TEST NUCLEARE DELLA COREA DEL NORD

Una notizia inquietante:

COREA DEL NORD: TEST NUCLEARE, CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU

NEW YORK - Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha oggi “fortemente condannato” la Corea del Nord per il suo test nucleare e chiesto un ritorno del paese ai colloqui a sei. Il presidente del Consiglio di sicurezza, l’ambasciatore giapponese Kenzo Oshima, ha detto che adesso l’organismo discuterà “le misure appropriate” per rispondere all’iniziativa di Pyongyang, da lui definita una minaccia alla pace internazionale e alla sicurezza. Il presidente del consiglio di sicurezza ha detto che è stata concordata “una risposta ferma e rapida” alla mossa nord coreana. Il Consiglio di sicurezza ha anche invitato la Corea del Nord ad “astenersi da altri test nucleari”. Nel pomeriggio è prevista una riunione del consiglio, a livello di esperti, per discutere una progetto di risoluzione presentato dagli Stati Uniti.

BUSH, MINACCIA INACCETTABILE L’affermazione della Corea del Nord di avere condotto un test nucleare costituisce, di per sé, una minaccia “inaccettabile” per la sicurezza internazionale e merita “un’immediata risposta” del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Lo ha detto il presidente statunitense George W. Bush, dopo avere parlato con i leader di Cina, Corea del Sud, Giappone e Russia.

TEST NUCLEARE DELLA COREA DEL NORD La Corea del Nord avrebbe effettuato questa mattina il test nucleare annunciato la scorsa settimana. Lo riferiscono gli organi di informazione del regime di Pyongyang, secondo i quali ‘‘la sezione di ricerca scientifica ha condotto con successo un test atomico sotterraneo il 9 ottobre’’. A confermare la notizia, una scossa di magnitudo 3,58 Richter registrata in Corea del Nord dai servizi di Intelligence sudcoreani.

Il test atomico sotterraneo condotto questa mattina dal regime di Pyongyang non avrebbe causato fuoriuscite radioattive. Lo riferisce l’ agenzia centrale nordcoreana che aggiunge: ‘‘il test nucleare e’ un evento storico che ha portato felicita’ all’ esercito e alla popolazione. L’ esperimento atomico contribuira’ a mantenere la pace e la stabilita’ nella penisola coreana’’. Intanto l’ agenzia meteorologica sudcoreana ha confermato una scossa avvenuta questa mattina di magnitudo tra 3,58 e 3,7 Richter.

CINA ‘CONDANNA FERMAMENTE’

PECHINO - La Cina ‘condanna fermamente’ il test nucleare effettuato oggi dalla Corea del Nord. Lo afferma il ministero degli esteri di Pechino, in una nota comparsa sul suo sito Internet.

In una breve nota pubblicata sul sito, il ministero degli esteri cinesi sottolinea che la Corea del Nord ha ignorato’l’ opposizione di tutta la comunita’ internazionale’ e definisce ‘oltraggiosa’ la decisione di procedere col test. Il ministero ribadisce che la Cina ha l’ obiettivo di ‘eliminare le armi nucleari dalla penisola coreana’ e ‘invita con forza’ Pyongyang a ‘mantenere fede ai suoi impegni sulla non-proliferazione’.

ABE, IMPERDONABILE ESPERIMENTO ATOMICO PYONGYANG

SEUL - Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha definito ‘un atto imperdonabile’ l’esperimento atomico compiuto questa mattina dalla Corea del Nord, qualora i fatti venissero confermati. Abe e’ attualmente in visita in Corea del Sud per un summit con il presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. Intanto, dal Giappone, il ministro degli Esteri Taro Aso ha dichiarato che ‘e’ possibile una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite’ contro il regime di Pyongyang.

Allo stato attuale non c’e’ ancora alcuna conferma ufficiale del test atomico sotterraneo di questa mattina: l’unico elemento, oltre all’annuncio dell’agenzia centrale nordcoreana, e’ la scossa anomala registrata alle 10:36 locali (le 3:36 in Italia) nella zona settentrionale di Hamkyong, a nord della capitale Pyongyang: magnitudo di 3,58 per l’agenzia agenzia meteorologica sudcoreana e magnitudo di 4,2 secondo le rilevazioni dell’agenzia geologica statunitense.

CASA BIANCA, E’ UNA PROVOCAZIONE

WASHINGTON - La Casa Bianca ha condannato come ‘una provocazione’ l’esperimento nucleare della Corea del Nord e, se venisse confermato, ha chiesto una ‘azione immediata’ del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. ‘Un esperimento nucleare nordcoreano costituirebbe una provocazione che sfida la volonta’ della comunita’ internazionale e il nostro appello ad astenersi da ogni azione che possa aggravare le tensioni nella regione’, ha detto il portavoce della Casa Bianca Tony Snow. ‘Fino ad ora - ha aggiunto Snow - non confermiamo l’esistenza di un test nucleare’ .

RUSSIA CHIEDE STOP TEST ATOMICI

MOSCA - Il ministero degli Esteri russo ha chiesto oggi alla Corea del nord di ritornare senza indugi ‘al regime di non-proliferazione’ e ai paesi vicini di ‘dar prova di moderazione’ nell’affrontare il problema dei test atomici.

‘Mosca - ha indicato Mikhail Kaminin, portavoce del ministero degli Esteri - condanna in modo deciso il test nucleare di Pyongyang che ha trascurato la volonta’ unanime della comunita’ internazionale interessata alla denuclearizzazione della penisola coreana’. Il portavoce ha domandato che sia rilanciata ‘la trattativa a sei’ e che i Paesi ‘coinvolti nella difficile situazione attuale’ diano prova di moderazione. L’ambasciatore della Corea del nord a Mosca e’ stato convocato al ministero degli Esteri russo per consultazioni sul caso. Secondo fonti diplomatiche la Russia e’ stata informata del test atomico dalla Corea del nord con due ore di anticipo.

PUTIN, TORNARE A TRATTATIVE

Il presidente russo Vladimir Putin ha condannato oggi ‘in modo categorico’ l’esperimento nucleare nordcoreano che ‘reca danni enormi al processo di non-proliferazione delle armi di distruzione di massa nel mondo’. Putin ha incaricato il ministro della Difesa Serghei Ivanov di tenerlo costantemente informato sull’evoluzione del programma atomico nordcoreano e ha ordinato al ministero degli Esteri di ‘svolgere consultazioni al Consiglio di sicurezza dell’Onu’.

‘Spero che la Corea del nord torni alle trattative’, ha sottolineato il leader del Cremlino durante una riunione a Mosca con alcuni ministri.

UE, ‘ATTO DI PROVOCAZIONE’

BRUXELLES - Per l’Unione europea, il test nucleare nordcoreano e’ ‘inaccettabile’ e ‘compromette seriamente la stabilita’ della regione, rappresentando una minaccia grave per la pace e la sicurezza internazionali’: questo il contenuto di un comunicato della presidenza finlandese dell’Ue, che afferma di studiare una ‘risposta’ in accordo con la comunita’ internazionale.

L’Unione europea esorta la Corea del Nord ad ‘annunciare immediatamente che si asterra’ dal realizzare nuovi test nucleari, che rinuncia pubblicamente all’arma nucleare e che torna immediatamente e senza precondizioni ai colloqui a sei’, con Usa, Corea del Sud, Cina, Giappone e Russia, interrotti dal 2005. ‘L’Unione europea lavora in stretta cooperazione con la comunita’ internazionale - conclude il comunicato - per una risposta internazionale ferma a questo atto di provocazione’.

PER SEUL ‘PROVOCAZIONE INACCETTABILE’

La Corea del Sud ha fortemente condannato l’esperimento nucleare sotterraneo compiuto stamani dal regime comunista di Pyongyang, definendolo ‘una provocazione inaccettabile’. Lo ha riferito oggi a Seul Yoon Tae-young, il portavoce del presidente sudcoreano Roh Moo-hyun, che ha inoltre esortato la Corea del Nord a disfarsi di qualsiasi ordigno atomico e a riprendere i negoziati a sei contro la proliferazione nucleare. Il governo di Seul ha gia’ organizzato una task force d’emergenza per affrontare la situazione di crisi. Le forze armate sudcoreane hanno inoltre innalzato il livello di allerta immediatamente dopo le prime notizie del test atomico compiuto dal Nord.

LONDRA, ATTO MOLTO PROVOCATORIO

LONDRA - Il test nucleare annunciato oggi dalla Corea del nord e’ ‘altamente provocatorio’ e ricevera’ ‘una risposta vigorosa’: lo ha detto all’Afp un portavoce del ministero degli esteri britannico. ‘Questo test nucleare e’ considerato dal Regno Unito e sara’ considerato dalla comunita’ internazionale come un atto altamente provocatorio al quale daremo una risposta vigorosa’, ha detto il portavoce, aggiungendo che esso ‘aumentera’ le tensioni in una regione in cui sono gia’ forti ed avra’ ripercussioni a livello internazionale’.

FRANCIA, NECESSARIA RISPOSTA FERMA

GINEVRA - L’esperimento nucleare compiuto oggi dalla Corea del nord e’ un atto di grande gravita’ per la sicurezza internazionale’ che richiede ‘una risposta ferma della comunita’ internazionale’. Lo ha detto oggi a Ginevra il ministro degli esteri francese Philippe Douste-Blazy . ‘Il consiglio di sicurezza aveva messo in guardia la Corea del nord venerdi’ 6 ottobre’, ha ricordato il capo della diplomazia francese. ‘Spetta ora alla comunita’ internazionale reagire a questa nuova situazione e dare una risposta ferma a Pyongyang: ci impegneremo subito in consultazioni con gli altri membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con altri paesi della regione’, ha concluso il ministro, che si trova a Ginevra per un impegno internazionale

http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_1996579372.html

Hai detto bene, inquietante.
Speriamo non dia il via ad un escalation senza fine…

Salute e Latinum per tutti !

Voglio proprio vedere come faranno a convincere la Corea del Nord a non fare piu Test.

La mia modesta opinione e’ che la proliferazione andra’ avanti almeno finche’ le “superpotenze” non daranno loro stesse l’esempio mettendo al bando le armi atomiche, dimostrando cio’ che sessanta anni hanno reso palese, e cioe’ la loro totale inutilita’

La mia modesta opinione e' che la proliferazione andra' avanti almeno finche' le "superpotenze" non daranno loro stesse l'esempio mettendo al bando le armi atomiche, dimostrando cio' che sessanta anni hanno reso palese, e cioe' la loro totale inutilita'

Sono perfettamente in linea con te Paolo, ma il problema che ad oggi NESSUNA delle superpotenze è disposta a ridurre il proprio arsenale e rinunciare al nucleare.

Premesso che sono totalmente d’accordo con voi il problema e che ci sono stati che sono delle dittature ,penso non solo alla Cina ma anche al Pakistan e forse tra poco anche l’Iran.

Premesso che sono totalmente d'accordo con voi il problema e che ci sono stati che sono delle dittature ,penso non solo alla Cina ma anche al Pakistan e forse tra poco anche l'Iran.

Mah… La Cina è pragmatica, ed ha un numero risibile di atomiche. Non mi spaventa. Il Pakistan è da tempo (per fortuna) un burattino nelle mani degli Usa… se dovesse perdere lo status quo, e finire nelle mani dell’islam, auguri… specialmente visto l’odio secolare con la vicina India, altro paese potenzialmente agitato… L’Iran è preoccupante, ma pure le 300 atomiche (si, 300) con la stella di David lo sono…
E se vogliamo continuare con la geopolitica… non so quanto sappiate del Giappone. Per cultura e conoscenze dirette (anche se non ci sono mai stato… costa troppo per me) ho una discreta conoscenza del Sol Levante. Ne hanno le scatole piene del controllo Usa e, come dimostrano le recenti elezioni, sta tornando un sentimento, mai sopito, di forte nazionalismo. Nessuno ha trovato strano che Abe, per prima cosa, sia andato a sorpresa in Cina ? Come cita un antico proverbio vulcan:solo Nixon pote andare in Cina… (citato mille volte).
Si stanno veramente aprendo tempi nuovi e preoccupanti.
Il Giappone ha una quantità di uranio e plutonio arricchiti impressionante, insensato per una potenza che non potrebbe avere una forza da bombardamento. In pochi mesi possono costruirsi una forza d’attacco nucleare enorme. Hanno i mezzi ed il Know-how. Non staranno sempre sotto la gonna Usa, non è nella loro natura.

Fantascienza…? speriamo che l’immaginazione del vs ferengi sia solo un volo pindarico.

Mala tempora currunt (questa correggetemela, l’ho di certo sbagliata).

Salute e Latinum per tutti !

Ehm… or ora la CNN ha detto che il Giappone ha 90 tonnellate di plutonio… Ore 23.56…

Salute e Latinum per tutti !

Quoto Kruaxi, un’eventuale alleanza Cina-Giappone (ma è davvero fattibile?? Tra i due paesi esistono odi strasecolari, d’altra parte però Inghilterra e Francia sono alleati da quasi un secolo dopo secoli di odi e rancori vari…) è una possibilità nuova e inquietante, molto più di un’atomica iraniana o nordcoreana.

D’altra parte il declino degli USA non è un fenomeno inarrestabile, già in passato hanno attraversato fasi molto difficili della loro storia, pensiamo alla guerra civile anche questa foriera di odii (interni e mai del tutto sopiti), e sono riusciti sempre a risollevarsi.

leggete qua:

SEOUL - Una fonte nordcoreana ha affermato che il suo paese e’ pronto a lanciare missili con testate nucleari.

Lo scrive oggi l’agenzia sudcoreana ‘Yonhap’, precisando che le dichiarazioni in tal senso sono state fatte a Pechino da un funzionario che ha chiesto di non essere identificato. Egli ha in particolare auspicato che gli Stati Uniti avviino colloqui diretti con Pyongyang, facendo concludere la crisi ‘prima dell’infausta situazione in cui la Corea del Nord lanci missili nucleari’. ‘Quel che vogliamo e’ la sicurezza della Corea del Nord, ivi compresa una garanzia per il nostro regime’, ha aggiunto la fonte.

ANSA

gli Stati Uniti avviino colloqui diretti con Pyongyang, facendo concludere la crisi 'prima dell'infausta situazione in cui la Corea del Nord lanci missili nucleari'

La notizia e assai inquitente sopratutto se gli Stati Uniti non voranno trattare con la Corea .

Posto un articolo assai Inquietante :

COREA DEL NORD: SANZIONI COME UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA

SEUL - La Corea del Nord ha indicato che considererebbe la proclamazione di sanzioni nei suoi confronti alla stregua di una dichiarazione di guerra. Lo scrive l’agenzia sudcoreana ‘Yonhap’ citando dichiarazioni fatte a Pechino da un funzionario nordcoreano che ha chiesto di non essere identificato. Si tratta presumibilmente della medesima fonte che martedi’ aveva prospettato all’agenzia il lancio di missili dotati di testate nucleari.

Pur dicendo si esprimesse solo un opinione personale, il funzionario ha detto che ‘l’imposizione di piene sanzioni’ contro Pyongyang per l’esperimento atomico sotterraneo compiuto lunedi’ scorso ‘sarebbero considerate una dichiarazione di guerra’. ‘Maggiori saranno le pressioni su di noi piu’ elevato sara’ il livello della nostra risposta’, ha aggiunto la fonte.

Alla domanda di cosa debba intendersi per ‘piene sanzioni’ il funzionario ha citato l’esempio di un ‘blocco marittimo’. La fonte, presumibilmente diplomatica, e’ parsa riferirsi in particolare a un prossimo dibattito sulla crisi al Consiglio di sicurezza dell’Onu, che potrebbe approvare una risoluzione sanzionatoria atta ad aprire la strada a un intervento militare contro la Corea del Nord. La Cina, che e’ membro permanente del Consiglio di sicurezza, ha detto che favorirebbe solo ‘sanzioni appropriate’ contro Pyongyang, mentre gli Usa hanno indicato che per il momento non pensano a un’invasione come quella in Iraq. Nel complesso dunque le dichiarazioni del funzionario nordcoreano appaiono destinate ad aggravare ulteriormente la crisi e a confermare l’intenzione di Pyongyang di voler rischiare il tutto per il tutto pur di continuar a esercitare pressioni su Washington.

Da parecchi anni infatti il regime nordcoreano mira a ottenere dagli Usa un qualche riconoscimento diplomatico, che apra la strada a un trattato di pace per il conflitto coreano di oltre mezzo secolo fa, che gli Usa combatterono in nome dell’Onu. Proprio per questo motivo Washington e’ apparsa sempre restia a intavolare un dialogo diretto con Pyongyang, pur se ultimamente ha acconsentito a contatti bilaterali nell’ambito della trattativa internazionale a sei sul programma nucleare nordcoreano, che ha sede a Pechino ma e’ in stallo da quasi un anno.

NUOVI TEST DIPENDERANNO DA POLITICA USA - TOKYO - Il ‘numero due’ nordcoreano Kim Yongnam ha chiamato in causa la politica statunitense come elemento determinante per le scelte nucleari di Pyongyang. In dichiarazioni all’agenzia giapponese Kyodo, il presidente dell’assemblea nazionale coreana ha detto che un proseguimento degli esperimenti nucleari cominciati dal regime lunedì scorso “é legato alla politica americana verso il nostro paese”. “Se gli Usa continueranno ad avere un atteggiamento ostile e a esercitare su di noi pressioni sotto varie forme non avremo altra scelta che farvi fronte con passi concreti”, ha aggiunto Kim.

Egli ha inoltre protestato per le sanzioni finaziarie imposte da Washington alla Corea del Nord e ha affermato che, fino a quando esse resteranno in vigore Pyongyang non parteciperà alla trattativa internazionale a sei sui programmi nucleari del paese, che ha sede a Pechino ed è in stallo da quasi un anno. Kim ha anche affermato che i nordcoreani si sono attenuti alle intese di quattro anni fa per una normalizzazione delle relazioni con il Giappone, che Tokyo ritiene invece siano state violate dagli esperimenti missilistici compiuti da Pyongyang lo scorso luglio.

COREA SUD SMENTISCE 2/O TEST - SEUL - La presidenza sudcoreana ha smentito le informazioni di stampa provenienti dal Giappone secondo cui la Corea del nord avrebbe compiuto oggi (mercoledi’) un secondo esperimento nucleare dopo quello annunciato lunedi’ scorso. Lo ha riferito l’agenzia sudcoreana Yonhap.

CASA BIANCA NON CONFERMA NUOVO TEST - WASHINGTON - La Casa Bianca non ha elementi per confermare che la Corea del Nord abbia proceduto a un nuovo test nucleare, il secondo dopo quello annunciato da Pyongyang lunedi’. La Casa Bianca s’e’ espressa in tal senso dopo che fonti dell’intelligence Usa avevano gia’ detto di non poter confermare il secondo test.

SUD SI CAUTELA CONTRO GUERRA ATOMICA - Le forze armate della Corea del Sud hanno avviato una serie di rilevazioni per valutare lo stato di preparazione dell’esercito in caso di una guerra nucleare nella penisola coreana. Lo scrive oggi a Seul l’agenzia ‘Yonhap’, che riferisce di una serie di rapporti presentata dallo Stato maggiore congiunto al ministro della Difesa sudcoreano Yoon Kwang Ung. Le informative in questione sono state prodotte in due momenti distinti: immediatamente dopo l’annuncio di Pyongyang, la scorsa settimana, di voler procedere con test atomici, e in seguito all’esperimento nucleare effettuato lunedi’ mattina.

Un ufficiale dello Stato maggiore congiunto che ha chiesto di non essere identificato ha affermato che ‘e’ assolutamente normale controllare il livello di preparazione delle forze armate in previsione di un possibile conflitto nucleare, soprattutto alla luce della nuova situazione che ha preso forma negli ultimi giorni’. Sempre secondo l’agenzia sudcoreana ‘Yonhap’, tra le priorita’ indicate dallo Stato maggiore c’e’ la necessita’ di rivedere i piani gia’ approntati in collaborazione con gli Stati Uniti e il potenziamento degli apparati militari, in particolare nel campo di tecnologie avanzate di intelligence per contrastare lo sviluppo e il trasporto di ordigni atomici da parte della Corea del Nord.

http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_1996579372.html

Hanno fatto un test e sono già pronti a lanciare ordigni? Però, che velocità. E quanti ne hanno? Di che potenza? Per ora la corea ha dimostrato solo di poterli realizzare, ma poi? Li potrà mantenere? Già, una cosa che pochi sembrano conoscere è che mantenere degli ordigni atomici stoccati da qualche parte o pronti al lancio costa un pò. Perché? Manutenzione, sostituzione di componenti elettroniche e non solo a contatto di materiali fissili che li degradano fino a renderli inutilizzabili. E poi dell’atomica cosa te ne fai? Oggi si fa tutto con il terrorismo e con la guerra convenzionale l’uso dell’atomica non è semplice. Lanci la bomba su una città? Allora vedi di vincerla la guerra, perché i tuoi avversari se ti prendono ti linciano, a te ed a tutti tuoi sostenitori. Non credo che si arriverà alla temuta escaletion atomica, già da tempo, almeno in occidente, si pensava a risposte proporzionali al danno, e questi piccoli stati atomici hanno tutto da perdere. Le armi atomiche sono deterrente puro, se le usi sei fottuto.

Ho sentito oggi al tg che l esplosione era circa 1/4 die quella di Hiroshima…

Come dire una sputazza…
Ogni testata nucleare caricata su ogni sommergibile degli ultimi 30 anni è come minimo 20 volte quella di Hiroshima.

Boh…Non che io ci capisca molto, però…

Una testata farebbe comunque centinaia di milioni di morti se non subito sicuramente nel corso del tempo le radiazioni lo farebbero.Pyongyang sta facendo un gioco pericoloso vuole trattare, ma come si fa a trattare con uno che ti punta una pistola alla testa ?

…Il vostro “indagatore” propone di inviare (uno o al massimo due alla volta, s’intende…) tutti i capi di stato che hanno strani pensieri nella zucca a fare una visita nella International Space Station per mostrargli (magari dalle sfinestrature della cupola) la bellezza e l’unicità del nostro pianeta nell’oscurità del cosmo.

“Vedo la terra azzurra, è così bella…” ricordate ??

...Il vostro "indagatore" propone di inviare (uno o al massimo due alla volta, s'intende...) tutti i capi di stato che hanno strani pensieri nella zucca a fare una visita nella International Space Station per mostrargli (magari dalle sfinestrature della cupola) la bellezza e l'unicità del nostro pianeta nell'oscurità del cosmo.

“Vedo la terra azzurra, è così bella…” ricordate ??

Che, hai letto 2001 Nights di recente?

...Il vostro "indagatore" propone di inviare (uno o al massimo due alla volta, s'intende...) tutti i capi di stato che hanno strani pensieri nella zucca a fare una visita nella International Space Station per mostrargli (magari dalle sfinestrature della cupola) la bellezza e l'unicità del nostro pianeta nell'oscurità del cosmo.

“Vedo la terra azzurra, è così bella…” ricordate ??

Se nonostante tutto, dovessero restare loro comunque degli “strani pensieri” c’è sempre la camera di decompressione… :wink: :smiley: :grinning:

Che, hai letto [i]2001 Nights[/i] di recente?

:grinning: Bravissimo Marco !!!
Esattamente “il bagliore della Terra”…

NEW YORK - Per gli esperti del Dipartimento di Stato Usa si tratta di un vero e proprio rompicapo: è praticamente impossibile stilare una lista di sanzioni contro la Corea del Nord, Paese che non esporta quasi niente e che importa molto poco, essendo una delle economie più chiuse al mondo. E poi, come se non bastasse, un embargo quasi totale di Washington nei confronti di Pyongyang è in vigore dal 1950, data dell'inizio della guerra di Corea, anche se era stato (leggermente) ammorbidito nel 1989, quando la Corea del Nord aveva accettato una moratoria sul nucleare, ora denunciata. La lista contenuta nella prima proposta di sanzioni Onu che sta circo-lando a Palazzo di Vetro è l'ipotesi, che fa anche un po' sorridere, di bando commerciale per tutti i prodotti di lusso. Le sanzioni contro le importazioni e le esportazioni di materiale bellico appaiono più sensate, anche se da parte americana esistono da decenni, e colpirebbero soprattutto le esportazioni cinesi e russe. Il capitolo VII della Carta dell'Onu, sulla quale dovrebbe basarsi una prossima risoluzione di condanna della Corea del Nord da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, prevede una serie di provvedimenti in caso di minaccia contro la pace, che vanno dalle sanzioni economiche all'uso della forza. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu può, in base all'articolo 41 del capitolo VII, adottare misure comprendenti un'interruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio e altre, e la rottura delle relazioni diplomatiche.

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=55663

Un altro articolo da Adnkronos :

Un diplomatico di Pyongyang: ''Sanzioni sarebbero atto di guerra'' Nord Corea, Bush: ''Serie conseguenze. Ma non attaccheremo'' Prosegue il braccio di ferro mentre Annan invita al dialogo. Il presidente Usa dice no a colloqui bilaterali e avverte: ''Ci riserviamo ogni opzione per difendere gli amici nella regione'' Washington, 11 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Stiamo lavorando con i nostri partner nella regione e con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché ci siano serie conseguenze'' al test nucleare condotto lunedì scorso dalla Corea del Nord. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti George W. Bush in una conferenza stampa a Washington durante la quale ha rinnovato l'appello per una ''risoluzione forte'' del Consiglio di Sicurezza - anche oggi riunito per proseguire il dibattito sulla crisi nordcoreana - che contenga ''una serie di misure'' per impedire il trasferimento di tecnologia nucleare e fermare le transazioni finanziarie.

Gli Stati Uniti, ha anche precisato, ‘‘non hanno nessuna intenzione di attaccare Pyongyang’’. Tuttavia, nella conferenza stampa nel Giardino delle rose della Casa Bianca, Bush ha chiarito che gli Stati Uniti ‘‘si riservano tutte le opzioni per difendere i nostri amici nella regione’’. Tra queste, l’aumento della cooperazione militare con gli alleati.

La crisi, ha ribadito Bush, va gestita a livello multilaterale: ‘‘Possiamo avere una migliore gestione diplomatica della crisi con la Corea del Nord insieme agli altri’’.

In una intervista alla Cnn, il segretario di Stato Condoleezza Rice aveva già illustrato l’approccio dell’amministrazione Bush nei confronti del ‘regno eremita’, escludendo la possibilità di colloqui bilaterali diretti con la Corea del Nord. ‘‘Gli Stati Uniti d’America - ha ribadito la Rice nell’intervista all’emittente americana - non hanno alcuna intenzione di invadere o attaccare la Corea del Nord’’. Ma alla domanda se esista un’opzione militare per risolvere la crisi, il segretario di Stato ha risposto: ‘‘Il Presidente non elimina mai alcuna opzione dal suo tavolo’’.

Non arretra dalle sue posizioni la Nord Corea. Questa mattina un alto diplomatico nordcoreano, citato dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, ha chiarito che Pyongyang interpreterebbe come un atto di guerra l’imposizione di dure sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. ‘‘Nel caso in cui vengano applicate sanzioni piene, noi lo considereremmo come una dichiarazione di guerra’’, ha dichiarato da Pechino.

L’imposizione di sanzioni piene, ha poi precisato il diplomatico dicendo di parlare a titolo personale e chiedendo di mantenere l’anonimato, implicherebbe anche un blocco marittimo. ‘‘Quanto maggiore la pressione, tanto più forte sarà la nostra risposta’’, ha avvertito.

In ogni caso, il futuro atteggiamento della Corea del Nord è strettamente legato a quello degli Stati Uniti. Ad affermarlo è stato il numero due della gerarchia di Pyongyang, Kim Yong Nam, presidente del Parlamento nordcoreano, parlando con l’agenzia di stampa giapponese Kyodo. Anche l’eventuale ritorno ai colloqui a sei (Corea del nord, Corea del sud, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti) sul programma nucleare nordcoreano dipenderà dall’atteggiamento americano, ha precisato. ‘‘Se gli Stati Uniti insisteranno nel loro atteggiamento ostile e continueranno ad esercitare pressioni su di noi in forme diverse, non avremo altra scelta se non quella di adottare passi concreti per gestire questa vicenda’’, ha dichiarato Kim.

Il braccio di ferro Washington-Pyongyang dunque continua nonostante l’invito del segretario generale dell’Onu Kofi Annan ad un dialogo bilaterale. ‘‘Ho sempre ritenuto che bisogna parlare con le parti delle quali vogliamo cambiare il comportamento, il cui comportamento vogliamo influenzare, e da questo punto di vista penso che Stati Uniti e Corea del Nord dovrebbero parlare’’, ha detto Annan. Il segretario generale si è anche rivolto a Pyongyang ‘‘perché eviti ogni ulteriore escalation’’.

Da parte sua, il governo giapponese ha deciso l’imposizione di nuove sanzioni contro la Corea del Nord. Lo ha riferito la televisione di Tokyo Nhk, secondo cui la decisione dovrebbe essere formalizzata durante una riunione del governo in giornata. Le sanzioni dovrebbero prevedere il divieto per tutte le navi nordcoreane di attraccare nei porti giapponesi e il divieto di qualsiasi importazione ed esportazione tra Tokyo e Pyongyang. Il Giappone, insieme agli Stati Uniti, è uno dei Paesi più determinati nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a chiedere sanzioni contro il ‘regno eremita’. La decisione di imporre nuove sanzioni è arrivata nonostante il governo di Tokyo non abbia ancora alcuna certezza sul fatto che il test sia stato effettivamente condotto.

Ma gli aiuti umanitari al popolo nordcoreano devono continuare, indipendentemente dalle eventuali sanzioni. A sostenerlo è il coordinatore per gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, Jan Egeland: ‘‘Non saranno i leader che moriranno di fame o di freddo quest’inverno, ma i più deboli e quelli negli ospedali’’

http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Esteri&loid=1.0.562362714