Uso di cadaveri umani per le fasi di sviluppo di Orion

E’ stato recentemente reso noto che per lo sviluppo e la progettazione della nuova capsula Orion, in particolare per i crash test, sono stati impiegati alcuni cadaveri umani per studiare i limiti sopportabili dall’uomo in caso di impatto non controllato della capsula al rientro dall’orbita.
Anche se può sembrare macabro la pratica viene spesso utilizzata in settori nei quali i dati raccolti da manichini e da simulazioni non sono sufficienti per raccogliere le informazioni necessarie per la definizione dei limiti di sopportazione del corpo umano in condizioni di impatto violento.
Il PAO (Public Affairs Office) NASA ha dichiarato che l’utilizzo è stato estremamente limitato e solamente nei casi in cui i manichini attuali e i modelli numerici non potessero fornire i dati richiesti per la definizione dei parametri di sicurezza dei futuri equipaggi.
La grande maggioranza dei test di impatto vengono effettuati utilizzando Hybrid III, il manichino di ultima generazione, utilizzato dalle case automobilistiche per lo studio nei crash test.
I manichini servono per l’acquisizione dei carichi nei diversi punti del corpo umano, potendo prevedere le forze trasmesse al sedile e ai sistemi di ritenzione, è comunque ambiamente dimostrato da studi di biomeccanica che le informazioni raccolte dai manichini spesso non combaciano con i danni che poi effettivamente il corpo umano subirà.
I questi casi, e sempre in maniera limitata, si è fatto, e si farà uso di corpi umani senza vita in modo da completare le informazioni richieste per lo sviluppo e in particolare per la definizione di sistemi che possano proteggere gli organi interni e i tessuti molli, ancora oggi punto debole dei manichini.

La pratica non è certamente nuova, il DoD in alcune missioni shuttle agli inizi degli anni ‘90 fece volare un cranio umano riempito di sensori per poter rilevare le dosi di radizioni assorbite dai tessuti interni durante una missione ed è probabile che anche per i precedenti mezzi spaziali si siano utilizzate tecniche di questo tipo non essendo i manichini, ieri come oggi, in grado di fornire tutte le informazioni richieste.
I problemi etici sono sicuramente profondi a partire dalla questione se per la raccolta di queste informazioni sia più o meno etico utilizzare persone vive rischiandone l’incolumità o cadaveri.
E’ giusto comunque sottolineare, forse inutilmente, che i cadaveri sono tassativamente forniti utilizzando le tradizionali vie legali per l’utilizzo di corpi umani per sperimentazione, comuni per tutti i settori di ricerca.

Credevo che i manichini di ultima generazione fossero in grado di fornire prestazioni di tutto rispetto.
Tra l’altro mi risulta un po’ difficile comprendere che genere di ulteriori informazioni possano estrapolare da un organismo decisamente “morto” privo della capacità di dare successivi riscontri… insomma qual’è il valore aggiunto?

Qui forse ci vorrebbe un qualche tipo di patologo :thinking:

E’ pratica assolutamente comprensibile, finalizzata comunque alla salvaguardia dei ‘vivi’.
Avete idea quanti cadaveri si sezionino ogni giorno ad uso degli studenti di medicina ?

Salute e Latinum per tutti !

Beh credo se ne possano fare parecchie di cose anche con un “morto”… si possono analizzare i “danni” al termine del test, oppure installare sensori direttamente negli organi interni per testarne le sollecitazioni… in fondo i dati che si raccolgono da una normale autopsia per questo tipo di casi credo (da non medico) sia estremamente simile al tipo di dati che si potrebbero raccogliere da un cadavere usato in questa tipologia di test… anche un morto in incidente non parla però si riescono oggi a ricostruire molte cose su e dai danni subiti, certo l’argomento è “macabro” ma come dice giustamente Kru è decisamente consueto in settori per cui risultano insostituibili…

ciò è avvenuto anche nel settore automobilistico:

http://www.repubblica.it/2005/e/motori/amaggio2005/cadavericrashtest/cadavericrashtest.html

“Dichiarazione della General Motors sul sito ufficiale
Nel programma di sperimentazione usate anche cavie umane
GM ammette: “Abbiamo usato
cadaveri nei crash test”
di VINCENZO BORGOMEO
Ricordate lo scandalo dei cadaveri usati nelle prove di crash? Alla fine solo le piccole aziende che producevano i manichini ammisero di usare corpi in questo tipo di test. Tutte le case automobilistiche negarono, in massa, di aver usato esseri umani. Ora, però, c’è una novità: la General Motors parla ufficialmente di aver avuto in passato “un progetto pilota per usare cadaveri per misurare le forze d’impatto”. Non solo. La GM ammette anche di aver usato cavie umane. Più avanti, infatti, nello stesso documento, si legge che i cadaveri venivano usati “in test che avrebbero provocato lesioni troppo pericolose sui volontari”. Esisteva quindi un gruppo di “volontari”. Persone che si sottoponevano a crash test per migliorare la sicurezza delle vetture. Un fatto sempre negato da tutte le case automobilistiche e ora confermato.”

"Secondo quanto riporta Vägverket, ente svedese per l’amministrazione delle strade, General Motors ha disposto l’utilizzo di dieci cadaveri nell’ambito di crash-test destinati allo sviluppo di vetture Saab.

Claes Tingvall, responsabile della stessa Vägverket, ha poi aggiunto che, per determinate valutazioni tecniche, l’utilizzo di corpi umani è una componente essenziale. Ovviamente – tiene a precisare – la scelta è ricaduta sui corpi di persone che avessero acconsentito ad un utilizzo scientifico delle proprie salme.

Il costruttore svedese, dal canto suo, sottolinea come la ricerca venga condotta senza aiuti esterni, cercando di raggiungere i risultati da sempre prerogativa del marchio con l’utilizzo di tutte le risorse, compresi i computer."

Per esempio (ipotizzo) potrebbero esaminare dopo il crash test le lesioni degli organi interni…

Personalmente, nonostante la cosa sia (parecchio) macabra, non sono contrario: meglio usare cadaveri che persone vive (ovviamente per quelle cose in cui non sia possibile e affidabile usare i manichini). Del resto i cadaveri dovrebbero essere di persone che hanno consapevolmente accettato, quando erano in vita, di dare il proprio cadavere per la ricerca scientifica.
In ogni caso a pensarci la cosa mi fa comunque un pò di impressione :fearful:

Nell’equipaggio di una di quelle missioni c’era Mike Mullane, che ne parla nella sua autobiografia Riding Rockets raccontando anche qualche aneddoto macabro-goliardico.

Paolo Amoroso

Lo trovo estremamente discutibile, soprattutto per i risultati che si possono ottenere e per i metodi di recupero dei cadaveri.
Non devono essere giunti nel “rigor mortis” altrimenti non sono affidabili come risultati, e quindi deve essere gente morta da poco… soprattutto se sono esperimenti per verificare la risposta dei tessuti molli…

Mi sbaglierò, ma per uso medico non vedo problemi, soprattutto per autopsie ed esperimenti vari, ma per misurare la “resistenza” del corpo umano non penso si ottengano dei dati fondamentali…

Quoto, probabilmente è vero…anzi sicuramente!
E’ un test che potrebbe essere valido solo nel caso si volesse verificare l’impatto su di un equipaggio svenuto… :thinking:

Perché? Il rigor mortis è transitorio.

corpo umano non penso si ottengano dei dati fondamentali...

E se il manichino non simula bene i danni, come fai a saperlo senza sacrificare qualcuno?

Perché? Quando sei bloccato su una sedile fa molta differenza se sei cosciente o svenuto?

Secondo me si, pensa solo alla forza muscolare, la contrazione che ci può essere in certe parti molli come l’addome!
In ogni caso è anche importante la posizione del corpo rispetto all’impatto, forse in impatti di schiena la cosa è meno determinante… :thinking:

Tra 4 giorni entrerò in possesso della mia copia.

Riguardo le varie implicazioni etiche dell’uso di cadaveri…non capisco queste ammissioni a mezza bocca, titubanti, minimizzando l’utilizzo.
Se servono cadaveri per rendere piu’ sicuro qualcosa, sia una astronave o una utilitaria, beh, usiamoli!

I cimiteri sono il trionfo dello spreco. Materiale biologico con alto valore scientifico lasciato alla mercè di animali e batteri vari.
Vorrei ci fossero anche in Italia “body farm” a cui donare il proprio corpo dopo la morte, con finalità varie.

Davvero non comprendo questo attaccamento a del materiale biologico privo di vita…

La contrazione credo sia ben riproducibile anche dai manichini, quello per cui vengono usati è per gli organi interni, e per quel poco che ne so di medicina il comportamente di un cuore, un cervello, un polmone di una persona cosciente e una svenuta è pressoche identico, non possiamo mica irrigidire o contrarre gli organi interni :wink:

di certo l’argomento trattato è particolare e ci colpisce molto. Secondo me a patto di rimanere entro certi limiti( uso un casi indispensabili, persone che abbiano dichiarato di cedere il proprio copro alla scienza…) è una posibilità che deve essere “sfruttata” per migliorare la sicurezza ( o quant’altro)

Tempo fa ho visto un documentario su Sky che parlava della storia dei crash test e dello sviluppo dei sistemi di sicurezza nell’industria automobilistica. E’ sicuramente macabro, ma se oggi guidiamo auto decisamente più sicure rispetto a quelle di 50 anni fa, lo dobbiamo anche alle centinaia e centinaia di cadaveri che sono stati utilizzati nelle prove di impatto.

Mi piace essere un po’ controverso su questo argomento…:rage:
Perche’ anche quando non sono indispensabili, ma solo piu’ economici (ammesso che sia possibile) rispetto a dei modelli?

Il dubbio è proprio questo, come valutano il diverso grado di un danno sulle parti … molli? Non c’è circolazione sanguigna, non ci posso essere ematomi più o meno estesi, solo danni di origine meccanica. Eventualmente si possono osservare i diversi “spostamenti” degli organi dalle loro sedi. Ma queste ultime cose, conoscendo la consistenza del materiale biologico si può estrapolare anche coi manichini, o no? Indubbiamente i danni meccanici rilevati direttamente da un corpo, credo siano più “veritieri” e forse più immediati.
Però la cosa mi lascia un po’ perplesso. Immagino comunque che ci siano dei motivi validi, che esulano dalle mie conoscenze.

Per quanto riguarda ciò che resta di terreno :skull: … be’, se in vita hanno dato il loro consenso legale, per carità, ognuno fa ciò che ritiene più opportuno. :roll_eyes:

L’attenzione mediatica per una pratica controversa come l’uso di cadaveri per test ed esperimenti genera probabilmente imbarazzo. Credo che, se esistessero sistemi alternativi altrettanto efficaci, verrebbero impiegati da chi esegue i test pur di evitare questo imbarazzo.

Paolo Amoroso

Beh, ripeto sempre da non medico, i danni credo siano visibili anche senza avere per forza un’emoraggia, tessuti danneggiati, capillari o vasi sanguigni danneggiati, organi compressi… sono tutti “sintomi” rilevabili su un “corpo morto” mentre con i manichini posso rilevare le sollecitazioni subite ma non i danni che quelle sollecitazioni provocano. Credo sia questa la criticità, legare in maniera abbastanza certa sollecitazioni e danni…

Poi concordo con Amoroso, la pratica non è troppo ben vista per cui la si centellinerà il più possibile, e generalizzando se anche le case automobiistiche non riescono ancora a farne a meno, credo che un corpo umano reale sia evidentemente ancora indispensabile…

Sono alquanto perplesso.

Personalmente ritengo moralmente giusto far uso di cadaveri quando questi possano realmente essere utili alla ricerca medica, come giustamente ci ricorda il nostro buon Kruaxi, ma in questo caso??

Non mi risulta che in epoche passate, e con sistemi di simulazione di gran lunga meno complessi e sofisticati di quelli odierni, ci sia stata l’esigenza di ricorrere ad un simile espediente.
La cosa più esotica che abbia sentito era un progetto di mettere dei maiali, vivi, all’interno della capsula Mercury per valutarne l’impatto su esseri viventi (il cosidetto progetto “Pigs in Space”) ma alla fine non se ne fece niente.
Nemmeno i russi, che a me risulti, sono dovuti ricorrere a tali metodi (al massimo utilizzavano un manichino, chiamato Ivan Ivanovich, per le prove della Vostok).

Che ha di speciale la capsula Orion da dover richidere un mezzo simile???