Tunnel di lava lunari per proteggere gli astronauti

No, è già molto se riescono a decollare dalla Terra. :stuck_out_tongue_winking_eye:

Più che pressurizzare un tratto di tunnel,credo sarebbe più semplice infilare dentro un modulo inflatabile.
Se fosse necessario posizionarlo all’interno a diversi metri dall’entrata del tunnel,gli Astronauti potrebbero arrivarci comodamente o sul rover (se il tunnel fosse abbastanza grande) o con uno di quei piccoli “trenini” su rotaia del tipo usato nelle miniere.
Però bisognerebbe capire se tutto questo è necessario in una prima fase esplorativa.
Nel senso che,se ipotizziamo una permanenza sulla superficie da poche settimane ad un massimo di due-tre mesi, è necessaria una base in un tunnel di lava,o basta un modulo abitativo sotterrato (grazie alla minore gravità lunare) sotto qualche metro di regolite?
Quali sono i livelli di radiazione per periodi così brevi,e quali protezioni sarebbero sufficenti per i detti periodi?
(al netto,ovviamente,di eruzioni solari).

Mi verrebbe da dire che il tunnel è bello e pronto,entri,gonfi il modulo abitativo e via. Restare in superficie e coprire con la regolite credo sia più lungo.

Eh,si,ma devi trovare il tunnel adatto,e nella zona che ti interessa,per di più.
Non è facilissimo,per lo meno nella prima fase esplorativa della luna.

secondo me le due “tecniche” non sono mutuamente esclusive". si puo’ sviluppare sia la via dei moduli habitat dentro le grotte, ma anche i moduli ricoperti di regolite
con stampanti 3D …come ipotizzato da esa…
Rimane la domanda …“per farci cosa” . Il motivo e’ fondamentale e visto i costi, non puo’ essere solo per “la conoscenza” . Secondo me deve esserci anche un ritorno strategico per una space economy.

“space economy” quella vera e non quella travestita da sussidi Statali, personalmente oggi con le tecnologie attuali sia per la Luna che per Marte a breve raggio non ci vedo molto all orizzonte, i problemi e i costi sono troppo alti .

Quelle sono cose che possono arrivare in seguito, oggi torniamo sulla Luna (e tentiamo di andare su Marte) per questioni prettamente scientifiche (conoscenza) e non per business

E spero che si spinga su questo versante di nuovo, che si comprenda affondo l’importanza di questo passaggio, altrimenti rischiamo di non ritornarci per tanti anni ancora.

Ad oggi l’unica space economy (funzionare con le proprie gambe) la vedo solo per lanciare satelliti, ma se qualcuno riesce invece ad invertire la rotta anche sulla “Space Economy” per la Luna o Marte, ne sarei profondamente contento.

:wink:

oi… assolutamente quella non travestita … o almeno se con sussidi ( specie all’inizio ) , che siano poi in % molto bassa… cmq… c’e’ gia’ qualcosa che si muove … orbita LEO … aziende che intendono tuffarsi nel ramo delle basi spaziali orbitanti… ma NON e’ cosa che si fa dall’oggi al domani. Servono i tempi giusti

Quelle sono cose che possono arrivare in seguito, [b]oggi torniamo sulla Luna (e tentiamo di andare su Marte) per questioni prettamente scientifiche (conoscenza)[/b] e non per business

E spero che si spinga su questo versante di nuovo, che si comprenda affondo l’importanza di questo passaggio, altrimenti rischiamo di non ritornarci per tanti anni ancora.

Ad oggi l’unica space economy (funzionare con le proprie gambe) la vedo solo per lanciare satelliti, ma se qualcuno riesce invece ad invertire la rotta anche sulla “Space Economy” per la Luna o Marte, ne sarei profondamente contento.

:wink:

La conoscenza rimane importante…ma piu’ ci si spinge “per conoscere” , piu’ aumentano i costi. Quindi sempre di piu’ in prospettiva deve ( imho ) essere in chiave anche di ritorno economico. Perche’ potrebbe anche arrivare un limite oltre il quale per non creare problemi , sia piu’ conveniente rimanere ignoranti. Poi invece se i costi sono gestibili e allora ok…

Ci possono essere poi delle "missioni " di piu’ stretta utilita’ per l’essere umano… Ad esempio cambiare l’economia basata su certe materie prime , nella stessa ma su base “spaziale”. Dobbiamo imho iniziare ora a pensare che le risorse non rinnovabili , non possiamo continuare a ciucciarle dal nostro pianeta… specie se la popolazione aumentera’ tanto nel prossimi 100 anni.

Lux personalmente sono un sostenitore anche dei privati, come sono un forte sostenitore dell approvvigionamento minerario spaziale, certo che sarebbe cosa utile e buona mixare la faccenda per la Luna e Marte, della serie andiamo insieme e ci dividiamo le spese, il pubblico fa i suoi studi, il privato i sui guadagni, ottimo fidanzamento :clap:

Ma Il mio punto era prettamente pragmatico legato all attuale tecnologia, sia per la Luna che per Marte, costi benefici non tornano , e quando non tornano i privati non investono, ergo se vogliamo andarci “oggi” tocca al pubblico aprire il portafoglio…

:wink:

eh si… lo Statale “apre” possibili economie e progressivamente i privati si buttano nel mercato… ( poi si spera che lo stato si ritiri o non sia invadente e interventista becero… )

https://www.youtube.com/embed/CniDv3LU06M

verso la fine … concetti simili :smiley: ( industria cislunare)

PS. bellissima la faccenda dei brevetti non brevettati :stuck_out_tongue_winking_eye:

Personalmente sono “affascinato ma non troppo” dai tunnel di lava, perchè i loro pro e contro per certi versi si annullano a vicenda.
Mi spiego meglio:

il tunnel consente di infilarci in modulo gonfiabile (considero SOLO il gonfiabile visto che a causa di curve e restringimenti potrebbe esser impossibile movimentare un modulo rigido al suo interno), ma poi devo dedicare molto tempo ad allestire l’interno, e sono sempre punto e a capo con le tecniche di protezione in caso di uscite prolungate all’esterno, vedi camper lunare (chiamarlo Rover non mi piace). Rilocare successivamente una base costruita così non penso sia praticabile per ragioni di tempo/uomo più che di costo dei materiali.

La base “insabbiata” si può piazzare essenzialmente ovunque, basta arrivarci mesi prima con un escavatore e un dozer per spostare regolite. Pilotati da terra, un paio di secondi di ritardo sono gestibili, magari con un aiuto software.
Faccio atterrare il modulo già funzionante nel buco, lo copro e la settimana dopo può arrivare l’equipaggio e collegare giusto 2 cavi.
Se ci metto due anelli sopra, uso escavatore e dozer per spostarlo a qualche 100 km di distanza e via con la prossima mission.

Problema: gli escavatori possono essere si leggeri (poco contrappeso) vista la gravità ridotta, ma serviranno comunque robusti, visto che la massa da spostare e lo sforzo di rottura restano i medesimi: se il braccio di sollevamento potrebbe essere smagrito, quello di penetrazione dovrà sviluppare la stessa forza di un equivalente terrestre, e di conseguenza deve essere installato su un braccio di sollevamento adeguato: ergo le cure dimagranti non saranno così efficaci come si spera.
Inoltre: sono macchinari che si rompono continuamente qui sulla terra dove vengono sovradimensionati già da progetto: costruiti in unico esemplare secondo specifiche magari un pò miopi, potrebbero avere una durata veramente breve. :wounded:

Piccola divagazione: mi ricordo di concept di macchine movimeno terra lunari, e di quella pala applicata su una ruota del nuovo “camper lunare”, e non mi capacito che si punti sempre tutto su motori elettrici: a pelle, mi fiderei solo di un impianto oleodinamico.
Ps.: lavoro in una cava, ho un debole per le draghe da quando ero piccolo e vedere una ruspa sulla luna sarebbe davvero una figata :beer:

@paolo_a daccordo su quasi tutto quello che scrivi. Per il peso dell’escavatore, quelli terrestri vengono costruiti in acciaio pesante per motivi di limitazione dei costi; magari un escavatore lunare può essere costruito con parti in titanio più leggere. Oltre a considerare che occorre 1/5 di forza per sollevare un cucchiaio di terreno. Certo, un giocattolo che risulta non poco costoso. E che finora non si é mai visto nei prototipi NASA

Certo che risulta costoso, anche per questo ho fantasticato un pò sul fatto di usarlo per spostare la base a zonzo sulla superfice: un mezzo così grosso potente e pesante va costruito duraturo, in modo che possa veramente spostarsi per lunghe distanze e servire a molte missioni.
La forza si risolve col titanio, il peso mancante (penso ad esempio a quando devi spingere un masso) eventualmente con cassoni riempiti di pietre:
Il problema principale resta quello delle rotture: non importa in quale materiale sia fatto, un dente si romperà sempre. E se la chiavetta si deforma nella sede bisogna mandare su uno armato di martello e cattive maniere per riparare il tutto.
(MER e un pò di sporcizia nel trapano insegnano)

Certo non si è mai visto fra i prototipi, però continuo a vedermelo più verosimile dell’aracnide ruotato che idealmente avrebbe dovuto spostar moduli per la base lunare, del fu Constellation Program…

:stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:
e con un pezzo di ricambio modulare

Lavoro in cava: martello e cattive maniere risolvono problemi che neanche il russo di Armageddon. :rtfm:
Il ricambio modulare va bene quando devi cambiare una scheda stampata o un braccio robotico, ma se vogliamo fare una base permanente (e quindi interrarla o accomodarla in un tunnel) con macchinari pesanti ci va un fabbro/carpentiere sul posto, che riceverà istruzioni da terra per poi fare di testa sua :stuck_out_tongue_winking_eye:

Anche la JAXA sembra confermare l’esistenza di un tubo di lava :

Citando la traduzione di Elisabetta “il tubo di lava integro sulle “Colline di Marius” sarebbe abbastanza grande da ospitare una delle maggiori città degli Stati Uniti” :open_mouth: ed e’ collassato in diversi punti come testimoniano i buchi sulla superficie.

Interessante anche l’altra ricerca secondo la quale “la Luna aveva un’atmosfera, più spessa di quella attuale di Marte”, forse c’e’ ancora molto da scoprire riguardo il nostro satellite.

PS :
“Detection of a 50-km long intact lava tube underground along a lava flow river “rille” on the Marius Hills of the Moon”

Il 15 luglio 2024 è stato pubblicato <non gratis> su NatureAstronomy uno studio che dimostrava, per la prima volta nella storia, l’esistenza di un condotto sotterraneo sulla Luna tramite una mappatura radar.
[AS]

I dati vengono dallo <sfigatissimo ma resiliente*> strumento Mini-RF a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA.

(Finora s’aveva tante immagini degli ingressi di lavatube; ma solo nell’ottico e perciò non si era sicuri dei tunnel otre il buco)

* :

Il Principal Investigator di Mini-RF fu arrestato per spionaggio…
Sostituito, ovviamente (anche se l’articolo non specifica, mi pare ovvio).
Poi si ruppe l’emettitore del radar… (anche se l’articolo non specifica, credo questo abbia più che dimezzato la superficie lunare mappata)
Poi s’è rotto pure quel d’Arecibo
Sostituito a breve da quello di Goldstone (g̶i̶u̶s̶t̶o̶ ̶i̶l̶ ̶t̶e̶m̶p̶o̶ ̶d̶i̶ ̶a̶d̶e̶m̶p̶i̶e̶r̶e̶ ̶a̶l̶c̶u̶n̶i̶ ̶r̶i̶t̶i̶ ̶s̶c̶a̶r̶a̶m̶a̶n̶t̶i̶c̶i̶ ̶e̶ ̶p̶o̶i̶…)
Poi non ebbe nemmeno un tetto sotto FA: manca il tread LRO Mission Log…
Sostituito da millemila tread subtematici!

Il segnale radar è entrato dentro fino a una profondità di 175 metri ora abbiamo la certezza che da quel ‘buco’ nel terreno si può accedere a una grande cattedrale sotterranea”
[FL]

erano dati che la Nasa aveva acquisito 14 anni fa […] ma con le tecniche di analisi di allora non si erano accorti che il segnale era entrato dentro.
[FL]

Entrambi gli articoli offrono gratis la mappa della grotta che NatureAstronomy nasconde sotto pay (come tutto del paper tranne l’abstract), ma che Nature<<e basta> stessa rilascia free a metà a quest’altro link:

d41586-024-02346-0_27355796
[N]