Tutto sulla missione di Juno su Giove

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#2

Il bow shock della magnetosfera di Giove: https://youtu.be/8CT_txWEo5I

#3

Un grande ringraziamento a Matteo per questa ottima introduzione alla missione.

#4

Giove è sempre Giove…con il suo sistema intorno…Ma sarebbe possibile in futuro una missione umana? Il potentissimo campo magnetico
e le radiazioni che emana sfidano qualsiasi tecnologia o sbaglio?

#5

Per la verità da qualche anno si sta studiando una possibile missione umana su Europa, da parte di http://www.objective-europa.com , partecipata dal fondatore di Copenhagen Suborbitals e da Pierre-Yves Cousteau (figlio del più noto Jacques), da finanziarsi tramite crowd funding. Progetto in stato embrionale, in attesa di una valutazione sulla sua fattibilità tecnologica e sostenibilità economica

#6

Strano a dirsi, Callisto dovrebbe essere uno dei luoghi con minor livello di radiazione del Sistema Solare e per questo, oltre che per la presenza abbondante di ghiaccio d’acqua in superficie, è molto studiato come sede di una ipotetica base umana nel sistema di Giove.

Quanto a Juno, si tratta senz’altro di una missione importante, anche se è un vero peccato arrivare, una buona volta, a Giove e non dare neppure un nuovo sguardo ravvicinato a Europa e Ganimede.

D’altro canto, la Junocam è veramente un giocattolo anche se comparata alla vecchia camera della sonda Galileo (perlomeno a livello di ottiche).

#7

Ecco ciò che vedrà la sonda prima dello spegnimento dei suoi strumenti.

#8

scusate, ma che significa la cosa? come viene prodotto quel suono dal campo magnetico?

#9

:rage:

#10

Semplice: prendi i dati dei magnetometri (un bel file numerico), e li fai diventare un file audio scegliendo una frequenza di campionamento tale da portare i dati nel dominio delle frequenze udibili. In pratica gli aggiungi un header e diventa un .wav .

In particolare questi sono dati dello strumento Waves, che registra i campi elettrici e magnetici attorno alla sonda. Dettagli in https://spaceflight101.com/juno/instrument-overview/

Quando la sonda attraversa il bowshock i campi diventano molto più intensi e caotici, e questo si riflette nello spettrogramma e nel file audio.

edit: faberfaber, benvenuto a bordo. Se vuoi, presentati nella sezione “nuovi iscritti”.

#11

ti ringrazio per l’attenzione.
allora, quindi si hanno i dati che descrivono l’intensità di un campo magnetico (ma si parla comunque di onde?), questi dati vengono in qualche modo commutati in una serie di onde meccaniche.
ma secondo quali criteri? e per quale scopo?
molto interessanti i link!

#12

IMHO scopi populistici. Sono notizie che attirano sempre molto l’attenzione del grande pubblico, e di conseguenza la NASA riceverà + finanziamenti dal congresso. :clap:

#13

a ecco XD
è giusto per far spalancare la bocca. sono interessanti come suoni eh, non capivo però come funzionasse la cosa e se avesse un senso scientifico. è giusto estetica per incuriosire quindi?

#14

E’ estetica, ed è anche un modo immediato per presentare grosse quantità di dati in maniera accattivante. Chiaro che avrebbero potuto pubblicare un pdf di ottanta pagine coperto di colonne di numeri, ma avrebbe avuto molto meno impatto (anche fra gli addetti ai lavori, voglio dire). Insomma, non credo sia solo un’operazione di marketing.

Non è detto che i dati di origine fossero “onde”. Probabilmente sono valori di intensità di campo E o H, misurati in una delle bande spettrali dei sensori di Waves. La stringa di dati, come dicevo prima, viene poi convertita in file .wav . Puoi fare lo stesso con qualunque stringa di dati, fluttuazioni di borsa, temperature, qualunque parametro variabile… a volte i risultati sono interessanti, il nostro cervello riesce ad estrarre informazioni correlando i dati, e riconosce facilmente le periodicità. Meglio di Fourier o wavelets.

#15

per banda spettrale s’intende lo spettro della radiazione luminosa giusto?
quindi quei sensori hanno registrato dei valori nel passaggio dal vento solare a magnetosfera. i valori di sensori per la luce presi durante passaggio in campi magnetici diversi, vengono convertiti in file audio.
questo passaggio di conversione può avvenire per parametri e procedimenti diversi però, non è qualcosa di univoco, giusto?
quindi sostanzialmente avvengono decisioni umane che portano a risultati piuttosto che ad altri.

#16

No, banda radio, da qualche Hz a qualche MHz per Waves (leggiti i link sopra)

quindi quei sensori hanno registrato dei valori nel passaggio dal vento solare a magnetosfera. i valori di sensori per la luce presi durante passaggio in campi magnetici diversi, vengono convertiti in file audio. questo passaggio di conversione può avvenire per parametri e procedimenti diversi però, non è qualcosa di univoco, giusto? quindi sostanzialmente avvengono decisioni umane che portano a risultati piuttosto che ad altri.

Ma ogni volta che prendi un dato e lo presenti applichi decisioni umane. Immagina di fare un grafico, scale e posizioni dello zero degli assi li scegli tu; come anche se la scala è lineare o logaritmica. Il dato può anche essere univoco, il modo di presentarlo decisamente soggettivo, anche perchè (da un punto di vista matematico) per passare dal dato alla rappresentazione applichi una funzione (di trasferimento, si direbbe ingegneristicamente) che scegli tu. Ultima cosa, la sonda fornisce una marea di dati; quali prendere per presentare l’evento del superamento del bow shock è un’altra decisione soggettiva, magari altri dati sono ancora più interessanti sul piano scientifico ma meno spettacolari. E stiamo andando OT, temo :slight_smile:

#17
La missione dovrebbe durare circa 37 orbite in poco meno di due anni.

Mi chiedevo appunto quanto durasse un’orbita su Giove (e siccome sono pigro non ho voglia di fare i calcoli orbitali)

Trovo molto interessante che l’orbita polare di Juno abbia un periodo di circa un mese e mezzo, mentre il giorno Gioviano è di meno di 10 ore. Vuol dire che mentre Juno si sposta di 3-4 gradi lung l’orbita, Giove sotto di lei fa un intero giro su se stesso.
Bisognerebbe capire quant’è lontano l’orizzone da 5000 km di quota, ma può essere che già con un’orbita riescano a ogni punto del pianeta.

È in sostanza la situazione opposta rispetto ai satelliti di osservazione terrestre, che hanno un’orbita polare di circa 100 minuti e sotto di loro la terra fa un giro intero in 24 ore.

#18

Occhio, però, che l’orbita di Juno è fortemente ellittica:

Il periodo orbitale è di 53 giorni, ma la fase scientifica “attiva” dovrebbe essere di soli 14 giorni. Tutto questo per stare il più possibile lontano dalla zona “arrostente”… :wink:

#19

Che fumo negli occhi questa divulgazione, nevvero? :smiley:

P.S. https://it.wikipedia.org/wiki/Populismo

#20

Eh no, traslare in frequenza o cambiare rappresentazione è barare. Eccovi una immagine del primo test di JWST, godetevela nel vicino infrarosso. (abbassate la luminosità dello schermo se vi vien caldo)


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