[2019-07-13] Proton-M/Blok DM-03 | Spektr-RG

Il 3 novembre la sonda avrebbe dovuto iniziare il programma scientifico, tuttavia il giorno prima la TASS ha diffuso la notizia di un rinvio a dicembre.

La fonte, ossia il capo del dipartimento di astrofisica delle alte energie dell’Istituto per la ricerca spaziale Mikhail Pavlinsky, ha dichiarato che gli strumenti funzionano perfettamente, ma la fase di calibrazione è stata “semplicemente estesa”.

La ragione non è stata esplicitata. Speriamo bene.

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Buone notizie da L2! L’8 dicembre Spktr-RG ha completato la fase estesa di calibrazione e, ruotando attorno ad un asse diretto verso la Terra, ha effettuato una scansione di prova di una striscia di cielo. Questa operazione segna l’inizio della modalità operativa durante la quale, per quattro anni, gli strumenti del telescopio a raggi-X scansioneranno la volta celeste, al ritmo di una mappatura completa ogni sei mesi. :grinning:

https://www.roscosmos.ru/27848/

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Veniamo a sapere da NPO di Lavochkin che, dopo 177 giorni, Specktr-RG ha completato la sua prima orbita attorno al punto L2.

Questo grafico illustra la traiettoria seguita dalla sonda dalla Terra (a sinistra, in corrispondenza dell’origine). Le distanze, su entrambi gli assi, sono indicate i migliaia di km

I punti verdi K1, K2 e K3 rappresentano le correzioni di rotta (l’ultima K3, del 21 ottobre 2019 è quella che ha permesso l’inserimento nell’orbita “a spirale”) Il punto giallo è la posizione di Spektr il 16 aprile 2020, quando ha complatato la sua prima orbita (per l’appunto non chiusa); quello rosso la posizione che avrà il 22, allo scadere dei primi sei mesi attorno al punto L2.
Durante questo periodo Spektr è riuscito a ultimare la calibrazione dei suoi strumenti e a esaminare metà della sfera celeste.

Credits immagine: Istituto di matematica applicata MV Keldysh

https://www.laspace.ru/press/news/spectrum-x/20200416_SRG_around_L2_point/

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Il 10 giugno il telescopio ART-CX di Spektr-RG ha ultimato la sua prima scansione del cielo. L’operazione, che ha richiesto 6 mesi, era iniziata l’8 dicembre 2019.

Ecco un’immagine di tutti gli eventi registrati nella fascia di energia 4-12 keV (ossia dei raggi X “duri”)

La risoluzione angolare della scansione ottenuta da ART-XC è molto superiore di quelle finora disponbili: si è passati da un grado a circa un minuto di arco.

In questa prima elaborazione di sono stati sottratti gli effetti dei raggi cosmici, in modo che apparissero solo le fonti di fotoni X

La missione iniziale di Spektr-RG prevede che la scansione si effettuata altre sette volte.

https://www.roscosmos.ru/28668/

https://www.laspace.ru/press/news/spectrum-x/110620/

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Ovviamente anche e-Rosita ha completato la sua scansione. Lo strumento tedesco lavora sui raggi-X meno energetici (“molli”).

Ecco un’immagine completa del cielo nella fascia compresa tra 0,3 e 2,0 keV

Ed ecco due metà rispettivamente tra 0,3 e 0,7 e 0,7 e 2,3 keV

In queste ultime due fasce…

[…] la sensibilità del telescopio eROSITA è massima. Su queste mappe sono registrate circa mezzo milione di sorgenti di raggi X .

Sulla mappa nell’ intervallo di energia più molle (0,3-0,7 keV) sono chiaramente visibili i resti delle esplosioni di supernove […] e l’emissione di gas interstellare “caldo” con una temperatura di centinaia di migliaia di gradi Kelvin, così come stelle relativamente vicine con corone molto più potenti del Sole. Ce ne sono più di centomila.

Degno di nota è lo sperone polare nord [non so se si chiami così anche in italiano, in inglese è il North Polar Spur], la regione più luminosa ed estesa della nostra galassia nei raggi X molli. Si vede chiaramente una striscia scura, che si estende lungo il piano della galassia della Via Lattea, dove la luminosità superficiale della radiazione a raggi X è inferiore rispetto ad altre parti della mappa. Ciò è dovuto all’assorbimento dei raggi X molli da parte di gas e polvere nel disco della nostra Galassia.

Sulla mappa nell’intervallo 0,7–2,3 keV si manifestano principalmente gli oggetti extragalattici. Vediamo centinaia di migliaia di nuclei di galassie e quasar attivi, la cui radiazione è associata alla caduta della materia su buchi neri supermassicci, e migliaia di ammassi di galassie, riempiti principalmente con una misteriosa “materia oscura” e gas intergalattico caldo. La stragrande maggioranza di questi oggetti si trova a distanze superiori a miliardi di anni luce.

In questo intervallo, vediamo anche pulsar a raggi X, nane bianche e molti altri tipi di sorgenti di raggi X galattici. […]

Le radiazioni luminose nella parte centrale della mappa sono dovute all’emissione di gas caldo e a giovani oggetti di varia natura nella costellazione del Cigno […]

Il buco nero supermassiccio Sgr A * si trova sul bordo destro di questa mappa nel piano dell’equatore galattico. Quest’area è ricca di fonti di raggi X di varia natura, ma è fortemente assorbita dai raggi X molli a causa dell’alta concentrazione di gas molecolare. Le fonti più luminose in quest’area sembrano molto sfocate a causa della loro elevata luminosità.

Dopo una manovra di correzione dell’orbita prevista per metà giugno 2020 e brevi osservazioni di calibrazione, Spektr-RG inizierà una seconda rilevazione del cielo.

https://www.roscosmos.ru/28676/

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Ho trovato questa visualizzazione interattiva del cielo a raggi X prodotta grazie ai dati del Chandra X-ray Observatory, utile per fare un confronto e cercare di capire cosa sono le sorgenti che vediamo in queste immagini di Spektr-RG. “Srotellando” si può zumare in qualsiasi punto; si può applicare dei filtri ed avere informazioni dettagliate sulle sorgenti.

https://chandra.harvard.edu/photo/map/index.html

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Dopo circa una settimana arrivano notizie e nuove immagini anche dalla Max-Planck-Gesellschaft (l’ente di ricerca che ha creato e-Rosita):

Questa merita la piena risoluzione:

La mappa mostra tutti i fotoni a raggi X registrati dai rivelatori eROSITA nella gamma di energia da 300 elettronvolt a 2,3 chiloelettronvolt per mezzo anno di scansione continua del cielo. Il colore rosso corrisponde a fotoni con un’energia di 0,3-0,6 keV, il verde a 0,6-1 keV, il blu a 1-2,3 keV. Come termine di paragone si può dire che queste tre gamme di energia corrispondono alla temperatura di una sostanza calda irradiante da 3 a 6 milioni di gradi (rosso); da 6 a 10 milioni di gradi (verde) e da 10 a 25 milioni di gradi (blu).

E qui c’è la localizzazione di alcuni oggetti:

Relativo articolo in inglese (sempre meglio del russo tradotto da google):

EDIT: Ma naturalmente anche i russi non si sono dimenticati di commentare questa nuova mappa:

https://www.roscosmos.ru/28703/

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Tutte le (piccole) manovre eseguite dalla sonda dalla partenza a oggi

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Tredici stelline distrutte dalla marea e scovate da spektr rg.

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Un bollitore cosmico attivo da 200 milioni di anni. Si tratta di una galassia con un buco nero supermassicio molto attivo che irradia i gas a raggi X anche a qualche parsec di distanza. Non è il primo oggetto conosciuto di questo tipo, ma è quello finora osservato con attività più longeva.
https://www.roscosmos.ru/33030/

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Il telescopio dovrebbe esssere in safe mode.

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Per problemi tecnici o politici?

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Da come lo hanno scritto, sembra che lo abbiano proattivamente comandato in safe mode.
Operativamente è un’opzione possibile.

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un interessante aggiornamento riguardo a una possibile prosecuzione “forzata” della missione… :thinking:

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Conoscendo direttamente come vanno questo genere di cose, scimmiottando i comandi destinati al payload scientifico che di solito vengono preparati dagli specialisti che lo hanno costruito (chi fa operazioni si occupa prevalentemente della piattaforma e di fare “manutenzione” agli strumenti, ma non di tararli, calibrarli, cambiarne modo osservativo ecc) rischiano solo di fare grossi grossi danni.

Tenderei a escluderlo e probabilmente non saprebbero nemmeno da che parte cominciare, senza procedure, ma da febbraio a oggi di cose assurde se ne son viste tante… speriamo sia l’ennesima sparata di Rogozin.

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Rogozin ha detto che non lo danneggeranno, possiamo stare tranquilli :face_with_open_eyes_and_hand_over_mouth:

Nel tweet precedente quello che hai pubblicato, che riporto qui sotto, chi ne capisce dice che sarebbe un errore.
Ma ripetendo l’ovvio, Rogozin ormai fa pura propaganda, quindi niente di che sorprendersi ormai…

Sono abbastanza pronto a scommettere una birra che alle parole non faranno seguito le azioni. Se il sistema di controllo dello strumento è anche lontanamente standard, senza procedure, comandi e feedback di telemetria (cioè senza duplicare il controllo scientifico dello strumento) o fanno danno, o non sarà mai configurato a dovere, o lo metteranno in una qualche safe mode.

Detto poi questo, devono anche duplicare le capacità di interpretare e usare i dati.

In pratica, devono risvuluppare da zero il ground segment. :money_with_wings: . Come no.

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Katya riporta le parole di Lev Zeleniy, il direttore dello Space Research Institute (IKI), che secondo il sito gazeta.ru ha commentato negativamente la possibile riaccensione di eRosita, per ragioni sia politiche che tecniche.

"Il nostro istituto - tutti gli scienziati - obiettano categoricamente a tutto questo. Tale obiezione è di natura sia tecnica che politica. Questo non è uno strumento russo. Non posso dire quanto sia realistica tutta questa faccenda, non so se i nostri specialisti hanno il codice per processare... Ma anche se lo avessero, sarebbe semplicemente impossibile pubblicare questi dati. Nessun giornale li accetterebbe, e avrebbero ragione".

Rogozin ha risposto:

"E allora non pubblicate i dati! E' forse il vostro obiettivo principale, quello di pubblicare articoli su giornali stranieri?"

:man_facepalming:

Una delle motivazioni dietro al netto e pubblico rifiuto di eseguire la richiesta di Rogozin (posto che ne abbia l’autorità) è a mio parere che gli scienziati russi si preoccupano molto di rovinare la loro reputazione internazionale forzando la mano.
Sanno che la comunità scientifica è internazionale per sua natura, e sanno che dimostrarsi partner inaffidabili ha un prezzo potenzialmente altissimo: in futuro (quasi) nessuno dei paesi che fa scienza d’avanguardia si fiderà a partecipare a missioni condivise come “ospite” dei russi.

Fonti:

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Concordo con quanto scrive @marcozambi , il Ground Segment (o segmento di terra) di un veicolo spaziale è qualcosa di connaturato al progetto, non si può “adattare” il GS di un certo progetto per “coprirne” un altro, per innumerevoli ragioni tecniche (sia di hardware sia di software), o semplicemente “schioccando le dita” come fa Rogozin.

Il quale (Rogozin) dimostra, ancora una volta, di essere un triste clown nelle mani del Cremlino, con queste uscite non solo rischia di ridurre a zero l’autorevolezza spaziale russa in campo internazionale (in questo caso dilapidando un autentico patrimonio storico) ma anche quello di creare uno scollamento con la propria comunità scientifica la quale tiene (giustamente) alla propria credibilità, spesso duramente guadagnata, in campo internazionale.

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