Il lanciatore era dotato di un solo booster, seriale B1094 al volo n. 4. È ritornato in servizio 44 giorni dopo la missione Crew-11. Il tentativo di recupero con ritorno al sito di lancio “Landing Zone 2” è RIUSCITO.
(Traduzione automatica) Questo è il 23° volo del veicolo spaziale di rifornimento senza equipaggio Cygnus dell’ATK orbitale e il suo 22° volo verso la Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito del contratto di servizi di rifornimento commerciale con la NASA.
Secondo atterraggio a LZ-2 nel giro di 24 giorni. Si tratta di un record per questa piazzola, che in precedenza ne aveva al massimo visti due nel giro di 36 giorni (tra dicembre 2022 e gennaio 2023).
Il boccaporto inferiore (nadir) di Unity torna ad essere occupato, 174 giorni dopo la partenza di Francis R. “Dick” Scobee (Cygnus NS-21). Per trovare un periodo più lungo di inutilizzo bisogna tornare al 2015, e cioè ai 196 giorni che passarono dallo sgancio di Leonardo e l’aggancio di Donald Slayton II (la prima Cygnus ad utilizzare questo boccaporto).
Erano 408 giorni che una Cygnus non raggiungeva la ISS. Esiste solo una pausa più lunga di questa, e cioè i 696 giorni che divisero l’aggancio di Janice Voss (CRS-2) e quello di Donald Slayton II (CRS-4)
L’attesa ne è a quanto pare valsa la pena, dal momento che William “Willie” C. McCool ha portato sulla ISS un totale di 4.911 kg di payload. In precedenza, nessuna Cygnus aveva mai portato più di 3.857 kg.
Infine, a questa Cygnus ci sono volute 88 ore per raggiungere il boccaporto. Per trovare un arrivo meno “rapido” bisogna tornare al 2016, e cioè alle 135 ore di Alan Poindexter (CRS-5).
È emerso un dettaglio curioso dalle parole di Rob Navias, addetto alla pubbliche relazioni di NASA, durante la diretta per l’installazione di Cygnus al modulo Unity. Un aspetto già anticipato da Dina Contella, dirigente del programma della Stazione spaziale internazionale, in occasione della conferenza pre-lancio.
Andiamo al dunque e alla curiosità “croccante”. Secondo il piano di volo, il 2025-11-24T23:00:00Z il braccio robotico Canadarm2 sgancerà temporaneamente Cygnus NG-23 da Unity e lo allontanerà dal segmento russo, senza però lasciarlo in volo libero. La manovra è necessaria per favorire, due giorni più tardi, l’aggancio della Sojuz MS-28 al vicino modulo Rassvet. È una forma di precauzione, senza Cygnus la Sojuz ha il corridoio di attracco libero e si evitano possibili contaminazioni con i gas esausti dei propulsori. A operazione conclusa, il Canadarm2 rimetterà al suo posto Cygnus, dove resterà indisturbato fino agli ultimi giorni di missione (marzo 2026).
Di certo è una novità. infatti altre volte le Sojuz si sono agganciate senza problemi a Rassvet mentre Unity era occupato. L’ultima volta di recente con Cygnus NG-21 e Sojuz MS-26. Mi viene lecito pensare che questa nuova versione di Cygnus con la stiva più grande (sviluppo maggiore in lunghezza) comporti dei vincoli di sicurezza più stringenti.