TMT - Il telescopio da 30 metri di diametro

Thirty-Meter Telescope!
Un progetto per un nuovo telescopio da 30 metri di diametro.
Ottica principale del tipo a “tasselli” composto da 492 specchi.
Ottica adattiva capace di superare per risoluzione e luminosità l’Hubble Telescope!
Il Consiglio di Amministrazione della corporazione del TMT ha scelto due i siti, uno in ogni emisfero, candidati per un ulteriore esame.
Il Cerro Armazones nel deserto Cileno di Atacama, e il vulcano Mauna Kea nelle Hawaii.

http://www.tmt.org/index.html

John Dobson stara’ facendo le capriole… :clap: :clap: :clap:

al momento gli studi di fattibilita` si stanno facendo, oltre che su TMT, anche sul telescopio EELT dell’ESO(http://www.eso.org/public/astronomy/projects/e-elt.html) e il Giant Magellan Telescope, sempre made in USA (http://www.gmto.org/), costruito con gli stessi primari di LBT.

sono dei progetti molto interessanti, tuttavia mi domando se non sarebbe meglio cominciare a costruire tali mostri nello spazio dove non si avrebbero problemi di complicati sistemi di ottica adattiva così come non sarebbe necessario costruire immense strutture portanti…ovviamente simil telescopi dovrebbero essere costruiti in più pezzi, ma dopo l’esperienza della ISS non penso che sarebbe un problema…

perchecosi non avrei piulavoro :wink: Battute a parte, il costo di realizzazione di un simile telescopio in orbita e superiore di qualche ordine di grandezza (come minimo 2), senza considerare i costi del lancio.
Pensa poi alla manutenzione: un simile oggetto, grande come un edificio di svariati piani, ecostantemente manutenuto da persone che fanno solo quello di mestiere... Avere un oggetto di tali proporzioni in orbita e un costo infinito per qualsiasi azienda, statale o privata che sia.

E poi l’ottica adattiva si usa anche in orbita, per correggere deformazioni locali e altre aberrazioni :wink:

Sono indiscreto se ti chiedo che lavoro fai? :flushed:

Per il resto concordo, anche perché senza Shuttle con braccio meccanico, la vedo dura assemblare qualunque cosa in orbita, almeno di non creare un nuovo sistema… con relativi costi aggiuntivi!
Unica cosa che mi lascia veramente perplesso, perché disperdere le forze su tanti progetti?
Già…dobbiamo dar lavoro! :grin:

Ragazzi non è che adesso senza shuttle non sappiamo più andare nello spazio o costruire infrastrutture grandi come la ISS. Tra l’altro avevo visto sul sito della NASA ( e c’è anche un video carino su youtube) che uno dei possibili carichi del futuro Ares V poteva essere un telescopio del diametro di 8 metri.

Pensate solo a quello che è stato fatto con ATV, ovvero la possibilità di aggancio praticamente automatico senza assistenza, o anche pensate ai sofisticati bracci robotici che ci sono sulla ISS e che possono essere tranquillamente manovrati da terra. Già adesso secondo me si potrebbero costruire grandi telescopi in orbita, ovviamente assemblando insieme i vari pezzi e quindi lanciandoli con un lanciatore quale il Delta IVheavvy.

Insomma se ci si ferma sempre di fronte alle dimensioni allora fra un paio di anni non ci andremo proprio più nello spazio. Tenete conto dei seguenti aspetti: un telescopio terrestre bisogna costruirlo in alta montagna e quindi questo comporta un bel po’ di problemi logistici per portar il tutto lassù (tipo quando nel medioevo costruivano fortezze nei posti più disparati), poi c’è il problema delle ottiche adattive che comportano un sistema molto complesso di compensazione delle variazioni nell’indice di rifrazione dell’aria, l’infrastruttura che sorregge lo specchio è enorme.

un telescopio nello spazio avrebbe sicuramente bisongo di una “infrastruttura di sostegno” più leggera o comunque più piccola, il problema dell’ottica adattiva sarebbe quasi del tutto risolto. Per quanto riguarda la manutenzione, in parte può essere robotizzata e di tanto in tanto si possono allestire delle missioni specifiche di riparazione.

ci mancherebbe…
Lavoro in una piccola azienda che si occupa di realizzare macchinari di precisione a fine astronomico. Il core business attuale el'ottica adattiva (qui una bella pagina dei nostri partner che si occupano della parte elettronica: [http://www.microgate.it/engineering/adaptive_optics_telescopes.asp](http://www.microgate.it/engineering/adaptive_optics_telescopes.asp)). Io in particolare mi occupo della parte elettronica dei macchinari piu grossi montati a valle (hexapod e strumentazioni simili).

Non capisco l’astio. Se tutti si mettessero d’accordo per sviluppare un solo progetto di tali dimensioni svanirebbe in un turbine infinito di burocrazia, affari internazionali e politici.
Se esistono piurealta in “competizione” che corrono verso un obiettivo comune (che in questo caso e` “l’avercelo grosso e performante” e “fare sensazionali scoperte nell’ambito dell’astronomia”), allora tanto meglio, no?

Con quale mezzo che abbia equipaggio, stiva di carico e braccio? :wink:

Con quale mezzo che abbia equipaggio, stiva di carico e braccio?

ripeto non è che ora che non ci sarà più lo shuttle non si andrà più nello spazio…non penserete mica che chiudiamo bottega dopo il 2010!! Se non sbaglio ci sarà Orion in futuro per cui non vedo perchè non si possa costruire un modulo, magari da lanciare separatamente a cui Orion si può aggangiare e quindi portarsi al telescopio per effettuare le operazioni di manutenzione…certo è necessario investirer dei soldi, ma a conti fatti con tutti sti soldi che si investiranno per costruire diversi telescopi enormi non penso che i costi saranno di tanto superiori.

Sto spazio lo vogliamo usare oppure no? sarà soltanto una meta turistica in futuro?

Se ragioniamo così allora anche la missione su Marte non la dovremmo fare…esiste ad oggi una navetta che ci può portare su Marte?

ma ci sono anche studi di fattibilitache prevedono telescopi a petali apribili una volta in orbita e tante altre cose simili. L'assemblaggio in orbita e una cosa veramente spropositata dal punto di vista del costo di realizzazione.

suvvia, nessuno ha detto questo. Sto solo difendendo il fatto che, alla situazione attuale, gli enti di ricerca preferiscono costruire un telescopio sulla terra per averlo funzionante in breve tempo e, soprattutto, pagarlo poco.

ma ci tanti altri miliardi di problemi per telescopi spaziali: pensa solo a far sopravvivere specchi durante il lancio (alcune specifiche dicono chiaro e tondo che le attrezzature devono essere capaci di sopportare parecchi g), il delicato assemblamento in orbita.

Senza considerare che tutti i problemi che citi contro i telescopi a terra si risolvono con i costi del solo lanciatore, piu` o meno…

Concordo con Sivodave.
A parte il fatto che c’è già uno studio di fattibilità per continuare a mantenere Hubble con una nuova missione di manutenzione di Orion.
A parte questo sono totalmente convinto che non sia necessario avere un mezzo manned ne tanto meno utilizzare Orion. La tecnologia per i mezzi automatici è avanzata molto, inviando con un lancio insieme anche un buon braccio robotico molto lavoro sarebbe attuabile da terra e magari con qualche missione di supporto umana il tutto sarebbe più che fattibile.

Specifico solo che non credo debba prevalere l’una o l’altra tecnologia, ognuna ha vantaggi e svantaggi e ognuna sarà destinata a vivere in parallelo all’altra.

falso, purtroppo.
Prendi per esempio qui: http://www.spacetelescope.org/about/faq.html:
13. Q: Wouldn’t a robotic mission to service Hubble be even more expensive than sending astronauts?

A: No. Depending on what one includes in the calculation (actual costs, or including the fraction of initial investment, etc.) a single Space Shuttle launch costs up to 1000 million US Dollars. Even developing a robotic mission from scratch would cost less than that. In addition, some limited robotic capability is required in any case in order to bring Hubble down in a controlled manner: Several of the heavy elements of the telescope, like the main mirror, will survive re-entry, and they might cause damage on the ground. So it is important to de-orbit the telescope in such a way that it lands in the Pacific Ocean (or lift it into a much higher orbit).

Oppure guarda quanto viene a costare il James Webb Space Telescope: http://en.wikipedia.org/wiki/James_Webb_Space_Telescope: 4.5 miliardi di dollari.

C’eanche un curioso aneddoto da raccontare: parlavo con Richard Green, direttore di LBT; gli raccontavo di quando qualche anno fa ASI ha restituito i soldi non utilizzati allo stato; lui, con tanta delicatezza fece "cavolo, li hanno restituiti? Con quei soldi avreste potuto costruire un LBT da soli". Ora non ricordo piu la cifra in questione, ma misa che aveva qualche zero in meno rispetto al costo di JWST.

ovviamente, ed e` quello che si sta facendo ora: progetti per telescopi spaziali (molti fortunatamente giunti al termine e in via di lancio, si spera :wink:) e progetti per telescopi terrestri.

Io ovviamente tento di portare acqua al mio mulino e mi metto nei panni degli astronomi, che vogliono strumenti nuovi, subito e vogliono cacciare poca grana :slight_smile:

Al momento attuale si tende a privilegiare telescopi terrestri per la loro potenziale infinita “collecting area”, con strutture a traliccio di sostegno e manutenzione costante. Nello spazio invece si tende ad aumentare la lunghezza focale oltre all’area efficace, con la conseguenza di aumentare le prestazioni: questo perchè i telescopi con aree molto estese sono soltanto in studi di fattibilità (ad esempio con materiali inflatables) mentre qualcosa esiste nel campo deployable, slegando parzialmente le dimensioni traversali del fairing del lanciatore da quelle dello specchio primario (e JWST ne è una prova in progress…). Un’altra alternativa allo studio (specie per astronomia X) è la possibilità di due veicoli spaziali in formation flying, uno contenente l’ottica (gli specchi) ed uno con gli strumenti del piano focale e i sistemi di OBHD e assetto più precisi, funzionando come follower s/c: questo ad esempio si sta pensando per XEUS, il successore di XMM, oppure per Constellation X (programma NASA molto travagliato) … in sostanza di tutto si sta parlando nel mondo tranne di assemblaggi in orbita :stuck_out_tongue_winking_eye:

Tra parentesi, gli studi preliminari di XEUS si rifacevano anche ad un possibile upgrading sulla stazione spaziale, estendendo l’area efficace con una corona circolare di ottiche a petali applicate con il braccio robotico della ISS. Ovviamente questa opzione era giudicata dispendiosa e ad oggi irrealizzabile poichè le dimensioni ipotizzate dei petali sarebbero state alloggiate nello shuttle ma non entrerebbero in Orion o negli altri veicoli attuali. Questo non per sminuire i programmi attuali e continuare su mielosi atteggiamenti post-STS, ma per evidenziare che, al momento, sui telescopi assemblabili in orbita siamo abbastanza in alto mare…

non sarebbe allora possibile costruire un telescopio con lunga focale, così da vedere più lontano, e con diametro molto grande così da raccogliere più luce? hubble fu una vera rivoluzione nell’astronomia ottica, non è possibile ripetere un simile successo? certo non sto parlando di fare tutto ciò ora, piuttosto di iniziare a pensarci ora.

Forse l’ideale sarebbe quello di costruire uno o più telescopi direttamente nello spazio, ovvero utilizzando ad esempio la regolite lunare (ammesso che abbia le sostanze necessarie)

ps: Tra l’altro GG posso chiederti che lavoro fai? ti occupi di costruire telescopi? te lo chiedo più che altro perchè mi occupo di astronomia, anche se a livello molto dilettantesco presso l’osservatorio del mio paese.

Hubble fu una rivoluzione, certo. Ma questo anche perchè collegato al programma STS, comprese le manutenzioni, etc… mentre macchine enormi e stupende come Chandra (NASA) e XMM (ESA) sono pressochè sconosciute anche agli appassionati di astronautica. Certo, l’obiettivo è proprio quello di aumentare sia l’area efficace che la lunghezza focale, perchè connesse alla migliore risoluzione spettrale e spaziale, con la possibilità di guardare “più indietro nel tempo” e anche con maggiore nitidezza (risoluzione spettrale). Ovviamente stiamo considerando due tecnologie borderline: sia l’aumento d’area con grandi sistemi dispiegabili, sia l’estensione del piano ottico e piano focale con sistemi estensibili o formation flying sono entrambi in fase di studio. Ci si aspetta molto da JWST per quanto riguarda l’area, mentre dai nuovi progetti di telescopi X emerge la volontà di privilegiare il volo in formazione, magari in punti più liberi e con poche perturbazioni, come L2 per l’osservazione deep space.

Mmmm… mi sembra molto, molto affrettato un passo del genere. Dubito che verranno costruiti telescopi nello spazio, nemmeno nel lungo periodo. :stuck_out_tongue_winking_eye:

vedi risposta di AJ. Aggiungo che ci sono in giro idee (non so se passate a studi o cosa) per quanto riguarda telescopi in orbita che volano in formazione. Se trovo qualche link posto qui dentro.

vedi la risposta a LEM. In breve, io personalmente mi occupo della parte elettronica di strumentazione per telescopi. La ditta ha una storia nel campo della progettazione meccanica di questi strumenti (e di telescopi in genere), e il core business attuale viaggia nella direzione dell’ottica adattiva.