Videocamere di servizio per satelliti, sonde e lanciatori

Non sono presenti videocamere di servizio giusto?

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A memoria non credo esista nessun satellite che abbia delle telecamere “di servizio”, non servono a niente e aggiungerebbero massa e complicazioni inutili :wink:

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L’unico veicolo spaziale in cui fu implementato un sistema di visualizzazione di servizio (per così dire) furono i tre Shuttle residui nel dopo disastro del Columbia.

Questo conta?

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Non servono a niente agli addetti ai lavori, e qui ti do ragione, ma sai quanto interesse produrrebbero nella popolazione media mondiale invasata nelle piattaforme social? Avrebbero un costo di implementazione pari a zero. Nessuno ha l’ardire di solo immaginarsi in un futuro prossimo una missione finanziata da un qualsivoglia “Patreon”?

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E la Tesla di Elon… (separate questo argomento :grinning:)

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Per esempio VMC su Mars Express.

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Son d’accordo con Buzz che agli operatori servirebbero a poco, ma la gente vuole vedere… l’effetto sarrebbe fantastico, ad esempio da una camera orientabile messa sopra o ai lati dello specchio. Eh beh… pazienza :slight_smile:

No non hanno un costo pari a zero!
Innanzitutto deve essere Flight hardware e quindi deve essere qualificato con una serie di test che ne fanno lievitare i costi rispetto a un omologo Cots.
Poi deve essere integrato nello spacecraft, quindi cablaggio apposito (sempre qualificato per il volo), devono avere il loro MLI, deve avere un suo software che interagisce con il software centrale. Il software va testato come interagisce con il software centrale. Oltre ad aggiungere costi e tempi aggiungono peso!
Il peso è fondamentale in ogni missione.
I costi per ogni cosa aggiunta, anche semplice, lievitano sempre. È per questo che i satelliti piÚ economici sono interessanti perchÊ permettono anche di utilizzare componenti Cots e vedere come si comportano. Ma utilizzarli su una missione di punta la vedo un rischio davvero grande.

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… …AAAAmen :pray:
(spostiamo l’argomento in altri lidi)

Tutto vero fin lì. Uno strumento non essenziale può essere una camera da scaffale da 10 grammi che finché funziona va bene e dopo amen, può avere un’ottica fissa grandangolare e un software basico che non richiede mesi di test per essere implementato. montata in un posto che riduce i cablaggi al minimo anche a discapito della qualità delle riprese. Fosse uno strumento scientifico sono d’accordo ma per un ciappino del genere nel 2022 no. Hanno costruito un elicottero con strumenti buona parte disponibili a scaffale figuriamoci una webcam

I lanciatori si dividono in due categorie: quelli con telecamera a bordo e quelli senza.

E si, ci vorrebbe un 3d “telecamere a bordo di veicoli spaziali” abbastanza generale da mettercele tutte, incluse quelle dei rover, dei lanciatori, dei satelliti, delle stazioni spaziali e magari pure dei telescopi, escludendo ovviamente quelle necessarie per la missione primaria.

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Se la telecamera deve comunicare con lo space wire o il MIL bus di bordo è comunque connessa ai sistemi di bordo. Un’anomalia ad esempio potrebbe causare un safe mode del router e portare ad una riconfigurazione del router sul lato ridondante facendo perdere dati di scienza se va bene o facendo intervenire qualche azione di recupero anche per la strumentazione di bordo.
Insomma è una cosa che si può fare ma non è economica e a costo zero è una scelta progettuale.
I vari step di qualifica non possono essere saltati se non introducendo una deviazione nella best practice del AIT.

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:wink:

Le Hasselblad delle missioni Apollo come le vogliamo considerare? Sono esempi illustri e il mondo sarebbe molto diverso senza quella foto. Molto molto diverso.

Ovviamente un apperecchio consumer portato a bordo di missioni abitate e’ una categoria diversa, e ancora adesso molte delle immagini e video piu’ belli e che vengono ripostate qui e altrove sono riprese da umani su ISS o altri veicoli spaziali.

Le telecamere delle tute che riprendono le EVO in soggettiva invece?

Le videocamere dei rover, le riprese sgranate ma emozionanti della supeficie di mondi lontanissimi e inaccessibili come Titano o Venere? Ok, queste forse non sono di servizio, sono missione primaria. Come evidentemente sono strumenti finalizzati alla missione primaria le foto in luce visibile o percepite come tali riportate dalle missioni Voyager o Cassini o New Horizons. Pero’ non sono scontate, si continuano a pianificare missioni in cui vengono privilegiati comprensibilmente strumenti scientifici che pero’ non producono immagini ben comprensibili per il gande pubblico. Ed e’ un errore. Il pubblico vota, i finanziamenti vengono decisi dai politici, anche in base a quanto larghi strati della popolazione vengono colpiti da immagini spettacolari.

Se devo fare un appunto alle missioni Europee o alcuni lanciatori “non commerciali” e’ che comunicano male, non producono immagini per il pubblico. Poi quelle immagini possono anche fornire risultati scientifici ma non e’ questo il loro scopo, lo scopo e’ di comunicare, farci sognare e indirettamente alimentare l’interesse, i finanziamenti e il flusso di sognatori e studenti che decidono di avvicinarsi allo spazio.

L’umano ci mette anche una componente creativa e, perche’ no, artistica. Solo uno stilista giapponese ha deciso di colorizzare gli interni della ISS facendoli diventare “fichi”. E in qualche modo la creativita’ puo’ esprimersi solo quando non e’ guidata da un utilitariscica analisi di qualche ente.

E’ snobistico e sbagliato dire che non e’ importante avere delle belle immagini e dei bei video da dare in pasto al pubblico.

E’ un principio che qualunque giornalista e qualunque divulgatore dovrebbe sapere.

Faccio un esempio in un settore totalmente diverso: quando ci sono guerre o tragedie la mancanza di immagini rende molto piu’ diffcile l’empatia dell’opinione pubblica. Gl USA hanno perso la guerra nel Vietnam a causa delle foto. E hanno evitato accuratamente che arrivassero immagini dalle guerre successive se non vagliate proprio per motivi di pubbliche relazioni.

Una percentuale enorme del nostro cervello e’ dedicata a elaborare immagini. Le pubbliche relazioni, i sogni e le immagini contano.

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sicuramente richiede del lavoro. quanto lavoro? 1000 ore/uomo? non so, stiamo parlando di quanto? un centesimo di millesimo del budget? Piuttosto è il risultato atteso che va bilanciato. Video = banda, per cui viste le bandwidth ridotte delle sonde allocazione di antenna di pochi minuti al giorno, probabilmente (in una missione come JWST) limitata ai primi giorni di missione, il resto sarebbero immagini quasi statiche con niente di interessante per il pubblico generalista. A maggior ragione hardware sacrificabile da mettere offline dopo poco.

Ricordiamo anche le numerose videocamere che hanno ripreso la discesa e l’atterraggio su Marte dei rover Curiosity e Perseverance.

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Su XMM/Newton erano state montate due minicamere per controllare il dispiegamento dei pannelli fotovoltaici. Dopo le fasi di operazioni iniziali, le due camere, che da sole occupavano di fatto l’intera ampiezza di banda disponibile, vennero disattivate e la workstation con il relativo SW di decodifica messo in magazzino… fino allo space selfie (di puro valore PR) del 2016.

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Dato che il mio post è stato spostato in un tread dedicato e potrebbe decontestualizzarsi cerco di dettagliare la domanda…

Dato che il JWST deve compiere una serie abbastanza complessa di manovre per configurarsi correttamente (dispiegamento scudo ed apertura specchi) non sono state previste telecamere per verificarne la corretta esecuzione?

Ok che lo possono tranquillamente verificare dalla telemetria, ma anche sul rover Perseverance c’erano alcune telecamere “tecniche” per l’atterraggio…

Tutti gli esempi portati qui (a parte quello di XMM, che in effetti mi ha stupito molto) secondo me non sono applicabili, perché sono telecamere la cui funzione principale era un’altra, che vengono anche usate per questioni di servizio o puramente per outreach.

Le Hasselblad di Apollo o le telecamere su Marte servono per prima cosa per riprendere gli obiettivi dell’esplorazione, luoghi che nessun uomo ha mai visto prima. Che poi vengano anche usate per motivi “di servizio”, è un altro discorso. Questo IMHO non ha niente a che vedere con fare delle telecamere che riprendano il corpo del satellite con dietro il nero cosmico.

Il giorno in cui una telecamera per motivi “social” sostituirà uno strumento scientifico o un sensore utile alla missione (perché se aggiungi uno, devi per forza togliere uno da qualche altra parte), cambierò lavoro. Mi piace pensare che spendiamo questi miliardi per qualcosa che può portare avanti l’umanità con le sue scoperte scientifiche che rimarranno in eterno, non per guadagnare qualche like su piattaforme che vengono dimenticati entro meno di 24 ore

Non credo che servissero solo ed esclusivamente per l’atterraggio. Una volta che hai le telecamere per vedere Marte, a quel punto vale la pena usarle anche per seguire l’atterraggio.

Ma se sei in L2, nel nero cosmico, che senso ha mettere su qualcosa che ha un costo non indifferente, per usarla una singola volta in tutta la missione e poi spegnerla e dimenticarsela?

(E continuo a essere stupito dell’esempio di XMM di @marcozambi , ora mi vado a documentare)

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