Conflitto in Ucraina e sue ripercussioni sullo spazio

Benvenuti nel Topic dedicato al commento dell’impatto che l’invasione russa dell’Ucraina sta avendo sul mondo aerospaziale.

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Perché questo topic è in moderazione restrittiva

  • Prima di ogni altra cosa, chiariamo la posizione “ufficiale” dello staff di FA.it su quanto sta accadendo. Siamo inorriditi di fronte alla perdita enorme di vite umane in corso causata dall’ingiustificata invasione russa dell’Ucraina. Siamo esterrefatti dalla svolta storica imposta dai fatti contingenti e dal pericolo di avere un dittatore autoritario in controllo di una potenza di fuoco potenzialmente da “fine di mondo”. Siamo intristiti, nello specifico del nostro ambito di interesse, che i vertici di Roskosmos siano guidati da un personaggio imbarazzante, che sta usando senza ritegno l’agenzia, i suoi canali socia e le immagini dei suoi cosmonauti a beceri fini di propaganda e di provocazione. Siamo amareggiati che decenni di amicizia e collaborazione siano stati e saranno buttati alle ortiche per compiacere la follia di un regime dittatoriale.

  • La nostra linea editoriale è parlare di astronautica. In questo senso, va benissimo inserire tweet e commenti a uscite social che riguardano direttamente missioni, programmi, collaborazioni in corso, ad es. le ripercussioni dirette sul programma ISS. Tutto il resto è considerato OT e sarà moderato senza ulteriori preavvisi o lunghe spiegazioni.

  • La scelta di non tollerare discussioni su argomenti strettamente politici, di pura provocazione, o di propaganda è dovuta al fatto che non ci interessa sviluppare la tribuna politica di FA.it. Non vediamo l’utilità di ospitare su un forum tematico decine e decine di post, per quanto giustificati, pieni di indignazione o sberleffo, o di espressione di pura rabbia o insoddisfazione. Decine di post dove tutti diventiamo esperti di geopolitica, dove ognuno posta la sua previsione finedimondo. Tutte cose assolutamente legittime, in generale, ma semplicemente OT qui su FA.it .
    Vogliamo porre invece la massima attenzione sulle conseguenze fattuali e pratiche in campo spaziale di quanto sta avvenendo, in modo da dare ad appassionati e passanti un modo rapido ed efficace di capire e “fare il punto” sul reale stato delle cose.

  • Le risorse e i luoghi adatti sul web dove discutere di politica nella più assoluta libertà non mancano. Su reddit ad esempio hanno addirittura megathread quotidiani disponibili per farlo, ad esempio. Se sentite il bisogno di dire la vostra “in generale” sulla terribile situazione in corso, andate lì o su risorse analoghe.

Fonti consigliate

Ecco una lista di fonti ufficiali o considerate affidabili (in costante aggiornamento):

Non ricordavo di aver aperto questo thread ma mi pare doveroso riprenderlo… Nel 2019 ho aperto il thread pensando al comportamento degli astronauti e cosmonauti durante le varie expedition. Oggi abbiamo una situazione a terra un pò calda per usare un eufemismo… Sulla stazione spaziale sembra che tutto vada avanti come sempre ma fino a quando? Non credo a situazioni di chiusura del portellone tra zarya e unity ma qualche dispetto a terra potrebbe capitare… Avevo letto di un ritardo nella concessione del visto per un cosmonauta per esempio. Penso anche che la cosmonauta kikina potrebbe volare sulla soyuz invece della crew dragon. L’ amministratore della nasa ha incontrato la controparte roscosmos dopo parecchio tempo dalla nomina. I russi non hanno mai risposto ufficialmente alla fine della vita operativa della iss prevista dagli usa per il 2030. In linea generale gli abitanti della iss potranno continuare a lavorare tranquillamente oppure ad un certo punto risulteranno “stressati” dalla guerriglia scientifico mediatica dei team di terra?

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Non credo che ci sarà alcuna ritorsione su quello che riguarda la vita degli astronauti a bordo dell’ISS e nelle fasi preliminari e di preparazione. Se mai vedremo in questo campo degli strascichi dovuti a una tensione politica, credo che questo avverrà con azioni ufficiali dei vari governi imponendo dei limiti alle azioni attuabili nelle varie zone (ad esempio una chiusura delle zone russe, ma la vedo difficile) o addirittura con la cessazione alla collaborazione sull’ISS (ma questa la vedo ancor più dura).

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Bisognerà capire se l’attuale situazione avrà ripercussioni sulla ISS.
Con l’invasione del Donbass e la probabile attivazione di sanzioni preannunciate come “durissime” nei confronti della Russia,temo che il clima di colaborazione per la conduzione della stazione possa risentirne.

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Pete ha creato un bel thread analizzando i possibili impatti sulla ISS.

I punti chiave che lui sottolinea sono:

  • La Russia non può sganciare i moduli del suo segmento dalla ISS. Non è tecnicamente fattibile perché le due parti (USOS - RUS) sono profondamente integrate fra loro e ognuna fornisce servizi di cui ha bisogno l’altra per far funzionare la ISS nel suo complesso.

  • Il comparto russo fornisce in particolare la propulsione e il controllo d’assetto. Anche se ora le Cygnus saranno in grado di fare i reboost, i thruster del segmento russo forniscono quel controllo d’assetto necessario quando si fanno le manovre di cambio d’assetto della ISS. I giroscopi del reparto USOS fanno la loro parte nel mantenerlo ma non sono così potenti.

  • Il reparto russo non ha un sistema energetico proprio, deve fare affidamento sui pannelli solari USOS. Inoltre c’è un componente chiamato ARCU (American-toRussian Conversion Unit) che trasforma la corrente a 124 V del reparto USOS ai 28 V di quello russo. Senza di questo (nel caso NASA volesse fare un dispetto) il segmento russo non sarebbe in grado di produrre sufficiente energia per se stesso.

  • La Russia potrebbe chiedere ai cosmonauti di chiudere i portelli fra i due segmenti, ma ci sarebbero grossi problemi in caso di scenari d’emergenza… e bisogna vedere se i cosmonauti obbedirebbero.

  • Il sistema di supporto vitale del lato russo (in particolare il sistema di produzione dell’ossigeno Elektron) è vecchio e inaffidabile e richiede manutenzione. Se dovessero separare i due reparti chiudendo gli hatch non avverrebbe più il ricambio d’aria fra i due segmenti.

  • Tecnicamente, dice, il modulo Zarya è proprietà di NASA. L’aveva acquistato dall’agenzia spaziale russa nel 1998 per dare il calcio d’inizio alla costruzione della ISS.

  • La cosa più verosimile che potrebbe accadere è che la Russia si ritiri dagli accordi di far volare cosmonauti sulle Dragon e astronauti sulle Soyuz. O per lo meno la burocrazia potrebbe subire magicamente delle lungaggini. In questo caso il numero di persone sulla ISS potrebbe ridursi (se una Dragon o un F9 avesse dei problemi potrebbe non esserci un veloce turnaround della crew).

  • Poi c’è la questione che conosciamo in merito ai razzi Antares e Atlas. Come già detto altrove, il primo stadio dell’Antares è costruito in Ucraina, il suo motore RD-181 è russo, e gli Atlas (che comunque a detta di Tory sono già stati tutti venduti in attesa del Vulcan) hanno un motore RD-180. Russo. Qui lo Starliner potrebbe essere il salvatore della patria.

A leggere tutto questo mi sento abbastanza tranquilla.

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Nel 2014 dopo il referendum in crimea e relativa annessione alla russia cos’ è successo sulla iss? La situazione è sostanzialmente la stessa e dopo 8 anni di sanzioni putin è ancora in piedi e gode di ottima salute. La situazione della crimea probabilmente era anche più calda per via delle basi militari russe. Riguardo alle due repubbliche separatiste probabilmente non accadrà nulla come per la crimea. La russia porterà nella sua sfera d’ influenza un pezzo d’ ucraina ma nessun paese nato o ue invierà soldati per rinconquistarle. Riguardo alla iss in orbita probabilmente continuerà tutto come sempre ma come scrivevo in qualche post sopra i dispetti continueranno tra i team di terra. Dubito comunque che la iss arrivi al 2030 come preventivato dagli usa. Non so se gli usa vorranno prendersi in carico la parte russa per qualche anno mentre i russi iniziano ad assamblare la loro nuova stazione.

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Non ricordo con precisione e non ho al momento la fonte per confermare, ma la ISS dovrebbe godere di una sorta di “patto di ferro” che la terrebbe al sicuro, anche in caso di ostilità militari tra le nazioni coinvolte nel progetto.

Come riassume veronica, ci potrebbero essere “tarantelle” burocratiche per accordi su equipaggi e corredi simili, ma operativamente non dovrebbero esserci problemi di sorta.

Confermo che Zarya è di proprietà USA

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Nel proseguire la discussione invitiamo ad attenersi scrupolosamente all’argomento, cioè le conseguenze della crisi ucraina sulla ISS. Quanto accade in Ucraina, gli sviluppi della crisi sul territorio, le eventuali azioni militari, le analisi geopolitiche e le previsioni di quanto potrebbe accadere sul campo non riguardano questa discussione. Eventuali messaggi non in tema verranno rimossi senza preavviso.

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Questa è l’unica cosa plausibile, e che credo probabilmente avverrà per Crew-5 e 68S. Tutto il resto mi sembrano speculazioni mooooolto remote.

Per i voli incrociati sicuramente se ne riparlerà più in là, ma adesso i tempi stanno diventando troppo stretti per accomodare Kikina su Crew-5… la decisione ufficiale ancora non c’è, ma io credo che il quarto astronauta sará americano.

Nota importante per @Raffaele_Di_Palma: questa non è solo una tarantella burocratica. La possibilità di avere voli incrociati serve per garantire la continua presenza sia di Astronauti che di Cosmonauti in caso di problemi a uno dei due veicoli. Se SpX dovesse avere problemi a lanciare Crew-4 in tempo e ad un certo punto Crew-3 fosse costretto a rientrare, la stazione sarebbe abitata solo da Cosmonauti.

In condizioni normali, questo sarebbe “solo” un problema tecnico: i Cosmonauti non sono addestrati per fare tutte le maintenance dello USOS, ma solo quelle basilari. Avere solo Cosmonauti a bordo significa sostanzialmente un Decrew, probabilmente dovremmo chiudere tutti gli hatch dello USOS e andare in una configurazione di sicurezza.

Nelle condizioni non-normali in cui siamo ora poi, figuriamoci se NASA permette che rimangano solo Cosmonauti a bordo…

Credo che questo sia stato uno dei motivi dell’estensione di Vande Hei (rimanendo lui a bordo, è stato molto più “facile” accettare un indirect handover tra Crew-2 e Crew-3, dovuto ai ritardi di Crew-3) e il motivo principale per cui si perseguono i voli incrociati.

Per Crew-3/Crew-4 ci prendiamo tutti il rischio, perché NASA e Roscosmos non avevano i tempi tecnici per trovare un accordo, ma si sperava che per Crew-4/Crew-5 il rischio non si ponesse, avendo il tempo di mettere un astronauta USOS su 68S.

E questo è anche il motivo grosso per cui Beoing OFT-2 ha priorità assoluta per il programma ISS. Avere un secondo fornitore, indipendentemente dai costi e dai ritardi, serve alla NASA per garantire un backup in caso di problemi a SpX.

Cambiando topic, quello di cui non parla Pete sono tutti gli esperimenti chiamati “joint research”, ovvero quelli in cui Roscosmos condivide le risorse con altri International Partners (NASA, ESA, JAXA, CSA). Per risorse si intende Crew Time (ovvero Cosmonauti che fanno attività nello USOS), come anche upload e download di hardware con la Soyuz o la Progress. ESA ne ha due belli grossi, che sono EML e PK-4, ma ne abbiamo anche altri. Ad oggi gli esperimenti vanno avanti e la cooperazione continua, speriamo che non ci siano impatti.

NDR: speculazioni mie basate sulla mia esperienza personale, che non necessariamente riflettono la posizione ufficiale delle agenzie. Come sempre, cerco di scrivere quello che posso scrivere in un forum pubblico, cercando di non farmi arrivare la CIA e il KGB alla porta di casa :wink:

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Per quanto riguarda la situazione degli esperimenti chiediamo anche a @zzambot.

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sino ad ora nessun cambiamento. Anche perche’ il nostro esperimento lo eseguono i russi e lo vedono come “russo”. la vedo complicata per i nuovi esperimenti. vi tengo aggiornati.

(avevamo una sesione i 3 marzo che ci hanno cancellato, ma in tempi non sospetti e dopo avercene date altre 3 non previste a fabbraio)

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Grazie per la delucidazione :blush:

Qui il memorandum di intesa riguardo la ISS tra NASA ed RSA

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A leggere quanto riporta Veronica,sembrerebbe che lo scenario peggiore ( il peggio del peggio) potrebbe consistere in una sorta di “separazione in casa”.
Ossia, non si chiudono i portelli,ma è come se ci fosse un virtuale ed invisibile portello chiuso tra la zona “Occidentale” e quella Russa, con Astronauti e Cosmonauti che rimangono ognuno nella propia parte di stazione,limitando i contatti al minimo indispensabile.
Insomma una specie di Berlino della guerra fredda,prima del muro.

Altra conseguenza possibile della crisi potrebbe essere che non ci saranno più Astronauti sulla Sojuz e Cosmonauti sulla Dragon; ognuno andrà su con i rispettivi veicoli,con probabile diminuzione del numero di persone a bordo della ISS.

Siccome non credo ad una vera e propia guerra tra la NATO e la Russia,non credo neanche a scenari peggiori di questo che ho appena delineato.

Dipende…
Se sono militari dovrebbero obbedire, in caso di civili potrebbe esserci qualche difficoltà.
Comunque dubito chiuderanno fisicamente il portello,propio per gli inconvenienti tecnici cui accennavi.
Al massimo,come dicevo,potrebbe esserci una chiusura virtuale.

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Valutato tutto, penso che possiamo condividere quanto affermato da Buzz.

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Roscomos conferma la data di partenza della MS-21

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Vorrei precisare una cosa:

Non ricordo se in forum o su altri canali, ho visto accennato l’assioma “reboost tramite Cygnus per rendersi indipendenti dalle Progress/Soyuz”

Questo non credo sia vero, o quantomeno non si applicherebbe al contesto ISS.

Come per altri sistemi (vedi iROSA) si stanno testando ora sulla ISS le tecnologie che si utilizzeranno sul Lunar Gateway.

Cygnus fa parte di questa evoluzione, dato che sarà la base strutturale da cui verrà ricavato il modulo HALO, contenente il Power and Propulsion Element della futura stazione lunare.

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che bello questo tweet di @Raffaele_Di_Palma!!
a mio parere merita di entrare in questo topic…
:smiley::rocket::dove::+1:

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Non in ambito ISS, Roscomos conferma anche il proseguimento delle operazioni per il prossimo lancio OneWeb.

https://twitter.com/roscosmos/status/1496823161375137792?t=QBDN_rFhl5VakJm2ZiWv2Q&s=19

Secondo lo Space Policy Institute della George Washington University, anche il progetto ExoMars sarebbe al sicuro da tensioni politiche

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Scusate la domanda che può risultare sciocca e banale, ma c’è un rischio che Mark Vande Hei debba tornare con una SpaceX anziché con la Soyuz come previsto?