Quel traguardo gli americani lo hanno superato negli anni ‘60.
E nell’astronautica commerciale vanno a gonfie vele. I Cinesi inseguono, e sono quelli che lo fanno meglio ma sono comunque indietro.
Il problema e’ l’astonautica pubblica non commerciale, c’e’ molta confusione e anche ripensamenti su tanti aspetti che, in verita’ di motivi di perplessita’ ne danno.
Nel frattempo si potrebbe fare piu’ scienza, io sono costernato che non vengano standardizzate e prodotte in piccola serie una famiglia di sonde tipo Mariner/Voyager che hanno avuto tanto successo in passato quando la capacita’ di lancio era una frazione di quella che c’e’ oggi.
Quanto alla Luna e Artemis non trovate che cosi’ sia leggermete schizofrenico? Da un lato usi una infrastruttura basata su motori residuati di decenni fa progettati per faere altro, dall’altra vuoi portare addirittura un payload da 100 tonnellate, leggermente sovradimensionato, usando l’evoluzione di un veicolo nato per fare tutt’altro.
Non so, se c’e’ un ripensamento personalmente non mi straccerei le vesti. Preferirei sonde standardizzate come se piovesse, veicoli abitati orbitali intrinsecamente riutilizzabili come il compianto Nautillus, magari esperienze con propulsione nucleare o un po’ piu’prestante, ma relativamente alla Luna magari un lander piu’ a misura d’uomo.
L’unica cosa che e’ veramente utile per il futuro e’ il propellant transfer. Almeno quello va a parare da qualche parte, apre nuovi orizzonti. Pero’ inizierei con una cosa piu’ semplice e un profilo di missione per cui basta un solo refueling o al massimo due. Ecco un lander giusto in una SS e uno o due rifornimenti o tug separati, sempre con SS nella mia ignoranza dei dettagli mi sembrerebbe molto piu’ ragionevole.
Insomma non si sa piu’ che dire o se ne dicono troppe, ci sono tante direzioni possibili e tanta confusione.
Ora a me sembra che ci sia un ripensamento generale, e al contrario di prima magari non si persegue una impresa che non ha senso solo per motivi politici e di posti di lavoro..