Confesso che incomincio a nutrire forti perplessita’ per quanto viene scritto e detto, alcune cose sembrano incomprensibili. Come e’ possibile che nell’anno del Signore 2024 un veicolo multimiliardario in dollari non sia in grado di fare l’undocking in automatico, cosa che veicoli molto piu’ umili e modesti fanno? Come e’ possbile che non implementino un piano B o sostengano di non implementarlo? Se e’ per evitare impatti di immagine e sul progetto, mi sembra controproducente. Se e’ perche’ il problema e’ poco grave e la probabilita’ che serva il piano B molto bassa, allora perche’ continua questo circo mediatico senza smentite veementi? Se poi implementano il piano B tardivamente mi sembra ancora piu’ strano, potevano prepararsi prima con discrezione. A un profano sembrano informazioni contraddittorie e strane, non capisco, forse sarebbe meglio astenersi dal commentare e ci abbiamo provato per parecchie settimane… ma anche loro dovrebbero comunicare in modo di creare meno sconcerto. Questo stillicidio fa malissimo al programma, se pianificavano un piano B subito senza tentennamenti sarebbe stato meglio. L’incertezza fa piu male del botto,se a bordo non c’e’ nessuno.
Secondo me non è proprio vero che NASA e Boeing comunicano male. NASA sta organizzando conferenze stampa abbastanza lunghe in media ogni decina di giorni, e non mi paiono restii a rispondere alle domande. Sicuramente la situazione di Boeing in generale, e lo scetticismo che la accompagna in questi ultimi anni, hanno un peso molto grande.
Secondo me ci sono in ballo due fattori:
- primo, ovvio la tutela delle vite di Butch e Sunny ma anche di quelle degli occupanti della ISS, che sarebbero a rischio nel caso il malfunzionamento dei thrusters si ripresentasse in modo Murphyanesco in fase di undocking con conseguente contatto tra Starliner e stazione
- secondo, NASA vuole essere arci-sicura che se certificano Starliner per il trasporto umano “di routine” la capsula sia davvero affidabile e che tutti i problemi trovati fin qui siano compresi e superabili (anche perché in caso contrario, soprattutto se il duo deve tornare a terra con un altro veicolo, secondo me il progetto CST-100 sarà di fatto terminato).
Lo stillicidio lo fa Berger (legittimamente, certo, ma con una certa dose di malizia secondo me), che facendo il giornalista di mestiere ha tutto l’interesse a drammatizzare una missione di test, e a marciare sulle oggettivamente povere prestazioni della capsula di Boeing.
Più indignazione crea, più atmosfera da “non ci dicono tutto” crea, più click ottengono i suoi articoli.
Non sto per niente sostenendo che non ci siano problemi, e nemmeno NASA, ma si tratta di una situazione in evoluzione in una missione di test, e lui riporta quello che si sta ancora discutendo nelle varie riunioni, e non la posizione finale ufficiale.
Personalmente, aspetto sereno i dati e le comunicazioni ufficiali, perché la speculazione che gli articoli di Berger sembrano suggerire è in sostanza parlar male di Boeing e sospettare NASA di una qualche forma di collusione/cover-up.
Magari è verissimo che Starliner è da buttare, che Boeing è rotta dentro e che NASA si sta facendo in quattro per cercare di non bocciare in toto il programma, ma a stabilirlo sarà NASA sulla base di dati e test oggettivi e non Berger raccogliendo voci di corridoio che non dovrebbero uscire al pubblico senza l’opportuno contesto.
Nel weekend ho trovato interessante questo articolo del britannico Guardian, che intervistando Mike Massimino ha un approccio un filo più razionale e riflette su come NASA ha in parte perso il controllo della narrativa su questa missione.
Un decision tree da dare ai media, bello colorato e estetico da pubblicare, che rappresenti i vari rami decisionali con costi, rischi e tempi connessi a ciascun ramo magari aiuterebbe rendendo piu’ evidente che la situazione e’ sotto controllo e tutte le opzioni vengono analizzate.
Puo’ sembrare un consiglio da bar sport ma in ambito professionale le societa’ di consulenza e gli executive insegnano che quando la situazione e’ incasinata mettersi a scrivere pagine e a fare grafici colorati aiuta a gestire gli utenti spazientiti (a volte lo fanno anche con malizia) e molti di noi ne hanno esperienza diretta, pur in ambiti piu’ modesti e meno spaziali.
Poi se il grafo delle decisioni corrisponde veramente alla situazione puo’ anche aiutare a fare chiarezza e a tenere un po’ a bada i click bait.
Se il ramo del rientro con un altro mezzo non e’ percorribile lo rappresenti comunque sul grafo ma lo stronchi con motivazioni sostanziose e magari pure vere.
Sono d’accordo con te, ma vale la pena ricordare che similmente a quanto fatto con SpaceX, anche in questo caso siamo di fronte a un contratto commerciale tra NASA e Boeing dove quest’ultima vende servizi a NASA.
Potrebbero esserci limitazioni legali a quanto le due parti possono svelare pubblicamente, per quanto concerne lo sviluppo della capsula.
Un decision tree o altre informazioni tecniche non servirebbero a molto perché i media e i commissari tecnici spaziali avrebbero da dire anche su quelle. A un certo punto bisogna fermarsi, riconoscere che meglio di chiunque altro nel programma spaziale americano solo la NASA ha gestito tragedie e imparato le relative lezioni, e ha quindi la competenza e l’esperienza per tenere la situazione sotto controllo e prendere decisioni.
Lasciamo in pace la NASA, non chiediamo decision tree o briefing continui che fanno solo perdere tempo, e facciamole usare quel tempo per lavorare al problema.
Assolutamente no ![]()
È tutto guidato dalla limitazione degli attracchi: per arrivare Crew 9, se ne deve prima andare CFT. E non faranno andare via Crew 8 finché non arriva Crew 9.
Quindi: hanno deciso di tenere ancora un po’ CFT a bordo, il che significa che il lancio di Crew 9 deve aspettare, e quindi anche il rientro di Crew 8 deve aspettare. Ovvero: il ritardo del rientro di Crew 8 è sì causato da CFT, ma non perché pensano che Butch e Suni possano rientrare con la Dragon.
Ok adesso è più chiaro, grazie.
Giusto per amore di discussione, cosa succederebbe (in via del tutto teorica) se la NASA decidesse di far rientrare Suni e Butch con Dragon?
In rete girano le cose più fantasiose e, dato che lo scenario è possibile sia pur poco probabile, sarebbe opportuno avere una ricostruzione fondata.
Sembra un puzzle.
Quindi necessariamente l’ordine deve essere partenza CFT, arrivo 9, partenza 8?
No, in teoria potrebbe partire Crew 8 e poi arrivare Crew 9, sarebbe possibile con gli attracchi disponibili. E in questo modo cadrebbe la dipendenza da CFT.
Però significherebbe che Crew 8 andrebbe via prima che arrivi Crew 9, sarebbe un handover “indiretto” tra i due equipaggi, cosa che si cerca di evitare (perché gli astronauti a bordo spendono quei 5-6 giorni a fare il passaggio di consegne ai nuovi arrivati a bordo del veicolo).
SpaceX ha fatto degli studi in proposito, non adesso ma come conseguenza dei problemi della Soyuz. È possibile, ma comporta dei rischi aggiuntivi.
Ne abbiamo parlato in un thread dedicato, qui.
Si ricordo il thread.
Mi chiedevo se fosse emerso qualcosa di nuovo e più “specifico” rispetto a quanto discusso allora…
Negli ultimi anni è capitato che alcuni si lamentassero un poco di quanto la NASA,e gli enti di controllo governativi siano divenuti cauti di questi tempi; spesso si è rimpianto il “buon vecchio tempo” in cui si era capaci di assumersi dei rischi pur di velocizzare il programma spaziale,si è stigmatizzato che con le regole di oggi sarebbe impossibile ed impensabile andare da Mercury ad Apollo (passando per Gemini) in soli cinque anni,per non parlare del volo di collaudo di STS-1,forse la più rischiosa missione con equipaggio mai lanciata.
Si è ribattuto a queste critiche che la NASA ha imparato dai suoi errori,che ben due Shuttle e due equipaggi persi hanno lasciato un segno profondo,che la cultura della sicurezza (per quanto umanamente possibile) cerca di evitare nuovi incidenti che portino alla perdita di Astronauti.
Ragion per cui quando la NASA darà il via libera per il rientro di Suni e Butch con lo Starliner,lo farà perchè in coscienza è stato deciso che i parametri di rischio rientrino in percentuali ampiamente accettabili,e voglio credere senza alcun cedimento a (comprensibili) pressioni della Boeing.
Detto cio’, è giusto ricordare che ogni volo di collaudo di un nuovo mezzo è ricco di piccoli errori da correggere,e magari qualche maggiore imprevisto…i voli di prova servono propio a questo.
Tuttavia gli inconvenienti occorsi a Starliner mi paiono alzare un pochino l’asticella circa quel che si può attendere da un collaudo.
Alla fine ritengo improbabile un rientro dei due Astronauti della Calypso con un altra capsula, se così fosse sarebbe un colpo mortale per il progetto Starliner.
Ma anche tornando a terra sani e salvo con la Calypso (come certamente avverrà) credo che la capsula della Boeing difficilmente sarà considerata operativa prima di molti e molti mesi,parecchio lavoro e forse un nuovo volo di collaudo.
Nel frattempo è inevitabile che ai piani alti della NASA ci si facciano alcune domande circa questo contratto.
Ad ogni modo,secondo me una iniziativa che andrebbe presa (e che andava già messa in conto) è rendere compatibili le varie tute spaziali per l’uso sia su Dragon che su Starliner.
NDurante la conferenza stampa la NASA conferma di star valutando il rientro di Suni e Butch con una Dragon. Le tute ed i seggiolini sono pronti e Crew 9 potrebbe volare con solo due astronauti per tornare con 4.
Ovviamente è il Piano B nel caso dichiarino non sicuro il rientro di Starliner, che è ancora il Piano A.
Comunque a breve verrà presa la decisione finale
Con questo possiamo tranquillamente dire che il rientro con la Dragon non è più un’ipotesi campata in aria quanto una reale possibilità attualmente in fase di elaborazione alla NASA.
Questo mette anche fine alle polemiche se il volo di Starliner sia comunque un successo sia pure con una lunga permanenza. Arrivati a questo punto deve essere visto come un clamoroso fallimento.
Se davvero Suni e Butch dovessero rientrare con la Dragon credo che per Starliner sia la fine.
Peccato perché, sulla carta, prometteva bene…
Ci sono però altri 3 astronauti che attualmente lavorano nel segmento USOS. E in questo caso farebbero da “ponte” tra crew 8 e crew 9.
È vero che l’equipaggio della CST non fa tecnicamente parte della expedition ma sono 2 astronauti di grande esperienza e sono sicuro che ormai, in attesa, stiano lavorando assieme al resto dei colleghi.
È possibile fare un handover do questo genere?
Provocazione (ma fino as in certo punto visto che la sto annunciando): se CST non è pronta per il rientro e non può servire da scialuppa per Suni e Butch (almeno in questo momento, non dico in assoluto) allora la Crew8 non può partire senza lasciare 2 astronauti senza veicolo per le emergenze.
Non dovrebbe funzionare proprio così. Se NASA, ma il discorso è applicabile a molte situazioni, dovesse incaricarsi di smentire (non importa se leggermente o in modo veemente) tutte le sciocchezze che si dicono in giro, avremmo sdoganato la base di tutte le teorie del complotto.
È chi espone una teoria che la deve provare, altrimenti potrei dire che Indaco mangia la pizza con l’ananas e senza una tua smentita sarebbe vero. Non è così. E tu non mangi la pizza con l’ananas vero?
Tutto è possibile, ma bisogna vedere se conviene o meno ![]()
Far volare un astronauta sulla Sojuz e un cosmonauta sulla Dragon è servito proprio a permettere gli handover indiretti delle Dragon e delle Sojuz, in caso di problemi, perché appunto rimane sempre a bordo almeno un astronauta e almeno un cosmonauta. E certamente Butch e Suni a bordo possono aiutare.
Se però hanno scelto di fare così, sarà perché ritardare l’handover Crew 8/9 non era un problema…
Sicuramente se rientrassero con la Dragon sarebbe un clamoroso fallimento. Se invece tornassero con la Starliner, allora forse potrebbe essere un parziale successo.
Possiamo continuare a disquisire all’infinito, ma non so quanto senso abbia, con i se e i ma non si fa la storia. Non ci resta che aspettare ![]()
Questo punto è quindi stato chiarito. Vediamo come va a finire.
Chiedo scusa per la domanda forse banale: se Starliner non è in grado di eseguire uno sgancio automatico dalla stazione spaziale e l’ingresso nell’atmosfera terrestre, nel caso che la NASA decidesse di fare tornare gli astronauti con la Dragon, cosa potrebbe accadere alla Starliner? Ci sarebbe rischio di contatto della capsula con la ISS in caso di malfunzionamento dei thruster? Rimarrebbe attaccata alla ISS riducendo le postazioni di attracco disponibili?
Vi segnalo l’articolo di Jeff Foust su Spacenews:
Ok, mi sembra di capire che il rientro con Starliner per emergenza sia considerato più sicuro di rientrare con la Dragon di Crew 8 (senza tuta e senza seggiolino), come abbiamo discusso finora, ma il rientro più sicuro in assoluto sarebbe con Crew 9, lanciando solo due astronauti, due seggiolini vuoti e due tute per Butch e Suni.
Quindi, possibile rientro con la Dragon, ma tra sei mesi con quella che deve arrivare, e non adesso con quella già su.
Questo ovviamente avrebbe un grosso impatto sulle rotazioni della ISS, e quindi si prendono del tempo per decidere se si può evitare il rimescolamento, rientrando con Starliner in maniera sicura.
Boeing dice di sì, ma c’è qualcuno in NASA che non è convinto, e quindi hanno posticipato la FRR per discuterne ulteriormente.