Con qualche problema di troppo. Vedesi l’ugello ucraino o i serbatoi mandati alla discarica.
Privati? Tutti i settori ad alta tecnologia in Europa sono in mano pubblica. Bisognerebbe discutere a riguardo di certi operatori privati d’oltre-oceano, chiaramente. In ogni caso il problema non è tanto la partecipazione degli Stati, quanto la mancanza di determinazione a raggiungere risultati.
Vorrei andare un po’ controcorrente: SpaceX ha raggiunto una valutazione assurda, chi ci assicura che l’aerospazio non sarà la prossima bolla ad esplodere? E tornando al quote: senza l’appoggio di Griffin l’epopea di SpaceX sarebbe finita presto; non ci servono ragazzini matti che offrano l’immagine.
cliente privato, non vettore privato
Arrivano le reazioni, e come prevedibile, sono strali e tuoni.
Alla resa dei conti però, chi ha spazzato via il mercato è stata SpaceX, che come abbiamo avuto modo di discutere mille volte IMVHO ha avuto molto poco di commerciale nella sua ascesa.
L’Europa deve mettere 350 milioni l’anno per 6 lanci di Ariane 6, la NASA e il DoD insieme hanno messo molto di più ogni anno in SpaceX, per 15 anni di fila, per arrivare dove SpaceX è ora.
La mia frustrazione è che l’Europa non ha la coesione sufficiente per poter fare un investimento così grande e per un periodo così lungo. Ogni stato mette un po’ di soldi in ESA, e poi ne mette un altro po’ internamente nelle proprie piccole aziende. E invece di mettere tutti gli sforzi insieme nella stessa direzione, andiamo ognuno nella propria.
Si vuole essere competitivi con gli americani, investendo un quinto e si vuole ottenere risultati in un quinto del tempo, e poi ci si lamenta che le nostre aziende sono un carrozzone e costano troppo. L’ho vissuto di persona quando lavoravo in EDRS, mi si chiedeva di essere competitivo con TDRS in temini di costi, quando è chiaro che stavamo facendo qualcosa per la prima volta e con un solo satellite, mentre TDRS lo fa con 15 satelliti da 40 anni.
Per questo mi trovo pienamente d’accordo con l’intervista: se vogliamo un accesso indipendente allo spazio, questo avrà un costo enorme e prolungato, prima di essere competitivi con chi quel costo enorme e prolungato lo ha già speso negli ultimi 15 anni. È e deve essere necessariamente prima di tutto una scelta politica, con la consapevolezza che i primi 10-15 saranno in rosso e non ci sarà quasi niente di commerciale (così come è stato per SpaceX). E più passano gli anni in cui andiamo avanti a passo più lento, più il gap aumenta.
Condivido la tua posizione @Buzz .
Resto convinto che alla base ci siano, come ho scritto, obiettivi (ambizioni) troppo ridotti e poca coesione politica.
Ma guardando in casa ESA/Arianespace, certe letture strategiche sbagliate, il liquidare certe scelte tecnologiche con superba superficialita’ (e non sto dicendo che si doveva capire da subito quale e quanto fosse il modello vincente eh) quasi fosse una posizione ideologica e senza averle testate seriamente e in modo trasparente, l’affidarsi a un monopolista anche dopo aver visto che svolta stava prendendo il mondo dei lanciatori e quali inefficienze quel modello ormai si trascinava appresso… a mio parere sono fattori autolesionisti che rendono evidente un’inadeguatezza generazionale a livello di management, e che richiederebbe quanto meno qualche presa di responsabilita’.
Ora i nodi vengono al pettine a prescindere da quanto si strilli al tradimento.
Forse shock come questi sono schiaffoni che riportano alla realta’ e pongono il settore aerospaziale europeo davanti a una scelta.
C’e’ da sperare che da questo momento di crisi arrivi uno stimolo per investimenti e concorrenza, ma soprattutto per sviluppare una nuova visione dove l’Europa sia co-protagonista a livello mondiale nel campo aerospaziale, e non un gregario sostanzialmente subalterno agli USA.
Il post di Philippe Baptiste su Linkedin.
Sembra che EUMETSAT abbia deciso di lanciare Meteosat MTG-S1 su un Falcon 9 di SpaceX invece che su Ariane 6. Si tratta di un cambiamento piuttosto brutale, poiché il volo avrebbe dovuto aver luogo molto presto.
Chiaramente, oggi è una giornata molto deludente per gli sforzi spaziali europei.
Le condizioni tecniche erano soddisfatte per un lancio su Ariane 6 e il lanciatore era effettivamente disponibile. Aspetto con impazienza di capire quali ragioni potrebbero aver spinto Eumetsat a una tale decisione, in un momento in cui tutti i principali paesi spaziali europei e la Commissione europea chiedono il lancio di satelliti europei su lanciatori europei! Per non parlare del fatto che mancano 10 giorni al volo inaugurale di Ariane 6.
Fino a che punto arriveremo noi europei nella nostra ingenuità?
Ciò dimostra, ancora una volta, l’ardente necessità di un forte coordinamento europeo sullo spazio. È tempo che la Commissione europea adotti le misure necessarie affinché tutti i satelliti istituzionali europei vengano lanciati su lanciatori europei piccoli e grandi.
I commenti non vanno, per ora, nella direzione che Baptiste si augura.
Che poi Ariane 6 è proprio il razzo ideale per il profilo di missione di Meteosat MTG-S1, con tempi più brevi e senza manovre di cambio di piano orbitale cone dovrà fare SpaceX.
Più che altro è stato il Congresso degli stati uniti, dando di fatto a SpaceX il monopolio nel blocco occidentale e tagliando fuori l’Europa da altri fornitori ben saldi nel mercato, Russia e Cina.
Se l’Europa avesse potuto lanciare coi Lunga Marcia o se avesse potuto usare i suoi servizi di lancio con i Sojuz da Kourou sarebbe stata un’altra storia.
Non credo che il Congresso possa impedire agli stati europei di lanciare con la Cina. Non lo facciamo per varie ragioni geopolitiche, ma con i Cinesi si collabora in tanti altri settori.
Per la Russia si sa che la ragione sono le sanzioni internazionali.
Ma in generale, il congresso USA ha fatto il suo dovere, favorendo la crescita e lo sviluppo di un mostro tecnologico del suo paese, che si e’ imposto soprattutto per le sue tecnologie (e con i generosi supporti politici certo, ma dubitiamo ancora che in SpaceX ci sia soprattutto la ciccia?). E non hanno nemmeno ammazzato la concorrenza, anzi.
E’ il nostro “sistema” ad aver fallito, e va sistemato.
Gli USA non hanno dato poi tanti soldi a SpaceX, relativamente parlando.
La loro spesa piu’ elevata si e’ tradotta nel finanziare piu’ progetti e sia Boeing e ULA e gli altri incumbent, sia SpaceX, non briciole ma di meno che ad altri. Devo proprio ricordare gli arcinoti numeri e risultati ad esempio di Commercial Crew Program?
Scusate la brutalita’. Se dessimo piu’ sodi ad Arianespace non avremmo SpaceX, forse avremmo un’altra Boeing e ULA, magari un po’ meglio un po’ piu’ Airbus. Che non e’ detto sia del tutto male, intendiamoci. Magari potremmo lanciare autonomamente astronauti nello spazio ma verosimilmente non sarebbe competitivo nel nuovo scenario. Utile come backup, anche per gli altri (avrebbe senso che il backup alle Crew Dragon fosse fatto in collaborazione, cosa utile anche per Nasa e meno costosa per gli stessi USA…se poi la Russia fosse rimasta democratica ancora meglio… ).
Per avere una SpaceX europea bisognerebbe dare soldi non briciole a degli outsider che infastidiscono i salotti buoni facendo piani disruptive, a trovarli. E silurare quei figuri di vertice che di fronte alla rivoluzione si sono messi di traverso pretendendo protezionismo e condannando la loro azienda.
Per me non è corretto pensare che l’investimento sia pari a quello dei pionieri, l’acqua calda l’hanno inventata una volta sola. Sono le persone e il loro know how a fare progresso, e assumere personale chiave costa sicuramente tanto ma siamo un ordine di grandezza sotto a dover inventare il know how.
A meno di non voler partire dal foglio bianco e voler far finta che non esista già una tecnologia, ma sarebbe l’unico settore industriale dove esiste un approccio del genere.
A me sembra di ricordare che NASA ha dato diversi miliardi anche, ad esempio, a Boing o a Northrop Grumman, ma tuttavia questi non hanno raggiunto gli stessi risultati di SPX.
In ogni caso Nasa si ritrova con un sistema di lancio efficiente e innovativo subito e abbondantemente a disposizione per qualsiasi lancio satellitare e umano con, probabilmente, meno di 10 miliardi complessivi e comprensivi di missioni già portate a termine (sia satellitari che umane) e risparmiando una marea di soldi.
Ariane 6 quanto ci è costato fino ad ora? 6 miliardi? Per una rampa di lancio e un sistema che non andrà oltre i 10 lanci l’anno (se andrà tutto molto ma molto bene).
Ricordo che ESA è stata ultimamente costretta a lanciare 2 satelliti Galileo con SPX ed ha prenotato altri 2 lanci dello stesso tipo. Semplicemente qualcun altro ha cambiato idea seguendo il suo stesso esempio (andando probabilmente anche a risparmiare denaro).
E’ risaputo che i vertici ESA facciano sfotto sulle innovative e inevitabili nuove tecnologie di riutilizzo. Prima dicendo che non fossero convenienti e ultimamente affermando che non è conveniente svilupparli per i pochi lanci che prevedono di fare. Mi chiedo se, per le stesse ragioni di cui sopra, non fosse stato più conveniente continuare con Ariane 5.
Avevo letto male.
In realtà dovremmo considerare come funziona il modello americano: le agenzie hanno messo soldi e distribuito tecnologie ad appaltatori valutati sicuri sotto il profilo della Sicurezza Nazionale. In seguito è intervenuto il mercato, con la valutazione monstre attribuita a SPX, da cui l’utilità di esibire un uomo-immagine come EM. In Europa è possibile applicare un modello simile? Dubito! Quanti di noi sarebbero felici di vedere i nostri risparmi a rischio bruciatura per finanziare una realtà innovativa?
Infine concordo con il resto. La UE è un attore tecnologico di taglia media (forse medio-piccola), fortemente dipendente da tecnologie sviluppate in altre regioni, limitato dall’essere un’associazione di Stati tra di loro concorrenti in cui i progetti sono spartiti su base politica, senza badare a ciò che importa realmente: il conseguimento dell’obbiettivo.
Si collaborerà sempre meno. In maniera indiretta il Congresso può impedirci questo ed altro: il volo di un satellite UE a bordo di un vettore PRC implica che tecnologie di base sviluppate in USA siano imbarcate su un veicolo PRC.
Ricordo quanto sta accadendo in ambito micro (anzi, nano) elettronico, con ASML obbligata a non vendere sistemi litografici avanzati in PRC.
Se i satelliti hanno materiale classificato itar per lanciare dalla Cina serve un permesso di esportazione in Cina e quindi il congresso può impedire di lanciare dalla Cina.
Comunque anche per tutti i payload classificati european dual use i documenti per esplorare in Cina non sono gestibili facilmente.
I satelliti sono prodotti come altri e devono essere esportati e con loro le attrezzature di terra ed il team.
L’anomalia e’ stata EM ma soprattutto il salto quantico della riutilizzabilita’, che prima o poi sarebbe stato fatto comunque, a cui i vertici di Arianespace hanno reagito male, molto male.
Se non c’era EM e la riutilizzabilita’ Arianespace avrebbe ancora la sua fettona, se non leadership, nei lanci commerciali salvo il pericolo cinese all’orizzonte come per altri settori, ma che comunque per motivi politici sarebbe “cappato” come per altri settori.
Perq’ lasciamo stare le persone che sono delle fluttuazioni statistiche.
La linea di demarcazione e’ appunto la riutilizzabilita’ anche solo del primo stadio (che rappresenta 80-90% della massa di un veicolo) e che parziale e’ fattibile in molti modi probabilmente, non solo come implementata di F9.
L’astronautica e’ stata congelata in uno status quo senza progresso per decenni. Nei primi anni era pieno di progetti interessanti, lo Shuttle se fosse stato sviluppato in modo incrementale avrebbe potuto essere parzialmente riutilizzabile in modo piu’ efficiente, ma anche Von Braun pensava a veicoli in parte riutilizzabili, anche il vecchio e affascinante progetto Sea Dragon doveva esserlo.
L’allucinazione di massa, e il suicidio (inutile indorare la pillola) e’ stato ritenere che siccome nessuno aveva piu’ provato a riutilizzare parte dei veicoli, questo fosse impossibile. Si chiama effetto pollo, si traccia una riga per terra, ideali colonne d’ercole, e il pollo non la attraversa piu’, e terrorizzato dall’idea di attraversarla.
E ancora adesso in Arianespace neanche ci pensano a pensare e testate uno degli ennemila modi probabilmente possibili per realizzare una riutilizzabilita’ parziale, che basterebbe. E nessun governo europeo pensa di imporglielo o se sono persi alla causa dell’innovazione a finanziare altri attori per provarci loro.
Queto nonostante l’evidenza dei fatti, questo nonostante che EM ad ogni santa intervista fa l’esempio dell’aereoplano che devi buttare via ad ogni viaggio.
Ripeto, allucinazione di massa, lemming destinati all’affogamento. Mi dispiace ma e’ cosi’. E non e’ un problema solo di Arianespace, ma chissa’ perche’ su questo lato dell’oceano e’ piu’ diffuso.
Ricordo anche io così. Agli inizi Ariane 6 veniva presentato come il vettore che avrebbe mantenuto l’Europa competitiva nel mercato dei lanciatori.
Questo è Israel nel 2015.
We have ambitions in Europe with Ariane 6, and I think it is exactly the product we need for the coming market, a market which will be characterized more by diversity in the volume and the mass of the payloads. With a more competitive launcher in terms of price, Ariane 6 will help us to be able to go with two small or two medium satellites — and not like today with only one small and one big — without losing money. I think our rocket is fully adapted to the expected market, but we could have other ambitions.
Segnalo questo studio della Banca Europea sullo sviluppo del settore aerospaziale in Europa che mi ero salvato tempo fa. E’ del 2019 ma è pieno di dati interessanti e di fatto arriva alle stesse conclusioni.
Albeit comparable with that of NASA, the ESA has embarked on a different procurement scheme with the Ariane 6 in order to safeguard the competitiveness of Europe’s flagship launcher. Key characteristics of the ESA’s Industrial Policy may not, however, be ideally suited for stimulating a competitive NewSpace economy in the global context. The so-called Geographic Distribution in the ESA’s Industrial Policy, as well as its stringent ECSS standards are often mentioned as hurdles for enabling competitive NewSpace SMEs in the sector.
Sulla politica di ESA si può dire tutto ma ECSS è stato sicuramente un passato avanti. Certo da implemtare sono costosi ma è il costo per avere un prodotto di qualità.