered deposits covering the pole to map the
ice. The radar sees through icy layers to the lower boundary, which
is as deep as 2.3 miles below the surface.

“The south polar layered deposits of Mars cover an area bigger than
Texas. The amount of water they contain has been estimated before,
but never with the level of confidence this radar makes possible,”
said Jeffrey Plaut of NASA’s Jet Propulsion Laboratory (JPL),
Pasadena Calif. Plaut is co-principal investigator for the radar and
lead author of a new report on these findings published in the March
15 online edition of the journal Science.

The instrument, named the Mars Advanced Radar for Subsurface and
Ionospheric Sounding (MARSIS), also is mapping the thickness of
similar layered deposits at the north pole of Mars.

“Our radar is doing its job extremely well,” said Giovanni Picardi, a
professor at the University of Rome “La Sapienza,” and principal
investigator for the instrument.

“MARSIS is showing itself to be a very powerful tool to probe
underneath the Martian surface, and it’s showing how our team’s
goals,such as probing the polar layered deposits, are being
successfully achieved,” Picardi said. “Not only is MARSIS providing
us with the first-ever views of Mars subsurface at those depths, but
the details we are seeing are truly amazing. We expect even greater
results when we have concluded an ongoing, sophisticated fine-tuning
of our data processing methods. These should enable us to understand
even better the surface and subsurface composition.”

Polar layered deposits hold most of the known water on modern Mars,
though other areas of the planet appear to have been very wet at
times in the past. Understanding the history and fate of water on
Mars is a key to studying whether Mars has ever supported life, since
all known life depends on liquid water.

The polar layered deposits extend beyond and beneath a polar cap of
bright-white frozen carbon dioxide and water at Mars’ south pole.
Dust darkens many of the layers. However, the strength of the echo
that the radar receives from the rocky surface underneath the layered
deposits suggests the composition of the layered deposits is at least
90 percent frozen water. One area with an especially bright
reflection from the base of the deposits puzzles researchers. It
resembles what a thin layer of liquid water might look like to the
radar instrument, but the conditions are so cold that the presence of
melted water is deemed highly unlikely.

Detecting the shape of the ground surface beneath the ice deposits
provides information about even deeper structures of Mars. “We didn’t
really know where the bottom of the deposit was,” Plaut said. “Now we
can see that the crust has not been depressed by the weight of the
ice as it would be on the Earth. The crust and upper mantle of Mars
are stiffer than the Earth’s, probably because the interior of Mars
is so much colder.”

The MARSIS instrument on the European Space Agency’s Mars Express
orbiter was developed jointly by the Italian Space Agency and NASA,
under the scientific supervision of the University of Rome “La
Sapienza,” in partnership with JPL and the University of Iowa, Iowa
City. JPL, Pasadena, Calif., manages NASA’s roles in Mars Express for
the NASA Science Mission Directorate, Washington.

For information about NASA and agency programs, visit:

http://www.nasa.gov

-end-

http://www.esa.int/esaCP/SEMQUKQ08ZE_Italy_0.html

Il radar di Mars Express misura la quantità di acqua intorno al polo sud di Marte

15 Marzo 2007
La quantità di acqua allo stato ghiacciato della calotta polare dell’emisfero australe di Marte equivale ad uno strato di acqua alla stato liquido profondo 11 metri che coprirebbe l’intero pianeta.

Questa nuova stima deriva dalla mappatura dello spessore del ghiaccio polveroso eseguita dal radar di Mars Express, che ha effettuato più di 300 sezioni virtuali attraverso i depositi stratificati che coprono la calotta. Il radar riesce a vedere attraverso gli strati ghiacciati fino al limite inferiore, che in alcune aree giunge fino a 3,7 kilometri di profondità sotto la superficie.

“I sedimenti stratificati dell’emisfero meridionale di Marte coprono un’area grande quanto una grossa porzione dell’Europa. La quantità di acqua contenuta era già stata stimata, ma mai con il livello di sicurezza reso possibile da questo radar”, ha dichiarato il Dr. Jeffrey Plaut del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, in California, corresponsabile scientifico del radar e primo firmatario della ricerca.

Lo strumento MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding) sta eseguendo anche la mappatura dello spessore di sedimenti stratificati del tutto simili che si trovano al polo nord di Marte.

“Il nostro radar sta facendo un ottimo lavoro”, ha dichiarato il Prof. Giovanni Picardi dell’Università La Sapienza di Roma, responsabile scientifico principale dello strumento. “MARSIS si sta dimostrando uno strumento molto potente per esplorare sotto la superficie marziana e dimostra che gli obiettivi del nostro team, tra cui l’esplorazione dei depositi stratificati polari, stanno per essere raggiunti con successo”. “Oltre al fatto che MARSIS invia immagini della subsuperficie marziana mai viste prima a quelle profondità, riusciamo a vedere dettagli davvero stupefacenti. Ci aspettiamo risultati perfino maggiori non appena avremo concluso l’attuale e sofisticata messa a punto dei metodi di elaborazione dei dati. Riteniamo che in questo modo saremo in grado di comprendere molto meglio la composizione della superficie e della subsuperficie”.

I depositi stratificati polari trattengono la maggior parte dell’acqua nota che oggi si trova sul pianeta, ma sembrerebbe che nel passato altre aree del pianeta siano state coperte in abbondanza dall’acqua. La comprensione della storia e del destino dell’acqua su Marte rappresenta la chiave di studio per capire la presenza di vita sul pianeta, perché ogni forma di vita nota dipende dall’acqua allo stato liquido.

Nell’edizione on line di questa settimana della rivista Science, Plaut e Picardi, insieme ad altri 22 ricercatori, riportano le analisi delle osservazioni polari meridionali eseguite dal radar di Mars Express.

I depositi stratificati si estendono oltre e sotto la calotta polare, formata da anidride carbonica ghiacciata di colore bianco brillante e acqua, al polo sud di Marte. La polvere annerisce parecchi degli strati, tuttavia la forza dell’eco che il radar riceve dalla superficie rocciosa al di sotto dei sedimenti stratificati suggerisce che la loro composizione sia almeno per il 90 percento di acqua ghiacciata. Un’area in cui il riflesso proveniente dalla base dei depositi è particolarmente brillante lascia decisamente perplessi i ricercatori. Questa area si vede nello stesso modo in cui apparirebbe al radar un sottile strato di acqua allo stato liquido, ma la temperatura è talmente bassa che la presenza di acqua disciolta appare altamente improbabile.

Il rilevamento della forma della superficie sottostante ai depositi di ghiaccio fornisce informazioni sulle strutture ancora più profonde di Marte. “In realtà non sapevamo dove fosse il fondo del deposito di ghiaccio” ha dichiarato Plaut. “Ora possiamo vedere che la crosta non si è abbassata per il peso del ghiaccio, come potrebbe avvenire sulla Terra. La crosta e il manto superiore di Marte sono più rigidi rispetto alla Terra, probabilmente perché l’interno di Marte è molto più freddo”.

Per altre informazioni

Giovanni Picardi, MARSIS Principal Investigator, University of Rome ‘La Sapienza’, Italy
Email: picar @ infocom.uniroma1.it

Jeffrey Plaut, MARSIS Co-Principal Investigator, NASA/JPL, USA
Email: plaut @ jpl.nasa.gov

Agustin Chicarro, ESA Mars Express Project Scientist
Email: agustin.chicarro @ esa.int

Fred Jansen, ESA Mars Express Mission Manager
Email: fjansen @ rssd.esa.int

Enrico Flamini, ASI Mars Express Mission Manager
Email: enrico.flamini @ asi.it

Aggiungo solo la solita nota lanconica che riguarda la pressochè totale assenza di commenti, foto e dettagli dal sito ASI. :frowning:

Nota finale per i fortunati ( :stuck_out_tongue_winking_eye: hehehe ) possessori di antenna satellitare motorizzata…
http://esatv-movies.e-vision.nl/videos/mphi/water_on_mars_13-10-06_mphi.wmv
Appuntamento a domani 17/3 alle 12.30 italiane…

Aggiungo solo la solita nota lanconica che riguarda la pressochè totale assenza di commenti, foto e dettagli dal sito ASI. :(

Manco MARSIS fosse italiano… :stuck_out_tongue_winking_eye:

E una grande notizia :smiley:
la notizia riportata anche dall’Ansa http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2007-03-15_11560669.html

Quindi, se c’e’ tutta quell’acqua, ci deve essere “per forza” vita… magari un po’ di plancton ghiacciato.
La domanda nasce spontanea: le missioni Viking avevano la direttiva di NON trovare la vita? Vedi il fatto che sono state inviate nelle zone peggiori del pianeta, o non funzionavano affatto?

Quelle su Marte saranno missioni pericolosissime.La possibilità di essere “infettati” da un micro-organismo alieno potenzialmente pericoloso saranno tutt’altro che remote.Immaginate cosa deve esserci in una “carota” profonda di quel ghiaccio.

Quelle su Marte saranno missioni pericolosissime.La possibilità di essere "infettati" da un micro-organismo alieno potenzialmente pericoloso saranno tutt'altro che remote.Immaginate cosa deve esserci in una "carota" profonda di quel ghiaccio.

Be,penso che prima che degli esseri umani prelevino campioni di ghiaccio lo avranno gia fatto uno o piu Robot ,o magari sara stata analizata su una ipotetica Base sulla Luna o anche sulla ISS o quella che sostituira.Una cosa e certa il Ghiaccio non verra portato sulla Terra per il semplice motivo che gia adesso ci sono proteste all’idea di portare dei campioni di roccia figuriamoci dei campioni di ghiaccio.

gia adesso ci sono proteste all'idea di portare dei campioni di roccia figuriamoci dei campioni di ghiaccio.
Ragazzi,ma quì stiamo diventando peggio dei talebani! :rage: Evviva la NASA degli anni 60,così poco "politicamente corretta"!

Si è capito il limite inferiore del ghiaccio, ma quello superiore? Mi spiego. Se il primo strato di ghiaccio si trova, che so, a un metro o poco più si può fare anche del carotaggio con delle sonde automatiche. Ma se il primo strato di ghiaccio si trova a un chilometro? A che ci serve? :cry:

Beh potrebbe essere quasi superficiale in alcune zone se venissero confermate le “eruzioni” di acqua come quelle fotografate qualche mese fa. Penso comunque, che tralasciando l’eccezionalità e l’importanza della scoperta, se anche fosse a profondità di 1-2km (nella peggiore delle ipotesi) sia utilizzabile e fruibile in un futuro medio-lungo, sulla terra a quelle profondità ci si arriva tranquillamente per cui penso sia sfruttabile anche su Marte.

Si, ma io pensavo ad un utilizzo rapido (per inderci durante le prime missioni umane sul pianeta…). Comunque la notizia, a parte la possibilità di utilizzo per future esplorazioni e discesa dell’uomo ha implicazioni MOLTO importanti per le possibilità che ci sia stata vita in un lontano passato… Da questo al fatto che ci sia VITA oggi, anche se microbiologica, il passo mi pare un poco lunghino…

Concordo, e soffermadomi un attimo a pensare, tutta quell’acqua è sufficiente per coprire l’intero pianeta con uno strato di 11m, fino a qualche anno fa si ipotizzava ci fosse stata acqua su marte e bisognava capire dove fosse finita tutta quell’acqua, evaporata? nel sottosuolo? Oggi abbiamo quella risposta, e pensare che qualche miliardo di anni fa quel posto poteva essere molto simile alla Terra, con orizzonti e tramonti sul mare, e perchè no qualche forma primitiva di vegetali… beh a me un po’ di brividi li fa venire… sarebbe stato bello esserci…