Tiangong-1 precipiterà sulla terra nel 2017

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#1

Tralasciando i toni semi-catastrofici dell’articolo, ci sono report secondo cui il rientro della Tiangong 1 non sarà di tipo controllato, a causa di un problema tecnico:

Non dovremo aspettare molto per vedere cosa succederà: il rientro è previsto per l’inizio del 2017.

Le mucche australiane cominciano a preoccuparsi? :stuck_out_tongue_winking_eye:


#2

Ecco, queste cose un pò preoccupano…
Intendiamoci, statisticamente è più probabile venir colpiti da due meteoriti in sequenza.
Però mandare su un camion, perderne il controllo e poi dire che l’unica cosa sicura è che verrà giù, beh, mi sta antipatico.

Una volta raggiunta l’altitudine di 80/100 km non si potrebbe intercettare con un SAM “un pò” pompato?
Il drag atmosferico a quelle altezze dovrebbe comunque garantire il rientro dei frammenti.

Ma di sicuro non devo suggerirlo io a loro, che già una volta si son divertiti a giocare al tiro al piattello in orbita :rage:


#3

Sarebbe più interessante utilizzare un metodo più raffinato tipo una bella sonda che effettui un ‘‘aggancio’’ alla stazione e ne controlli il rientro ma sto sconfinando nel what if di bassa lega.


#4

In questo modo avresti solo l’effetto di creare una nube di detriti incontrollati, esattamente come avvenuto con i test da te citati. Assolutamente improponibile a mio avviso


#5

No, perché a quella altezza avrà ancora una velocità di circa 6/7 km/s, o qualcosina in più, di certo più veloce di qualsiasi arma convenzionale. Senza contare che eventuali frammenti sarebbero ancora più pericolosi perché colpirebbero un’area più vasta e avrebbero una velocità terminale maggiore.


#6

Ho l’impressione che i frammenti più massicci, quelli che comunque raggiungerebbero terra, resterebbero massicci comunque. Serbatoi, elementi strutturali, anelli di attracco…penso che sia difficile avere una granzia che vengano distrutti con un semplice impatto. Allora tanto vale lasciare che ci pensi l’atmosfera, con il relativo vantaggio che le parti massicce cadranno più o meno nello stesso punto.
Comunque il centro Italia è al limite della zona che potrebbe essere interessata dal rientro, il nord mi pare escluso.



#7

Ma grazie eh!! :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:
Magari mi fa un bel regalo di compleanno e si fa vedere mentre cade :stuck_out_tongue_winking_eye:


#8

Non credo che, a parte lo Skylab, sia ricaduto un qualcosa di così massiccio prima d’ora

Bologna é al centro o al nord? Io per inizio 2017 dovrei tornare a Bologna; così guarderò la Tiangong che cade sulla testa di Isa. Isa, se sopravvivi tienimene un pezzetto :stuck_out_tongue_winking_eye:


#9

Non sono molto d’accordo. Se fosse a 80 km di quota, sarebbe una nube di detriti incontrollati ma già nella parte alta dell’atmosfera, i quali ricadrebbero a terra dopo poco tempo senza creare problemi ai satelliti in orbita. I test ASAT erano una cosa diversa, perché in quel caso il target era ancora in orbita…

Detto questo, come ha detto zio IK1ODO, probabilmente ci sarebbe un gran vantaggio… se ci sono delle parti massiccie e pesanti, quelle verranno comunque giù piuttosto intatte.

Che io sappia, ESA ad oggi pone dei requisiti sulla massima dimensione e peso degli oggetti che raggiungono il suolo in caso di rientro incontrollato. È un calcolo che si fa in fase di progettazione e che influenza l’architettura del satellite. Non so però se questo sia applicabile anche a “mostri” di quelle dimensioni; non penso ad esempio che abbiano fatto niente del genere per la ISS…

La Mir?
Comunque aspiettiamo tutti il 2024-2028 per raccogliere qualche pezzo della ISS :stuck_out_tongue_winking_eye:


#10

Ecco, Buzz ha spiegato meglio quello che intendevo: a quell’altezza il drag atmosferico già presente dovrebbe impedire che dei frammenti rientrino in orbita.
Il mio intendimento era di ridurre a frammenti la stazione prima della fase calda del rientro: I pezzi più massicci non devierebbero troppo dalla traiettoria dell’insieme, ma arriverebbero al suolo sicuramente dimagriti. In secondo luogo, basta variare la potenza dell’esplosione per avere un effetto soddisfacente.

Tutto ciò al netto delle ultimissime previsioni di impatto: se cadesse sul pacifico di sicuro non ci sarà da arrovellarsi tanto


#11

Il problema è che per quel che ne so io i sistemi ASAT non colpiscono in pieno il bersaglio per poi farlo esplodere (che credo sia quasi impossibile), ma gli esplodono davanti formando una nube di detriti che viene poi investita dal bersaglio.
Questo basta a mettere un satellite fuori uso, ma non credo basti per quello che intendi tu…


#12

Ovvio, ne serve uno che esploda a contatto. Comunque ecco, non lo sapevo ma i razzi antisatellite già esistono.
Però almeno i primi modelli americani americani sono ad impatto, senza esplosivo o spolette di prossimità: si usa l’approccio a palla di piombo.

Forse il mio pensiero è troppo condizionato da quel missile antinave russo di cui ho letto in non so che libro, che aveva centrato (entro il paio di metri) un bersaglio a 500 e fischia km ad una velocità trisonica o giù di lì. E sappiamo tutti che i russi nelle cariche dei missili non ci vanno leggeri :smiley:
Ecco, un sistema di guida del genere, testata magari più contenuta e motori all’altezza… Certo anche che l’obiettivo non si muove a 30 nodi.


#13

Credo Columbia, che pesava circa 85 tonnellate.


#14

Non solo; non sai dove arriverà se non con un margine di pochissimi minuti. Devi intercettarlo salendo a 80 km, e calcolando una rotta di intercettazione mentre il target già è soggetto a qualche forza aerodinamica che magari gli fa cambiare assetto e rotta… quindi devi seguirlo in modo attivo (radar sul missile ASAT e(o a terra, come i Patriot). Non credo proprio che esista qualcosa del genere negli arsenali militari, anche perchè non servirebbe a molto. Tranne fermare le testate dei MIRV durante il rientro, ma lì l’infrastruttura è fissa a protezione degli obiettivi, non certo dislocabile a piacimento. AFAIK, of course.


#15

Data l’imprevedibilità dei MIRV si era pensato all’epoca di facilitare l’intercettazione usando direttamente delle bombe H “a raggi X” lungo la probabile rotta, puntando tutto sulla frittura dei circuiti piuttosto che sulla distruzione del proietto.

Mi figuravo come non troppo difficile modificare questo https://it.wikipedia.org/wiki/ASM-135_ASAT in modo da fargli portare un 100 kg di plastico.
Ma Lego e razzi non vanno d’accordo :wink:


#16

Chissà che non ci pensi l’X37-B a risolvere la situazione :stuck_out_tongue_winking_eye:


#17

#18

A me quel “precipiterà” non piace. Sa di catastrofico a tutti i costi. Forse sarebbe stato meglio “cadrà”. Perchè tutto quello che sale su, prima o poi cade giù.


#19

Potrei dirti che si voleva, in una parola, dare l’idea del rientro incontrollato, ma forse inconsciamente ha prevalso l’intenzione di attirare l’attenzione dell’occhio distratto con un pizzico di catastrofismo. Perdono! :ok_hand:


#20

Però una caduta può essere controllata, il precipitare no, rende l’idea dell’incontrollabilità della cosa, non lo trovo un tono cosi catastrofistico oltre la realtà.