Un pianeta abitabile a due passi da qui?


#1

Scoperto un interessante candidato al titolo di parente prossimo della Terra.


#2

In italiano articolo sul blog di Paolo Attivissimo


#3

Scoperta importantissima e bellissima che ancora una volta conferma come l’esistenza di sistemi planetari attorno una stella sia molto piu’ comune di quanto si pensasse anni fa e che apre incredibili scenari per una futura approfondita osservazione!
Il pianeta e’ stato scoperto dall’ESO con il metodo doppler e se ho capito bene dalla lettura di alcuni articoli si spera che possa essere analizzato anche con il metodo del transito. Alla luce di quest’ultima affermazione mi e’ sorta spontanea la seguente domanda (ammesso che non stia mal interpretando il concetto fisico): con il metodo doppler calcoliamo la velocita’ radiale, ma se il pianeta non passa mai di fronte la stella (nel senso di transito visibile dalla terra) allora la velocita’ che esso genera nella stella (relativamente alla Terra) avra’ sempre altre componenti oltre quella radiale, mi domandavo quindi come e’ possibile ricavare con il metodo doppler anche queste altre componenti senza le quali non sarebbe possibile (o invece si?) calcolare l’effettivo spostamento della stella e quindi risalire con precisione alla stima della massa dell’esopianeta che l’ha generata?! Mi scuso per eventuali castronerie o inesattezze :stuck_out_tongue_winking_eye:


#4

lynott la tua é una risposta da supermarco che interessa anche me.
Mi piacerebbe molto seguire una qualche conferenza (butto l’esca a Marco stesso o a Cristian) che parli proprio di questo, perché mi sorgono spontanee un sacco di domande. Ad esempio: A) che probabilità c’é che un sistema solare sia orientato in modo da favorire l’osservazione dei transiti (forse basta applicare la trigonometria?)? Visto che se il sistema non é orientato non c’é molto da fare, se non (forse) osservare la danza della stella sullo sfondo delle altre stelle, come mi pare abbiano fatto per Proxima Centauri. Il metodo funziona con quale grado di precisione, e B) fino a quale distanza? Forse é per questo che finora sono stati scoperti solo pianeti molto grandi e/o molto vicini alla loro stella. C) E’ possibile osservare pianeti in transito su stelle non loro? E) c’é una % probabilistica di pianeti abitabili in rapporto alla tipologia delle relative stelle (es: nane rosse, giganti bianche, etc)? E tante altre. Ovviamente non chiedo la risposta qui, prendo su e vengo dove mi dite di venire :stuck_out_tongue_winking_eye:


#5

Proposta per l’Astronauticon di Novembre?:slight_smile:


#6

urca… tutte risposte date in un seminario che abbiamo fatto mesi fa al nostro Circolo, uno dei soci si occupa proprio di ricerca di pianeti estrasolari (Giovi caldi attorno a nane rosse, “facilmente” rilevabili da telescopi amatoriali con metodi fotometrici, quindi cercando i transiti). La risposta sul doppler non la so; mi devo documentare, e comunqe so che si misurano velocità radiali piccolissime, dell’ordine di centimetri/secondo (da paragonare ai 30.000.000.000 cm/s della luce). Per i transiti dipende dal diametro della stella e dell’esopianeta e dal raggio dell’orbita; in genere si parla di 1 sistema rilevabile su mille.
Transiti di pianeti su altre stelle: no, l’area della stella sarebbe troppo piccola. Ma si studiano le microlenti gravitazionali, ovvero l’aumento improvviso di luminosità di una stella di sfondo perchè un pianeta di un’altra stella le passa davanti e fa da lente, amplificando la luminosità.
Probabilità che una stella abbia pianeti: almeno una su due pare li abbia. Forse di più, per un semplice discorso di dinamica. Una stella per collassare da una nube di gas in rotazione deve perdere molto momento angolare. La maggior parte del momento angolare va nel disco protoplanetario, da cui poi nascono i pianeti. Senza perdere energia (momento angolare) pare che la nube non possa collassare. Per cui i pianeti sono la norma.


#7

In merito agli studi per la possibile esistenza di vita su pianeti extrasolari (con interessanti riferimenti anche ai metodi di rilevamento dei pianeti stessi), l’anno scorso la rivista Le Scienze ha pubblicato un interessante articolo sul nuovo progetto di coordinamento dello studio di pianeti extrasolari avviato dalla Nasa, denominato NExSS (Nexus for Exoplanet System Science)


e di seguito il link al sito ufficiale Nasa


#8

A due passi…
110.000 anni di distanza con le tecnologie di volo attuali.

A proposito di stelle. Ma Proxima non è una stella a brillamenti? Con emissioni violentd di raggix?


#9

Ed é un pianeta che rivolge sempre la stessa faccia verso il sole. Ma difatti é più un SE che un pianeta.
SE il pianeta ha un campo magnetico tale da offrire protezione dal suo sole, SE ha acqua, SE ha atmosfera che ripartisce le temperature dall’emisfero illuminato a quello oscuro come ha dimostrato un modello matematico, SE qui SE la SE su SE giu - diciamo che é un pianeta in fascia abitabile per quanto se ne sa, quella fascia abitabile la cui veridicità é attualmente in discussione.


#10

Sì, è una nana rossa a brillamento.

Tutti validi i tuoi SE anche SE pare che un oceano possa ridistribuire le temperature anche in assenza di atmosfera.


#11

Credo che per un pianeta di quelle dimensioni e temperatura sia probabile avere un’atmosfera.


#12

Staremo a vedere.Ad ogni modo qualcuno sostiene che un pianeta che rivolge la stessa faccia alla stella possa comunque avere una zona temperata vicino al terminatore.


#13

Considerazioni di questo genere erano state sviluppate nel 2010 dopo la scoperta di Gliese 581g, (la cui stessa esistenza viene oggi revocata in dubbio), in quanto si riteneva che orbitasse in rotazione sincrona rispetto alla stella, quindi con un terminatore di ampiezza non esigua, potenzialmente sottoposto a temperature non estreme.


#14

evvai!
Comunque SE non é Proxima B sarà un’altra, ora sappiamo che ogni stella ha il suo sistema… fino a pochi anni dubitavamo pure di quello. Lessi anzi anni fa un articolo che diceva che non era possibile individuare i pianeti extrasolari perché erano al di fuori delle nostre capacità tecnologiche e possibilità di osservazione. Qualcuno poi sosteneva che i sistemi solari con pianeti potevano essere rarissimi. Abbiamo fatto un bel passo in avanti. Ora sappiamo QUALCOSA di più ma di molto affascinante e bello. E tra qualche anno avremo dei numeri più esatti sulla probabilità che possano esistere altre forme di vita. Ammesso che LORO non siano già sulla Terra, nell’area 51 :grin:


#15

loro sono già sulla terra, noi coi nostri minerali deriviamo solo dal qualche tipo di polvere stellare.

tolto questo, mi chiedo @sinceup, ma senza un’atmosfera un oceano può sussistere?

e poi noi cerchiamo la vita con la base del carbonio, ma a altri tipi di biologia si ricercano? Lessi anni fa che biologi proposero un tipo di vita con a base l’azoto e in cui l’ammoniaca avrebbe svolto il ruolo dell’acqua, si sa qualche cosa di più di sole teorie?


#16

IMHO grande notizia. Per lo meno dà un po’ più di speranza verso l’immortalità per la razza umana: quando il nostro Sole morirà, quanto meno potremo andare a vivere sul pianeta più vicino, che orbita intorno ad una stella con una vita molto piú lunga di quella del Sole

È vero che con le tecnologie attuali si tratta di una distanza impossibile, ma d’altro canto 4 anni luce sono sempre meglio di 100… Per lo meno con i limiti imposti dalla fisica odierna (ovvero con il limite della velocità della luce), il pianeta sarebbe raggiungibile in un tempo ragionevole :nerd:


#17

Per quanto riguarda il discorso della biologia non basata sul carbonio, ho sentito parlare del silicio come possibile alternativa.


#18

E chi lo sa, almeno un oceano sotterraneo penso di sì (magari globale come quello di Encelado). Dopo aver visto l’inaspettata geologia di Plutone, a questo punto non mi stupirebbe nulla!

Certo che se c’è acqua liquida in superficie almeno un po’ di atmosfera devrebbe esserci, ma quale tasso di fuga atmosferica possiamo aspettarci per quel pianeta? Siamo davvero nel mondo dei SE per ora.


#19

Io invece (ma si sta andando abbondantemente Off Topic, lo metto qui solo come spunto per una discussione in altra parte) mi sono sempre chiesto perché un eventuale alieno viene sempre considerato più o meno antropomorfo (bipede, quattro arti, posizione eretta). Non potrebbe essere benissimo una specie di dea Kali che si sposta magari appoggiando più arti al suolo?


#20

il segnale riportato in questa notizia non verrà dal pianeta in questione , ma solletica simili appetiti

http://astrobiology.com/2016/08/breakthrough-listen-follow-up-of-a-transient-signal-from-the-ratan-600.html